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Legge regionale n. 30/93 Buy on Jiji.ng - link: https://jiji.ng/300-pop-corn-machines Best in Nigeria

2 LEGGE REGIONALE 3 NOVEMBRE 1993 N.30 NORME IN TEMA DI PROGRAMMAZIONE SANITARIA E DI RIORGANIZZAZIONE TERRITORIALE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI.
REGIONE SICILIA L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIA HA APPROVATO
IL PRESIDENTE REGIONALE

PROMULGA

LA SEGUENTE LEGGE:

TITOLO 1
PRINCIPI GENERALI
ART.1
RECEPIMENTO DI NORME
1. NEL TERRITORIO DELLA REGIONE SICILIA SI APPLICANO LE NORME DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO 30 DICEMBRE 1992 N.502 CON LE MODIFICAZIONE DI CUI AGLI ARTICOLI SEGUENTI SALVO QUANTO PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 1 SETTEMBRE 1993, N.25 E NEL RISPETTO DEI PRINCIPI ORDINARI DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 1978 N. 833 ART. 10
COLLEGIO DEI REVISORI 1. LE DISPOSIZIONI PREVISTE DALL'ARTICOLO 3, COMMA 13, DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992 SI APPLICANO CON LE MODIFICHE DI CUI AI COMMI SUCCESSIVI.
2. IL COLLEGIO DEI REVISORI DELLE AZIENDE UNITA' SANITARIE LOCALI E DELLE AZIENDE OSPEDALIERE E' COMPOSTO DA CINQUE MEMBRI DI CUI:
A) (DISPOSIZIONE OMESSA IN QUANTO IMPUGNATA, AI SENSI DELL'ART. 28 DELLO STATUTO, DAL COMMISSARIO DELLO STATO PER LA REGIONE SICILIANA)
B) (DISPOSIZIONE OMESSA IN QUANTO IMPUGNATA, AI SENSI DELL'ART. 28 DELLO STATUTO, DAL COMMISSARIO DELLO STATUTO PER LA REGIONE SICILIANA)
C) DUE DESIGNATI DAL MINISTRO DEL TESORO, SCELTI TRA FUNZIONARI DELLA RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO;
D) UNO DESIGNATO DAL SINDACO O DALLA CONFERENZA DEI SINDACI, SCELTO TRA I REVISORI CONTABILI ISCRITTI NEL REGISTRO PREVISTO DALL'ARTICOLO 1 DEL DECRETO LEGISLATIVO 27 GENNAIO 1992, N. 88.
3. IL COLLEGIO DEI REVISORI E' NOMINATO DAL DIRETTORE GENERALE ENTRO DIECI GIORNI DALLA ACQUISIZIONE DELLE PRESCRITTE DESIGNAZIONI.

ART. 11
INTERVENTI SOSTITUTIVI
1. QUALORA GLI ORGANI DELLE AZIENDE UNITA' SANITARIE LOCALI O DELLE AZIENDE OSPEDALIERE OMETTANO DI COMPIERE UN ATTO OBBLIGATORIO PER LEGGE, L'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA', PREVIA DIFFIDA CON ASSEGNAZIONE DI UN TERMINE PER PROVVEDERE, NOMINA UN COMMISSARIO AD ACTA.
2. IN CASO DI MANCANZA DEL LEGALE RAPPRESENTANTE DELL'AZIENDA UNITA' SANITARIA LOCALE O DELL'AZIENDA OSPEDALIERA, NELLE MORE DELLA NOMINA DA PARTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE DEL NUOVO TITOLARE, L'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA' NOMINA UN COMMISSARIO STRAORDINARIO CON IL COMPITO DI PROVVEDERE AGLI ATTI INDIFFERIBILI ED URGENTI PER LA CONTINUITA' GESTIONALE DELL'AZIENDA UNITA' SANITARIA LOCALE O OSPEDALIERA.

ART. 12
SANZIONI A CARICO DEL DIRETTORE GENERALE
1. LA REITERATA OMISSIONE DELLE ATTIVITA' PREVISTE DALL'ARTICOLO 11, COMMA 1, DETERMINA LA DECADENZA DI DIRITTO DEL DIRETTORE GENERALE.
2. LA PROPOSTA DI DECADENZA DEL DIRETTORE GENERALE PUO' ESSERE AVANZATA ALL'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA' ANCHE DAL SINDACO O DALL'ASSEMBLEA DEI SINDACI DEI COMUNI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI.
3. LA DECADENZA DEL DIRETTORE GENERALE E ALTRESI' DETERMINATA DAL REITERATO MANCATO RISCONTRO DA PARTE DELL'ENTE DELIBERANTE DELLA RICHIESTA DI CHIARIMENTI SUGLI ATTI DI CUI ALL'ARTICOLO 53, CAPOVERSO 5, NEL TERMINE DI TRENTA GIORNI DAL RICEVIMENTO.
4. LA DECADENZA E' DICHIARATA CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE, SU SEGNALAZIONE DELL'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA'.
5. IL PRESIDENTE DELLA REGIONE, SU PROPOSTA DELL'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA', PREVIA DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE, DISPONE ALTRESI' LA DECADENZA DEL DIRETTORE GENERALE IN TUTTI I CASI IN CUI RICORRANO GRAVI MOTIVI O VIOLAZIONI DI LEGGE O DEI PRINCIPI DI BUON ANDAMENTO E IMPARZIALITA' DELL'AMMINISTRAZIONE, NONCHE' IN TUTTE LE IPOTESI DI GRAVIO DISAVANZI DI GESTIONE.

ART. 13
ASSISTENZA SPECIALISTICA, DI DIAGNOSTICA STRUMENTALE E DI LABORATORIO
1. L'ASSISTENZA SPECIALISTICA, DI DIAGNOSTICA STRUMENTALE E DI LABORATORIO E DI TERAPIA FISICA E RIABILITATIVA, E' EROGATA DAL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE SECONDO QUANTO PREVISTO DALL'ARTICOLO 8, COMMI 5, 6 E 7 DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992.
2. (COMMA OMESSO IN QUANO IMPUGNATO, AI SENSI DELL'ART. 28 DELLO STATUTO, DAL COMMISSARIO DELLO STATO PER LA REGIONE SICILIANA)
3. IL PIANO SANITARIO REGIONALE STABILISCE LA TIPOLOGIA DEI POLIAMBULATORI E LE INTERAZIONI FUNZIONALI CON LE ATTIVITA' DI BASE E DI RICOVERO E DEFINISCE GLI STANDARDS STRUTTURALI, TECNOLOGICI E DI PERSONALE CUI LE STRUTTURE SOCIETARIE CONVENZIONATE CON IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE DEVONO OTTEMPERARE NEL RISPETTO DELLE PRESTAZIONI SPECIALISTICHE EROGATE.

ART. 14
ATTIVITA' RIABILITATIVA
1. NEL PIANO SANITARIO REGIONALE SONO DEFINITI LO SVILUPPO, L'ORGANIZZAZIONE E LA PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI DI NATURA ASSISTENZIALE SANITARIA NEL CAMPO DELLA RIABILITAZIONE, AVENDO RIFERIMENTO ALLA GLOBALITA' DELL'INTERVENTO FISICO E PSICHICO ED ALL'UNITARIETA' DEGLI OBIETTIVI.
2. GLI INTERVENTI, PER LA COMPLESSITA' E GRADUALITA' DELLE PROBLEMATICHE RIABILITATIVE, SONO ARTICOLATI E COLLOCATI SIA A LIVELLO OSPEDALIERO CHE A LIVELLO DISTRETTUALE NELLE STRUTTURE PUBBLICHE E PRIVATE, NEI LIMITI PREVISTI DALL'ARTICOLO 13, COMMA 1.

ART. 15
EDUCAZIONE ALLA SALUTE
1. L'EDUCAZIONE ALLA SALUTE COSTITUISCE UNA FUNZIONE DI OGNI LIVELLO DEL SISTEMA SOCIO-SANITARIO REGIONALE ED HA CARATTERE DEL CAMPO SOCIALE, PSICOLOGICO E PEDAGOGICO CHE DI QUELLO MEDICO E SANITARIO.
2. LE AZIONI STRATEGICHE INDIVIDUATE SONO:
A) LA COSTITUZIONE NELLE UNITA' SANITARIE LOCALI DI UNITA' OPERATIVE PER L'EDUCAZIONE ALLA SALUTE (UOES) ALLE DIPENDENZE DEL DIRETTORE SANITARIO, CON IL COMPITO DI PROGRAMMARE, GESTIRE E VALUTARE LE ATTIVITA' DI EDUCAZIONE ALLA SALUTE, E DI UN COMITATO PER L'EDUCAZIONE ALLA SALUTE (COES) CON COMPITI DI COORDINAMENTO E PROPOSTA. IN OGNI DISTRETTO E' COSTITUITO UN COES DI DISTRETTO IN CUI LE FUNZIONI DI REFERENTE PER L'EDUCAZIONE ALLA SALUTE SARANNO SVOLTE DA UN FUNZIONARIO NON APICALE DEL RUOLO SANITARIO O DEL RUOLO TECNICO. LE UNITA' OPERATIVE PER L'EDUCAZIONE SANITARIA E LE CORRISPONDENTI STRUTTURE DI DISTRETTO COSTITUISCONO IL RIFERIMENTO PER I CITTADINI E LE ASSOCIAZIONI PER LA TUTELA DEI DIRITTI DEGLI UTENTI DEI SERVIZI, FRA I QUALI IN PRIMO LUOGO IL DIRITTO ALL'INFORMAZIONE CORRETTA ANCHE AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 30 GENNAIO 1991, N.7. ALL'INTERNO DI TALI STRUTTURE DOVRA' ESSERE ASSICURATA LA PRESENZA DELLE DIVERSE PROFESSIONALITA' INTERESSATE ALL'EDUCAZIONE ALLA SALUTE;
B) LA CREAZIONE DI RAPPORTI ORGANICI CON IL MONDO DELLA SCUOLA A LIVELLO DI DISTRETTO, DI UNITA' SANITARIA LOCALE E DI REGIONE CHE REALIZZINO COLLABORAZIONI STABILI DI TIPO SIMMETRICO, ANCHE ATTRAVERSO LA REDAZIONE DI PROTOCOLLI D'INTESA;
C) IL POTENZIAMENTO DELLA ATTIVITA' DI MEDICINA PREVENTIVA E DI EDUCAZIONE ALLA SALUTE DELLA REGIONE ANCHE ATTRAVERSO LA PROMOZIONE DI CAMPAGNE DI EDUCAZIONE ALLA SALUTE E MEDICINA PREVENTIVA, LA PRODUZIONE DI AUDIOVISIVI, L'ATTIVITA' DI DOCUMENTAZIONE, LA FORMAZIONE IN EDUCAZIONE SANITARIA DEGLI OPERATORI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI DELLA SCUOLA DEL VOLONTARIATO.

ART. 16
COMITATO BIOETICO
1. IN CIASCUNA AZIENDA OSPEDALIERA E' ISTITUITO UN COMITATO PER LA VALUTAZIONE DEI PROTOCOLLI TERAPEUTICI SPERIMENTALI.
2. IL COMITATO BIOETICO E' COMPOSTO DA:
A) IL DIRETTORE SANITARIO DELL'AZIENDA, CHE LO PRESIEDE;
B) I CAPIDIPARTIMENTO;
C) UN MAGISTRATO DESIGNATO DAL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE TERRITORIALMENTE COMPETENTE;
D) UN AVVOCATO DESIGNATO DALL'ORDINE DEGLI AVVOCATI TERRITORIALMENTE COMPETENTE;
E) UN OPERATORE DEL CAMPO PSICO-SOCIALE, DESIGNATO DAL DIRETTORE GENERALE.

ART. 17
MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 30 GENNAIO 1991, N. 7 IN TEMA DI SALVAGUARDIA DEI DIRITTI DEGLI UTENTI
1. GLI ARTICOLI 31, 32 E 33 DELLA LEGGE REGIONALE N. 7 DEL 1991 SONO SOSTITUITI DAI SEGUENTI:

"ART. 31
UFFICIO DI PUBBLICA TUTELA DEGLI UTENTI DEI SERVIZI SANITARI
1. PRESSO CIASCUNA UNITA' SANITARIA LOCALE AZIENDA OSPEDALIERA E' ISTITUITO, ALLE DIRETTIVE DIPENDENZE DEL DIRETTORE GENERALE, L'UFFICIO DI PUBBLICA TUTELA DEGLI UTENTI DEI SERVIZI SANITARI CON IL COMPITO DI PROMUOVERE, ATTUARE E VERIFICARE LE MISURE DESTINATE AL MIGLIORAMENTO DEI SERVIZI SANITARI, DELLA LORO ACCETTABILITA' ED ACCESSIBILITA', CON PARTICOLARE RIGUARDO ALL'ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE, AGLI ORARI ED ALLA ORGANIZZAZIONE FUNZIONALE. L'UFFICIO DI PUBBLICA TUTELA DEGLI UTENTI PROMUOVE ALTRESI' D'UFFICIO O SU SEGNALAZIONE DEI CITTADINI O DELLE ASSOCIAZIONI DI UTENTI O DI VOLONTARIATO L'INTERVENTO DEGLI ENTI COMPETENTI, ANCHE PER L'ATTUAZIONE E L'OSSERVANZA DELLE DISPOSIZIONI DELLA PRESENTE LEGGE, DI ALTRE LEGGI REGIONALI IN MATERIA DI SANITA' DEI PIANI REGIONALI SANITARI, DEI REGOLAMENTI E DEGLI OBBLIGHI SCATURENTI DALLE NORME DEGLI ACCORDI COLLETTIVI NAZIONALI DI LAVORO, NONCHE' GLI INTERVENTI PER L'ADOZIONE DEI PROVVEDIMENTI DI TUTELA DI COMPETENZA, DELL'AUTORITA' GIUDIZIARIA NELL'INTERESSE DEI MINORI E DEGLI INCAPACI.
3. L'UFFICIO HA IL COMPITO ALTRESI' DI PROMUOVERE, ANCHE SE SEGNALAZIONE DI QUALUNQUE CITTADINO, L'INTERVENTO DEI SERVIZI DI ZONA, NONCHE' L'ADOZIONE DEI PROVVEDIMENTI DI TUTELA DI COMPETENZA DELL'AUTORITA' GIUDIZIARIA.
3. PER L'ESERCIZIO DELLE PROPRIE FUNZIONI L'UFFICIO SI AVVALE DI PERSONALE DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE.
4. L'UFFICIO HA LIBERO ACCESSO AGLI ATTI NECESSARI ALLO SVOLGIMENTO DEI COMPITI DI ISTITUTO E PER ESSI NON PUO ' ESSERE OPPOSTO IL SEGRETO D'UFFICIO.
5. AGLI ONERI RELATIVI AL FUNZIONAMENTO DELL'UFFICIO PROVVEDONO LE UNITA' SANITARIE LOCALI, FERMA RESTANDO L'OSSERVANZA DELLE NORME VIGENTI IN MATERIA DI SPESA A CARICO DEL FONDO SANITARIO.

ART. 32
RESPONSABILITA' DELL'UFFICIO DI PUBBLICA TUTELA DEGLI UTENTI DEI SERVIZI SANITARI
1. E' ISTITUITO ALTRESI' IN OGNI UNITA' SANITARIA LOCALE UN COMITATO DI PARTECIPAZIONE E VIGILANZA CON FUNZIONE, CONSULTIVA E DI PROPOSTA IN MERITO ALLA ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI SANITARI CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLA ACCESSIBILITA', AGLI ORARI DI FUNZIONAMENTO ED ALLA ORGANIZZAZIONE FUNZIONALE. A TALE COMITATO PARTECIPANO I RAPPRESENTANTI DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO, DELLE ASSOCIAZIONI DI UTENTI, DELLE ASSOCIAZIONI SINDACALI E SOCIALI, NONCHE' DUE RAPPRESENTANTI, UNO MEDICO ED UNO NON MEDICO, DEGLI OPERATORI DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE. TALE COMITATO E' PRESIEDUTO DAL DIRETTORE GENERALE DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE O AZIENDA OSPEDALIERA O DA UN SUO DELEGATO.
2. IL COMITATO DI PARTECIPAZIONE E VIGILANZA ASSICURA CHE L'ATTIVITA' DELL'UFFICIO DI PUBBLICA TUTELA DEGLI UTENTI DEI SERVIZI SANITARI SI REALIZZI NEL SENSO DELL'EFFICACE TUTELA DEI DIRITTI DEGLI UTENTI IN TUTTI I MOMENTI DI EROGAZIONE DEI SERVIZI DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE E DEGLI ENTI COMPETENTI, FIN DAL MOMENTO DELLA RICHIESTA DI ACCESSO AL SERVIZIO O DELLA RICHIESTA DI PRESTAZIONE SANITARIA, SIA ESSA IN FORMA AMBULATORIALE, DI DAY HOSPITAL, DI RICOVERO O ALTRA.
3. IL COMITATO DI PARTECIPAZIONE E VIGILANZA DURA IN CARICA UN TRIENNIO. AL PRESIDENTE ED AI COMPONENTI NON SPETTA ALCUN COMPENSO, SALVO IL RIMBORSO DELLE SPESE.
4. IL DIRETTORE GENERALE DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE PROVVEDE A TUTTE LE PROCEDURE PER IL RINNOVO DEL COMITATO ENTRO I TRE MESI ANTERIORI ALLA SUA SCADENZA;
TRASCORSO INFRUTTUOSAMENTE TALE TERMINE, PROVVEDE IN VIA SOSTITUTIVA E SENZA DIFFIDA L'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA' ENTRO I SUCCESSIVI TRENTA GIORNI.

ART. 33
REGOLAMENTO
1. ENTRO CENTOTTANTA GIORNI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE L'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA' EMANERA' CON DECRETO IL REGOLAMENTO ATTUATIVO CHE DISCIPLINA L'ACCESSO E LE FUNZIONI DEL COMITATO DI CUI ALL'ARTICOLO 32, PREVEDENDO LE FORME ED I TEMPI DI CONSULTAZIONE DEL COMITATO STESSO NEI PROCESSI DI PROGRAMMAZIONE E DI VERIFICA DEGLI INTERVENTI SANITARI".

