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Legge regionale n. 10/93

LEGGE 12 GENNAIO 1993, N. 10
NUOVE NORME IN MATERIA DI LAVORI PUBBLICI E DI FORNITURE DI BENI E SERVIZI, NONCHE' MODIFICHE ED INTEGRAZIONI DELLA LEGISLAZIONE DEL SETTORE.
REGIONE SICILIANA
L'ASSEMBLEA REGIONALE HA APPROVATO
IL PRESIDENTE REGIONALE

PROMULGA

LA SEGUENTE LEGGE:

CAPO I
UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI
ART. 1
ISTITUZIONE
1. E' ISTITUITO L'UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI
2. L'UFFICIO SI ARTICOLA IN SEZIONI PROVINCIALI, AVENTI SEDE NEI CAPOLUOGHI DELLE PROVINCE REGIONALI.
3. L'UFFICIO, COSTITUITO CON DECRETO DAL PRESIDENTE DELLA REGIONE, FA PARTE DEGLI UFFICI DELLA PRESIDENZA. ESSO, NELL'ESERCIZIO DELLE PROPRIE ATTRIBUZIONI, OPERA CON PIENA AUTONOMIA FUNZIONALE.

ART. 10
ATTI INIZIALI DEL PROCEDIMENTO
1. LA SEZIONE, ENTRO TRENTA GIORNI DAL RICEVIMENTO DELLA RICHIESTA E DEGLI ATTI DI CUI ALL'ART.9, PREDISPONE IL BANDO DI GARA INDICANDOVI IL PROCEDIMENTO E DETERMINANDO IL CRITERIO DI AGGIUDICAZIONE.
2. QUANDO LA COMPETENZA A PROCEDERE SIA DEVOLUTA ALL'UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI, IL CAPITOLATO SPECIALE COMPRESO FRA GLI ATTI PROGETTUALI DEVE RINVIARE, PER QUANTO CONCERNE IL CRITERIO DI AGGIUDICAZIONE E GLI ELEMENTI DI VALUTAZIONE EVENTUALMENTE DA APPLICARE, ALLE PREVISIONI DEL BANDO DI GARA.

ART. 11
SVOLGIMENTO PROCEDIMENTALE
1. LA SEZIONE PROVVEDE A TUTTI GLI ULTERIORI ADEMPIMENTI NECESSARI PER PERVENIRE ALL'AFFIDAMENTO DEI LAVORI FINO ALL'AGGIUDICAZIONE O, NEL CASO DI APPALTO CONCORSO, ALLE DETERMINAZIONI DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE.
2. I VERBALI CONCERNENTI LE DECISIONI ADOTTATE E QUELLI RELATIVI ALL'AGGIUDICAZIONE O ALLE DETERMINAZIONI DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE IN CASO DI APPALTO CONCORSO, VENGONO TRASMESSI SUBITO DOPO LA CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO, ALL'ENTE APPALTANTE MEDIANTE RACCOMANDATA CON AVVISO DI RICEVIMENTO O A MANO.
3. ESSI SI INTENDONO APPROVATI SE ENTRO IL TERMINE PERENTORIO DI VENTI GIORNI DAL RICEVIMENTO, L'ORGANO ESECUTIVO DELL'ENTE NON PROVVEDA NEGATIVAMENTE CON DELIBERA MOTIVATA.
4. L'APPROVAZIONE PUO' ESSERE RIFIUTATA SOLO IN CASO DI VIOLAZIONE DI LEGGE DA CUI SIA CONSEGUITA ALTERAZIONE DELL'EFFETTIVA PARITA' DI CONDIZIONI TRA GLI ASPIRANTI ALL'APPALTO O ELUSIONE DELLA SEGRETEZZA DELLE OFFERTE, OVVERO ALTERAZIONE MANIFESTA DEL RISULTATO DELLA GARA.
5. NEL CASO DI APPROVAZIONE TACITA AI SENSI DEL COMMA TRE DEL PRESENTE ARTICOLO, L'ORGANO ESECUTIVO DELL'ENTE E' TENUTO A PRENDERNE FORMALMENTE ATTO ENTRO I SUCCESSIVI DIECI GIORNI. I PROVVEDIMENTI DI PRESA D'ATTO, DI APPROVAZIONE O DI DINIEGO DI APPROVAZIONE DEVONO ESSERE INOLTRATI ENTRO DIECI GIORNI DALL'ADOZIONE, ALL'ORGANO DI CONTROLLO O DI VIGILANZA PER QUANTO DI LORO COMPETENZA.
6. GLI ATTI SUCCESSIVI ALL'AGGIUDICAZIONE OD ALLE DETERMINAZIONI DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE, IVI COMPRESI GLI AVVISI E LE COMUNICAZIONI PREVISTI DALLA LEGGE, VENGONO POSTI IN ESSERE DALL'ENTE APPALTANTE.

ART. 12
MODALITA' DI FUNZIONAMENTO DELLE SEZIONI
1. IL PRESIDENTE DELLA SEZIONE DELL'UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI ASSEGNA CIASCUN PROCEDIMENTO A SE STESSO O AD ALTRO COMPONENTE, AI FINI DELL'ESAME E DELL'ATTIVITA' PREPARATORIA E PER RIFERIRE ALLA SEZIONE, SECONDO UN CRITERIO GENERALE DI ROTAZIONE FRA I COMPONENTI DELLA SEZIONE.
2. LA SEZIONE VIENE CONVOCATA DAL PRESIDENTE CON AVVISO CONTENENTE L'ORDINE DEL GIORNO DA COMUNICARSI AI COMPONENTI ALMENO 24 ORE PRIMA DELL'ADUNANZA.
3. LA SEZIONE FUNZIONA CON LA PRESENZA DELLA MAGGIORANZA DEI COMPONENTI E DELIBERA A MAGGIORANZA DEI VOTANTI; IN CASO DI PARITA' PREVALE IL VOTO DEL PRESIDENTE; IN CASO DI ASSENZA DEL PRESIDENTE, LE SUE FUNZIONI SONO ASSUNTE DAL COMPONENTE PIU' ANZIANO D'ETA'.
4. ALLE SEDUTE ASSISTE, CON COMPITI DI SEGRETARIO, IL FUNZIONARIO CHE DIRIGE LA SEGRETERIA DELLA SEZIONE O, IN CASO DI ASSENZA O DI IMPEDIMENTO, IL FUNZIONARIO CHE LO SEGUE NELL'ORDINE DEL RUOLO FRA QUELLI IN SERVIZIO.
5. I PROVVEDIMENTI SONO SOTTOSCRITTI DA TUTTI I PRESENTI E DAL SEGRETARIO.

ART. 13
FUNZIONI DEL PRESIDENTE DI SEZIONE
1. PRESIDENTE DELLE GARE CHE SI SVOLGONO PRESSO L'UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI E' IL PRESIDENTE DELLA SEZIONE O ALTRO COMPONENTE DA LUI DESIGNATO, SECONDO UN CRITERIO GENERALE DI ROTAZIONE FRA I COMPONENTI DELLA SEZIONE
2. NEL CASO DI APPALTO CONCORSO E NEI PROCEDIMENTI DI CONCESSIONE DI COSTRUZIONE E GESTIONE PER I QUALI IL CRITERIO DI SCELTA RICHIEDA L'ACQUISIZIONE DEL PARERE DI UN ORGANO COLLEGIALE, LA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE SPETTA, IN DEROGA A QUALSIASI DIVERSA PREVISIONE DI LEGGE, AL PRESIDENTE DELLA SEZIONE O AD ALTRO COMPONENTE DA LUI DESIGNATO.
3. IN NESSUN CASO POTRA' ESSERVI COINCIDENZA FRA IL PRESIDENTE DI GARA E IL PRESIDENTE DI COMMISSIONE CHIAMATA AD ESPRIMERE PARERE SULLE OFFERTE.
4. AL PRESIDENTE DELLAS EZIONE COMPETE ALTRESI' NEI CASI INDICATI NEL COMMA 2, LA NOMINA DEGLI ALTRI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE, DA EFFETTUARE NEL RISPETTO DELLA COMPOSIZIONE E DEL PROCEDIMENTO PREVISTI DALLA LEGGE. IL SEGRETARIO DELLA COMMISSIONE E' NOMINATO FRA I COMPONENTI DELL'UFFICIO DI SEGRETERIA
5. IN DEROGA A QUALSIASI ALTRA DISPOSIZIONE DI LEGGE NESSUN COMPENSO PUO' ESSERE ATTRIBUITO AI COMPONENTI DELL'UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI PER L'ATTIVITA' SVOLTA QUALI PRESIDENTI DI GARA O COMPONENTI DI COMMISSIONI CHIAMATE A GIUDICARE O AD ESPRIMERE PARERE SULLE OFFERTE.

ART. 14
CONFERENZA DEI PRESIDENTI
1. L'UNIFORMITA' DI INDIRIZZO E IL COORDINAMENTO OPERATIVO DELLE SEZIONI SONO ASSICURATI DALLA CONFERENZA DEI PRESIDENTI CONVOCATA DAL PRESIDENTE DELLA REGIONE O, PER SUA DELEGA, DALL'ASSESSORE REGIONALE PER I LAVORI PUBBLICI, OGNI TRE MESI E COMUNQUE OGNI QUALVOLTA SE NE RAVVISI LA NECESSITA', CON PREAVVISO DI ALMENO 48 ORE.
2. COMPONGONO LA CONFERENZA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE, L'ASSESSORE REGIONALE PER I LAVORI PUBBLICI, IL DIRETTORE REGIONALE DELL'ASSESSORATO DEI LAVORI PUBBLICI, L'ISPETTORE REGIONALE TECNICO E DI PRESIDENTI DELLE SEZIONI DELL'UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI.
3. LA CONFERENZA E' PRESIEDUTA DAL PRESIDENTE DELLA REGIONE O, IN SUA ASSENZA, DALL'ASSESSORE REGIONALE PER I LAVORI PUBBLICI. SE ANCHE EGLI SIA ASSENTE LA PRESIDENZA E' ASSUNTA DAL DIRETTORE DELL'ASSESSORATO REGIONALE DEI LAVORI PUBBLICI.
4. LA VALIDITA' DELLE ADUNANZE RICHIEDE LA PRESENZA DELLA MAGGIORANZA DEI COMPONENTI, E LE EVENTUALI DELIBERAZIONI SONO ADOTTATE A MAGGIORANZA DEI VOTANTI; IN CASO DI PARITA' PREVALE IL VOTO DEL PRESIDENTE.
5. LE FUNZIONI DI SEGRETARIO SONO SVOLTE DAL FUNZIONARIO PREPOSTO ALLA SEGRETERIA DELLA SEZIONE DI PALERMO O DA ALTRO FUNZIONARIO DELLA MEDESIMA DA LUI DELEGATO.
6. I VERBALI SONO SOTTOSCRITTI DAL PRESIDENTE E DAL SEGRETARIO.
7. LE DELIBERAZIONI DELLA CONFERENZA, QUANDO RIGUARDINO ATTI DI INDIRIZZO O ISTRUZIONI AMMINISTRATIVE DI CARATTERE GENERALE, SONO PUBBLICATE NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA.

CAPO II
NORME SULLA TRASPARENZA IN MATERIA DI LAVORI PUBBLICI E DI PUBBLICHE FORNITURE.
ART. 15
1. DOPO L'ARTICOLO 47 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985, N. 21, E' INSERITO IL SEGUENTE:
"ART. 47 BIS COMMISSIONE DI GARANZIA DELLA TRASPARENZA DEI LAVORI PUBBLICI E DELLE PUBBLICHE FORNITURE.
1. E' ISTITUITA PRESSO LA PRESIDENZA DELLA REGIONE LA COMMISSIONE REGIONALE DI GARANZIA DELLA TRASPARENZA DEI LAVORI PUBBLICI E DELLE PUBBLICHE FORNITURE.
2. LA COMMISSIONE E' NOMINATA CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE SU DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE ED E' COMPOSTA DA CINQUE MEMBRI SCELTI TRA MAGISTRATI AMMINISTRATIVI E CONTABILI, AVVOCATI DELLO STATO, PROFESSORI UNIVERSITARI ORDINARI DI MATERIE GIURIDICHE E DI INGEGNERIA CIVILE. I MEMBRI DURANO IN CARICA 4 ANNI E NON SONO IMMEDIATAMENTE RINNOVABILI.
3. NON POSSONO FAR PARTE DELLA COMMISSIONE I PARLAMENTARI E I SOGGETTI CHE RIVESTONO CARICHE PUBBLICHE OVVERO CARICHE IN PARTITI POLITICI, ORGANIZZAZIONI SINDACALI E ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA.
4. SONO DICHIARATI DECADUTI I MEMBRI DELLA COMMISSIONE CHE ASSUMO L'INCARICO DEI AMMINISTRATORE DI ENTI PUBBLICI O PRIVATI DI QUALSIASI NATURA O CHE IN QUALUNQUE FORMA PRESTINO IN FAVORE DEGLI STESSI O DI IMPRESE APPALTATRICI ATTIVITA DI CONSULENZA STABILE O OCCASIONALE. ALL'ATTO DELLA NOMINA I COMPONENTI DELLA COMMISSIONE DEVONO DICHIARARE NELLE FORME DI LEGGE DI NON TROVARSI IN ALCUNA DELLE SITUAZIONI PREVISTE NEL PRESENTE COMMA.
5. AI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE E' ATTRIBUITO UN GETTONE DI PRESENZA FISSATO CON LE MODALITA' DI CUI ALL'ART. 31 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985, N. 22, IN MISURA PARI A QUELLO SPETTANTE AGLI ORGANI PERMANENTI OPERANTI PRESSO L'AMMINISTRAZIONE CENTRALE DELLA REGIONE E SVOLGENTI COMPITI ESTESI A TUTTO IL TERRITORIO DELLA REGIONE.
6. PER L'ESERCIZIO DELLE PROPRIE ATTRIBUZIONI, LA COMMISSIONE SI AVVALE DELL'ISPETTORATO REGIONALE TECNICO E PUO' RICHIEDERE AL COMITATO TECNICO AMMINISTRATIVO REGIONALE PARERI SU QUALSIASI AFFARE DI PROPRIA COMPETENZA,
7. LA COMMISSIONE SVOLGE I SEGUENTI COMPITI:
A) ANALISI DEI DATI CONCERNENTI LAVORI PUBBLICI E PUBBLICHE FORNITURE DI COMPETENZA DEGLI ENTI DI CUI ALL'ART. 1 DELLA PRESENTE LEGGE. A TAL FINE QUESTI SONO TENUTI A TRASMETTERE ALL'ISPETTORATO REGIONALE TECNICO NOTIZIE ED INFORMAZIONI RELATIVE ALLA PROGRAMMAZIONE, ALL'ELENCO DEI LAVORI E DELLE FORNITURE, ALLE PROCEDURE FINANZIARIE E TECNICO-AMMINISTRATIVE DEGLI INTERVENTI, AL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI PROGETTAZIONE E COLLAUDO, AGLI AFFIDAMENTI DEI LAVORI E DELLE FORNITURE E, PER CIASCUNO DI QUESTI, IL NUMERO DELLE IMPRESE QUALIFICATE INVITATE ED OFFERENTI, LE DISTRIBUZIONI GEOGRAFICHE IL NOME DELL'AGGIUDICATARIO LA DATA DI CONSEGNA DEI LAVORI, L'ANDAMENTO DEI PAGAMENTI E DEI RELATIVI RITARDI, L'ANALISI DEI TEMPI E DEI COSTI, ED GLI EVENTUALI DISCOSTAMENTI RISPETTO A QUELLI PREVENTIVATI, LE CAUSE DELLE VARIANTI, LE DISFUNZIONI RISCONTRATE CON LE RELATIVE CAUSE;
B) TRASMETTERE ANNUALMENTE ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE UNA RELAZIONE SULL'ANDAMENTO DEL SETTORE DEI LAVORI PUBBLICI E DELLE PUBBLICHE FORNITURE;
C) FORMULA ALL'ASSESSORE PER I LAVORI PUBBLICI PROPOSTE PER LA REVISIONE DELLA NORMATIVA CONCERNENTE I LAVORI PUBBLICI E LE PUBBLICHE FORNITURE;
D) ESPRIME PARERI SU RICHIESTA DEGLI ENTI DI CUI ALL'ART. 1 DELLA PRESENTE LEGGE IN ORDINE A QUESTIONI INERENTI AL CONFERIMENTO DI INCARICHI PROFESSIONALI ALLE PROCEDURE CONCORSUALI ED AL RICORSO ALLA TRATTATIVA PRIVATA;
E) PUO' RICHIEDERE, SULLA BASE DI ELEMENTI COMUNQUE ACQUISITI, CHIARIMENTI SULL'ESPLETAMENTO DELLE PROCEDURE PER L'AFFIDAMENTO DEI LAVORI E DELLE FORNITURE E SULL'ESECUZIONE DEI RELATIVI CONTRATTI.
F) PROMUOVE, QUALORA SULLA BASE DELLE RISULTANZE COMUNQUE ACQUISITE EMERGANO INSUFFICIENZE, RITARDI ANCHE NELL'ESPLETAMENTO DELLE GARE, DISSERVIZI E OGNI ALTRA ANOMALIA, OGNI OPPORTUNA INIZIATIVA, IVI COMPRESO L'INTERVENTO ISPETTIVO ATTRAVERSO L'APPOSITA STRUTTURA ISTITUITA PRESSO LA PRESIDENZA DELLA REGIONE.
8. ALLA COMMISSIONE SI APPLICANO LE DISPOSIZIONI SUL DIRITTO DI ACCESSO DI CUI ALLA LEGGE REGIONALE 30 APRILE 1991, N. 10.
9. LA COMMISSIONE GESTISCE TRAMITE L'ISPETTORATO REGIONALE TECNICO, UN OSSERVATORIO DEGLI APPALTI REALIZZATO MEDIANTE IL SISTEMA INFORMATIVO DI CUI AL PRECEDENTE ARTICOLO".