ART. 18
SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO
1. LA REGIONE SICILIANA ATTIVA IL SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO (SIS) CHE COSTITUISCE L'INSIEME DELLE STRUTTURE E DELLE PROCEDURE AVENTI PER SCOPO LA RILEVAZIONE, L'ELABORAZIONE E LA DIFFUSIONE DEI DATI INFORMATIVI, RELATIVI ALLA GESTIONE ED AL GOVERNO DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI E DELLE AZIENDE OSPEDALIERE, NONCHE' L'UNIFORMITA' DI PROCEDURE E STAMPATI.
2. IL SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO ASSICURA LA BASE DELLE CONOSCENZE E DELLE VALUTAZIONI NECESSARIE, AI VARI LIVELLI DI GOVERNO, PER UNA CORRETTA IMPOSTAZIONE DELLE DECISIONI IN ORDINE ALLA POLITICA SANITARIA ED AL BUON UTILIZZO DELLE RISORSE.
3. IL SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO, ARTICOLATO NEI DUE LIVELLI CENTRALE O REGIONALE (SIR) E LOCALE (SIL), DEVE RISPONDERE SIA ALLE ESIGENZE INFORMATIVE DELLA GESTIONE DELLE COMPETENZE REGIONALI, SIA ALLA FUNZIONE DI PROGRAMMAZIONE, VERIFICA E CONTROLLO E TRASMETTERE LE INFORMAZIONI ELABORATE A LIVELLO NAZIONALE.
4. IL SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO TROVA IL NECESSARIO SUPPORTO IN UN SISTEMA INFORMATICO COMPUTERIZZATO ED ATTIVATO NEI DUE LIVELLI DEL SISTEMA MEDESIMO, SECONDO CRITERI E MODALITA' CHE SARANNO DETERMINATI NEL PIANO SANITARIO REGIONALE
5. IL SISTEMA INFORMATIVO REGIONALE (SIR):
A) COSTITUISCE IL CENTRO DI COORDINAMENTO ORGANIZZATIVO E OPERATIVO DELLE UNITA' PERIFERICHE CONFLUENTI NEL SISTEMA INFORMATIVO LOCALE;
B) RACCOGLIE LE INFORMAZIONI DERIVANTI DA TALI UNITA', NE ELABORA LA SINTESI IN FORMA OMOGENEA E NE CURA LA TRASMISSIONE ALLA DIREZIONE ECONOMICO FINANZIARIA DELL'ASSESSORATO REGIONALE DELLA SANITA' E ALL'OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO REGIONALE;
C) OPERA IN STRETTO COORDINAMENTO CON L'OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO REGIONALE, QUALE FONTE DEI DATI CHE L'OSSERVATORIO ELABORA E UTILIZZA PER ADEMPIERE ALLE FUNZIONI DI CUI ALL'ARTICOLO 18 DELLA LEGGE REGIONALE N. 6 DEL 1981;
D) DIFFONDE INFORMAZIONI PROVENIENTI DA FONTI NAZIONALI E COMUNITARIE SUL TERRITORIO REGIONALE RENDENDO TEMPESTIVA LA DIFFUSIONE DI NOTIZIE DI CARATTERE SCIENTIFICO E SANITARIO.
6. PER L'ATTUAZIONE DEL SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO LOCALE (SIL) E' ISTITUITO PRESSO LE UNITA' SANITARIE LOCALI E LE AZIENDE OSPEDALIERE L'UFFICIO DEL SISTEMA INFORMATIVO E STATISTICO, POSTO ALLE DIRETTE DIPENDENZE DEL DIRETTORE GENERALE, CON LE SEGUENTI FUNZIONI:
A) RACCOLTA, ELABORAZIONE E VALUTAZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICHE E SANITARIE CHE I SETTORI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI E DELLE AZIENDE OSPEDALIERE SONO TENUTI OBBLIGATORIAMENTE A FORNIRE, SIA CON PERIODICITA' DA STABILIRE CHE A RICHIESTA;
B) TRASMISSIONE AL SISTEMA INFORMATIVO REGIONALE DELLE INFORMAZIONI NECESSARIE ALLA PROGRAMMAZIONE E AL CONTROLLO DELLE ATTIVITA' SANITARIE;
C) UTILIZZAZIONE DELLE INFORMAZIONI PER LA GESTIONE DEI SERVIZI DEI PRESIDI SANITARI;
D) PREDISPOSIZIONE DEI PAINI OPERATIVI DELLE AZIENDE DI CUI ALL'ART. 3;
E) VALUTAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA DI EFFICIENZA E VALUTAZIONE DELL'EFFICACIA DEI SERVIZI DELLE AZIENDE;
F) VALUTAZIONE EPIDEMIOLOGICA DEI BISOGNI SANITARI, DELLO STATO DI SALUTE E DELLA INCIDENZA/PREVALENZA DELLA PATOLOGIA NELLA POPOLAZIONE DELL'UNITA SANIARIA LOCALE;
G) COLLABORAZIONE CON L'OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO REGIONALE ALLA ESECUZIONE DI INDAGINI EPIDEMIOLOGICHE E VALUTATIVE;
H) ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DEL SISTEMA INFORMATIVO DELLE AZIENDE.
7. NELLO SVOLGIMENTO DELLE LORO FUNZIONI GLI UFFICI DEL SISTEMA INFORMATIVO E STATISTICO MANTENGONO UNO STRETTO COLLEGAMENTO CON IL SISTEMA INFORMATIVO REGIONALE E CON L'OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO REGIONALE CHE PROVVEDE, AI SENSI
DELL'ART. 18 DELLA LEGGE REGIONALE N. 6 DEL 1981, ALLA DEFINIZIONE DELLE METODOLOGIE DI RACCOLTA ED ELABORAZIONE DELLE INFORMAZIONI.
8. DOPO LA LETTERA D) DELL'ART. 18 DELLA LEGGE REGIONALE N. 6 DEL 1981 E' AGGIUNTO IL SEGUENTE PERIODO:
"- EFFETTUATE VALUTAZIONI RELATIVE ALLA EFFICIENZA ECONOMICA DEI SERVIZI SANITARI, ANCHE ATTRAVERSO LA SPERIMENTAZIONE DI MODELLI GESTIONALI DEI SERVIZI SANITARI STESSI."
9. ALLA FINE DEL SECONDO COMMA DELL'ART.18 DELLA LEGGE REGIONALE N. 6 DEL 1981 E' AGGIUNTO IL SEGUENTE PERIODO:
"ESPRIME PARERE OBBLIGATORIO PER LA VALUTAZIONE COSTO EFFICACIA E COSTO-BENEFICIO DEI PROGRAMMI INTRAPRESI DALLA REGIONE IN CAMPO SANITARIO, CON SPECIALE RIFERIMENTO ALLA ISTITUZIONE DI NUOVI SERVIZI OSPEDALIERI, ALLA VALUTAZIONE DELLA PIANTA ORGANICA, AI PROGETTI-OBIETTIVO E AI PIANI DI INVESTIMENTO NELLE STRUTTURE TECNOLOGICHE COMPLESSE DI RILIEVO REGIONALE"

TITOLO III
FORMAZIONE DEL PERSONALE E ISTITUZIONE DEL CENTOR PER LA FORMAZIONE PERMANENTE E L'AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE DEL SERVIZIO SANITARIO

ART. 19
FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE
1. LA FORMAZIONE E L'AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE RAPPRESENTANO ATTIVITA' DI IMPORTANZA CENTRALE PER LO SVILUPPO DEL SERVIZIO SANITARIO.
2. IL PIANO SANITARIO REGIONALE STABILISCE LA MODALITA' DI REALIZZAZIONE DELLE AZIONI STRATEGICHE RELATIVE:
A) ALL'INDIVIDUAZIONE DEL FABBISOGNO DEL PERSONALE INFERMIERISTICO, TECNICO E DI RIABILITAZIONE PER IL TRIENNIO DI RIFERIMENTO E DELLE SEDI DELLE RELATIVE SCUOLE, DEL NUMERO DI POSTI A DISPOSIZIONE PER CIASCUNA DI ESSERE, NONCHE' ALL'ADOZIONE DI STANDARDS REGIONALI RELATIVI AI REQUISITI MINIMI STRUTTURALI E DI ORGANICO CHE LE SCUOLE DEVONO POSSEDERE, IN LINEA CON QUANTO STABILITO DALL'ART 6, COMMA 3, DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992;
B) ALL'APPLICAZIONE DELL'ACCORDO REGIONALE PER IL PERSONALE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE IN MERITO ALL'AGGIORNAMENTO INTESO COME DIRITTO-DOVERE DEGLI OPERATORI;
C) ALLA QUOTA DI SPECIALIZZA DI PRESSO LE STRUTTURE REGIONALI, DISTINTI PER DISCIPLINA, SULLA BASE DELLE ESIGENZE DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE,DETERMINATA AI SENSI DELL'ARTICOLO 6 COMMA 2, DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992.
3. IL PIANO SANITARIO REGIONALE PREVEDE UNA QUOTA DI RISORSE A DESTINAZIONE VINCOLATA PER L'ATTUAZIONE DEL PRESENTE ARTICOLO

ART.2
SOGGETTI
1. FERMI RESTANDO LE FUNZIONI ED I POTERI DI INDIRIZZO PROGRAMMAZIONE, VERIFICA E CONTROLLO DELLA REGIONE SICILIANA, CONCORRONO ALLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA REGIONALE ELABORATA DALLA REGIONE LE UNITA' SANITARIE LOCALI, LE AZIENDE OSPEDALIERE E, PER QUANTO DI COMPETENZA, LE UNIVERSITA' NEL RISPETTO DELL'ARTICOLO 6 DEL DECRETO LEGISLATIVO N.502 DEL 1992.
2. SVOLGONO RUOLO CONSULTIVO I POLICLINICI UNIVERSITARI,LE PROVINCE REGIONALE, LE ORGANIZZAZIONI REGIONALE PROFESSIONALI DEGLI OPERATORI DEL SETTORE, LE ORGANIZZAZIONI DEGLI UTENTI DEI SERVIZI SANITARIE, LE ALTRE FORZE SOCIALI ORGANIZZATE E LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO.
3. LE UNITA' SANITARIE LOCALI POSSONO ASSUMERE LA GESTIONE DI ATTIVITA' O SERVIZI SOCIO ASSISTENZIALI PER CONTO DEGLI ENTI LOCALI CON ONERE A TOTALE CARICO DEGLI ENTI LOCALI CON ONERE A TOTALE CARICO DEGLI STESSI,IVI COMPRESI QUELLE RELATIVI AL PERSONALE, E CON CONTABILITA' SEPARATA. L'UNITA' SANITARIA LOCALE PROCEDE ALLA EROGAZIONE SOLO DOPO L'EFFETTIVA ACQUISIZIONE DELLE NECESSARIE DISPONIBILITA' FINANZIARIE.
4. LA REGIONE GARANTISCE NELLO SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA' DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE IL COORDINAMENTO FRA E CON TUTTI GLI ENTI, AZIENDE E SERVIZI CHE SVOLGONO ATTIVITA' COMUNQUE INCIDENTI SULLO STATO DELLA SALUTE DEI CITTADINI.
5. ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI, ALLE AZIENDE OSPEDALIERE AI POLICLINICI UNIVERSITARI SONO ATTRIBUITI COMPITI ATTUATIVI DEGLI ATTI DI INDIRIZZO E PROGRAMMAZIONE ADOTTATI DALLA REGIONE SICILIANA.

ART. 20
CENTRO PER LA FORMAZIONE PERMANENTE E L'AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE DEL SERVIZIO SANITARIO (CEFPAS)
1. E' ISTITUITO, CON SEDE IN CALTANISSETTA, IL CENTRO PER LA FORMAZIONE PERMANENTE E L'AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE DEL SERVIZIO SANITARIO (CEFPAS). IL CENTRO HA PERSONALITA' GIURIDICA DI DIRITTO PUBBLICO E PROVVEDE:
A) ALLA FORMAZIONE PERMANENTE E ALL'AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEGLI OPERATORI SOCIO-SANITARI E DELLA SCUOLA, LIMITATAMENTE ALL'AMBITO SOCIO-SANITARIO, IN ACCORDO ALLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE SULLA MATERIA ELABORATA DALL'ASSESSORATO REGIONALE DELLA SANITA';
B) ALLA REALIZZAZIONE, IN COLLABORAZIONE CON L'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA' DI UNA SCUOLA SUPERIORE DI SANITA' PER I DIRIGENTI DEL SERVIZIO SANITARIO;
C) ALLA RICERCA NEL CAMPO DELLE SCIENZE SANITARIE NELLE MATERIE DELLA FORMAZIONE, DELLA EDUCAZIONE ALLA SALUTE E DELLA PREVENZIONE;
D) ALLE ATTIVITA' DI PROMOZIONE ED EDUCAZIONE ALLA SALUTE E DI MEDICINA PREVENTIVA;
E) ALLA COLLABORAZIONE CON LE UNIVERSITA' SICILIANE PER LE RISPETTIVE ESIGENZE DIDATTICHE E SCIENTIFICHE;
F) ALLO SVOLGIMENTO DI CONVEGNI SCIENTIFICI, SEMINARI ED INCONTRI DI STUDIO;
G) ALLA REALIZZAZIONE DI STUDI E PUBBLICAZIONI, NONCHE' DI QUALSIASI ALTRA ATTIVITA' ED INIZIATIVA UTILE AL CONSEGUIMENTO DEI PROPRI SCOPI.
2. LE ATTIVITA' DI CUI AL COMMA 1 POSSONO ESSERE SVOLTE ANCHE IN FAVORE DEL PERSONALE DELLA ALTRE REGIONI E DI PAESI IN VIA DI SVILUPPO, A TITOLO ONEROSO.
3. IL CENTRO CURA LA REALIZZAZIONE NELLA UNITA' SANITARIE LOCALI DELLA REGIONE DI UNA RETE DI DOCUMENTAZIONE E MULTIMEDIALE PER L'AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE CHE COMPRENDE LA MESSA A DISPOSIZIONE DI ACCESSI ALLE BANCHE DATI, LA FORNITURA DI MATERIALE BIBLIOGRAFICO E DI SUSSIDI AUDIOVISIVI E OGNI ALTRO SERVIZIO CORRELATO.
4. IL CENTRO CONCORRE CON LE SUE STRUTTURE AL CONSEGUIMENTO DEI FINI DI CUI ALL'ART. 6 DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992. A TALE SCOPO E PER IL PERSEGUIMENTO DEI SUO COMPITI, IL CENTRO PUO' STIPULARE CONVENZIONI CON LE UNIVERSITA', CON LE UNITA' SANITARIE LOCALI, CON LE AZIENDE OSPEDALIERE E CON GLI ENTI OPERANTI NEL CAMPO SANITARIO.
5. ALL'ATTO DELLA SUA ISTITUZIONE, IL PATRIMONIO DEL CENTRO E' COSTITUITO DAL COMPLESSO DI IMMOBILI, IMPIANTI, ARREDI E ATTREZZATURE UBICATO A CALTANISSETTA, IN CONTRADA S. ELIA, REALIZZATO DALL'UNITA' SANITARIA LOCALE N. 16 DI CALTANISSETTA CON IL FINANZIAMENTO DEL FONDO INVESTIMENTO ED OCCUPAZIONE.

ART. 21
ORGANI DEL CENTOR
1. SONO ORGANI DEL CENTRO:
A) IL DIRETTORE GENERALE;
B) IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE;
C) IL COMITATO SCIENTIFICO;
D) IL COLLEGIO DEI REVISORI.
2. IL DIRETTORE GENERALE E' NOMINATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE, SU CONFORME DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE, TRA PERSONALITA' IN POSSESSO DI DOCUMENTATA ESPERIENZA ORGANIZZATIVA NEL SETTORE DELLA FORMAZIONE SOCIO-SANITARIA.
3. IL DIRETTORE GENERALE ADOTTA TUTTI GLI ATTI NECESSARI DI CONSEGUIMENTO DEGLI SCOPI DEL CENTRO, AD ECCEZIONE DI QUELLI DI COMPETENZA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, E NOMINA, ENTRO TRENTA GIORNI DALLA IMMISSIONE DELLE FUNZIONI, IL DIRETTORE DELLA FORMAZIONE ED IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO CHE DEVONO AVERE COMPROVATA ESPERIENZA NEI RISPETTIVI AMBITI DI COMPETENZA ED ESSERE IN POSSESSO DI DIPLOMA DI LAUREA.
4. IL DIRETTORE DELLA FORMAZIONE HA LA RESPONSABILITA' ORGANIZZATIVA DELLE ATTIVITA' DEL CENTRO; PROPONE IL PIANO DELLE ATTIVITA' E AL NOMINA DEI DOCENTI.
5. AL DIRETTORE GENERALE, AL DIRETTORE DELLA FORMAZIONE AL DIRETTORE AMMINISTRATIVO SI APPLICANO, IN QUANTO COMPATIBILI, LE NORME PREVISTE DAL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992 IN MERITO AI DIRETTORI GENERALI, AI DIRETTORI SANITARI E AI DIRETTORI AMMINISTRATIVI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI.
6. IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E' NOMINATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE ED E' FORMATO, OLTRE CHE DAL DIRETTORE GENERALE, CHE LO CONVOCA E LO PRESIEDE, DA QUATTRO COMPONENTI DESIGNATI RISPETTIVAMENTE:
A) DAL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA;
B) DAL MINISTRO PER LA SANITA';
C) DAL MINISTRO PER L'UNIVERSITA' E LA RICERCA SCIENTIFICA;
D) DALL'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA'.
7. IL CONSIGLIO DURA IN CARICA CINQUE ANNI. I SUOI COMPONENTI POSSONO ESSERE RICONFERMATI.
8. ALLE SEDUTE PARTECIPANO IL DIRETTORE DELLA FORMAZIONE E IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO, CON VOTO CONSULTIVO.
9. IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELIBERA:
A) LO STATUTO;
B) IL REGOLAMENTO ORGANICO E IL TRATTAMENTO ECONOMICO E GIURIDICO DEL PERSONALE
C) I BILANCI PREVENTIVI E CONSUNTIVI;
D) GLI ACQUISTI E LE VENDITE DI IMMOBILI, LA COSTITUZIONE DI DIRITTI REALI.
10. LE DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SONO INVIATE ALL'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA' CHE, ENTRO DIECI GIORNI DALLA LORO RICEZIONE, PUO' SOSPENDERE L'ESECUZIONI.
11. IL COMITATO SCIENTIFICO E' NOMINATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE, SU PROPOSTA DELL'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA', ED E' COMPOSTO DA OTTO MEMBRI SCELTI FRA STUDIOSI DI RICONOSCIUTA COMPETENZA, NELL'AMBITO DELLE DISCIPLINE E DELLE ATTIVITA' DI INTERESSE PER I COMPITI ISTITUZIONALI DEL CENTRO, IN
POSSESSO DI SPECIFICA E DOCUMENTATA ESPERIENZA DI LIVELLO NAZIONALE O INTERNAZIONALE. E' ALTRESI' COMPONENTE DI DIRITTO DEL COMITATO SCIENTIFICO IL VICEPRESIDENTE IN CARICA DEL COMITATO TECNICO-SCIENTIFICO DELL'OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO REGIONALE DI CUI ALL'ART. 20 DELLA LEGGE REGIONALE N. 6 DEL 1981.
12. CON IL DECRETO COSTITUTIVO IL PRESIDENTE DELLA REGIONE NOMINA IL PRESIDENTE DEL COMITATO SCIENTIFICO TRA I SUOI COMPONENTI.
13. IL COMITATO DURA IN CARICA CINQUE ANNI ED ELEGGE AL SUO INTERNO IL VICEPRESIDENTE.
14. I COMPONENTI POSSONO ESSERE RICONFERMATI.
15. ALLE RIUNIONI DEL COMITATO PARTECIPANO IL DIRETTORE GENERALE E IL DIRETTORE DELLA FORMAZIONE DEL CENTRO. POSSONO ESSERE CHIAMATI A PARTECIPARE ALTRI ESPERTI SCELTI DAL COMITATO.
16. FUNZIONI DEL COMITATO SCIENTIFICO SONO:
A) ESPRIMERE PARERE SUL PROGRAMMA DI ATTIVITA' PROPOSTO ANNUALMENTE DAL DIRETTORE DI FORMAZIONE;
B) ESPRIMERE PARERE SULLA NOMINA DEI DOCENTI;
C) FORMULARE AL DIRETTORE DI FORMAZIONE PROPOSTE DI ATTIVITA'.
17. IL COLLEGIO DEI REVISORI E' NOMINATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE E HA LA STESSA COMPOSIZIONE DEL CORRISPONDENTE ORGANO DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI DELLA REGIONE.