ART. 16
DOPO L'ARTICOLO 43 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985, N. 21, E' INSERITO IL SEGUENTE:
"ART.43 BIS
ACCESSO ALLE INFORMAZIONI
1. CHIUNQUE SENZA L'ONERE DI DICHIARARE LA PROPRIA IDENTITA' PUO' ESERCITARE IL DIRITTO DI ACCESSO ALLE INFORMAZIONI PRESSO L'UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI NEI LIMITI E ALLE CONDIZIONI DI CUI ALLA LEGGE REGIONALE 30 APRILE 1991, N. 10.
2. QUALUNQUE SIA IL PROCEDIMENTO ADOTTATO PER L'AFFIDAMENTO DEI LAVORI, E' FATTO TASSATIVO DIVIETO ALL'ENTE APPALTANTE E ALL'UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI, IN DEROGA A QUALSIASI DIVERSA DISPOSIZIONE IN VIGORE, DI COMUNICARE A TERZI O DI RENDERE IN QUALSIASI ALTRO MODO, PRIMA DELL'APERTURA DELLE OPERAZIONI DI GARA, QUALI SIANO LE IMPRESE CHE VI PARTECIPANO, O CHE HANNO FATTO RICHIESTA DI INVITO O DI INFORMAZIONE SUI DATI, OVVERO DI RILASCIO O DI CONSULTAZIONE DEI CAPITOLATI E DEI DOCUMENTI COMPLEMENTARI, O CHE IN ALTRO MODO HANNO SEGNALATO IL PROPRIO INTERESSE A PRENDERE PARTE ALLA GARA. LA VIOLAZIONE DEL DIVIETO IMPREGIUDICATE LE EVENTUALI SANZIONI PENALI, COMPORTA:
L'ANNULLAMENTO DELLA GARA DI APPALTO, L'APERTURA DI UN PROCEDIMENTO DISCIPLINARE A CARICO DEL PUBBLICO DIPENDENTE E LA DECADENZA DALLA CARICA PER IL COMPONENTE DELL'UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI".

ART. 17
RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
1. NEL RISPETTO DELLE DISPOSIZIONI DEGLI ART. 4-5-6 DELLA LEGGE REGIONALE 30 APRILE 1991, N. 10, PER OGNI LAVORO DI CUI ALLA PRESENTE LEGGE E' NOMINATO, NELL'AMBITO DELL'AMMINISTRAZIONE O ENTE TITOLARE DEI LAVORI, UN RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO, IL QUALE ESERCITA LE FUNZIONI DI ALTA VIGILANZA, SIA RISPETTO ALL'EFFETTIVO INIZIO CHE IN TUTTE LE FASI DI REALIZZAZIONE DEI LAVORI, VERIFICANDO IL RISPETTO DELLA CONVENZIONE NEL CASO DI CONCESSIONE, DI COSTRUZIONE E GESTIONE, NONCHE' CURANDO IN OGNI CASO IL PERIODICO ACCERTAMENTO DEL CORRETTO SVOLGIMENTO DEI LAVORI DI REALIZZAZIONE E LA LORO RISPONDENZA AI PROGETTI, CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLA FUNZIONALITA' DEI LAVORI COMPLESSIVAMENTE CONSIDERATA E AGLI INTERVENTI DI TUTELA AMBIENTALE.

CAPO III
NORME SULLA PROGRAMMAZIONE DELLE OPERE PUBBLICHE
ART. 18
1. L'ARTICOLO 3 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985, N.21, E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"ART. 3
PROGRAMMI TRIENNALI DELLE OPERE PUBBLICHE
1. GLI ENTI DI CUI ALL'ART.1 NEL RISPETTO DELLE LINEE E DEGLI OBIETTIVI DEL PIANO DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO DELLA REGIONE E DEGLI ALTRI STRUMENTI PROGRAMMATORI PUBBLICI CHE INTERESSINO IL LORO OPERARE ADOTTANO IN CONCOMITANZA CON L'APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE, UN PROGRAMMA TRIENNALE DELLE OPERE PUBBLICHE CHE INTENDONO REALIZZARE. PER LE OPERE DI COMPETENZA DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE, LA PRESIDENZA E CIASCUN ASSESSORE PREDISPONGONO IL PROGRAMMA TENENDO CONTO DI QUANTO DISPOSTO DAGLI UFFICI PERIFERICI.
2. IL PRESIDENTE DELLA REGIONE SU PROPOSTA DELL'ASSESSORE REGIONALE PER I LAVORI PUBBLICI E PREVIA DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE, EMANA UN DECRETO CONTENENTE LO SCHEMA DI PROGRAMMA TRIENNALE, ARTICOLATO PER SETTORE DI INTERVENTI, SUL QUALE GLI ENTI DI CUI AL COMMA 1 DEVONO MODELLARE IL PROPRIO PROGRAMMA. CIASCUN ENTE DEVE INDICARVI L'ORDINE DI PRIORITA' GENERALE DELLE OPERE E QUELLO INTERNO A CIASCUNO DEI SETTORI DI INTERVENTO. A TALE PRIORITA' GLI ENTI DEVONO ATTENERSI, SALVI GLI INTERVENTI IMPOSTI DA
EVENTI IMPREVEDIBILI O CALAMITOSI, NONCHE' LE MODIFICHE DIPENDENTI DA NUOVE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE. RESTANO ESCLUSE DALL'INSERIMENTO NEI PROGRAMMI LE OPERE DI CUI AGLI ART.38 E 39 DELLA PRESENTE LEGGE.
3. IL PROGETTO DI PROGRAMMA E' RESO PUBBLICO MEDIANTE AFFISSIONE NELLA SEDE DELL'ENTE PER ALMENO QUINDICI GIORNI CONSECUTIVI. CHIUNQUE ENTRO 30 GG. DALLA DATA DI PUBBLICAZIONE, PUO' FORMULARE SUL PROGETTO OSSERVAZIONI E PROPOSTE, SULLE QUALI L'ORGANO COMPETENTE SI PRONUNZIA. L'AVVISO DEL PERIODO DI AFFISSIONE DOVRA' ESSERE PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA ALMENO SETTE GIORNI PRIMA.
4. IL PROGETTO DI PROGRAMMA DEVE ESSERE INVIATO PER IL PARERE AI COMUNI TERRITORIALMENTE INTERESSATI DALLE OPERE. I COMUNI POTRANNO FORMULARE OSSERVAZIONI ENTRO TRENTA GIORNI DALLA DATA DI RICEVIMENTO DELLA RICHIESTA DI PARERE. TRASCORSO TALE TERMINE IL PARERE SI INTENDE RESO POSITIVAMENTE.
5. IL PROGRAMMA E' FORMULATO COERENTEMENTE CON LE PREVISIONI E CON LO STATO DI ATTUAZIONE DI QUELLO ADOTTATO NELL'ANNO PRECEDENTE E TENENDO CONTO DEI MEZZI FINANZIARI DI CUI L'ENTE PUO' DISPORRE NEL TRIENNIO DI RIFERIMENTO, NONCHE' DI QUELLI CHE ESSO PREVEDE DI ACQUISIRE MEDIANTE ASSEGNAZIONI DA PARTE DELLA REGIONE, DELLO STATO, DELLE AMMINISTRAZIONI PREPOSTE ALLA POLITICA DI SOSTEGNO DELLE AREE DEPRESSE, DELLA COMUNITA' ECONOMICA EUROPEA E DI ALTRE ISTITUZIONI PUBBLICHE .
6. COSTITUISCONO PARTE INTEGRANTE ED ESSENZIALE DEL PROGRAMMA UNA CARTOGRAFIA SU SCALA NON INFERIORE AD 1:10.000 CHE INDICHI LA LOCALIZZAZIONE DI TUTTE LE OPERE PREVISTE E UNA RELAZIONE GENERALE CHE ILLUSTRI LA COMPLETA UTILITA' DI CIASCUNA DELLE OPERE IN RAPPORTO ALLA SITUAZIONE COMPLESSIVA DELLE STRUTTURE LOCALMENTE ESISTENTI O INSERITE NEL PROGRAMMA RAFFRONTATA ALL'EFFETTIVO BACINO DI UTENZA ED EVIDENZI LE CONDIZIONI CHE POSSONO INFLUIRE SULLA REALIZZAZIONE DELLE SINGOLE OPERE ALLA STREGUA DELLE PREVISIONI DEGLI STRUMENTI URBANISTICI E DELLA EVENTUALE ESISTENZA DI VINCOLI DI INTERESSI PUBBLICI.
7. IL PROGRAMMA ADOTTATO DALL'ENTE E' TRASMESSO A CIASCUNO DEGLI ASSESSORATI REGIONALI COMPETENTI A FINANZIARE LE OPERE INSERITEVI, NONCHE' ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE. IL PROGRAMMA E' ALTRESI' INVIATO PER CONOSCENZA ALLE PROVINCE REGIONALI NEL CUI TERRITORIO LE OPERE DEVONO ESSERE REALIZZATE.
8. NELL'ADOTTARE IL PROGRAMMA GLI ENTI POSSONO MODIFICARE LE PREVISIONI O L'ORDINE DELLE PRIORITA' DI QUELLO PRECEDENTE SOLO IN DIPENDENZA DI NUOVE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE O DI SOPRAVVENUTE CIRCOSTANZE DI FATTO DA INDICARE NELLA RELATIVA DELIBERA, CHE RENDANO OPPORTUNO IL MUTAMENTO DELL'INTERESSE PUBBLICO. LE MODIFICHE RICHIEDONO IL VOTO FAVOREVOLE DELLA MAGGIORANZA ASSOLUTA DEI COMPONENTI DELL'ORGANO DELIBERANTE.
9. RESTANO RISERVATI ALL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE I PROGRAMMI DELLE OPERE MARITTIME E PORTUALI CHE VENGONO FORMULATI TENENDO CONTO DELLE RICHIESTE O DEI PARERI DEGLI ENTI LOCALI INTERESSATI.
10. E' ALTRESI' RISERVATA ALL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE LA FORMULAZIONE DI PROGRAMMI DI OPERE RIGUARDANTI GLI ENTI DI CULTO E DI FORMAZIONE RELIGIOSA. ANALOGAMENTE SI PROVVEDE PER GLI ISTITUTI PUBBLICI DI ASSISTENZA E BENEFICENZA.
11. E' ALTRESI' RISERVATA ALL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE LA PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICA E IDRAULICO-FORESTALE, TENUTO CONTO DELLE PROPOSTE DEGLI ISPETTORATI FORESTALI E DEI PARERI DEGLI ENTI LOCALI INTERESSATI.
12. GLI ENTI DI CUI ALL'ART.1, NEL PROVVEDERE AL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI PROGETTAZIONE E AGLI ATTI CONSEGUENZIALI TENDENTI ALLA REALIZZAZIONE DI OPERE PUBBLICHE, SI ATTENGONO ALL'ORDINE DI PRIORITA' CONTENUTO NEL PROGRAMMA DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO".

ART. 19
1. L'ART. 4 DELLA LEGGE 29 APRILE 1985, N. 21, E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"ART. 4
PROGRAMMI REGIONALI DI FINANZIAMENTO DI OPERE PUBBLICHE
1. SALVO QUANTO IMPOSTO DA EVENTI IMPREVEDIBILI O CALAMITOSI CHE RICHIEDANO INTERVENTI URGENTI ED INDIFFERIBILI E' VIETATO ALL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE CONCEDERE FINANZIAMENTI A CARICO DI FONDI PROPRI, O DI CUI ABBIA LA GESTIONE, IN FAVORE DEGLI ENTI DI CUI ALL'ART.1 PER LA REALIZZAZIONE DI OPERE PUBBLICHE ESTRANEE AI PROGRAMMI DI CUI AL PRECEDENTE ARTICOLO O QUANDO LA RICHIESTA DELL'ENTE NON NE RISPETTI L'ORDINE DELLE PRIORITA'.
2. LE DETERMINAZIONI ASSUNTE DALL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE NEL CASO DI EVENTI IMPREVEDIBILI O CALAMITOSI CHE RICHIEDANO INTERVENTI URGENTI O INDIFFERIBILI SONO PUBBLICATE NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA.
3. LA PRESIDENZA E CIASCUNO DEGLI ASSESSORATI REGIONALI RIPARTISCONO ANNUALMENTE LE SOMME DISPONIBILI PER IL FINANZIAMENTO DI OPERE PUBBLICHE SECONDO UN PROGRAMMA DI SPESA CUI POTRANNO AGGIUNGERSENE ALTRI SOLO IN CASO DI ECONOMIE O DI SOPRAVVENUTE DISPONIBILITA' FINANZIARIE. IL PROGRAMMA E' CORREDATO DA UNA RELAZIONE CONTENENTE L'ELENCO DELLE RICHIESTE DI FINANZIAMENTO PERVENUTE E L'ENUNCIAZIONE DEI CRITERI DI SELEZIONE DELLE STESSE.
4. IN ADERENZA AGLI OBIETTIVI INDICATI DAL PIANO REGIONALE DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO I PROGRAMMI DI SPESA IDENTIFICANO I SETTORI DI INTERVENTO, GLI AMBITI TERRITORIALI DI INTERVENTO PRIORITARI PER CIASCUN SETTORI, LE PRIORITA' PER OGNI SETTORE ED INDICANO TUTTE LE RISORSE DISPONIBILI E LE FONTI REGIONALI ED EXTRAREGIONALI CHE CONCORRONO ALLA FORMAZIONE DELLE RISORSE.
5. POSSONO ESSERE INCLUSE NEI PROGRAMMI DI SPESA REGIONALI SOLO OPERE DOTATE DI PROGETTO DI MASSIMA MUNITO DI TUTTE LE AUTORIZZAZIONI ED I PARERI OTTENIBILI IN RIFERIMENTO A DETTO STATO DI ELABORAZIONE DEL PROGETTO. LE ISTANZE DI FINANZIAMENTO, INSIEME CON I PROGRAMMI DI CUI ALL'ART.3, SONO PRESENTATE ANNUALMENTE DAGLI ENTI INTERESSATI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE ED AI SINGOLI ASSESSORATI IN RELAZIONE ALLE RISPETTIVE COMPETENZE. NELLE STESSE ISTANZE DEVE ESSERE SPECIFICATO SE PER LA MEDESIMA OPERA E' STATA O SARA' PRESENTATA RICHIESTA DI FINANZIAMENTO AD ENTI DIVERSI DALLA REGIONE O AD ALTRO RAMO DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE.
6. I PROGRAMMI DI SPESA SI ATTENGONO, FATTI SALVI I CRITERI DETERMINATI IN PIANI DI SETTORE O IN DISPOSIZIONI LEGISLATIVE ATTINENTI ALLE SINGOLE CATEGORIE DI OPERE, AI SEGUENTI CRITERI GENERALI DI SELEZIONE DELLE RICHIESTE PERVENUTE :
A) ATTUAZIONE DI PRIORITA' CONTENUTE NEL PIANO DI SVILUPPO SOCIO ECONOMICO REGIONALE E NEI RELATIVI PROGETTI DI ATTUAZIONE;
B) ESIGENZA DI COMPLETAMENTO DI PROGETTI GENERALI DI OPERE, PARTE DELLE QUALI SIANO STATE GIA' REALIZZATE.
C) REALIZZAZIONE DI INTERVENTI PER LA PREVENZIONE DEL RISCHIO SISMICO;
D) RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE.
E) EQUA RIPARTIZIONE TERRITORIALE DEI FINANZIAMENTI.
7. NEL PROGRAMMA DI SPESA CIASCUN PROGETTO E' SEMPRE FINANZIATO PER INTERO. E' TUTTAVIA POSSIBILE IL FINANZIAMENTO DI PROGETTI CHE, PUR FACENDO PARTE DI UN PIU' AMPIO PROGETTO GENERALE, SIANO GIA' DOTATI DI UNA DISTINTA FUNZIONALITA' E PREVEDANO LA REALIZZAZIONE DI OPERE AUTONOMAMENTE FRUIBILI DA PARTE DEGLI UTENTI.
8. I PROGRAMMI DIO CUI AL PRESENTA ARTICOLO DEVONO ESSERE PUBBLICATI NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA.
9. L'INSIEME DEI PROGRAMMI DEVE COMPRENDERE L'INTERA DISPONIBILITA' OFFERTA DAL BILANCIO REGIONALE E DA RISORSE FINANZIARIE GESTITE DALLA PRESIDENZA O DAGLI ASSESSORATI. I PROGRAMMI DEVONO ASSICURARE CHE UNA PARTE DELLE DISPONIBILITA' POSSA ESSERE IMPIEGATA PER LA COPERTURA DI EVENTUALI MAGGIORI SPESE EMERGENTI DALLA PROGETTAZIONE ESECUTIVA. RESTANO ESTRANEI AI PROGRAMMI DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO LE SOMME DESTINATE AGLI INTERVENTI DI CUI AGLI ARTICOLI 69 E 70 DEL REGIO DECRETO 25 MAGGIO 1985, N. 350.
10. LA PRESIDENZA E CIASCUNO DEGLI ASSESSORATI REGIONALI PROVVEDONO CON DECRETO AL FINANZIAMENTO DELLE SINGOLE OPERE, DOPO L'APPROVAZIONE DEL PROGETTO ESECUTIVO, CHE L'ENTE DEVE INOLTRARE CORREDATO DAGLI ATTI CHE COMPROVANO LA REALIZZABILITA' DELL'OPERA ALLA STREGUA DELLA NORMATIVA URBANISTICA, NONCHE' LA POSITIVA ACQUISIZIONE DELLE AUTORIZZAZIONI E DEI PARERI, IVI COMPRESI QUELLI RELATIVI ALLA EVENTUALE VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE, RICHIESTI DALLE LEGGI VIGENTI. SI HA RIGUARDO ALL'APPROVAZIONE DEL PROGETTO DI MASSIMA QUANDO LA GARA DEVE ESSERE BANDITA SUL MEDESIMO. CONTESTUALMENTE AL FINANZIAMENTO VIENE DISPOSTO ALL'ACCREDITAMENTO DELLE SOMME OCCORRENTI PER I PAGAMENTI CHE SI PREVEDE DEBBANO ESSERE EFFETTUATI ENTRO L'ESERCIZIO FINANZIARIO.
11. QUALORA GLI ENTI DESTINATARI DEI FINANZIAMENTI DISPOSTI DALL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE NON PROVVEDANO AD AVVIARE LE PROCEDURE PER L'APPALTO DEI LAVORI ENTRO 4 MESI DALLA COMUNICAZIONE DEL DECRETO DI FINANZIAMENTO, L'ASSESSORE CHE HA CONCESSO IL FINANZIAMENTO PROVVEDE SENZA NECESSITA' DI DIFFIDA, ALLA NOMINA DI UN COMMISSARIO AD ACTA PER GLI ADEMPIMENTI DI COMPETENZA E PER QUELLI DI CUI AL PRIMO O AL SECONDO COMMA DELL'ART. 25".

ART. 2
COMPOSIZIONE E PROVVISTA DEL PERSONALE
1. CIASCUNA SEZIONE E' COMPOSTA DA CINQUE MEMBRI, DEI QUALI UNO CON FUNZIONI DI PRESIDENTE CUI SPETTA DIRIGERE LA SEZIONE E COORDINARE L'ATTIVITA' DEI SUOI COMPONENTI.
2. PRESSO OGNI SEZIONE E' ISTITUITO UN UFFICIO DI SEGRETERIA TECNICO-AMMINISTRATIVO, AL QUALE E' PREPOSTO UN FUNZIONARIO REGIONALE CON QUALIFICA NON INFERIORE A DIRIGENTE SUPERIORE.
3. ALL'ASSEGNAZIONE DEL PERSONALE NECESSARIO PER LA SEGRETERIA TECNICO-AMMINISTRATIVA DI CIASCUNA SEZIONE SI PROVVEDE CON PERSONALE REGIONALE, MEDIANTE DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE.