ART. 22
FUNZIONAMENTO DEL CENTRO
1. IL RAPPORTO DI LAVORO DEL PERSONALE DEL CENTRO E' DI DIRITTO PRIVATO. PER IL PERSEGUIMENTO DEI SUOI PARTICOLARI FINI, IL CENTRO PUO' FARE RICORSO AD ASSUNZIONI DI PERSONALE CON CONTRATTO A TERMINE DI DIRITTO PRIVATO ANCHE A TEMPO PARZIALE.
2. AI FINI DI ASSICURARE L'IMMEDIATA FUNZIONALITA' DEL CENTRO IL PRESIDENTE DELLA REGIONE PUO' DISPORRE, SU RICHIESTA DEL DIRETTORE GENERALE, IL COMANDO DI UN MASSIMO DI DIECI UNITA' DI PERSONALE SCELTE TRA I DIPENDENTI DELLA REGIONE.
3. IL CONTINGENTE DEL PERSONALE COMANDATO NON PUO' ECCEDERE, PER FASCIA DI QUALIFICA, LE QUANTITA' SEGUENTI:
A) DIRIGENTI: TRE;
B) ASSISTENTI: TRE;
C) DATTILOGRAFI: QUATTRO.
4. LE SPESE DI ESERCIZIO SONO FINANZIATE ANNUALMENTE CON UNA QUOTA DEL FONDO SANITARIO REGIONALE DETERMINATA TRIENNALMENTE NELL'AMBITO DELLA LEGGE DI BILANCIO REGIONALE.
5. LE SPESE PER L'ADEGUAMENTO TECNOLOGICO ED EDILIZIO SONO FINANZIATE CON APPOSITO CAPITOLO DEL BILANCIO REGIONALE.
6. SI APPLICANO AL CENTRO LE DISPOSIZIONI VIGENTI PER I BILANCI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI.

ART. 23
ACCERTAMENTO DELLE ISTITUZIONI PRIVATE
1. L'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA, ENTRO NOVANTA GIORNI DALL'APPROVAZIONE DELLA PRESENTE LEGGE, ADOTTERA' I CRITERI PER L'ACCREDITAMENTO AI FINI DELLA INDIVIDUAZIONE DELLE ISTITUZIONI PRIVATE DI CUI ALL'ARTICOLO 6, COMMA 3 DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992.

TITOLO IV
ART. 24
RETE DELL'ASSISTENZA OSPEDALIERA E DELL'EMERGENZA SANITARIA
1. LA RETE DELLA ASSISTENZA OSPEDALIERA E' COSTITUITA DA:
A) STRUTTURE OSPEDALIERE A GESTIONE DIRETTA DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE
B) STRUTTURE SANITARIE CONVENZIONATE OBBLIGATORIAMENTE AI SENSI DEGLI ARTICOLI 39, 40, 41, 42 E 43 DELLA LEGGE N. 833 DEL 1978;
C) STRUTTURE PRIVATE, CONVENZIONATE E NON CONVENZIONATE, AI SENSI DEGLI ARTICOLI 43, PRIMO COMMA, E 44 SECONDO COMMA, DELLA LEGGE N. 833 DEL 1978.
2. LE STRUTTURE OSPEDALIERE A GESTIONE DIRETTA DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE DI CUI ALLA LETTERA A) DEL COMMA 1, ENTRO LA SCADENZA DEL PIANO SANITARIO REGIONALE, DEVONO ESSERE RIORGANIZZATE SECONDO QUANTO PREVISTO DAGLI ARTICOLI SUCCESSIVI.
3. LE STRUTTURE SANITARIE CONVENZIONATE, DI CUI ALLA LETTERA B) DEL COMMA 1, CONCORRONO ALLA RETE OSPEDALIERA, SECONDO QUANTO GIA' STABILITO DALLE CONVENZIONI STIPULATE AL MOMENTO DELL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE.
4. LE STRUTTURE PRIVATE CONVENZIONATE E NON CONVENZIONATE, DI CUI ALLA LETTERA C) DEL COMMA 1, CONCORRONO ALLA RETE PER L'ASSISTENZA OSPEDALIERA FINO AD UN MASSIMO DEL 7 PER CENTO DELLA DOTAZIONE DI POSTI LETTO DELL'INTERA RETE OSPEDALIERA REGIONALE. ENTRO IL COMPLETAMENTO DEL PRIMO PIANO SANITARIO REGIONALE L'ATTUALE DOTAZIONE DI POSTI LETTO DELLE STRUTTURE PRIVATE VERRA' COORDINATA CON GLI OBIETTIVI E GLI STANDARDS DELLA RETE OSPEDALIERA REGIONALE DI CUI AI SUCCESSIVI ARTICOLI E CON IL DISPOSTO DELL'ARTICOLO 6 DELLA LEGGE REGIONALE 8 NOVEMBRE 1988, N. 39. L'UBICAZIONE DI NUOVI POSTI LETTO VERRA' PRIVILEGIATA IN QUEI TERRITORI IN CUI LA DOTAZIONE DI POSTI LETTO DELLE STRUTTURE DI CUI ALLE LETTERE A) E B) NON RAGGIUNGE I PARAMETRI FISSATI NEI SUCCESSIVI ARTICOLI E LIMITANDO LE BRANCHE AUTORIZZABILI E CONVENZIONABILI A QUELLE NON ADEGUATAMENTE EROGATE DALLE STRUTTURE MEDESIME.

ART. 25
AZIENDE E PRESIDI
1. L'ASSISTENZA OSPEDALIERA E' ORGANIZZATA SECONDO I PRINCIPI DI CUI ALLA LEGGE N. 412 DEL 1991 E AL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992. SONO COSTITUITI IN AZIENDA OSPEDALIERA CON PERSONALITA' GIURIDICA E CON AUTONOMIA ORGANIZZATIVA, AMMINISTRATIVA, PATRIMONIALE, CONTABILE, GESTIONALE E TECNICA:
A) GLI OSPEDALI DI RILIEVO NAZIONALE;
B) GLI OSPEDALI DESTINATI A CENTRO DI RIFERIMENTO DELLA RETE DEI SERVIZI DI EMERGENZA DI CUI ALL'ARTICOLO 4,COMMA 1, DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992.
2. L'INDIVIDUAZIONE E L'ARTICOLAZIONE DELLE AZIENDE OSPEDALIERE DI CUI ALLA LETTERA B) E' STABILITA DAL PIANO SANITARIO REGIONALE. IL RICONOSCIMENTO DELLA LORO PERSONALITA' GIURIDICA E' EFFETTUATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE SU PROPOSTA DELL'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA', SENTITA LA COMMISSIONE LEGISLATIVA "SERVIZI SOCIALI E SANITARI" DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA.
3. IL PIANO SANITARIO REGIONALE INDIVIDUA ALTRESI' LE STRUTTURE OSPEDALIERE CHE, AI SENSI DELLA LEGGE N. 412 DEL 1991, ENTRO LA SCADENZA DEL TRIENNIO DEVONO ESSERE RICONVERTITE O DIMESSE.
4. NELL'AMBITO DEI BILANCI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI I PRESIDI OSPEDALIERI DI UNITA' SANITARIA LOCALE DOVRANNO ESSERE FINANZIATI SU BASE BUDGETTARIA.
5. LA GESTIONE, L'AMMINISTRAZIONE ED IL FINANZIAMENTO DELLE AZIENDE OSPEDALIERE E DEI POLICLINICI UNIVERSITARI SONO DISCIPLINATI AI SENSI DEL CITATO ARTICOLO 4 DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992.

Legge regionale n. 30/93 2 LEGGE REGIONALE

3 NOVEMBRE 1993 N.30 NORME IN TEMA DI PROGRAMMAZIONE SANITARIA E DI RIORGANIZZAZIONE TERRITORIALE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI.
REGIONE SICILIA L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIA HA APPROVATO IL PRESIDENTE REGIONALE

PROMULGA

LA SEGUENTE LEGGE:
TITOLO 1
PRINCIPI GENERALI
ART.1
RECEPIMENTO DI NORME
1. NEL TERRITORIO DELLA REGIONE SICILIA SI APPLICANO LE NORME DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO 30 DICEMBRE 1992 N.502 CON LE MODIFICAZIONE DI CUI AGLI ARTICOLI SEGUENTI SALVO QUANTO PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 1 SETTEMBRE 1993, N.25 E NEL RISPETTO DEI PRINCIPI ORDINARI DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 1978 N. 833

ART. 10
COLLEGIO DEI REVISORI
1. LE DISPOSIZIONI PREVISTE DALL'ARTICOLO 3, COMMA 13, DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992 SI APPLICANO CON LE MODIFICHE DI CUI AI COMMI SUCCESSIVI.
2. IL COLLEGGIO DEI REVISORI DELLE AZIENDE UNITA' SANITARIE LOCALI E DELLE AZIENDE OSPEDALIERE E' COMPOSTO DA CINQUE MEMBRI DI CUI:
A) (DISPOSIZIONE OMESSA IN QUANTO IMPUGNATA, AI SENSI DELL'ART. 28 DELLO STATUTO, DAL COMMISSARIO DELLO STATO PER LA REGIONE SICILIANA)
B) (DISPOSIZIONE OMESSA IN QUANTO IMPUGNATA, AI SENSI DELL'ART. 28 DELLO STATUTO, DAL COMMISSARIO DELLO STATUTO PER LA REGIONE SICILIANA)
C) DUE DESIGNATI DAL MINISTRO DEL TESORO, SCELTI TRA FUNZIONARI DELLA RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO;
D) UNO DESIGNATO DAL SINDACO O DALLA CONFERENZA DEI SINDACI, SCELTO TRA I REVISORI CONTABILI ISCRITTI NEL REGISTRO PREVISTO DALL'ARTICOLO 1 DEL DECRETO LEGISLATIVO 27 GENNAIO 1992, N. 88.
3. IL COLLEGIO DEI REVISORI E' NOMINATO DAL DIRETTORE GENERALE ENTRO DIECI GIORNI DALLA ACQUISIZIONE DELLE PRESCRITTE DESIGNAZIONI.

ART. 11
INTERVENTI SOSTITUTIVI
1. QUALORA GLI ORGANI DELLE AZIENDE UNITA' SANITARIE LOCALI O DELLE AZIENDE OSPEDALIERE OMETTANO DI COMPIERE UN ATTO OBBLIGATORIO PER LEGGE, L'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA', PREVIA DIFFIDA CON ASSEGNAZIONE DI UN TERMINE PER PROVVEDERE, NOMINA UN COMMISSARIO AD ACTA.
2. IN CASO DI MANCANZA DEL LEGALE RAPPRESENTANTE DELL'AZIENDA UNITA' SANITARIA LOCALE O DELL'AZIENDA OSPEDALIERA, NELLE MORE DELLA NOMINA DA PARTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE DEL NUOVO TITOLARE, L'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA' NOMINA UN COMMISSARIO STRAORDINARIO CON IL COMPITO DI PROVVEDERE AGLI ATTI INDIFFERIBILI ED URGENTI PER LA CONTINUITA' GESTIONALE DELL'AZIENDA UNITA' SANITARIA LOCALE O OSPEDALIERA.

ART. 12
SANZIONI A CARICO DEL DIRETTORE GENERALE
1. LA REITERATA OMISSIONE DELLE ATTIVITA' PREVISTE DALL'ARTICOLO 11, COMMA 1, DETERMINA LA DECADENZA DI DIRITTO DEL DIRETTORE GENERALE.
2. LA PROPOSTA DI DECADENZA DEL DIRETTORE GENERALE PUO' ESSERE AVANZATA ALL'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA' ANCHE DAL SINDACO O DALL'ASSEMBLEA DEI SINDACI DEI COMUNI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI.
3. LA DECADENZA DEL DIRETTORE GENERALE E ALTRESI' DETERMINATA DAL REITERATO MANCATO RISCONTRO DA PARTE DELL'ENTE DELIBERANTE DELLA RICHIESTA DI CHIARIMENTI SUGLI ATTI DI CUI ALL'ARTICOLO 53, CAPOVERSO 5, NEL TERMINE DI TRENTA GIORNI DAL RICEVIMENTO.
4. LA DECADENZA E' DICHIARATA CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE, SU SEGNALAZIONE DELL'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA'.
5. IL PRESIDENTE DELLA REGIONE, SU PROPOSTA DELL'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA', PREVIA DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE, DISPONE ALTRESI' LA DECADENZA DEL DIRETTORE GENERALE IN TUTTI I CASI IN CUI RICORRANO GRAVI MOTIVI O VIOLAZIONI DI LEGGE O DEI PRINCIPI DI BUON ANDAMENTO E IMPARZIALITA' DELL'AMMINISTRAZIONE, NONCHE' IN TUTTE LE IPOTESI DI GRAVIO DISAVANZI DI GESTIONE.

ART. 13
ASSISTENZA SPECIALISTICA, DI DIAGNOSTICA STRUMENTALE E DI LABORATORIO
1. L'ASSISTENZA SPECIALISTICA, DI DIAGNOSTICA STRUMENTALE E DI LABORATORIO E DI TERAPIA FISICA E RIABILITATIVA, E' EROGATA DAL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE SECONDO QUANTO PREVISTO DALL'ARTICOLO 8, COMMI 5, 6 E 7 DEL DECRETO LEGISLATIVO
N. 502 DEL 1992.
2. (COMMA OMESSO IN QUANDO IMPUGNATO, AI SENSI DELL'ART. 28 DELLO STATUTO, DAL COMMISSARIO DELLO STATO PER LA REGIONE SICILIANA)
3. IL PIANO SANITARIO REGIONALE STABILISCE LA TIPOLOGIA DEI POLIAMBULATORI E LE INTERAZIONI FUNZIONALI CON LE ATTIVITA' DI BASE E DI RICOVERO E DEFINISCE GLI STANDARDS STRUTTURALI, TECNOLOGICI E DI PERSONALE CUI LE STRUTTURE SOCIETARIE CONVENZIONATE CON IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE DEVONO OTTEMPERARE NEL RISPETTO DELLE PRESTAZIONI SPECIALISTICHE EROGATE.

ART. 14
ATTIVITA' RIABILITATIVA
1. NEL PIANO SANITARIO REGIONALE SONO DEFINITI LO SVILUPPO, L'ORGANIZZAZIONE E LA PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI DI NATURA ASSISTENZIALE SANITARIA NEL CAMPO DELLA RIABILITAZIONE, AVENDO RIFERIMENTO ALLA GLOBALITA' DELL'INTERVENTO FISICO E PSICHICO ED ALL'UNITARIETA' DEGLI OBIETTIVI.
2. GLI INTERVENTI, PER LA COMPLESSITA' E GRADUALITA' DELLE PROBLEMATICHE RIABILITATIVE, SONO ARTICOLATI E COLLOCATI SIA A LIVELLO OSPEDALIERO CHE A LIVELLO DISTRETTUALE NELLE STRUTTURE PUBBLICHE E PRIVATE, NEI LIMITI PREVISTI DALL'ARTICOLO 13, COMMA 1.

ART. 15
EDUCAZIONE ALLA SALUTE
1. L'EDUCAZIONE ALLA SALUTE COSTITUISCE UNA FUNZIONE DI OGNI LIVELLO DEL SISTEMA SOCIO-SANITARIO REGIONALE ED HA CARATTERE DEL CAMPO SOCIALE, PSICOLOGICO E PEDAGOGICO CHE DI QUELLO MEDICO E SANITARIO.
2. LE AZIONI STRATEGICHE INDIVIDUATE SONO:
A) LA COSTITUZIONE NELLE UNITA' SANITARIE LOCALI DI UNITA' OPERATIVE PER L'EDUCAZIONE ALLA SALUTE (UOES) ALLE DIPENDENZE DEL DIRETTORE SANITARIO, CON IL COMPITO DI PROGRAMMARE, GESTIRE E VALUTARE LE ATTIVITA' DI EDUCAZIONE ALLA SALUTE, E DI UN COMITATO PER L'EDUCAZIONE ALLA SALUTE (COES) CON COMPITI DI COORDINAMENTO E PROPOSTA. IN OGNI DISTRETTO E' COSTITUITO UN COES DI DISTRETTO IN CUI LE FUNZIONI DI REFERENTE PER L'EDUCAZIONE ALLA SALUTE SARANNO SVOLTE DA UN FUNZIONARIO NON APICALE DEL RUOLO SANITARIO O DEL RUOLO TECNICO. LE UNITA' OPERATIVE PER L'EDUCAZIONE SANITARIA E LE CORRISPONDENTI STRUTTURE DI DISTRETTO COSTITUISCONO IL RIFERIMENTO PER I CITTADINI E LE ASSOCIAZIONI PER LA TUTELA DEI
DIRITTI DEGLI UTENTI DEI SERVIZI, FRA I QUALI IN PRIMO LUOGO IL DIRITTO ALL'INFORMAZIONE CORRETTA ANCHE AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 30 GENNAIO 1991, N.7. ALL'INTERNO DI TALI STRUTTURE DOVRA' ESSERE ASSICURATA LA PRESENZA DELLE DIVERSE PROFESSIONALITA' INTERESSATE ALL'EDUCAZIONE ALLA SALUTE;
B) LA CREAZIONE DI RAPPORTI ORGANICI CON IL MONDO DELLA SCUOLA A LIVELLO DI DISTRETTO, DI UNITA' SANITARIA LOCALE E DI REGIONE CHE REALIZZINO COLLABORAZIONI STABILI DI TIPO SIMMETRICO, ANCHE ATTRAVERSO LA REDAZIONE DI PROTOCOLLI D'INTESA;
C) IL POTENZIAMENTO DELLA ATTIVITA' DI MEDICINA PREVENTIVA E DI EDUCAZIONE ALLA SALUTE DELLA REGIONE ANCHE ATTRAVERSO LA PROMOZIONE DI CAMPAGNE DI EDUCAZIONE ALLA SALUTE E MEDICINA PREVENTIVA, LA PRODUZIONE DI AUDIOVISIVI, L'ATTIVITA' DI DOCUMENTAZIONE, LA FORMAZIONE IN EDUCAZIONE SANITARIA DEGLI OPERATORI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI DELLA SCUOLA DEL VOLONTARIATO.