CAPO IV
NORME SULLA PROGETTAZIONE DELLE OPERE PUBBLICHE
ART. 20
1. DOPO L'ARTICOLO 5 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985, N. 21 E' INSERITO IL SEGUENTE:
"ART. 5 BIS
LIVELLI DI PROGETTAZIONE
1. AI FINI DELLA PRESENTE LEGGE L'ATTIVITA' DI PROGETTAZIONE DI ARTICOLA SU 3 LIVELLI ADEGUATI ALLE FINALITA' CUI E' PREORDINATA. IN PARTICOLARE, LA PROGETTAZIONE PRELIMINARE RICHIEDE L'APPRONTAMENTO DEI SEGUENTI ELABORATI: COROGRAFIA DELLA ZONA CON INDICAZIONE DELL'OPERA, STUDIO DI FATTIBILITA' CON ANALISI COSTI-BENEFICI, RELAZIONE GENERALE CHE TENGA PARTICOLARE CONTO DELL'IMPATTO AMBIENTALE, DISEGNI ILLUSTRATIVI DELL'OPERA, CALCOLO SOMMARIO DELLA SPESA SULLA BASE DEL PREZZARIO REGIONALE IN VIGORE.
2. LA PROGETTAZIONE DI MASSIMA RICHIEDE CHE VENGANO APPRONTATI I SEGUENTI ELABORATI: COROGRAFIA DELLA ZONA CON L'INDICAZIONE DELL'OPERA, RELAZIONE GENERALE, ELABORATI GRAFICI E DESCRITTIVI DELLE CARATTERISTICHE SPAZIALI E STRUTTURALI DEI LAVORI, RELAZIONE GEOMORFOLOGICA, DESCRIZIONE PUNTUALE DEI VINCOLI GRAVANTI SULLA ZONA INTERESSATA DALL'OPERA, CALCOLO DELLA SPESA ATTRAVERSO COMPUTO METRICO E STIMATIVO, CALCOLO DELLA SPESA PER ESPROPRIAZIONI, VALUTAZIONE DELL'IMPATTO AMBIENTALE, SCHEMA DI CAPITOLATO SPECIALE DI APPALTO, TEMPI DI ESECUZIONE DELL'OPERA.
3. LA PROGETTAZIONE ESECUTIVA, REDATTA IN CONFORMITA' A QUELLA DI MASSIMA DEVE CONTENERE I SEGUENTI ALTRI ELABORATI: PARTICOLARI COSTRUTTIVI, RISULTANZE DI APPOSITO STUDIO GEOGNOSTICO, CALCOLO DELLE FONDAZIONI, CALCOLO DELLE STRUTTURE, INDICAZIONE DEI MATERIALI DA UTILIZZARE E DELLE TECNOLOGIE DA ADOTTARE, PLANIMETRIA CON IL DETTAGLIO DELLE PARTICELLE DA ESPROPRIARE E CON IL CALCOLO DELLE INDENNITA' DI ESPROPRIAZIONE, ESECUTIVI DEGLI IMPIANTI.
4. IN OGNI CASO I PROGETTI DI MASSIMA E I PROGETTI ESECUTIVI DEVONO CONTENERE GLI ELEMENTI PREVISTI DAL DECRETO MINISTERIALE 29 MAGGIO 1985 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI".

ART. 21
1. DOPO L'ARTICOLO DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985, N. 21, E' INSERITO IL SEGUENTE:
"ART. 5 TER
FONDO DI ROTAZIONE PER LA PROGETTAZIONE DI OPERE PUBBLICHE
1. A CARICO DEL BILANCIO DI PREVISIONE DELLA PRESIDENZA DELLA REGIONE E' ISTITUITO UN FONDO DI ROTAZIONE PER LA PROGETTAZIONE DI OPERE PUBBLICHE, NONCHE PER INDAGINI GEOGNOSTICHE, CON RELATIVA RELAZIONE GEOLOGICA E GEOTECNICA, E PER LE ALTRE INDAGINI PRELIMINARI NECESSARIE IN RELAZIONE AL TIPO DI OPERE DA REALIZZARE. AL FONDO DI ROTAZIONE POSSONO ACCEDERE ESCLUSIVAMENTE GLI ENTI LOCALI TERRITORIALI SICILIANI.
2. I LIMITI ENTRO CUI, NEL CORSO DELL'ANNO CIASCUNO DEGLI ENTI LOCALI TERRITORIALI SICILIANI PUO' ACCEDERE AL FONDO SONO DETERMINATI DALLA GIUNTA REGIONALE ANNUALMENTE, CON DELIBERA DA ADOTTARE ENTRO 60 GIORNI DALL'APPROVAZIONE DEL BILANCIO REGIONALE.
3. LA GIUNTA REGIONALE SALVE MOTIVATE RAGIONI, ADOTTA COME CRITERIO DI BASE PER LA DETERMINAZIONE DEI LIMITI DI CUI AL COMMA 2 IL RIPARTO DELLA DISPONIBILITA' DEL FONDO IN PROPORZIONE ALLA POPOLAZIONE ED ALL'ESTENSIONE TERRITORIALE DI CIASCUN ENTE
4. LE SOMME OCCORRENTI PER I PAGAMENTI CHE SI PREVEDE DEBBANO ESSERE EFFETTUATI IN CIASCUN ESERCIZIO SONO POSTE A DISPOSIZIONI DEGLI ENTI MEDIANTE ORDINI DI ACCREDITAMENTO EMESSI DALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE IN FAVORE DEI LORO LEGALI RAPPRESENTANTI.
5. GLI IMPORTI PAGATI CON IMPUTAZIONE SUGLI ACCREDITAMENTI DI CUI AL COMMA 4 RIAFFLUISCONO A FONDO MEDIANTE VERSAMENTO IN ENTRATA DELLE SOMME PER PROGETTAZIONE E PER INDAGINI PRELIMINARI POSTE A DISPOSIZIONE DELL'AMMINISTRAZIONE NEI PROGETTI CHE PERVENGONO AL FINANZIAMENTO.
6. GLI ORDINI DI ACCREDITAMENTO SUCCESSIVI AL PRIMO SONO EMESSI SOLO DOPO
L'ACQUISIZIONE DI FORMALE ATTESTATO A FIRMA CONGIUNTA DEL LEGALE RAPPRESENTANTE
E DEL FUNZIONARIO AMMINISTRATIVO PIU' ALTO IN GRADO DELL'ENTE, DAL QUALE RISUL-
TI CHE E' STATO PRESENTATO IL RENDICONTO DELLE SOMME ACCREDITATE NEL PRECEDENTE
ESERCIZIO E CHE E' STATO EFFETTUATO IL VERSAMENTO IN ENTRATA DEGLI IMPORTI DI
CUI AL COMMA 5".