ART. 16
COMITATO BIOETICO
1. IN CIASCUNA AZIENDA OSPEDALIERA E' ISTITUITO UN COMITATO PER LA VALUTAZIONE DEI PROTOCOLLI TERAPEUTICI SPERIMENTALI.
2. IL COMITATO BIOETICO E' COMPOSTO DA:
A) IL DIRETTORE SANITARIO DELL'AZIENDA, CHE LO PRESIEDE;
B) I CAPIDIPARTIMENTO;
C) UN MAGISTRATO DESIGNATO DAL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE TERRITORIALMENTE COMPETENTE;
D) UN AVVOCATO DESIGNATO DALL'ORDINE DEGLI AVVOCATI TERRITORIALMENTE COMPETENTE;
E) UN OPERATORE DEL CAMPO PSICO-SOCIALE, DESIGNATO DAL DIRETTORE GENERALE.

ART. 17
MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 30 GENNAIO 1991, N. 7 IN TEMA DI SALVAGUARDIA DEI DIRITTI DEGLI UTENTI
1. GLI ARTICOLI 31, 32 E 33 DELLA LEGGE REGIONALE N. 7 DEL 1991 SONO SOSTITUITI DAI SEGUENTI:

"ART. 31
UFFICIO DI PUBBLICA TUTELA DEGLI UTENTI DEI SERVIZI SANITARI
1. PRESSO CIASCUNA UNITA' SANITARIA LOCALE AZIENDA OSPEDALIERA E' ISTITUITO, ALLE DIRETTIVE DIPENDENZE DEL DIRETTORE GENERALE, L'UFFICIO DI PUBBLICA TUTELA DEGLI UTENTI DEI SERVIZI SANITARI CON IL COMPITO DI PROMUOVERE, ATTUARE E VERIFICARE LE MISURE DESTINATE AL MIGLIORAMENTO DEI SERVIZI SANITARI, DELLA LORO ACCETTABILITA' ED ACCESSIBILITA', CON PARTICOLARE RIGUARDO ALL'ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE, AGLI ORARI ED ALLA ORGANIZZAZIONE FUNZIONALE. L'UFFICIO DI PUBBLICA TUTELA DEGLI UTENTI PROMUOVE ALTRESI' D'UFFICIO O SU SEGNALAZIONE DEI CITTADINI O DELLE ASSOCIAZIONI DI UTENTI O DI VOLONTARIATO L'INTERVENTO DEGLI ENTI COMPETENTI, ANCHE PER L'ATTUAZIONE E L'OSSERVANZA DELLE DISPOSIZIONI DELLA PRESENTE LEGGE, DI ALTRE LEGGI REGIONALI IN MATERIA DI SANITA' DEI PIANI REGIONALI SANITARI, DEI REGOLAMENTI E DEGLI OBBLIGHI SCATURENTI DALLE NORME DEGLI ACCORDI COLLETTIVI NAZIONALI DI LAVORO, NONCHE' GLI INTERVENTI PER L'ADOZIONE DEI PROVVEDIMENTI DI TUTELA DI COMPETENZA, DELL'AUTORITA' GIUDIZIARIA NELL'INTERESSE DEI MINORI E DEGLI INCAPACI.
3. L'UFFICIO HA IL COMPITO ALTRESI' DI PROMUOVERE, ANCHE SE SEGNALAZIONE DI QUALUNQUE CITTADINO, L'INTERVENTO DEI SERVIZI DI ZONA, NONCHE' L'ADOZIONE DEI PROVVEDIMENTI DI TUTELA DI COMPETENZA DELL'AUTORITA' GIUDIZIARIA.
3. PER L'ESERCIZIO DELLE PROPRIE FUNZIONI L'UFFICIO SI AVVALE DI PERSONALE DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE.
4. L'UFFICIO HA LIBERO ACCESSO AGLI ATTI NECESSARI ALLO SVOLGIMENTO DEI COMPITI DI ISTITUTO E PER ESSI NON PUO ' ESSERE OPPOSTO IL SEGRETO D'UFFICIO.
5. AGLI ONERI RELATIVI AL FUNZIONAMENTO DELL'UFFICIO PROVVEDONO LE UNITA' SANITARIE LOCALI, FERMA RESTANDO L'OSSERVANZA DELLE NORME VIGENTI IN MATERIA DI SPESA A CARICO DEL FONDO SANITARIO.

ART. 32
RESPONSABILITA' DELL'UFFICIO DI PUBBLICA TUTELA DEGLI UTENTI DEI SERVIZI SANITARI
1. E' ISTITUITO ALTRESI' IN OGNI UNITA' SANITARIA LOCALE UN COMITATO DI PARTECIPAZIONE E VIGILANZA CON FUNZIONE, CONSULTIVA E DI PROPOSTA IN MERITO ALLA ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI SANITARI CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLA ACCESSIBILITA',
AGLI ORARI DI FUNZIONAMENTO ED ALLA ORGANIZZAZIONE FUNZIONALE. A TALE COMITATO PARTECIPANO I RAPPRESENTANTI DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO, DELLE ASSOCIAZIONI DI UTENTI, DELLE ASSOCIAZIONI SINDACALI E SOCIALI, NONCHE' DUE RAPPRESENTANTI, UNO MEDICO ED UNO NON MEDICO, DEGLI OPERATORI DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE. TALE COMITATO E' PRESIEDUTO DAL DIRETTORE GENERALE DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE O AZIENDA OSPEDALIERA O DA UN SUO DELEGATO.
2. IL COMITATO DI PARTECIPAZIONE E VIGILANZA ASSICURA CHE L'ATTIVITA' DELL'UFFICIO DI PUBBLICA TUTELA DEGLI UTENTI DEI SERVIZI SANITARI SI REALIZZI NEL SENSO DELL'EFFICACE TUTELA DEI DIRITTI DEGLI UTENTI IN TUTTI I MOMENTI DI EROGAZIONE DEI SERVIZI DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE E DEGLI ENTI COMPETENTI, FIN DAL MOMENTO DELLA RICHIESTA DI ACCESSO AL SERVIZIO O DELLA RICHIESTA DI PRESTAZIONE SANITARIA, SIA ESSA IN FORMA AMBULATORIALE, DI DAY HOSPITAL, DI RICOVERO O ALTRA.
3. IL COMITATO DI PARTECIPAZIONE E VIGILANZA DURA IN CARICA UN TRIENNIO. AL PRESIDENTE ED AI COMPONENTI NON SPETTA ALCUN COMPENSO, SALVO IL RIMBORSO DELLE SPESE.
4. IL DIRETTORE GENERALE DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE PROVVEDE A TUTTE LE PROCEDURE PER IL RINNOVO DEL COMITATO ENTRO I TRE MESI ANTERIORI ALLA SUA SCADENZA;
TRASCORSO INFRUTTUOSAMENTE TALE TERMINE, PROVVEDE IN VIA SOSTITUTIVA E SENZA DIFFIDA L'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA' ENTRO I SUCCESSIVI TRENTA GIORNI.

ART. 33
REGOLAMENTO
1. ENTRO CENTOTTANTA GIORNI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE L'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA' EMANERA' CON DECRETO IL REGOLAMENTO ATTUATIVO CHE DISCIPLINA L'ACCESSO E LE FUNZIONI DEL COMITATO DI CUI ALL'ARTICOLO 32, PREVEDENDO LE FORME ED I TEMPI DI CONSULTAZIONE DEL COMITATO STESSO NEI PROCESSI DI PROGRAMMAZIONE E DI VERIFICA DEGLI INTERVENTI SANITARI".

ART. 18
SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO
1. LA REGIONE SICILIANA ATTIVA IL SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO (SIS) CHE COSTITUISCE L'INSIEME DELLE STRUTTURE E DELLE PROCEDURE AVENTI PER SCOPO LA RILEVAZIONE, L'ELABORAZIONE E LA DIFFUSIONE DEI DATI INFORMATIVI, RELATIVI ALLA GESTIONE ED AL GOVERNO DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI E DELLE AZIENDE OSPEDALIERE, NONCHE' L'UNIFORMITA' DI PROCEDURE E STAMPATI.
2. IL SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO ASSICURA LA BASE DELLE CONOSCENZE E DELLE VALUTAZIONI NECESSARIE, AI VARI LIVELLI DI GOVERNO, PER UNA CORRETTA IMPOSTAZIONE DELLE DECISIONI IN ORDINE ALLA POLITICA SANITARIA ED AL BUON UTILIZZO DELLE RISORSE.
3. IL SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO, ARTICOLATO NEI DUE LIVELLI CENTRALE O REGIONALE (SIR) E LOCALE (SIL), DEVE RISPONDERE SIA ALLE ESIGENZE INFORMATIVE DELLA GESTIONE DELLE COMPETENZE REGIONALI, SIA ALLA FUNZIONE DI PROGRAMMAZIONE, VERIFICA E CONTROLLO E TRASMETTERE LE INFORMAZIONI ELABORATE A LIVELLO NAZIONALE.
4. IL SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO TROVA IL NECESSARIO SUPPORTO IN UN SISTEMA INFORMATICO COMPUTERIZZATO ED ATTIVATO NEI DUE LIVELLI DEL SISTEMA MEDESIMO, SECONDO CRITERI E MODALITA' CHE SARANNO DETERMINATI NEL PIANO SANITARIO REGIONALE
5. IL SISTEMA INFORMATIVO REGIONALE (SIR):
A) COSTITUISCE IL CENTRO DI COORDINAMENTO ORGANIZZATIVO E OPERATIVO DELLE UNITA' PERIFERICHE CONFLUENTI NEL SISTEMA INFORMATIVO LOCALE;
B) RACCOGLIE LE INFORMAZIONI DERIVANTI DA TALI UNITA', NE ELABORA LA SINTESI IN FORMA OMOGENEA E NE CURA LA TRASMISSIONE ALLA DIREZIONE ECONOMICO FINANZIARIA DELL'ASSESSORATO REGIONALE DELLA SANITA' E ALL'OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO REGIONALE;
C) OPERA IN STRETTO COORDINAMENTO CON L'OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO REGIONALE, QUALE FONTE DEI DATI CHE L'OSSERVATORIO ELABORA E UTILIZZA PER ADEMPIERE ALLE FUNZIONI DI CUI ALL'ARTICOLO 18 DELLA LEGGE REGIONALE N. 6 DEL 1981;
D) DIFFONDE INFORMAZIONI PROVENIENTI DA FONTI NAZIONALI E COMUNITARIE SUL TERRITORIO REGIONALE RENDENDO TEMPESTIVA LA DIFFUSIONE DI NOTIZIE DI CARATTERE SCIENTIFICO E SANITARIO.
6. PER L'ATTUAZIONE DEL SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO LOCALE (SIL) E' ISTITUITO PRESSO LE UNITA' SANITARIE LOCALI E LE AZIENDE OSPEDALIERE L'UFFICIO DEL SISTEMA INFORMATIVO E STATISTICO, POSTO ALLE DIRETTE DIPENDENZE DEL DIRETTORE GENERALE, CON LE SEGUENTI FUNZIONI:
A) RACCOLTA, ELABORAZIONE E VALUTAZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICHE E SANITARIE CHE I SETTORI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI E DELLE AZIENDE OSPEDALIERE SONO TENUTI OBBLIGATORIAMENTE A FORNIRE, SIA CON PERIODICITA' DA STABILIRE CHE A RICHIESTA;
B) TRASMISSIONE AL SISTEMA INFORMATIVO REGIONALE DELLE INFORMAZIONI NECESSARIE ALLA PROGRAMMAZIONE E AL CONTROLLO DELLE ATTIVITA' SANITARIE;
C) UTILIZZAZIONE DELLE INFORMAZIONI PER LA GESTIONE DEI SERVIZI DEI PRESIDI SANITARI;
D) PREDISPOSIZIONE DEI PAINI OPERATIVI DELLE AZIENDE DI CUI ALL'ART. 3;
E) VALUTAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA DI EFFICIENZA E VALUTAZIONE DELL'EFFICACIA DEI SERVIZI DELLE AZIENDE;
F) VALUTAZIONE EPIDEMIOLOGICA DEI BISOGNI SANITARI, DELLO STATO DI SALUTE E DELLA INCIDENZA/PREVALENZA DELLA PATOLOGIA NELLA POPOLAZIONE DELL'UNITA SANITARIA LOCALE;
G) COLLABORAZIONE CON L'OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO REGIONALE ALLA ESECUZIONE DI INDAGINI EPIDEMIOLOGICHE E VALUTATIVE;
H) ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DEL SISTEMA INFORMATIVO DELLE AZIENDE.
7. NELLO SVOLGIMENTO DELLE LORO FUNZIONI GLI UFFICI DEL SISTEMA INFORMATIVO E STATISTICO MANTENGONO UNO STRETTO COLLEGAMENTO CON IL SISTEMA INFORMATIVO REGIONALE E CON L'OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO REGIONALE CHE PROVVEDE, AI SENSI
DELL'ART. 18 DELLA LEGGE REGIONALE N. 6 DEL 1981, ALLA DEFINIZIONE DELLE METODOLOGIE DI RACCOLTA ED ELABORAZIONE DELLE INFORMAZIONI.
8. DOPO LA LETTERA D) DELL'ART. 18 DELLA LEGGE REGIONALE N. 6 DEL 1981 E' AGGIUNTO IL SEGUENTE PERIODO:
"- EFFETTUATE VALUTAZIONI RELATIVE ALLA EFFICIENZA ECONOMICA DEI SERVIZI SANITARI, ANCHE ATTRAVERSO LA SPERIMENTAZIONE DI MODELLI GESTIONALI DEI SERVIZI SANITARI STESSI."
9. ALLA FINE DEL SECONDO COMMA DELL'ART.18 DELLA LEGGE REGIONALE N. 6 DEL 1981 E' AGGIUNTO IL SEGUENTE PERIODO:
"ESPRIME PARERE OBBLIGATORIO PER LA VALUTAZIONE COSTO EFFICACIA E COSTO-BENEFICIO DEI PROGRAMMI INTRAPRESI DALLA REGIONE IN CAMPO SANITARIO, CON SPECIALE
RIFERIMENTO ALLA ISTITUZIONE DI NUOVI SERVIZI OSPEDALIERI, ALLA VALUTAZIONE DELLA PIANTA ORGANICA, AI PROGETTI-OBIETTIVO E AI PIANI DI INVESTIMENTO NELLE STRUTTURE TECNOLOGICHE COMPLESSE DI RILIEVO REGIONALE"

TITOLO III
FORMAZIONE DEL PERSONALE E ISTITUZIONE DEL CENTRO PER LA FORMAZIONE PERMANENTE E L'AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE DEL SERVIZIO SANITARIO

ART. 19
FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE
1. LA FORMAZIONE E L'AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE RAPPRESENTANO ATTIVITA' DI IMPORTANZA CENTRALE PER LO SVILUPPO DEL SERVIZIO SANITARIO.
2. IL PIANO SANITARIO REGIONALE STABILISCE LA MODALITA' DI REALIZZAZIONE DELLE AZIONI STRATEGICHE RELATIVE:
A) ALL'INDIVIDUAZIONE DEL FABBISOGNO DEL PERSONALE INFERMIERISTICO, TECNICO E DI RIABILITAZIONE PER IL TRIENNIO DI RIFERIMENTO E DELLE SEDI DELLE RELATIVE SCUOLE, DEL NUMERO DI POSTI A DISPOSIZIONE PER CIASCUNA DI ESSERE, NONCHE' ALL'ADOZIONE DI STANDARDS REGIONALI RELATIVI AI REQUISITI MINIMI STRUTTURALI E DI ORGANICO CHE LE SCUOLE DEVONO POSSEDERE, IN LINEA CON QUANTO STABILITO DALL'ART 6, COMMA 3, DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992;
B) ALL'APPLICAZIONE DELL'ACCORDO REGIONALE PER IL PERSONALE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE IN MERITO ALL'AGGIORNAMENTO INTESO COME DIRITTO-DOVERE DEGLI OPERATORI;
C) ALLA QUOTA DI SPECIALIZZA DI PRESSO LE STRUTTURE REGIONALI, DISTINTI PER DISCIPLINA, SULLA BASE DELLE ESIGENZE DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE,DETERMINATA AI SENSI DELL'ARTICOLO 6 COMMA 2, DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992.
3. IL PIANO SANITARIO REGIONALE PREVEDE UNA QUOTA DI RISORSE A DESTINAZIONE VINCOLATA PER L'ATTUAZIONE DEL PRESENTE ARTICOLO

ART.2
SOGGETTI
1. FERMI RESTANDO LE FUNZIONI ED I POTERI DI INDIRIZZO PROGRAMMAZIONE, VERIFICA E CONTROLLO DELLA REGIONE SICILIANA, CONCORRONO ALLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA REGIONALE ELABORATA DALLA REGIONE LE UNITA' SANITARIE LOCALI, LE AZIENDE OSPEDALIERE E, PER QUANTO DI COMPETENZA, LE UNIVERSITA' NEL RISPETTO DELL'ARTICOLO 6 DEL DECRETO LEGISLATIVO N.502 DEL 1992.
2. SVOLGONO RUOLO CONSULTIVO I POLICLINICI UNIVERSITARI,LE PROVINCE REGIONALE, LE ORGANIZZAZIONI REGIONALE PROFESSIONALI DEGLI OPERATORI DEL SETTORE, LE ORGANIZZAZIONI DEGLI UTENTI DEI SERVIZI SANITARIE, LE ALTRE FORZE SOCIALI ORGANIZZATE E LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO.
3. LE UNITA' SANITARIE LOCALI POSSONO ASSUMERE LA GESTIONE DI ATTIVITA' O SERVIZI SOCIO ASSISTENZIALI PER CONTO DEGLI ENTI LOCALI CON ONERE A TOTALE CARICO DEGLI ENTI LOCALI CON ONERE A TOTALE CARICO DEGLI STESSI,IVI COMPRESI QUELLE RELATIVI AL PERSONALE, E CON CONTABILITA' SEPARATA. L'UNITA' SANITARIA LOCALE PROCEDE ALLA EROGAZIONE SOLO DOPO L'EFFETTIVA ACQUISIZIONE DELLE NECESSARIE DISPONIBILITA' FINANZIARIE.
4. LA REGIONE GARANTISCE NELLO SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA' DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE IL COORDINAMENTO FRA E CON TUTTI GLI ENTI, AZIENDE E SERVIZI CHE SVOLGONO ATTIVITA' COMUNQUE INCIDENTI SULLO STATO DELLA SALUTE DEI CITTADINI.
5. ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI, ALLE AZIENDE OSPEDALIERE AI POLICLINICI UNIVERSITARI SONO ATTRIBUITI COMPITI ATTUATIVI DEGLI ATTI DI INDIRIZZO E PROGRAMMAZIONE ADOTTATI DALLA REGIONE SICILIANA.