Art. 22 <http://thor.telegare.com/Leggi.Asp?Anno=93&Tipo=LR&Num=000010&Art=22>
ART. 22
1. IL SECONDO COMMA DELL'ART.5 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985 N. 21,
E' SOSTITUITO DAI SEGUENTI:
" L'INCLUSIONE DI UN'OPERA PUBBLICA NEL PROGRAMMA DI CUI ALL'ART.3 PUO' AV-
VENIRE SOLO IN FORZA DI PROGETTAZIONE PRELIMINARE DELLA MEDESIMA, PER LA CUI
REDAZIONE GLI ENTI DI CUI ALL'ART.1 SI AVVALGONO DEI PROPRI UFFICI TECNICI.
GLI ENTI DI CUI ALL'ART.1 POSSONO ATTIVARE LA PROCEDURA PER IL FINANZIAMEN-
TO DI UN'OPERA PUBBLICA SOLO IN FORZA DI PROGETTAZIONE DI MASSIMA DELLA MEDESI-
MA.
PER L'ELABORAZIOEN DEI PROGETTI DI MASSIMA ED ESECUTIVI PER LA DIREZIONE DEI
LAVORI, GLI ENTI DI CUI ALL'ART.1 SI AVVALGONO DI NORMA DEI PROPRI UFFICI TECNI
CI.
POSSONO AVVALERSI DI PROFESSIONISTI ESTERNI, PER LA ELABORAZIONE DI PROGETTI
PRELIMINARI, SOLO GLI ENTI CHE NON DISPONGONO DI PROPRI UFFICI TECNICI.
SE L'UFFICIO TECNICO DELL'ENTE CHE DEVE REALIZZARE L'OPERA SI TROVA NELLA IMPOSSIBILITA' DI PROVVEDERE ALLA PROGETTAZIONE DI MASSIMA O ESECUTIVA A CASA DI INSUFFICIENZA DELL'ORGANICO RISPETTO AI PROPRI COMPITI ISTITUZIONALI,OVVERO NEL CASO DI OPERE DI PARTICOLARE COMPLESSITA' O CHE RICHIEDANO PARTICOLARI COGNIZIONI ED ESPERIENZE TECNICO-SCIENTIFICHE, L'ORGANO ESECUTIVO DELL'ENTE PUO', CON DELIBERA MOTIVATA, COMMETTERE LA REDAZIONE DEL PROGETTO A PROFESSIONISTI ESTERNI, CONTESTUALMENTE ASSUMENDO L'IMPEGNO DELLA SPESA RELATIVO AL COMPENSO, NONCHE' PROCEDERE CON LE STESSE MODALITA' PER L'AFFIDAMENTO DELLA DIREZIONE DEI LAVORI.
E' VIETATO L'INSERIMENTO NEL CONTRATTO D'OPERA PROFESSIONALE, DI CLAUSOLE CHE CONDIZIONINO IL PAGAMENTO DEL CORRISPETTIVO SPETTANTE AL PROFESSIONISTA ALL'AVVENUTO FINANZIAMENTO DELL'OPERA O AD ALTRI EVENTI FUTURI ED INCERTI. LA DELIBERA CHE AFFIDA L'INCARICO ESTERNO, PER GLI ENTI SOTTOPOSTI A CONTROLLO, E' SOGGETTA A QUELLO PREVENTIVO DI LEGITTIMITA'. GLI ENTI DI CUI ALL'ART. 1 CON PROPRIO REGOLAMENTO DISCIPLINANO LE MODALITA' PER I CONFERIMENTO DEGLI INCARICHI DI PROGETTAZIONE E DI DIREZIONE DEI LAVORI A PROFESSIONISTI ESTERNI, CONTEMPERANDO IL CRITERIO DELLA LIMITAZIONE DEL CUMULO DEGLI INCARICHI CON QUELLO DELLA VALORIZZAZIONE DELLA PROFESSIONALITA' E DEL RISPETTO DELLE COMPROVATE COMPETENZE DEI PROGETTISTI.
I REGOLAMENTI DI CUI AL PRECEDENTE COMMA SONO ADOTTATI IN CONFORMITA' AI CRITERI STABILITI CON DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE ASSUNTA SU PROPOSTA DELL'ASSESSORE REGIONALE PER I LAVORI PUBBLICI, SENTITI GLI ORDINI E I COLLEGI PROFESSIONALI INTERESSATI.
PER I PROGETTI ESECUTIVI REDATTI DALL'UFFICIO TECNICO DELL'ENTE CHE REALIZZA L'OPERA, FRA LE SPESE GENERALI DELLA STESSA E' COMPRESA UNA CIFRA PERCENTUALE PER SCAGLIONI COSI' SUDDIVISA: A) 1 PER CENTO SINO AD UN MILIARDO. B) 0,70 PER CENTO OLTRE UN MILIARDO E SINO A CINQUE MILIARDI. C) 0,50 PER CENTO OLTRE I CINQUE MILIARDI.
LE SOMME DI CUI AL COMMA PRECEDENTE VANNO RIPARTITE FRA I COMPONENTI DELL'UFFICIO TECNICO CHE HA REDATTO IL PROGETTO, IN BASE A CRITERI FISSATI DA CIASCUN ENTE NEI REGOLAMENTI.
IL COMPENSO MASSIMO COMPLESSIVO PER CIASCUN ANNO PERCEPIBILE DA COMPONENTI DELL'UFFICIO TECNICO, AI SENSI DEL COMMA PRECEDENTE, NON PUO' ECCEDERE L'AMMONTARE LORDO ANNUO DELLE RISPETTIVE RETRIBUZIONI.
LE DISPOSIZIONI DI CUI AI TRE COMMI PRECEDENTI SI APPLICANO ANCHE ALL'ATTIVI TA' DI PROGETTAZIONE DEGLI UFFICI CENTRALI E PERIFERICI DELLA REGIONE SICILIANA I CRITERI DI RIPARTIZIONE DELLE SOMME SONO STABILITI, PER I COMPONENTI DI TALI UFFICI, CON DECRETO DELL'ASSESSORE REGIONALE COMPETENTE. E' ABROGATA LA LEGGE REGIONALE 11 APRILE 1981, N.63.
FINO ALL'APPROVAZIONE DEI REGOLAMENTI DI CUI AL COMMA 9, CIASCUN ENTE NON PUO' CONFERIRE INCARICHI DI PROGETTAZIONE A PROFESSIONISTI ESTERNI CHE ABBIANO IN CORSO ALTRI INCARICHI DI PROGETTAZIONE, NON ANCORA ESPLETATI, DA PARTE DELL'ENTE MEDESIMO.
GLI ENTI DI CUI ALL'ART.1 NON POSSONO AVVALERSI COME PROFESSIONISTI ESTERNI, DI DIPENDENTI DI UFFICI TECNICI DI ALTRI ENTI PUBBLICI, ANCORCHE' AUTORIZZATI DALL'ENTE DI APPARTENENZA.

ART. 23
1. IL PRIMO COMMA DELL'ART.17 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985, N. 21, E' SOSTITUITO DAI SEGUENTI:
"PER LA PROGETTAZIONE E DIREZIONE DELLE OPERE MARITTIME E PORTUALI L'AMMINISTRAZIONE REGIONALE E I COMUNI SI AVVALGONO DI NORMA DEI PROPRI UFFICI E DELL'UFFICIO DEL GENIO CIVILE OPERE MARITTIME SALVO QUANTO PREVISTO DAL SESTO, SETTIMO E OTTAVO COMMA DELL'ART. 4 DELLA PRESENTE LEGGE.
PER I PROGETTI REDATTI DALL'UFFICIO DEL GENIO CIVILE OPERE MARITTIME,NONCHE' PER LA DIREZIONE E SORVEGLIANZA DEGLI STESSI, SI APPLICANO LE DISPOSIZIONI PREVISTE DAL COMMA QUATTORDICESIMO DELL'ART.5 DELLA PRESENTE LEGGE".

ART. 24
1. IL PRIMO COMMA DELL'ART.19 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985, N.21 E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"PER LE RIPARAZIONI, IL RESTAURO E LA MANUTENZIONE DEGLI EDIFICI DI VALORE ARTISTICO, STORICO O CULTURALE ANCHE SE SOGGETTI A TUTELA, AI SENSI DELLE LEGGI 1 GIUGNO 1939, N. 1089 E 29 GIUGNO 1939, N. 1497, L'ASSESSORATO REGIONALE COMPETENTE O GLI ENTI PUBBLICI PROPRIETARI DEGLI EDIFICI ASSUMONO OGNI INIZIATIVA E PROCEDONO ALLA PROGETTAZIONE E ALLA DIREZIONE DEI LAVORI AVVALENDOSI DEI PROPRI UFFICI TECNICI, SALVO QUANTO PREVISTO DAI COMMI 6^, 7^ E 8^ DELL'ART. 5 DELLA PRESENTE LEGGE".

ART. 25
1. DOPO L'ART. 22 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985, N.21 E' INSERITO IL SEGUENTE:
"ART. 22 BIS
ASSICURAZIONE SULLA RESPONSABILITA' CIVILE DEI PRIVATI PROFESSIONISTI
1. PER L'EVENTUALI RESPONSABILITA' NEI CONFRONTI DELL'ENTE APPALTANTE PREVISTE DALLE NORME CIVILI, I PRIVATI PROFESSIONISTI CHE OPERANO IN QUALITA' DI PROGETTISTA, DIRETTORE DEI LAVORI, INGEGNERE CAPO DEI LAVORI O COLLAUDATORE DI UN'OPERA PUBBLICA DEVONO MUNIRSI DI POLIZZA ASSICURATIVA.
2. IL PRESIDENTE DELLA REGIONE PREVIA DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE SU PROPOSTA DELL'ASSESSORE REGIONALE PER I LAVORI PUBBLICI, SENTITI GLI ORDINI E I COLLEGI PROFESSIONALI INTERESSATI PREVIO PARERE DELLA COMMISSIONE LEGISLATIVA "AFFARI ISTITUZIONALI" DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA, EMANA UN REGOLAMENTO CHE DISCIPLINA IN RELAZIONE ALLE DIVERSE CATEGORIE DI PRESTAZIONI PROFESSIONALI, L'AMMONTARE DELLA COPERTURA ASSICURATIVA, LA DURATA, I TERMINI DI ADEMPIMENTO DELL'OBBLIGO E LE ALTRE CLAUSOLE ESSENZIALI RELATIVE ALLA POLIZZA ASSICURATIVA DI CUI AL COMMA 1".