ART. 20
CENTRO PER LA FORMAZIONE PERMANENTE E L'AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE DEL SERVIZIO SANITARIO (CEFPAS)
1. E' ISTITUITO, CON SEDE IN CALTANISSETTA, IL CENTRO PER LA FORMAZIONE PERMANENTE E L'AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE DEL SERVIZIO SANITARIO (CEFPAS). IL CENTRO HA PERSONALITA' GIURIDICA DI DIRITTO PUBBLICO E PROVVEDE:
A) ALLA FORMAZIONE PERMANENTE E ALL'AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEGLI OPERATORI SOCIO-SANITARI E DELLA SCUOLA, LIMITATAMENTE ALL'AMBITO SOCIO-SANITARIO, IN ACCORDO ALLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE SULLA MATERIA ELABORATA DALL'ASSESSORATO REGIONALE DELLA SANITA';
B) ALLA REALIZZAZIONE, IN COLLABORAZIONE CON L'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA' DI UNA SCUOLA SUPERIORE DI SANITA' PER I DIRIGENTI DEL SERVIZIO SANITARIO;
C) ALLA RICERCA NEL CAMPO DELLE SCIENZE SANITARIE NELLE MATERIE DELLA FORMAZIONE, DELLA EDUCAZIONE ALLA SALUTE E DELLA PREVENZIONE;
D) ALLE ATTIVITA' DI PROMOZIONE ED EDUCAZIONE ALLA SALUTE E DI MEDICINA PREVENTIVA;
E) ALLA COLLABORAZIONE CON LE UNIVERSITA' SICILIANE PER LE RISPETTIVE ESIGENZE DIDATTICHE E SCIENTIFICHE;
F) ALLO SVOLGIMENTO DI CONVEGNI SCIENTIFICI, SEMINARI ED INCONTRI DI STUDIO;
G) ALLA REALIZZAZIONE DI STUDI E PUBBLICAZIONI, NONCHE' DI QUALSIASI ALTRA ATTIVITA' ED INIZIATIVA UTILE AL CONSEGUIMENTO DEI PROPRI SCOPI.
2. LE ATTIVITA' DI CUI AL COMMA 1 POSSONO ESSERE SVOLTE ANCHE IN FAVORE DEL PERSONALE DELLA ALTRE REGIONI E DI PAESI IN VIA DI SVILUPPO, A TITOLO ONEROSO.
3. IL CENTRO CURA LA REALIZZAZIONE NELLA UNITA' SANITARIE LOCALI DELLA REGIONE DI UNA RETE DI DOCUMENTAZIONE E MULTIMEDIALE PER L'AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE CHE COMPRENDE LA MESSA A DISPOSIZIONE DI ACCESSI ALLE BANCHE DATI, LA FORNITURA DI MATERIALE BIBLIOGRAFICO E DI SUSSIDI AUDIOVISIVI E OGNI ALTRO SERVIZIO CORRELATO.
4. IL CENTRO CONCORRE CON LE SUE STRUTTURE AL CONSEGUIMENTO DEI FINI DI CUI ALL'ART. 6 DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992. A TALE SCOPO E PER IL PERSEGUIMENTO DEI SUO COMPITI, IL CENTRO PUO' STIPULARE CONVENZIONI CON LE UNIVERSITA', CON EL UNITA' SANITARIE LOCALI, CON LE AZIENDE OSPEDALIERE E CON GLI ENTI OPERANTI NEL CAMPO SANITARIO.
5. ALL'ATTO DELLA SUA ISTITUZIONE, IL PATRIMONIO DEL CENTRO E' COSTITUITO DAL COMPLESSO DI IMMOBILI, IMPIANTI, ARREDI E ATTREZZATURE UBICATO A CALTANISSETTA, IN CONTRADA S. ELIA, REALIZZATO DALL'UNITA' SANITARIA LOCALE N. 16 DI CALTANISSETTA CON IL FINANZIAMENTO DEL FONDO INVESTIMENTO ED OCCUPAZIONE.

ART. 21
ORGANI DEL CENTRO
1. SONO ORGANI DEL CENTRO:
A) IL DIRETTORE GENERALE;
B) IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE;
C) IL COMITATO SCIENTIFICO;
D) IL COLLEGIO DEI REVISORI.
2. IL DIRETTORE GENERALE E' NOMINATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE, SU CONFORME DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE, TRA PERSONALITA' IN POSSESSO DI
DOCUMENTATA ESPERIENZA ORGANIZZATIVA NEL SETTORE DELLA FORMAZIONE SOCIO-SANITARIA.
3. IL DIRETTORE GENERALE ADOTTA TUTTI GLI ATTI NECESSARI DI CONSEGUIMENTO DEGLI SCOPI DEL CENTRO, AD ECCEZIONE DI QUELLI DI COMPETENZA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, E NOMINA, ENTRO TRENTA GIORNI DALLA IMMISSIONE DELLE FUNZIONI, IL DIRETTORE DELLA FORMAZIONE ED IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO CHE DEVONO AVERE COMPROVATA ESPERIENZA NEI RISPETTIVI AMBITI DI COMPETENZA ED ESSERE IN POSSESSO DI DIPLOMA DI LAUREA.
4. IL DIRETTORE DELLA FORMAZIONE HA LA RESPONSABILITA' ORGANIZZATIVA DELLE ATTIVITA' DEL CENTRO; PROPONE IL PIANO DELLE ATTIVITA' E AL NOMINA DEI DOCENTI.
5. AL DIRETTORE GENERALE, AL DIRETTORE DELLA FORMAZIONE AL DIRETTORE AMMINISTRATIVO SI APPLICANO, IN QUANTO COMPATIBILI, LE NORME PREVISTE DAL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992 IN MERITO AI DIRETTORI GENERALI, AI DIRETTORI SANITARI E AI DIRETTORI AMMINISTRATIVI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI.
6. IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E' NOMINATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE ED E' FORMATO, OLTRE CHE DAL DIRETTORE GENERALE, CHE LO CONVOCA E LO PRESIEDE, DA QUATTRO COMPONENTI DESIGNATI RISPETTIVAMENTE:
A) DAL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA;
B) DAL MINISTRO PER LA SANITA';
C) DAL MINISTRO PER L'UNIVERSITA' E LA RICERCA SCIENTIFICA;
D) DALL'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA'.
7. IL CONSIGLIO DURA IN CARICA CINQUE ANNI. I SUOI COMPONENTI POSSONO ESSERE RICONFERMATI.
8. ALLE SEDUTE PARTECIPANO IL DIRETTORE DELLA FORMAZIONE E IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO, CON VOTO CONSULTIVO.
9. IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELIBERA:
A) LO STATUTO;
B) IL REGOLAMENTO ORGANICO E IL TRATTAMENTO ECONOMICO E GIURIDICO DEL PERSONALE
C) I BILANCI PREVENTIVI E CONSUNTIVI;
D) GLI ACQUISTI E LE VENDITE DI IMMOBILI, LA COSTITUZIONE DI DIRITTI REALI.
10. LE DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SONO INVIATE ALL'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA' CHE, ENTRO DIECI GIORNI DALLA LORO RICEZIONE, PUO' SOSPENDERE L'ESECUZIONI.
11. IL COMITATO SCIENTIFICO E' NOMINATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE, SU PROPOSTA DELL'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA', ED E' COMPOSTO DA OTTO MEMBRI SCELTI FRA STUDIOSI DI RICONOSCIUTA COMPETENZA, NELL'AMBITO DELLE DISCIPLINE E DELLE ATTIVITA' DI INTERESSE PER I COMPITI ISTITUZIONALI DEL CENTRO, IN
POSSESSO DI SPECIFICA E DOCUMENTATA ESPERIENZA DI LIVELLO NAZIONALE O INTERNAZIONALE. E' ALTRESI' COMPONENTE DI DIRITTO DEL COMITATO SCIENTIFICO IL VICEPRESIDENTE IN CARICA DEL COMITATO TECNICO-SCIENTIFICO DELL'OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO REGIONALE DI CUI ALL'ART. 20 DELLA LEGGE REGIONALE N. 6 DEL 1981.
12. CON IL DECRETO COSTITUTIVO IL PRESIDENTE DELLA REGIONE NOMINA IL PRESIDENTE DEL COMITATO SCIENTIFICO TRA I SUOI COMPONENTI.
13. IL COMITATO DURA IN CARICA CINQUE ANNI ED ELEGGE AL SUO INTERNO IL VICEPRESIDENTE.
14. I COMPONENTI POSSONO ESSERE RICONFERMATI.
15. ALLE RIUNIONI DEL COMITATO PARTECIPANO IL DIRETTORE GENERALE E IL DIRETTORE DELLA FORMAZIONE DEL CENTRO. POSSONO ESSERE CHIAMATI A PARTECIPARE ALTRI ESPERTI SCELTI DAL COMITATO.
16. FUNZIONI DEL COMITATO SCIENTIFICO SONO:
A) ESPRIMERE PARERE SUL PROGRAMMA DI ATTIVITA' PROPOSTO ANNUALMENTE DAL DIRETTORE DI FORMAZIONE;
B) ESPRIMERE PARERE SULLA NOMINA DEI DOCENTI;
C) FORMULARE AL DIRETTORE DI FORMAZIONE PROPOSTE DI ATTIVITA'.
17. IL COLLEGIO DEI REVISORI E' NOMINATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE E HA LA STESSA COMPOSIZIONE DEL CORRISPONDENTE ORGANO DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI DELLA REGIONE.

ART. 22
FUNZIONAMENTO DEL CENTRO
1. IL RAPPORTO DI LAVORO DEL PERSONALE DEL CENTRO E' DI DIRITTO PRIVATO. PER IL PERSEGUIMENTO DEI SUOI PARTICOLARI FINI, IL CENTRO PUO' FARE RICORSO AD ASSUNZIONI DI PERSONALE CON CONTRATTO A TERMINE DI DIRITTO PRIVATO ANCHE A TEMPO PARZIALE.
2. AI FINI DI ASSICURARE L'IMMEDIATA FUNZIONALITA' DEL CENTRO IL PRESIDENTE DELLA REGIONE PUO' DISPORRE, SU RICHIESTA DEL DIRETTORE GENERALE, IL COMANDO DI UN MASSIMO DI DIECI UNITA' DI PERSONALE SCELTE TRA I DIPENDENTI DELLA REGIONE.
3. IL CONTINGENTE DEL PERSONALE COMANDATO NON PUO' ECCEDERE, PER FASCIA DI QUALIFICA, LE QUANTITA' SEGUENTI:
A) DIRIGENTI: TRE;
B) ASSISTENTI: TRE;
C) DATTILOGRAFI: QUATTRO.
4. LE SPESE DI ESERCIZIO SONO FINANZIATE ANNUALMENTE CON UNA QUOTA DEL FONDO SANITARIO REGIONALE DETERMINATA TRIENNALMENTE NELL'AMBITO DELLA LEGGE DI BILANCIO REGIONALE.
5. LE SPESE PER L'ADEGUAMENTO TECNOLOGICO ED EDILIZIO SONO FINANZIATE CON APPOSITO CAPITOLO DEL BILANCIO REGIONALE.
6. SI APPLICANO AL CENTRO LE DISPOSIZIONI VIGENTI PER I BILANCI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI.

ART. 23
ACCERTAMENTO DELLE ISTITUZIONI PRIVATE
1. L'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA, ENTRO NOVANTA GIORNI DALL'APPROVAZIONE DELLA PRESENTE LEGGE, ADOTTERA' I CRITERI PER L'ACCREDITAMENTO AI FINI DELLA INDIVIDUAZIONE DELLE ISTITUZIONI PRIVATE DI CUI ALL'ARTICOLO 6, COMMA 3 DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992.

TITOLO IV
ART. 24
RETE DELL'ASSISTENZA OSPEDALIERA E DELL'EMERGENZA SANITARIA
1. LA RETE DELLA ASSISTENZA OSPEDALIERA E' COSTITUITA DA:
A) STRUTTURE OSPEDALIERE A GESTIONE DIRETTA DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE
B) STRUTTURE SANITARIE CONVENZIONATE OBBLIGATORIAMENTE AI SENSI DEGLI ARTICOLI 39, 40, 41, 42 E 43 DELLA LEGGE N. 833 DEL 1978;
C) STRUTTURE PRIVATE, CONVENZIONATE E NON CONVENZIONATE, AI SENSI DEGLI ARTICOLI 43, PRIMO COMMA, E 44 SECONDO COMMA, DELLA LEGGE N. 833 DEL 1978.
2. LE STRUTTURE OSPEDALIERE A GESTIONE DIRETTA DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE DI CUI ALLA LETTERA A) DEL COMMA 1, ENTRO LA SCADENZA DEL PIANO SANITARIO REGIONALE, DEVONO ESSERE RIORGANIZZATE SECONDO QUANTO PREVISTO DAGLI ARTICOLI SUCCESSIVI.
3. LE STRUTTURE SANITARIE CONVENZIONATE, DI CUI ALLA LETTERA B) DEL COMMA 1, CONCORRONO ALLA RETE OSPEDALIERA, SECONDO QUANTO GIA' STABILITO DALLE CONVENZIONI STIPULATE AL MOMENTO DELL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE.
4. LE STRUTTURE PRIVATE CONVENZIONATE E NON CONVENZIONATE, DI CUI ALLA LETTERA C) DEL COMMA 1, CONCORRONO ALLA RETE PER L'ASSISTENZA OSPEDALIERA FINO AD UN MASSIMO DEL 7 PER CENTO DELLA DOTAZIONE DI POSTI LETTO DELL'INTERA RETE OSPEDALIERA REGIONALE. ENTRO IL COMPLETAMENTO DEL PRIMO PIANO SANITARIO REGIONALE L'ATTUALE DOTAZIONE DI POSTI LETTO DELLE STRUTTURE PRIVATE VERRA' COORDINATA CON GLI OBIETTIVI E GLI STANDARDS DELLA RETE OSPEDALIERA REGIONALE DI CUI AI SUCCESSIVI ARTICOLI E CON IL DISPOSTO DELL'ARTICOLO 6 DELLA LEGGE REGIONALE 8 NOVEMBRE 1988, N. 39. L'UBICAZIONE DI NUOVI POSTI LETTO VERRA' PRIVILEGIATA IN QUEI TERRITORI IN CUI LA DOTAZIONE DI POSTI LETTO DELLE STRUTTURE DI CUI ALLE LETTERE A) E B) NON RAGGIUNGE I PARAMETRI FISSATI NEI SUCCESSIVI ARTICOLI E LIMITANDO LE BRANCHE AUTORIZZABILI E CONVENZIONABILI A QUELLE NON ADEGUATAMENTE EROGATE DALLE STRUTTURE MEDESIME.

ART. 25
AZIENDE E PRESIDI
1. L'ASSISTENZA OSPEDALIERA E' ORGANIZZATA SECONDO I PRINCIPI DI CUI ALLA LEGGE N. 412 DEL 1991 E AL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992. SONO COSTITUITI IN AZIENDA OSPEDALIERA CON PERSONALITA' GIURIDICA E CON AUTONOMIA ORGANIZZATIVA, AMMINISTRATIVA, PATRIMONIALE, CONTABILE, GESTIONALE E TECNICA:
A) GLI OSPEDALI DI RILIEVO NAZIONALE;
B) GLI OSPEDALI DESTINATI A CENTRO DI RIFERIMENTO DELLA RETE DEI SERVIZI DI EMERGENZA DI CUI ALL'ARTICOLO 4,COMMA 1, DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992.
2. L'INDIVIDUAZIONE E L'ARTICOLAZIONE DELLE AZIENDE OSPEDALIERE DI CUI ALLA LETTERA B) E' STABILITA DAL PIANO SANITARIO REGIONALE. IL RICONOSCIMENTO DELLA LORO PERSONALITA' GIURIDICA E' EFFETTUATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE SU PROPOSTA DELL'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA', SENTITA LA COMMISSIONE LEGISLATIVA "SERVIZI SOCIALI E SANITARI" DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA.
3. IL PIANO SANITARIO REGIONALE INDIVIDUA ALTRESI' LE STRUTTURE OSPEDALIERE CHE, AI SENSI DELLA LEGGE N. 412 DEL 1991, ENTRO LA SCADENZA DEL TRIENNIO DEVONO ESSERE RICONVERTITE O DIMESSE.
4. NELL'AMBITO DEI BILANCI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI I PRESIDI OSPEDALIERI DI UNITA' SANITARIA LOCALE DOVRANNO ESSERE FINANZIATI SU BASE BUDGETTARIA.
5. LA GESTIONE, L'AMMINISTRAZIONE ED IL FINANZIAMENTO DELLE AZIENDE OSPEDALIERE E DEI POLICLINICI UNIVERSITARI SONO DISCIPLINATI AI SENSI DEL CITATO ARTICOLO 4 DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992.