ART. 26
1. DOPO L'ART.36 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985, N. 21, E' INSERITO IL SEGUENTE:
"ART. 36 BIS
CONCORSO DI PROGETTAZIONE
1. PER LE OPERE DI ALTA COMPLESSITA' TECNICA OD URBANISTICA O DI RILEVANTE INTERESSE ARTISTICO, O COMUNQUE DI IMPORTO PRESUNTO SUPERIORE A DIECI MILIONI DI ECU, AVENTI CARATTERE DI PRIORITA' NEL PROGRAMMA DI OPERE PUBBLICHE DELL'ENTE, QUEST'ULTIMO PROCEDE DI NORMA AD UN CONCORSO DI PROGETTAZIONE.
2. TRA GLI ELABORATI DA CONSEGNARE AI PARTECIPANTI AL CONCORSO DEVONO ESSERE INCLUSI I RISULTATI DI ADEGUATI SONDAGGI GEOGNOSTICI CON ANNESSA RELAZIONE GEOLOGICA E GEOTECNICA.
3. NEL BANDO DI CONCORSO DEVE ESSERE SPECIFICATO QUANTO SPETTANTE, A TITOLO DI PREMIO, AL PRIMO PROGETTO CLASSIFICATO FRA QUELLI ACCETTATI DALLA COMMISSIONE. AL SECONDO ED AL TERZO CLASSIFICATO E' CORRISPOSTA UNA SOMMA PARI, RISPETTIVAMENTE, AL CINQUANTA E TRENTA PER CENTO DI QUELLA SPETTANTE AL PRIMO CLASSIFICATO. IL BANDO DEVE INOLTRE PREVEDERE PER I PROGETTI CLASSIFICATI DAL QUARTO AL SESTO POSTO UN PREMIO PARI AL VENTI PER CENTO DI QUELLO SPETTANTE AL 1^ CLASSIFICATO.
4. E' IN FACOLTA' DELL'ENTE NON ATTRIBUIRE IN TUTTO O IN PARTE I PREMI QUANDO A GIUDIZIO INSINDACABILE DELLA COMMISSIONE I PROGETTI PRESENTATI RISULTINO NON MERITEVOLI.
5. I PROGETTI DEVONO ESSERE PRESENTATI CON LE MODALITA' INDICATE NEL BANDO, LE QUALI DEVONO GARANTIRE L'ANONIMATO FINO ALLA FORMULAZIONE DELLE VALUTAZIONI FINALI DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE.
6. PER IL PROGETTO PRIMO CLASSIFICATO IL PAGAMENTO DEL PREMIO COMPORTA LA ACQUISIZIONE DEL PROGETTO STESSO ALL'ENTE PRECEDENTE. LA PROGETTAZIONE ESECUTIVA DELL'OPERA DEVE ESSERE AFFIDATA AL VINCITORE DEL CONCORSO.
7. LA COMMISSIONE GIUDICATRICE DEL CONCORSO E' COMPOSTA DA QUATTRO ESPERTI NOMINATI DALL'ORGANO ESECUTIVO DELL'ENTE E DAL FUNZIONARIO PIU' ALTO IN GRADO DELL'ENTE O DA ALTRO DA LUI DELEGATO, CHE LA PRESIEDE. ALMENO DUE DEGLI ESPERTI DEVONO ESSERE SCELTI SU TERNE PROPOSTE DAI CONSIGLI DEGLI ORDINI PROFESSIONALI DEGLI INGEGNERI E DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA E O DELLE PROVINCE IN CUI L'OPERA VA REALIZZATA. IN OGNI CASO, SE AI PARTECIPANTI AD UN CONCORSO SIA RICHIESTA UNA PARTICOLARE QUALIFICAZIONE PROFESSIONALE, ALMENO DUE DEI MEMBRI DELLA COMMISSIONE DEVONO POSSEDERE LA STESSA QUALIFICAZIONE O UNA EQUIPOLLENTE.
8. AI COMPONENTI DELLE COMMISSIONI GIUDICATRICI DEL CONCORSO SPETTANO, NELLA MISURA DEL CINQUANTA PER CENTO I COMPENSI PREVISTI PER I COMPONENTI DELLE COMMISSIONI GIUDICATRICI DI APPALTO CONCORSO RAPPORTATI AL VALORE PRESUNTO DELL'OPERA".

CAPO V
NORME SULLA VALUTAZIONE DEI PROGETTI DI OPERE PUBBLICHE
ART.27
1. DOPO L'ART. 10 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985, N.21, E' INSERITO IL SEGUENTE:
"ART.10 BIS
ACCERTAMENTI DEGLI ORGANI CONSULTIVI TECNICI
1. GLI ORGANI COMPETENTI AD ESPRIMERE PARERE TECNICO SUI PROGETTI DI OPERE PUBBLICHE DI COMPETENZA DEGLI ENTI DI CUI ALL'ART.1 DEVONO IN OGNI CASO ACCERTARE, DANDONE ATTO NEL PARERE, CHE L'OPERA E' COMPRESA NEL PROGRAMMA DI CUI ALL'ART.3 DELLA PRESENTE LEGGE E SE E' STATO RISPETTATO, NEL DISPORRE LA PROGETTAZIONE L'ORDINE DELLE PRIORITA' INDICATE NEL PROGRAMMA; CHE SUSSISTONO I PRESUPPOSTI CHE, SECONDO L'ART.5 DELLA PRESENTE LEGGE, CONSENTONO L'ESAME DEL PROGETTO; SE GLI ELABORATI PROGETTUALI CONFERMINO LE INDICAZIONI CONTENUTE NELLA RELAZIONE DI CUI AL COMMA 6 DELL'ART.3 DELLA PRESENTE LEGGE.
2. SE IL PARERE TECNICO RIGUARDI PERIZIE SUPPLETIVE O DI VARIANTE GLI ORGANI COMPETENTI AD ESPRIMERLO SONO TENUTI A MANIFESTARE MOTIVATAMENTE IL PROPRIO AVVISO SULLA EVENTUALITA' CHE I LAVORI SIANO DOVUTI A CARENZE DI ELABORATI O ERRORI NELLA PROGETTAZIONE O NELLA DIREZIONE DEI LAVORI".

ART. 28
1. L'ARTICOLO 6 DELLA LEGGE REGIONALE 10 AGOSTO 1978, N.35, E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI, E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"ART. 6
COMPETENZA AD ESPRIMERE I PARERI TECNICI
1. I PARERI TECNICI IN MATERIA DI OPERE PUBBLICHE, NEI CASI PREVISTI DALLE VIGENTI LEGGI REGIONALI E SECONDO LA RISPETTIVA COMPETENZA SONO ESPRESSI ENTRO I LIMITI DI IMPORTO APPRESSO INDICATI:
* 1. DAL CAPO DELL'UFFICIO TECNICO COMUNALE, SE GEOMETRA, ENTRO I LIMITI DELLE COMPETENZE PROFESSIONALI, LIMITATAMENTE ALLE OPERE DEL PROPRIO COMUNE DI IMPORTO FINO A L. 750.000.000;
* 2. DAL CAPO DELL'UFFICIO TECNICO COMUNALE, SE INGEGNERE O ARCHITETTO, LIMITATAMENTE ALLE OPERE DEL PROPRIO COMUNE DI IMPORTO SINO A L. 3.000 MILIONI;
* 3. DAI DIRIGENTI DEI SETTORI TECNICI DELLA PROVINCIA LIMITATAMENTE ALLE OPERE DELLA PROPRIA AMMINISTRAZIONE DI IMPORTO SINO A L. 5.000 MILIONI;
* 4. DALL'INGEGNERE CAPO DEL GENIO CIVILE LIMITATAMENTE ALLE OPERE DI IMPORTO SINO A L. 5.000 MILIONI NONCHE' SULLE PERIZIE SUPPLETIVE O DI VARIANTE RELATIVE AD OPERE IL CUI PROGETTO SIA STATO APPROVATO DAL CAPO DELL'UFFICIO TECNICO DI UNO DEGLI ENTI INDICATI NELL'ART.1 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985,N.21 DIVERSI DALL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE.
* 5. DAGLI ASSISTENTI TECNICI DEL RUOLO TECNICO REGIONALE DEI LAVORI PUBBLICI E DELL'URBANISTICA, ENTRO I LIMITI DELLE COMPETENZE PROFESSIONALI, PER LE OPERE DI IMPORTO SINO A L. 750 MILIONI.
* 6. DAI DIRIGENTI TECNICI DEL RUOLO TECNICO REGIONALE DEI LAVORI PUBBLICI E DELL'URBANISTICA PER LE OPERE SINO A L. 5.000 MILIONI E PER LE PERIZIE DI VARIANTE O SUPPLETIVE RELATIVE A PROGETTI APPROVATI DAGLI ASSISTENTI TECNICI DI CUI AL N.5.
* 7. DAL COMITATO TECNICO AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LE OPERE DI IMPORTO OLTRE L. 5.000 MILIONI NONCHE' PER LE PERIZIE DI VARIANTE O SUPPLETIVE IL CUI ESAME ESULI DALLA COMPETENZA DEGLI ALTRI ORGANI INDICATI NEL PRESENTE ARTICOLO.
2. RESTANO CONFERMATI I LIMITI DI IMPORTO SUPERIORE PREVISTI DA NORME SPECIALI.
3. I CAPI DEGLI UFFICI TECNICI DI CUI AL COMMA 1 NON POSSONO ESPRIMERE PARERI SUI PROGETTI REDATTI DAGLI STESSI UFFICI DI CUI FANNO PARTE.
4. LA COMPETENZA AD ESPRIMERE PARERE SULLE RISERVE DELL'APPALTATORE SPETTA AI CAPI DEGLI UFFICI TECNICI DEGLI ENTI DI CUI ALL'ART. 1 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985 N. 21, DIVERSI DALLA REGIONE, QUANDO SI TRATTA DI LAVORI REALIZZATI SENZA UTILIZZO DI FINANZIAMENTI A CARICO DELLA REGIONE O DI FONDI GESTITI DALLA MEDESIMA. IN CASO CONTRARIO IL PARERE VIENE RESO, SECONDO LE RISPETTIVE ATTRIBUZIONI, DALL'ISPETTORATO REGIONALE TECNICO O DALL'ISPETTORATO TECNICO DEI LAVORI PUBBLICI, QUANDO LE RICHIESTE SIANO RELATIVE AD APPALTI DI CUI AI NN.1-2-3-4-5-6 DEL PRESENTE ARTICOLO E PURCHE' L'IMPORTO NOMINALE COMPLESSIVO DELLE RISERVE, AL NETTO DEGLI ACCESSORI, NON SUPERI I 500 MILIONI; NEGLI ALTRI CASI LA COMPETENZA SPETTA AL COMITATO TECNICO AMMINISTRATIVO REGIONALE.
5. IL QUINTO COMMA DELL'ART.12 DELLA LEGGE REGIONALE 29.4.1985 N. 21, E' ABROGATO".