ART. 40
FUNZIONI IN MATERIA DI IGIENE E SANITA' PUBBLICA
1. LE FUNZIONI IN MATERIA DI IGIENE E SANITA' PUBBLICA, NON ESPRESSAMENTE RISERVATA ALLO STATO E ALLA REGIONE, IVI COMPRESE QUELLE DEMANDATE AGLI UFFICI DEL MEDICO PROVINCIALE O DELL'UFFICIALE SANITARIO, NONCHE' QUELLE DI CUI ALL'ARTICOLO 7 DELLA LEGGE N. 833 DEL 1978, SONO ATTRIBUITE ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI, FERME RESTANDO LE ATTRIBUZIONI DI CIASCUN SINDACO QUALE AUTORITA' SANITARIA LOCALE.
2. L'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA' EMANA ORDINANZE DI CARATTERE CONTENGIBILE ED URGENTE, DANDONE IMMEDIATA COMUNICAZIONE AL PRESIDENTE DELLA REGIONE, IN MATERIA DI IGIENE E SANITA' PUBBLICA CON EFFICACIA ESTESA AL TERRITORIO DELL'INTERA REGIONE O AL TERRITORIO DI PIU' COMUNI. L'ESECUZIONE DELLE PREDETTE ORDINANZE E DEMANDATA AI SINDACI DEI COMUNI INTERESSATI. QUALORA NON VENGA DATA ESECUZIONE A DETTI PROVVEDIMENTI NEI TERMINI PREVISTI, L'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA' PROVVEDE DIRETTAMENTE ATTRAVERSO LA NOMINA DI UN COMMISSARIO AD ACTA.
3. SONO ATTRIBUITE NEL SETTORE DELL'IGIENE E SANITA' PUBBLICA ALL'ASSESSORATO REGIONALE DELLA SANITA' LE FUNZIONI DI COORDINAMENTO, INDIRIZZO E PROGRAMMAZIONE, NONCHE' OGNI COMPETENZA ATTRIBUITA ALLA REGIONE IN MATERIA DELLE LEGGI VIGENTI.
4. IN MATERIA DI IGIENE E SANITA' PUBBLICA SPETTA AL SINDACO L'EMANAZIONE DELLE ORDINANZE DI CARATTERE CONTINGIBILE E URGENTE CON EFFICACIA ESTESA AL TERRITORIO COMUNALE, A NORMA DELL'ARTICOLO 32 DELLA LEGGE N. 833 DEL 1978 NONCHE' LA EMANAZIONE DI PROVVEDIMENTI, IVI COMPRESI QUELLI GIA' DEMANDATI AI MEDICI PROVINCIALI E AGLI UFFICIALI SANITARI, CHE COMPORTANO L'USO DEI POTERI AUTORIZZATIVI, PRESCRITTIVI E DI CONCESSIONE, CHE NON SIANO CONSEGUENTI A MERA RICOGNIZIONE DI PRESUPPOSTI FISSATI DA LEGGE O DA REGOLAMENTO. PER LO SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA' ISTRUTTORIE INERENTI ALL'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO, I SINDACI SI AVVALGONO DEI PRESIDI E SETTORI DELLA COMPETENTE UNITA' SANITARIA LOCALE E, PRIORITARIAMENTE, DEL PERSONALE DI CUI ALL'ARTICOLO 5 DEL DECRETO LEGGE 29 DICEMBRE 1990 N. 415, CONVERTITO DALLA LEGGE 26 FEBBRAIO 1991, N. 58. TUTTI I PROVVEDIMENTI PER I QUALI NON SIA PREVISTA PER LEGGE LA SPECIFICA COMPETENZA DEL SINDACO, SONO ADOTTATI DALL'UNITA' SANITARIA LOCALE.
5. L'ORGANO DI GESTIONE DI CIASCUNA UNITA' SANITARIA LOCALE, IN BASE AD UNO SCHEMA PREDISPOSTO, ENTRO NOVANTA GIORNI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, DALL'ASSESSORATO REGIONALE DEL TERRITORIO APPROVA IL REGOLAMENTO DI IGIENE SECONDO LE ESIGENZE LOCALI, PREVIO PARERE DEI COMUNI INTERESSATI CHE SI INTENDE ESPRESSO FAVOREVOLMENTE SE NON RESO ENTRO SESSANTA GIORNI DALLA RICHIESTA
6. SPETTANO ALLE AZIENDE UNITA' SANITARIE LOCALI TUTTE LE ATTIVITA' IN MATERIA DI IGIENE E SANITA' DI CUI AL COMMA 1 E DI VIGILANZA SULLE FARMACIE, IVI COMPRESE QUELLE GIA' DI COMPETENZA DEI MEDICI PROVINCIALI E DEGLI UFFICIALI SANITARI, NONCHE' LE ATTIVITA' ISTRUTTORIE, DI VIGILANZA E CONTROLLO IN RELAZIONE ALLE ATTRIBUZIONI DEL SINDACO PREVISTE DAL COMMA 4.
7. L'ORGANO DI GESTIONE DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE, NEL RISPETTO DELLE NORME DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 20 DICEMBRE 1979, N. 761, FATTO SALVO QUANTO PREVISTO DALL'ARTICOLO 21 DELLA LEGGE N. 833 DEL 1978, INDIVIDUA IL PERSONALE DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE IN SERVIZIO PRESSO IL SETTORE IGIENE, SANITA' PUBBLICA, ASSISTENZA SANITARIA COLLETTIVA IN AMBIENTI DI VITA E DI LAVORO E PRESSO IL SETTORE SANITA' PUBBLICA VETERINARIA, PER LO SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA' ISPETTIVE DI VIGILANZA E DI CONTROLLO IN MATERIA DI IGIENE E SANITA'.
8. IL PERSONALE DI CUI AL COMMA 7 NELL'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI GIA' DI COMPETENZA DEI MEDICI PROVINCIALI, DEGLI UFFICIALI SANITARI E DEI VIGILI SANITARI, PROVINCIALI E COMUNALI, NEI LIMITI DEL SERVIZIO CUI E' DESTINATO E SECONDO LE ATTRIBUZIONI AD ESSO CONFERITE, SVOLGE LE FUNZIONI DI UFFICIALE O AGENTE DI POLIZIA GIUDIZIARIA, AI SENSI DELL'ARTICOLO 57 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE.
9. CON DECRETO DELL'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA', SARA' ADOTTATO ENTRO SESSANTA GIORNI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, SARANNO EMANATE LE DIRETTIVE PER L'APPROVAZIONE DEL PRESENTE ARTICOLO.
10. NELLE COMMISSIONI, NEI COLLEGI E NEI COMITATI PREVISTI DALLA VIGENTE LEGISLAZIONE I MEDICI PROVINCIALI E GLI UFFICIALI PROVINCIALI SONO SOSTITUITI DAL RESPONSABILE DEL SETTORE SANITARIO COMPETENTE PER MATERIA DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE TERRITORIALMENTE O PER SUA DELEGA DA ALTRO MEDICO DEL SETTORE.

ART. 41
RIORDINO DEI SERVIZI DI PREVENZIONE
1. CON SUCCESSIVA LEGGE SI PROVVEDERA' AL RIORDINO DEI SERVIZI DI PREVENZIONE E ALLA ISTITUZIONE DELL'AZIENDA REGIONALE DI PREVENZIONE.
2. FINO ALL'APPROVAZIONE DELLA LEGGE DI CUI AL COMMA 1 I LABORATORI PROVINCIALI DI IGIENE E PROFILASSI CONTINUANO A FARE PARTE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI TERRITORIALMENTE COMPETENTI E MANTENGONO LE FUNZIONI ATTUALMENTE ESERCITATE E RELATIVO PERSONALE, COMPRESO QUELLO DI VIGILANZA.

ART. 42
TUTELA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO
1. SONO ATTRIBUITI ALL'ASSESSORATO REGIONALE DELLA SANITA' LE FUNZIONI DI INDIRIZZO E COORDINAMENTO DELLE ATTIVITA' DI PREVENZIONE E TUTELA DELLA SALUTE
NEI LUOGHI DI SALUTE SVOLTE DAI SERVIZI TERRITORIALI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI.
2. L'UNITA' SANITARIA LOCALE SVOLGE LE ATTIVITA' DI PREVENZIONE E TUTELA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E PREVISTE DAGLI ARTICOLI 20 E 21 DELLA LEGGE N. 833 DEL 1978. IN PARTICOLARE COMPETONO ALL'UNITA' SANITARIA LOCALE:
A) L'INDIVIDUAZIONE DEI FATTORI DI NOCIVITA', DI PERICOLOSITA' E DI DETERIORAMENTO DEGLI AMBIENTI DI LAVORO;
B) LA COMUNICAZIONE DEI DATI ACCERTATI E LA LORO DIFFUSIONE NEI LUOGHI DI LAVORO E DI RESIDENZA DEI LAVORATORI;
C) LA PRESCRIZIONE DELLE MISURE CONSEGUENTI ALLE ATTIVITA' ISPETTIVE DI COMPETENZA DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE AI SENSI DELL'ARTICOLO 21 DELLA LEGGE N. 833 DEL 1978;
D) LE INDICAZIONI DELLE MISURE IDONEE ALL'ELIMINAZIONE DEI FATTORI DI RISCHIO ED AL RISANAMENTO DELL'AMBIENTO DI LAVORO;
E) LA FORMAZIONE DI MAPPE DI RISCHIO CON L'OBBLIGO DELLE AZIENDE DI COMUNICARE LE SOSTANZE PRESENTI NEL CICLO PRODUTTIVO E LE LORO CARATTERISTICHE TOSSICOLOGICHE;
F) GLI ACCERTAMENTI SANITARI SUI LAVORATORI, DIPENDENTI E AUTONOMI, ESPOSTI AI FATTORI DI RISCHIO;
G) I PARERI SUI NUOVI INSEDIAMENTI PRODUTTIVI E LE ALTRE ATTIVITA' AUTORIZZATIVE PREVISTE DALLE NORME VIGENTI;
H) LA FORMAZIONE, INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE ALLA SALUTE ED ALLA SICUREZZA SUL LAVORO.
3. L'UNITA' SANITARIA LOCALE ESERCITA LE ATTIVITA' DI CUI AL COMMA 2 ATTRAVERSO APPOSITO SERVIZIO DI MEDICINA DEL LAVORO FACENTE PARTE DEL SETTORE IGIENE, SANITA' PUBBLICA, ASSISTENZA SANITARIA COLLETTIVA IN AMBIENTE DI VITA E DI LAVORO. IL SERVIZIO DI MEDICINA DEL LAVORO E' ARTICOLATO A LIVELLO DISTRETTUALE SOLO FUNZIONALMENTE. IL PIANO SANITARIO REGIONALE INDIVIDUA LE MODALITA' ORGANIZZATIVE E L'UTILIZZO DEL PERSONALE AI VARI LIVELLI TERRITORIALI DI CUI ALL'ARTICOLO 6.

TITOLO VI
FUNZIONI DELL'ASSESSORATO REGIONALE DELLA SANITA'
ART. 43
ASILI NIDO
1. A DECORRERE DAL 1^ GENNAIO 1994 LE ATTRIBUZIONI REGIONALI IN MATERIA DI ASILI NIDO SONO ESERCITATE, AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 9 MAGGIO 1986, N. 22, DALL'ASSESSORATO REGIONALE DEGLI ENTI LOCALI.

ART. 44
MEDICINA FISCALE
1. LE FUNZIONI DI MEDICINA FISCALE E LEGALE EFFETTUATE DALL'ISPETTORATO REGIONALE SANITARIO NEI CONFRONTI DEL PERSONALE DIPENDENTE DELLA REGIONE SONO TRASFERITE ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI COMPETENTI PER TERRITORIO.

ART. 45
COMMISSIONE MEDICA REGIONALE
1. NELLA COMMISSIONE DI CUI ALL'ARTICOLO 14 TER DELLA LEGGE REGIONALE 3 GIUGNO 1975, N. 27 INSERITO DALL'ARTICOLO 2 DELLA LEGGE REGIONALE 23 LUGLIO 1977, N. 66, L'ISPETTORE REGIONALE SANITARIO PUO' ESSERE SOSTITUITO DA UN ISPETTORE SANITARIO SUPERIORE DEL RUOLO TECNICO DELLA SANITA' A TAL FINE DESIGNATO DALLO ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA'.

ART. 46
DIREZIONE DELL'OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO
1. E' RISULTATA LA DIREZIONE REGIONALE DELL'OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO DELLA PREVENZIONE E DELLA FORMAZIONE PERMANENTE. IL DIRETTORE E EQUIPARATO A DIRETTORE REGIONALE DEL RUOLO AMMINISTRATIVO E NOMINATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE, PREVIA DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE, TRA GLI ISPETTORI SANITARI SUPERIORI CON ALMENO CINQUE ANNI DI SERVIZIO NELLA QUALIFICA.

ART. 47
BORSE DI STUDIO
1. IN ATTESA DEL RIORDINO DEI RUOLI TECNICI DELL'ASSESSORATO REGIONALE DELLA SANITA', ALLO SCOPO DI ASSICURARNE LA FUNZIONALITA' SOTTO IL PROFILO TECNICO, LE BORSE E GLI ASSEGNI DI STUDIO USUFRUITI ALLA DATA DEL 31 AGOSTO 1993 PRESSO L'OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO REGIONALE E IL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE PER L'EDUCAZIONE SANITARIA DELL'ASSESSORATO REGIONALE DELLA SANITA' SONO PROROGATI PER DUE ANNI.

TITOLO VII
NORME SUL PERSONALE
ART. 48
PERSONALE COMANDATO
1. IL PERSONALE COMANDATO PRESSO L'ASSESSORATO REGIONALE DELLA SANITA' AI SENSI DELL'ARTICOLO 1, CAPOVERSO 5, DELLA LEGGE REGIONALE 5 DICEMBRE 1991, N. 46, NONCHE' QUELLO COMANDATO DALL'ARTICOLO 17 DELLA LEGGE REGIONALE 23 DICEMBRE
1985, N. 52, MODIFICATO DALL'ARTICOLO 15 DELLA LEGGE REGIONALE 22 APRILE 1986, N. 20, NONCHE' AI SENSI DELL'ARTICOLO 4 DELLA LEGGE REGIONALE 5 GENNAIO 1981, N. 3, IN SERVIZIO PRESSO L'ASSESSORATO REGIONALE DELLA SANITA' ALLA DATA DEL 30 SETTEMBRE 1993, E INQUADRATO CON DECORRENZA GIURIDICA ED ECONOMICA DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE NEL RUOLO SPECIALE TRANSITORIO ISTITUITO DALL'ARTICOLO 8 DELLA LEGGE REGIONALE 27 DICEMBRE 1985 N. 53, CON I CRITERI E LE MODALITA' NELLO STESSO ARTICOLO 8 STABILITI.
2. L'INQUADRAMENTO AVVERRA' A DOMANDA DA PRESENTARSI DA PARTE DEGLI INTERESSATI ENTRO TRENTA GIORNI DALLA DATA DELL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE.
3. (COMMA OMESSO IN QUANTO IMPUGNATO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 28 DELLO STATUTO, DAL COMMISSARIO DELLO STATO PER LA REGIONE SICILIANA).

ART. 49
(ARTICOLO OMESSO IN QUANTO IMPUGNATO AI SENSI DELL'ARTICOLO 28 DELLO STATUTO, DAL COMMISSARIO DELLO STATO PER LA REGIONE SICILIANA).

ART. 5
CONTO CONSUNTIVO E RELAZIONE SULL'ATTIVITA'
1. ENTRO IL 30 APRILE DI OGNI ANNO, LE UNITA' SANITARIE LOCALI E LE AZIENDE OSPEDALIERE PRESENTANO ALL'ASSESSORATO REGIONALE DELLA SANITA' IL CONTO CONSUNTIVO DELL'ESERCIZIO PRECEDENTE ACCOMPAGNATO DA UNA RELAZIONE CHE EVIDENZIA LA SITUAZIONE DELLA SPESA SANITARIA DI COMPETENZA CON GLI OBIETTIVI RAGGIUNTI.
2. SULLA BASE DELLE SINGOLE RELAZIONI DI CUI AGLI ARTICOLI PRECEDENTI, L'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA' PRESENTA ANNUALMENTE ALLA GIUNTA REGIONALE UNA RELAZIONE SU LIVELLI ASSISTENZIALI RAGGIUNTI E SULLE ESISTENZE CHE SI SONO MANIFESTATE NEL CORSO DELL'ESERCIZIO.
3. IL PRESIDENTE DELLA REGIONE PRESENTA ANNUALMENTE ALL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA LA RELAZIONE GENERALE SULLA GESTIONE ED EFFICIENZA DEI SERVIZI, UNITAMENTE AL RENDICONTO SULLO STATO DI UTILIZZAZIONE DEGLI STANZIAMENTI IN CONTO CAPITALE A CARICO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE E DEGLI ALTRI FINANZIAMENTI PREVISTI NEL PIANO TRIENNALE.

ART. 50
(ARTICOLO OMESSO IN QUANTO IMPUGNATO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 28 DELLO STATUTO, DAL COMMISSARIO DELLO STATO PER LA REGIONE SICILIANA).

ART. 51
(ARTICOLO OMESSO IN QUANTO IMPUGNATO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 28 DELLO STATUTO, DAL COMMISSARIO DELLO STATO PER LA REGIONE SICILIANA).

ART. 52
MEDICINA DEI SERVIZI E GUARDIA MEDICA
1. IL PIANO SANITARIO REGIONALE PREVEDERA' LA PIENA E PRIORITARIA UTILIZZAZIONE NELLE PIANTE ORGANICHE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI DEI MEDICI DI MEDICINA, DEI SERVIZI IN ATTO TITOLARI DI INCARICO A TEMPO INDETERMINATO. A TALE FINE DETTI MEDICI SARANNO UTILIZZATI CON MASSIMALE ORARIO DI 38 ORE SETTIMANALI.
2. IL PIANO SANITARIO REGIONALE DOVRA' PREVEDERE PRIORITARIAMENTE IL PIENO UTILIZZO A TEMPO PIENO NELLE AREE DI EMERGENZA E NELLE AZIENDE OSPEDALIERE DEI MEDICI DELLA GUARDIA MEDICA TITOLARI DI INCARICO A TEMPO INDETERMINATO ATTUALMENTE IN SERVIZIO.

TITOLO VIII
MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE
1 SETTEMBRE 1993, N. 25
ART. 53
GESTIONE E PUBBLICITA' DEGLI ATTI
1. L'ARTICOLO 65 DELLA LEGGE REGIONALE 1 SETTEMBRE 1993, N. 25, E' COSI' SOSTITUITO.

ART. 65
NORME DI GESTIONE E PUBBLICITA' DEGLI ATTI NEL SETTORE SANITARIO
1. LA REGIONE, IN APPLICAZIONE DELL'ARTICOLO 5, COMMA 4, DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992, DETTA NORME CON APPOSITA LEGGE PER LA GESTIONE, LA CONTABILITA' E L'AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO DELLE AZIENDE UNITA' SANITARIE LOCALI E DELLE AZIENDE OSPEDALIERE, MIRANTI AD ATTIVARE UNA CONTABILITA' ANALITICA FINALIZZATA PER ATTIVITA' E SERVIZI IN MANIERA DA STABILIRE, ANCHE ATTRAVERSO INDICATORI, CIRCOSTANZE VALUTAZIONI SULL'ECONOMICITA', EFFICIENZA ED EFFICACIA DI GESTIONE E SU RAGGIUNGIMENTO SUGLI OBBIETTIVI FISSATI DALLA PROGRAMMAZIONE.
2. TUTTI GLI ATTI DELLE AZIENDE OSPEDALIERE, E DELLE AZIENDE UNITA' SANITARIE LOCALI SONO PUBBLICATI, MEDIANTE AFFISSIONE DI COPIA INTEGRALE, NELL'ALBO DELL'ENTE PER 15 GIORNI CONSECUTIVI, DECORRENTI DAL PRIMO GIORNO FESTIVO SUCCESSIVO DI LORO ADOZIONE. IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO E' RESPONSABILE DELLA PUBBLICAZIONE.
3. GLI ATTI DI CUI ALL'ARTICOLO 4, COMMA 8, DELLA LEGGE N. 412 DEL 1991, ADOTTATI DALLE AZIENDE OSPEDALIERE E DALLE AZIENDE UNITA' SANITARIE LOCALI SONO TRASMESSI ENTRO 15 GIORNI DALLA ADOZIONE DELL'ASSESSORE REGIONALE DELLA SANITA' CHE GLI ESAMINA E DECIDE ENTRO 40 GIORNI DAL RICEVIMENTO.
4. IL TERMINE PER L'ESERCIZIO DEL CONTROLLO PUO' ESSERE INTERROTTO PER UNA SOLA VOLTA SE, ENTRO 20 GIORNI DAL RICEVIMENTO DELL'ATTO, L'ASSESSORATO REGIONALE DELLA SANITA' RICHIEDE ALL'ENTE DELIBERANTE CHIARIMENTI O ELEMENTI INTEGRATIVI DI GIUDIZIO.
5. LA RICHIESTA DI CHIARIMENTI O DI ELEMENTI INTEGRATIVI DI GIUDIZIO SOSPENDE L'EFFICACIA DEGLI ATTI.
6. GLI ATTI ADOTTATI DAGLI ORGANI DI GESTIONE, NON SOGGETTI A CONTROLLO PREVENTIVO, DIVENTANDO ESECUTIVI ENTRO IL DECIMO GIORNO DELLA RELATIVA PUBBLICAZIONE. MENSILMENTE VIENE TRASMESSO ALL'ASSESSORATO REGIONALE DELLA SANITA' L'ELENCO DEGLI STESSI ATTI, PUBBLICATI NEL MESE PRECEDENTE.
L'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA' PUO' CHIEDERE IN QUALSIASI MOMENTO LA TRASMISSIONE DI COPIA AUTENTICA DEGLI ATTI INDICATI NEGLI ELENCHI.
7. IN CASO DI EVIDENTE ARTICOLO O DANNO NEL RITARDO, GLI ATTI POSSONO ESSERE DICHIARATI IMMEDIATAMENTE ESECUTIVI FORNENDONE LA MOTIVAZIONE.
8. TUTTI GLI ATTI CONTESTUALMENTE ALL'AFFISSIONE ALL'ALBO SONO INVIATI IN COPIA AL COLLEGIO DEI REVISORI.
9. SONO ABROGATI I CAPOVERSI 1, 2, 3 E 4 DELL'ARTICOLO 1 DELLA LEGGE REGIONALE 5 DICEMBRE 1991, N. 46.

ART. 54
PIANO SANITARIO REGIONALE
1. L'ARTICOLO 66 DELLA LEGGE REGIONALE 1 SETTEMBRE 1993, N. 25, E' COSI' SOSTITUITO:
"ART. 66.
OGGETTO, FINALITA' E OBIETTIVI GENERALI DEL PIANO SANITARIO REGIONALE
1. IL PIANO SANITARIO REGIONALE, CHE HA VALIDITA' TRIENNALE, E' APPROVATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE, PREVIA DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE SU PROPOSTA DELL'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA', SENTITO IL CONSIGLIO SANITARIO REGIONALE, ACQUISITO IL PARERE DELLA COMMISSIONE LEGISLATIVA "SERVIZI SOCIALI E SANITARI" DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA QUALORA L'AGGIUNTA SI DISCOSTI DAL PARERE E' TENUTA A MOTIVARE LA DELIBERA.
2. CON LE STESSE MODALITA' SI PROCEDE ALLE MODIFICHE CHE, NELL'ARCO DEL PERIODO DI VIGENZA DEL PIANO SANITARIO REGIONALE, DOVESSERO RENDERSI NECESSARIE.
3. IL PIANO SANITARIO REGIONALE E' FINALIZZATO ALLA TUTELA DELLA SALUTE FISICA E PSICHICA DEI CITTADINI ALLA LUCE DELLE NECESSITA' EMERSE DALLA VALUTAZIONE EPIDEMIOLOGICA DELLO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE SICILIANA, MEDIANTE LA RAZIONALIZZAZIONE DELLE RISORSE DISPONIBILI, LA QUALIFICAZIONE E IL CONTENIMENTO DELLA SPESA SANITARIA E LA CORRISPONDENZA FRA COSTO DEI SERVIZI E RELATIVI BENEFICI. IL PIANO SANITARIO REGIONALE DOVRA' SPECIFICARE ANALITICAMENTE PER CIASCUNA DELLE PROPOSTE CONTENUTE L'ANALISI COSTO/BENEFICIO E QUELLA COSTO/EFFICACIA NONCHE' GLI EFFETTI DI SPESA INDIRETTI INDOTTI.
4. IL PIANO SANITARIO REGIONALE INDICA:
A) INDIRIZZO PROGRAMMATICI PER IL PERSEGUIMENTO DEGLI OBIETTIVI DI CUI AL COMMA 3;
B) LE SCELTE DI PIANO NECESSARIE AL FINE DI REALIZZARE INDIRIZZI E LE MODALITA' PER IL CONSEGUIMENTO DEI RISULTATI PREVISTI DAL PRESENTE ARTICOLO;
C) I PROGETTI DI INIZIATIVA REGIONALE IN TERMINI DI PROGETTI-OBIETTIVO E DI AZIONI PROGRAMMATE ANCHE NEL RISPETTO DEGLI ARTICOLO 2 E 8 DELLA LEGGE 23 OTTOBRE 1985, N. 595;
D) LE ATTIVITA' E I SERVIZI DI SUPPORTO ALLE AZIONI DI PIANO;
E) I CRITERI PER LA INFORMATIZZAZIONE GENERALE E GRADUALE DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE SECONDO PRIORITA' IDENTIFICATE;
F) LA QUANTIFICAZIONE DELLE RISORSE FINANZIARIE DISPONIBILI E LA QUANTIFICAZIONE DEI COSTI INERENTI AD INTERVENTI PREVISTI.
5. A TAL FINE IL PIANO DEFINISCE E SPECIFICA ANCHE MEDIANTE GLI AGGIORNAMENTI:
A) LE STRATEGIE E GLI OBIETTIVI DI BASE;
B) LA RETE ASSISTENZIALE PER LE FUNZIONI EXTRAOSPEDALIERA E OSPEDALIERA, LE MODALITA' DI GESTIONE E L'ARTICOLAZIONE IN DIPARTIMENTI DEI SERVIZI DI PREVENZIONE;
C) GLI STRUMENTI NECESSARI PER GARANTIRE L'ATTUAZIONE E LA VERIFICA DELLE STRATEGIE , DEGLI OBIETTIVI E DELLE AZIONI CON PARTICOLARE RIFERIMENTO A PROTOCOLLI ED INDICATORI DI RISULTATO;
D) I RISULTATI DA RAGGIUNGERE IN RELAZIONE AI LIVELLI OBBLIGATORI DI ASSISTENZA DEFINITI DALLE NORME NAZIONALI, DAI PROGETTI-OBIETTIVO E DALLE AZIONI DI PIANO DI INIZIATIVA REGIONALE;
E) LA RETE PER L'EMERGENZA SANITARIA NEI SUOI VARI ASPETTI;
F) I TEMPI DI ATTUAZIONE;
G) LE RELAZIONI FRA LA FUNZIONALITA' DEI SERVIZI, GLI OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE E LE RISORSE NECESSARIE AGLI INTERVENTI PREVISTI.
6. ENTRO TRE MESI DALLA SCADENZA DI CIASCUN PIANO SANITARIO REGIONALE, SULLA BASE DELLE RELAZIONI ANNUALI DELLE SINGOLE UNITA' SANITARIE LOCALE E DELLE AZIENDE OSPEDALIERE, NONCHE' DELLE RELAZIONI ANNUALI PRESENTATE DAL PRESIDENTE DELLA REGIONE ALLA ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA, L'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA', CON LE PROCEDURE PREVISTE DAL COMMA 1, ELABORA E PRESENTA IL SUCCESSIVO PIANO SANITARIO, INDICANDO GLI OBIETTIVI ED I RISULTATI NON CONSEGUITI NEL TRIENNIO PRECEDENTE, VERIFICANDO IL PERMANERE DELLA VALIDITA' DEGLI STESSI ED I NUOVI OBIETTIVI E LE FINALITA' DA PERSEGUIRE. E LE PROPOSTE INVIATE DALLE UNITA' SANITARIE LOCALI, DALLE AZIENDE OSPEDALIERE DOVRANNO ESSERE SOTTOPOSTE ALLA VALUTAZIONE DEL SINDACO, OVVERO ALLA CONFERENZA DEI SINDACI AI SENSI DELL'ART.3
DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992.
7. AL FINANZIAMENTO DEL PIANO SANITARIO REGIONALE SI PROVVEDERA':
A) CON LA QUOTA DEL FONDO SANITARIO NAZIONALE ASSEGNATA ALLA REGIONE;
B) CON CAPITOLI RICAVATI DALLA ALIENAZIONE E TRASFORMAZIONE DEI BENI DI CUI AGLI ARTICOLI 65 E 66 DELLA LEGGE N. 833 DEL 1978, AVENDO PROCEDUTO AL COMPLETO CENSIMENTO ED ALLA DETERMINAZIONE DELLA CONSISTENZA DEGLI STESSI;
C) CON GLI APPORTI AGGIUNTIVI STABILITI ANNUALMENTE CON LEGGE REGIONALE DI BILANCIO E CON ALTRI EVENTUALI APPORTI AGGIUNTIVI STABILITI CON LA LEGGE DELLO STATO;
D) CON LE DISPONIBILITA' CHE SARANNO ACQUISITE DALLE UNITA' SANITARIE LOCALI A QUALSIASI ALTRO TITOLO.
8. I FINANZIAMENTI DI CUI ALLE LETT.B E D DEVONO ESSERE AUTORIZZATI DALL'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA', SENTITA LA COMMISSIONE LEGISLATIVA "SERVIZIO SOCIALI E SANITARI" DELLA ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA.
9. L'ASSEGNAZIONE DEL FONDO SANITARIO REGIONALE ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI E ALLE AZIENDE OSPEDALIERE E' EFFETTUATA CON I CRITERI SEGUENTI: UNA QUOTA PARI AL 2% DEL FONDO SANITARIO REGIONALE E' DESTINATA A FONDO DI RISERVA PER SPESE IMPREVISTE E PER LA COMPENSAZIONE IN CASO DI SOTTOFINANZIAMENTI; UNA ULTERIORE QUOTA PARI AL 1% DEL FONDO SANITARIO REGIONALE E' RISERVATA ALLE ATTIVITA' A DESTINAZIONE VINCOLATA INDIVIDUATE NEL PIANO SANITARIO REGIONALE; LA RESTANTE QUOTA DEL FONDO SANITARIO REGIONALE, NEL PRIMO ANNO DI VIGENTE DELLA PRESENTE LEGGE, SARA' ASSEGNATA SULLA BASE DELLA SPESA CONSOLIDATA. A PARTIRE DAL SECONDO ANNO UNA QUOTA-PARTE DI TALE ASSEGNAZIONE AVVERRA' IN BASE AI CRITERI CORRELATI ALLA POPOLAZIONE RESIDENTE, ALLA MOBILITA' TRA UNITA' SANITARIE LOCALI, ALLA PRODUTTIVITA' DELLE AZIENDE, I COSTI DI PRODUZIONE E SARA' DEFINITA PER CIASCUNA DELLE AREE DI ARTICOLAZIONE DEI LIVELLI MINIMI ASSISTENZIALI, LA DETTA QUOTA-PARTE DEL FONDO SANITARIO SARA' DEL 5% NEL SECONDO ANNO, DEL 10% NEL TERZO ANNO, DEL 20% NEL QUARTO ANNO E SARA' PROGRESSIVAMENTE INCREMENTATA FINO AL RAGGIUNGIMENTO DEL 100%. FINO AL RAGGIUNGIMENTO DI TALE LIMITE, LA RESTANTE QUOTA SARA' ASSEGNATA SULLA BASE DELLA SPESA STORICA. IN PARTICOLARE PER LA RIPARTIZIONE DEL FINANZIAMENTO DESTINATO ALL'AREA OSPEDALIERA DOVRANNO ESSERE UTILIZZATI CRITERI CHE FACCIANO ESPRESSAMENTE USO DEI SISTEMI DI CLASSIFICAZIONE OMOGENEA DEI PAZIENTI E CHE VALUTINO ANCHE LE ATTIVITA' DI DAY HOSPITAL ED AMBULATORIALE.
10. ENTRO SEI MESI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE L'ASSESSORATO REGIONALE DELLA SANITA' PREDISPORRA' I CRITERI DI CUI AL COMMA 9 CHE SARANNO APPROVATI CON DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE, SENTITO IL PARERE DEL CONSIGLIO SANITARIO REGIONALE E DELLA COMMISSIONE LEGISLATIVA "SERVIZI SOCIALI E SANITARI" DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA. SUCCESSIVAMENTE TALI CRITERI POTRANNO ESSERE VARIATI CON ANALOGA PROCEDURA.
11. ENTRO I PRIMI 3 MESI DI CIASCUNO ESERCIZIO FINANZIARIO L'ASSESSORATO REGIONALE DELLA SANITA' SOTTOPONE ALLA GIUNTA REGIONALE UNA RELAZIONE ANALITICA DEGLI EFFETTI DEI CRITERI DI RIPARTIZIONE ADOTTATI NELL'ANNO PRECEDENTE SULLA SPESA E SULL'EFFICIENZA E PRODUTTIVITA' DELLE AZIENDE.
12. ENTRO IL TERMINE DI 3 ANNI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE LE UNITA' SANITARIE LOCALI SI DOTERANNO DI UN SISTEMA DI BILANCIO PER CENTRI DI COSTO SULLA BASE DELLE INDICAZIONI TECNICHE EMANATE ENTRO 12 MESI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE DALL'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA.
13. CONTESTUALMENTE AL FUNZIONAMENTO DEL BILANCIO PER CENTRI DI COSTO LE UNITA SANITARIE LOCALI PROVVEDERANNO AL FINANZIAMENTO DI CIASCUN CENTRO DI COSTO CON SISTEMA BUDGETTARIO, SECONDO LE INDICAZIONI TECNICHE EMANATE ENTRO 12 MESI DALLA ASSESSORATO REGIONALE DELLA SANITA'.
14. AL FINE DI ASSICURARE IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI DI CUI AI PRECEDENTI COMMI, L'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA' E' AUTORIZZATO A STIPULARE CONVENZIONI DI CONSULENZA CON ALTRE REGIONI IN CUI SIANO STATE SPERIMENTATI TALI SISTEMI.
15. PER LE FINALITA' DI CUI AI PRECEDENTI COMMI L'ASSESSORATO REGIONALE DELLA SANITA' PROVVEDERA' ALL'ORGANIZZAZIONE DI UN PROGRAMMA DI FORMAZIONE RIVOLTA AI DIRIGENTI AMMINISTRATIVI E SANITARI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI DESTINATO ALLA ACQUISIZIONE DI CONOSCENZA SULLA CONTABILITA' DIREZIONALE E SULLA GESTIONE BUDGETTARIA, ANCHE ATTRAVERSO CONVENZIONI CON ISTITUTI UNIVERSITARI".

TITOLO IX
NORME FINALI E TRANSITORIE
ART. 55
NORME TRANSITORIE
1. ENTRO 30 GIORNI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE IL PRESIDENTE DELLA REGIONE, PREVIA DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE, SU PROPOSTA DELL'ASSESSORE DELLA SANITA', NOMINA UN COMMISSARIO STRAORDINARIO PER L'ATTIVAZIONE DI CIASCUNA DELLE AZIENDE UNITA' SANITARIE LOCALI DI CUI ALL'ART. 6 CHE ASSUME ALTRESI' LE FUNZIONI DI AMMINISTRATORE STRAORDINARIO DELLE PREESISTENTI UNITA' SANITARIE LOCALI IL CUI TERRITORIO CONFLUIRA' NELL'AZIENDA UNITA' SANITARIA LOCALE PER LA CUI ATTIVAZIONE VIENE NOMINATO. I COMMISSARI VERRANNO SCELTI TRA FUNZIONARI REGIONALI CON QUALIFICA NON INFERIORE A DIRIGENTE O EQUIPARATO E DIRIGENTI APPLICALI DI UNITA' SANITARIE LOCALI E RESTERANNO IN CARICA SINO ALLA NOMINA DEI DIRETTORI GENERALI DI CUI AL COMMA 5. AI COMMISSARI SI APPLICA IL TRATTAMENTO ECONOMICO PREVISTO PER GLI AMMINISTRATORI STRAORDINARI, NONCHE' IL TRATTAMENTO DI MISSIONE, IN RELAZIONE ALLA LORO RESIDENZA.
2. IL PRESIDENTE DELLA REGIONE, PREVIA DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE, SU PROPOSTA DELL'ASSESSORE REGIONALE DELLA SANITA', DETERMINA LA DATA DI INIZIO DEL FUNZIONAMENTO DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI ISTITUITE AI SENSI DELLA PRESENTE LEGGE, CHE DOVRA' AVVENIRE ENTRO 120 GIORNI DALLA RELATIVA ENTRATA IN VIGORE E COSTITUISCE, ENTRO LO STESSO PERIODO, LE AZIENDE OSPEDALIERE DI RILIEVO NAZIONALE E DI ALTA SPECIALIZZAZIONE CHE RISULTINO GIA' INDIVIDUATE DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI AI SENSI DELL'ARTICOLO 4, COMMA 1, DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 502 DEL 1992.
3. ENTRO 60 GIORNI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE L'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA', SENTITA LA COMMISSIONE LEGISLATIVA "SERVIZI SOCIALI E SANITARI" DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA, FORMULA I CRITERI PER L'INDI

TITOLO II
ORGANIZZAZIONE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI E AMBITI TERRITORIALI
ART. 6
AMBITI TERRITORIALI
1. AL FINE DEL RIEQUILIBRIO TRA MACROFUNZIONI OSPEDALIERA, EXTRAOSPEDALIERA E DI PREVENZIONE, IL TERRITORIO DELLA REGIONE E' SUDDIVISO IN QUATTRO BACINI INFRAREGIONALI COSI' RIPARTITI:
A) PALERMO E TRAPANI;
B) CATANIA, SIRACUSA, RAGUSA;
C) CALTANISSETTA, ENNA, AGRIGENTO;
D) MESSINA.
2. LE UNITA' SANITARIE LOCALI NELLA REGIONE SICILIANA SONO NOVE, CORRISPONDENTI ALL'AMBITO TERRITORIALE DI CIASCUNA PROVINCIA REGIONALE, CON SEDE NEI COMUNI CAPOLUOGO.
3. IL PIANO SANITARIO REGIONALE, IN BASE AI CRITERI DI DISTRETTUALIZZAZIONE CONTENUTI NELL'ARTICOLO 22 DELLA LEGGE REGIONALE 12 AGOSTO 1980, N. 87, E NEL COMMA 4 DEL PRESENTE ARTICOLO, INDIVIDUA, ALL'INTERNO DELL'AMBITO TERRITORIALE DI CIASCUNA UNITA' SANITARIA LOCALE, I DISTRETTI SANITARI CHE COSTITUISCONO LE STRUTTURE TECNICO-FUNZIONALI PER L'EROGAZIONE DELLE PRESTAZIONI DI PRIMO LIVELLO E DI PRONTO INTERVENTO IN FORMA INTEGRATA, NONCHE' LA RELATIVA ORGANIZZAZIONE E I RAPPORTI CON I SETTORI DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI.
4. LA LETTERA A) DEL SECONDO COMMA DELL'ARTICOLO 22 DELLA LEGGE REGIONALE N. 87 DEL 1980 E' COSI' SOSTITUITA:
"A) CORRISPONDENZA DELL'AREA DISTRETTUALE AD UNA POPOLAZIONE COMPRESA, DI NORMA, TRA 35.000 E 50.000 ABITANTI; PER LE AREE METROPOLITANE DI PALERMO, MESSINA E CATANIA TALI LIMITI SONO COMPRESI, DI NORMA, TRA 100.000 E 200.000 ABITANTI".
5. AL FINE DI MANTENERE LA CONTINUITA' ORGANIZZATIVA NEL TERRITORIO, FINO ALL'APPROVAZIONE DEL PIANO SANITARIO E COMUNQUE NON OLTRE UN ANNO DALLA ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, I DISTRETTI COINCIDONO CON GLI AMBITI DELLE SESSANTADUE UNITA' SANITARIE LOCALI ATTUALMENTE ESISTENTI NEL TERRITORIO.
6. L'EVENTUALE ARTICOLAZIONE DEI DISTRETTI IN AREE SUB-DISTRETTUALI E PROPOSTA DALL'UNITA' SANITARIA LOCALE DELL'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA' IL QUALE LA APPROVA CON APPOSITO DECRETO, OVE RICORRANO COMPROVATE ESIGENZE TERRITORIALI PREVIO PARERE DELLA COMMISSIONE LEGISLATIVA " SERVIZI SOCIALI E SANITARI" DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA. LA PROPOSTA DEVE INDICARE TRA LE RISORSE ESISTENTI QUELLE DESTINATE ALLA ATTIVAZIONE DELL'AREA SUB-DISTRETTUALE E NELLA SUA FORMULAZIONE DOVRA' TENERE CONTO DEI SEGUENTI REQUISITI:
A) COINCIDENZA CON IL TERRITORIO DI UNO O PIU' COMUNI;
B) DENSITA' DEMOGRAFICA E DELLE POPOLAZIONI ANIMALI, SITUAZIONE TOPOGRAFICA E VIARIA CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLE ZONE MONTANE ED INSULARI;
C) PRESENZA DI AREE ALTO RISCHIO;
D) FLUSSI GRAVITAZIONALI PER CAUSE OCCUPAZIONALI E SOCIALI E FRAMMENTAZIONE DI IMPIANTI DI INTERESSE VETERINARIO.

ART. 7
FUNZIONI E ORGANIZZAZIONE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI
1. LE UNITA' SANITARIE LOCALI EROGANO L'ASSISTENZA SANITARIA ATTRAVERSO I PRESIDI OSPEDALIERI E I SERVIZI SANITARI EXTRAOSPEDALIERI.
2. L'ORGANIZZAZIONE E LA GESTIONE COMPETONO AL DIRETTORE GENERALE DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE, COADIUVATO DAL DIRETTORE SANITARIO, DAL DIRETTORE AMMINISTRATIVO E DAL CONSIGLIO DEI SANITARI, NONCHE' DAL COORDINATORE DEI SERVIZI SOCIALI SE PREVISTO, GIUSTA QUANTO INDICATO DALL'ARTICOLO 3 DEL DECRETO LEGISLATIVO N.502 DEL 1992.
3. PER L'ESPLETAMENTO DELLA PROPRIA FUNZIONE IL DIRETTORE GENERALE SI AVVARRA' DI SETTORI ORGANIZZATIVI SANITARI E AMMINISTRATIVI CHE SOSTITUISCONO I SERVIZI PREVISTI DALL'ARTICOLO 5 DELLA LEGGE REGIONALE 6 GENNAIO 1981, N. 6.
4. LE UNITA' SANITARIE LOCALI SI ARTICOLANO NEI SETTORI AMMINISTRATIVI E SANITARI DI SEGUITO RIPORTATI:
A) SETTORI AMMINISTRATIVI:
1) SETTORE AFFARI GENERALI E LEGALI, CONTENZIOSO;
2) SETTORE AFFARI DEL PERSONALE;
3) SETTORE AFFARI ECONOMICO-FINANZIARI;
4) SETTORE TECNICO E PATRIMONIALE;
5) SETTORE PROVVEDITORATO ED ECONOMATO.
B) SETTORE SANITARI:
1) IGIENE, SANITA' PUBBLICA, ASSISTENZA SANITARIA COLLETTIVA IN AMBIENTI DI VITA E DI LAVORO;
2) ASSISTENZA SANITARIA DI BASE, SPECIALISTICA E RIABILITATIVA E MEDICINA FISCALE E LEGALE;
3) FARMACEUTICA;
4) ASSISTENZA OSPEDALIERA PUBBLICA E PRIVATA;
5) SALUTE MENTALE E TOSSICODIPENDENZA;
6) SANITA' PUBBLICA VETERINARIA.
5. IL SETTORE E' DIRETTO DA UN DIRIGENTE DI II LIVELLO DIRIGENZIALE IN POSSESSO DI LAUREA IN MATERIA AFFERENTE ALLA SPECIFICITA' DEL SETTORE, GERARCHICAMENTE SUBORDINATO AL DIRETTORE AMMINISTRATIVO O AL DIRETTORE SANITARIO, E CHE AD ESSO RISPONDE L'ATTIVITA' CUI E' PREPOSTO. IL DIRIGENTE DEL SETTORE SARA' INDIVIDUATO DAL DIRETTORE GENERALE TRA I RESPONSABILI DEI SERVIZI APPARTENENTI AL SETTORE, TENENDO CONTO DELLA ANZIANITA' DI SERVIZIO NEL RUOLO E DELLE CAPACITA' PROFESSIONALI. LA FUNZIONE HA DURATA TRIENNALE ED E' RINNOVABILE PREVIA VERIFICA DEI RISULTATI OTTENUTI.
6. IL SETTORE ASSICURA IL RACCORDO, LA INTEGRAZIONE E IL RAZIONALE SVOLGIMENTO DELLE DIVERSE FUNZIONI DI SUA SPETTANZA SU BASE DIPARTIMENTALE.
7. IL PIANO SANITARIO REGIONALE INDIVIDUA:
A) LE COMPETENZE DEI SETTORI TENUTO CONTO ANCHE DELLA CLASSIFICAZIONE CONTENUTA NEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 DICEMBRE 1992 E LE MODALITA' DI FUNZIONAMENTO DEGLI STESSI ANCHE IN RELAZIONE ALLE DOTAZIONI ORGANICHE;
B) LA LORO ARTICOLAZIONE ED ORGANIZZAZIONE IN SERVIZI, IVI COMPRESI I SERVIZI PSICOLOGICO, SOCIALE E INFERMIERISTICO PER LA PROMOZIONE E LA VALUTAZIONE DEI SERVIZI E DELLE PRESTAZIONI INCLUSO IL COORDINAMENTO E IL MONITORAGGIO DELLE MEDESIME. CIASCUN SERVIZIO SI ARTICOLERA' IN MODULI ORGANIZZATIVI SECONDO IL CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO;
C) LE MODALITA' OPERATIVE DELLA CONFERENZA DI SERVIZIO DEI DIRIGENTI DI SETTORE SULLA BASE DI UN REGOLAMENTO TIPO DA EMANARE DA PARTE DELL'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA' ENTRO NOVANTA GIORNI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE.
8. I SETTORI AMMINISTRATIVI E SANITARI DOVRANNO PREDISPORRE ANNUALMENTE UN PROGRAMMA DI INTERVENTI, CON I RELATIVI OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE, NONCHE' I CRITERI PER L'UTILIZZO DEL PERSONALE IVI COMPRESO QUELLO APPARTENENTE ALLE EQUIPES ITINERANTI, ATTIVANDO LA CONFERENZA DI SERVIZIO COSTITUITA DA TUTTI I CAPISETTORE, CHE, OLTRE A STABILIRE ANNUALMENTE I PROGRAMMI E GLI OBIETTIVI, DOVRA' TRIMESTRALMENTE PROCEDERE ALLA VERIFICA DEI RISULTATI RAGGIUNTI.
9. LE COMMISSIONI MEDICHE DI CUI ALLA LEGGE 15 OTTOBRE 1990, N. 295, ISTITUITE PRESSO LE UNITA' SANITARIE LOCALI, SVOLGONO LA LORO ATTIVITA' CON AUTONOMIA TECNICO-FUNZIONALE DAI SETTORI E SONO COORDINATE DIRETTAMENTE DAL DIRETTORE GENERALE.
10. IL PIANO SANITARIO REGIONALE DEFINIRA' I RAPPORTI TRA AZIENDE OSPEDALIERE E UNITA' SANITARIE LOCALI PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMPONENTI OSPEDALIERA E TERRITORIALE DEI SERVIZI DI TUTELA DELLA SALUTE MENTALE, CHE DOVRANNO MANTENERE ORGANIZZAZIONE E DIREZIONE UNITARIE.

ART. 8
DISTRETTI SANITARI
1. IL DISTRETTO DEVE ASSICURARE ALMENO LE SEGUENTI PRESTAZIONI SANITARIE:
A) VIGILANZA E PRIMI INTERVENTI RIGUARDO ALL'IGIENE DELL'AMBIENTE (ACQUA, ARIA, SUOLO, ABITATO);
B) POLIZIA MORTUARIA;
C) CONTROLLO IGENICO-SANITARIO, VIGILANZA E INTERVENTI ELEMENTARI RIGUARDO AGLI ALIMENTI ED ALLE BEVANDE;
D) RILEVAZIONE ED DENUNCE DI MALATTIE INFETTIVE E DIFFUSIVE;
E) RACCOLTA DEI DATI IGENICO-AMBIENTALI;
F) VIGILANZA E INTERVENTI ELEMENTARI NEGLI AMBITI DI LAVORO;
G) VISITE DI ASSUNZIONE AL LAVORO;
H) VISITE PERIODICHE PER SOGGETTI E GRUPPI A RISCHIO;
I) CERTIFICAZIONI MEDICO-LEGALI CORRENTI QUALI INABILITA' AL LAVORO, STATO DI GRAVIDANZA, ASSISTENZA AL PARTO;
L) CONTROLLI MEDICO-FISCALI CORRENTI;
M) ASSISTENZA MEDICO-GENERICA E PEDIATRICA IN FORMA AMBULATORIALE E DOMICILIARE SIA PRESSO L'ABITAZIONE CHE PRESSO IL TEMPORANEO LUOGO DI SOGGIORNO PROTETTO
N) COORDINAMENTO ORGANIZZATIVO-SANITARIO DELL'ATTIVITA' DEI MEDICI GENERICI E PEDIATRI;I
O) ASSISTENZA INFERMIERISTICA AMBULATORIALE E DOMICILIARE;
P) ASSISTENZA SANITARIA NELLE SCUOLE;
Q) ASSISTENZA PER LA TUTELA DELL'ATTIVITA' SPORTIVA NON AGONISTICA;
R) ASSISTENZA SPECIALISTICA DIAGNOSTICO-ANALITICA E STRUMENTALE A SUPPORTO DELL'ASSISTENZA DI BASE;
S) ASSISTENZA RIABILITATIVA AMBULATORIALE E DOMICIALIARE;
T) ASSISTENZA AI DISTURBATORI PSICHICI;
U) ASSISTENZA AI TOSSICODIPENDENTI;
V) ASSISTENZA AI PORTATORI DI HANDICAPS;
W) ASSISTENZA PER LA TUTELA MATERNO-INFANTILE;
Z) ASSISTENZA ASSISTENZA AGLI ANZIANI;
AA) GUARDIA MEDICA E TURISTICA, PRONTO INTERVENTO E TRASPORTO INFERMI;
BB) DISTRIBUZIONE DEI FARMACI, AI SENSI DELL'ARTICOLO 28 DELLA LEGGEN. 833
DEL 1978, E DISTRIBUZIONE DEI PRODOTTI SANITARI;
CC) CONSULENZA FARMACEUTICA;
DD) SANITA' VETERINARIA;
EE) CONTROLLO IGENICO-SANITARIO SULLA PRODUZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE DEGLI ALIMENTI DI ORIGINE ANIMALE;
FF) IGIENE DELL'ALLEVAMENTO E DELLE PRODUZIONI ANIMALI.
NEL DISTRETTO VENGONO IN PARTICOLARE ASSICURATE LA PRENOTAZIONE E L'ACCETTAZIONE PROGRAMMATA DELLE PRESTAZIONI, NONCHE' LO SVOLGIMENTO, NELL'AMBITO DEI PROGRAMMI REGIONALI, DELL'ATTIVITA' DI EDUCAZIONE SANITARIA.
2. PER FACILITARE L'ACCESSO DEGLI UTENTI ALLE PRESTAZIONI DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE, OVE ESISTANO PRESIDI OSPEDALIERI DI UNITA' SANITARIE LOCALI E/O PRESIDI POLIAMBULATORIALI, LE ATTIVITA' SANITARIE VANNO CONCENTRATE, DI NORMA, NELLO STESSO PRESIDIO. A TAL FINE IL PIANO SANITARIO REGIONALE PREVEDE LA RAZIONALE UTILIZZAZIONE DI DETTI PRESIDI ANCHE MEDIANTE OPERE DI RICONVERSIONE E/O RISTRUTTURAZIONE.
3. L'AREA SUB-DISTRETTUALE E' UN MODULO FUNZIONALE FLESSIBILE TENDENTE A RENDERE LE PRESTAZIONI SANITARIE DEI VARI OPERATORI PIU' VICINE ALLA DOMANDA SANITARIA.

ART. 9
CONSIGLIO DEI SANITARI
1. PRESSO LE AZIENDE UNITA' SANITARIE LOCALI, NONCHE' PRESSO LE AZIENDE OSPEDALIERE E' ISTITUITO IL CONSIGLIO DEI SANITARI CHE RENDE:
A) PARERE OBBLIGATORIO AL DIRETTORE GENERALE PER LE ATTIVITA' TECNICO-SANITARIE, ANCHE SOTTO IL PROFILO ORGANIZZATIVO, E PER GLI INVESTIMENTI AD ESSE ATTINENTI;
B) PARERI SULLE ATTIVITA' DI ASSISTENZA SANITARIA.
IL PARERE E' DA INTENDERSI RESO FAVOREVOLMENTE OVE NON SIA STATO ESPRESSO ENTRO DIECI GIORNI DALLA RICHIESTA.
2. IL CONSIGLIO DEI SANITARI, IN CONSIDERAZIONE DELLA DIVERSA TIPOLOGIA ASSISTENZIALE, E' COSI' COMPOSTO:
A) PER LE AZIENDE UNITA' SANITARIE LOCALI IN CUI SIANO PRESENTO UNO O PIU' PRESIDI OSPEDALIERI DA:
1) IL DIRETTORE SANITARIO DELL'UNITA' SANITARIA LOCALE CON FUNZIONI DI PRESIDENTE;
2) I CAPI DEI SETTORI SANITARI;
3) I RESPONSABILI SANITARI DEI PRESIDI OSPEDALIERI;
4) UN MEDICO OSPEDALIERO DI II LIVELLO DIRIGENZIALE PER CIASCUNA DELLE TRE AREE DI MEDICINA, CHIRURGIA E DEI SERVIZI, ELETTO TRA IL PERSONALE DI CIASCUNA GARA;
5) TRE MEDICI DI I LIVELLO DIRIGENZIALE DEI PRESIDI OSPEDALIERI, ELETTI FRA GLI STESSI;
6) TRE LAUREATI NON MEDICI, DI CUI DUE ELETTI TRA IL PERSONALE IN SERVIZIO PRESSO I PRESIDI OSPEDALIERI ED UNO ELETTO TRA IL PERSONALE DELLE STRUTTURE TERRITORIALI;
7) UN FARMACISTA OSPEDALIERO DI II LIVELLO DIRIGENZIALE;
8) IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA INFERMIERISTICA;
9) TRE UNITA' DI PERSONALE TECNICO SANITARIO, DI CUI DUE ELETTI TRA IL PERSONALE IN SERVIZIO PRESSO I PRESIDI OSPEDALIERI ED UNO ELETTO TRA IL PERSONALE DELLE STRUTTURE TERRITORIALI;
10) TRE OPERATORI PROFESSIONALI, DI CUI DUE ELETTI TRA IL PERSONALE IN SERVIZIO PRESSO I PRESIDI OSPEDALIERI ED UNO ELETTO TRA IL PERSONALE DELLE STRUTTURE TERRITORIALI;
B) PER LE AZIENDE OSPEDALIERE DA:
1) IL DIRETTORE SANITARIO DELL'AZIENDA CON FUNZIONI DI PRESIDENTE,
2) I CAPI-DIPARTIMENTO;
3) UN MEDICO DI II LIVELLO DIRIGENZIALE, PER OGNUNA DELLE AREE FUNZIONALI OMOGENEE DI CUI ALL'ARTICOLO 28, COMMA 2 E COMMA 3, ELETTO TRA GLI STESSI;
4) UN MEDICO DEL I LIVELLO DIRIGENZIALE, PER OGNI AREA FUNZIONALE OMOGENEA, ELETTO TRA GLI STESSI;
5) TRE LAUREATI NON MEDICI, DI CUI UN BIOLOGO ED UN FARMACISTA, ELETTI TRA GLI STESSI;
6) IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA INFERMIERISTICA;
7) DUE UNITA' DI PERSONALE TECNICO SANITARIO, ELETTE TRA IL PERSONALE IN SERVIZIO;
8) DUE OPERATORI PROFESSIONALI, ELETTI TRA IL PERSONALE IN SERVIZIO.
3. ENTRO NOVANTA GIORNI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE L'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA' STABILIRA' CON APPOSITO DECRETO IL REGOLAMENTO OPERATIVO E LE MODALITA' DI ELEZIONE DEI COMPONENTI.