ART. 29
1. IL PRIMO COMMA DELL'ART.1 DELLA LEGGE REGIONALE 31 MARZO 1972, N. 19, E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI, E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"IL COMITATO TECNICO AMMINISTRATIVO REGIONALE PREVISTO DALL'ART.11 DELLA LEGGE REGIONALE 29.12.1962, N. 28, RIGUARDANTE L'ORDINAMENTO DEL GOVERNO E DELL'AMMINISTRAZIONE CENTRALE DELLA REGIONE, E' COSTITUITO:
A. DA UN MAGISTRATO DEL CONSIGLIO DI STATO, CON QUALIFICA NON INFERIORE A QUELLA DI CONSIGLIERE, FACENTE PARTE DEL CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA CHE LO PRESIEDE.
B. DALL'ISPETTORE REGIONALE TECNICO, VICEPRESIDENTE .
C. DALL'ISPETTORE TECNICO AI LAVORI PUBBLICI.
D. DALL'ISPETTORE REGIONALE SANITARIO.
E. DAL DIRETTORE REGIONALE DELL'ASSESSORATO DEI LAVORI PUBBLICI.
F. DAL DIRETTORE DELL'UFFICIO LEGISLATIVO E LEGALE DELLA PRESIDENZA DELLA REGIONE.
G. DALL'AVVOCATO DISTRETTUALE DELLO STATO.
H. DA TRE FUNZIONALI TECNICI STATALI AVENTI QUALIFICA NON INFERIORE AD INGEGNERE CAPO, DESIGNATI DAL PROVVEDITORE ALLE OPERE PUBBLICHE DELLA SICILIA TRA CUI L'INGEGNERE CAPO DELL'UFFICIO DEL GENIO CIVILE PER LE OPERE MARITTIME DELLA SICILIA.
I. DA TRE INGEGNERI CAPI DEGLI UFFICI DEL GENIO CIVILE DELLA SICILIA SCELTI DALL'ASSESSORE REGIONALE PER I LAVORI PUBBLICI.
L. DAL DIRETTORE DELLA SEZIONE AUTONOMA DELL'UFFICIO DEL GENIO CIVILE PER IL SERVIZIO IDROGRAFICO DI PALERMO.
M. DA TRE DIRIGENTI DEL RUOLO TECNICO DEI LAVORI PUBBLICI DELL'ASSESSORATO REGIONALE DEI LAVORI PUBBLICI, DA TRE DIRIGENTI TECNICI DELL'URBANISTICA E DA UN GEOLOGO DELL'ASSESSORATO DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE.
N. DA UN ESPERTO DI INGEGNERIA GEOTECNICA DESIGNATO DALL'ASSESSORE REGIONALE PER I LAVORI PUBBLICI SU UNA TERNA DI NOMI SEGNALATA DAI CONSIGLI DELLE FACOLTA' DI INGEGNERIA DELLE UNIVERSITA' SICILIANE.
O. DA UN DIRIGENTE SUPERIORE TECNICO DELL'ASSESSORATO REGIONALE DEI BENI CULTURALI ED AMBIENTALI E DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE.
P. DAL DIRIGENTE SUPERIORE PREPOSTO ALLA RAGIONERIA CENTRALE PER L'ASSESSORATO REGIONALE DEI LAVORI PUBBLICI.
Q. DA TRE DIRIGENTI SUPERIORI DEL RUOLO AMMINISTRATIVO DESIGNATI DAGLI ASSESSORI REGIONALI PER I LAVORI PUBBLICI, PER IL TERRITORIO E L'AMBIENTE, PER IL TURISMO, LE COMUNICAZIONI E I TRASPORTI.
R. DA UN DIRIGENTE DEL RUOLO TECNICO DELL'AMBIENTE".
2. IL SECONDO COMMA DELL'ART.1 DELLA LEGGE REGIONALE 31 MARZO 1972, N.19, E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI, E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"PARTECIPA STABILMENTE AI LAVORI DEL COMITATO IL SOPRAINTENDENTE PER I BENI CULTURALI ED AMBIENTALI COMPETENTE PER TERRITORIO. QUANDO IL COMITATO DEBBA ESAMINARE PROGETTI CONCERNENTI L'EDILIZIA SCOLASTICA E' INTEGRATO DAL SOVRAINTENDENTE SCOLASTICO REGIONALE".
3. DOPO IL SECONDO COMMA DELL'ART.1 DELLA LEGGE REGIONALE 31.3.1972 N. 19, E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI, E' INSERITO IL SEGUENTE:
"IN OGNI ALTRO CASO IN CUI IL COMITATO DEBBA ESAMINARE PROGETTI LA CUI VALUTAZIONE PREVEDA SPECIFICHE COGNIZIONI TECNICHE O SCIENTIFICHE, LO STESSO E' INTEGRATO DA UN NUMERO DI ESPERTI IN MATERIA NON SUPERIORE A TRE DESIGNATI DALL'ASSESSORE REGIONALE DEI LAVORI PUBBLICI".
4. ALLA FINE DEL PRIMO COMMA DELL'ART.2 DELLA LEGGE REGIONALE 31.3.1972, N. 19, SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI, SONO AGGIUNTE LE SEGUENTI PAROLE:
"E AD ECCEZIONE DELLE DETERMINAZIONI CHE DEVONO ESSERE RESE DALLE AMMINISTRAZIONI PREPOSTE ALLA TUTELA DEL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO E ARTISTICO, DELL'AMBIENTE, DEL PAESAGGIO, DEL TERRITORIO E DELLA SALUTE DEI CITTADINI".

ART. 3
NOMINA A
1. I PRESIDENTI E GLI ALTRI COMPONENTI DI CIASCUNA SEZIONE SONO NOMINATI TRA GLI ISCRITTI IN UN APPOSITO ALBO ISTITUITO PRESSO LA PRESIDENZA DELLA REGIONE.
2. ALL'ALBO SONO ISCRITTI A DOMANDA I FUNZIONARI DELLA REGIONE SICIALIANA IN ATTIVITA' DI SERVIZIO O IN QUIESCENZA, CON QUALIFICA NON INFERIORE A DIRIGENTE CHE ABBIANO MATURATO PRESSO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, NELLA QUALIFICA DIRIGENZIALE, UN'ANZIANITA' EFFETTIVA DI SERVIZIO NON INFERIORE A DIECI ANNI.
3. SONO ALTRESI' ISCRITTI A DOMANDA, PURCHE' IN QUIESCENZA:
A) I PROFESSORI UNIVERSITARI DI MATERIE GIURIDICHE.
B) I MAGISTRATI E GLI AVVOCATI DELLO STATO.
4. L'ALBO SI RINNOVA OGNI DUE ANNI ED E' PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA.
5. IL PRESIDENTE DI CIASCUNA SEZIONE E' NOMINATO DALLA GIUNTA REGIONALE MEDIANTE SCELTA NON COMPARATIVA TRA GLI ISCRITTI ALL'ALBO DI CUI AL COMMA 1, CHE SIANO IN POSSESSO DI DIPLOMA DI LAUREA IN MATERIE GIURIDICHE O ECONOMICHE; I DIPENDENTI REGIONALI IN SERVIZIO O IN QUIESCENZA DEVONO ESSERE ALTRESI' IN POSSESSO ALMENO DELLA QUALIFICA DI DIRIGENTE SUPERIORE. ALLA SCELTA DEI PRESIDENTI SI PROCEDE PRIMA DELLA INDIVIDUAZIONE DEGLI ALTRI COMPONENTI.
6. GLI ALTRI MEMBRI DI CIASCUNA SEZIONE SONO SCELTI MEDIANTE SORTEGGIO TRA GLI ISCRITTI ALL'ALBO DI CUI AL COMMA 1, CON MODALITA' TALI DA ASSICURARE LA PRESENZA DI DUE MEMBRI CON PROFESSIONALITA' AMMINISTRATIVA E DI DUE MEMBRI CON PROFESSIONALITA' TECNICA.
7. CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE, DA EMANARSI ENTRO 30 GG. DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, E' ISTITUITO L'ALBO DI CUI AL COMMA 1 E SONO REGOLATE LE CONDIZIONI E LE PROCEDURE PER L'ISCRIZIONE ALLO STESSO E PER L'EFFETTUAZIONE DEI SORTEGGI DI CUI AL COMMA 6.

ART. 30
NULLA OSTA IN MATERIA DI IMPATTO AMBIENTALE
1. IN ATTESA DELLA EMANAZIONE DI UN ORGANICA NORMATIVA IN MATERIA DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE, SONO SOTTOPOSTI A PREVENTIVO NULLA OSTA DELL'ASSESSORATO REGIONALE DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE, I PROGETTI DELLE OPERE E GLI INTERVENTI RIENTRANTI NELLE SEGUENTI CATEGORIE:
A. CANALIZZAZIONE E REGOLAZIONE DEI CORSI D'ACQUA.
B. SISTEMAZIONI IDRAULICHE, IDRAULICO-FORESTALI, IDRAULICO-AGRARIE.
C. BONIFICA E BONIFICA MONTANA.
D. DIGHE E ALTRI IMPIANTI DESTINATI A TRATTENERE LE ACQUE O AD ACCUMULARLE IN MODO DUREVOLE.
E. STRADE, FOGNE, PORTI ED INTERVENTI DI DIFESA DEI LITORALI MARITTIMI.
2. IL NULLA OSTA E' RILASCIATO A SEGUITO DELLA POSITIVA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE DELLE OPERE IN PROGETTO E DEGLI INTERV
ENTI CHE DEVONO IN OGNI
CASO GARANTIRE LA CONTINUITA' DELLO SVOLGIMENTO DEI PROCESSI FISICO-CHIMICI E BIOLOGICI.
3. IN SEDE DI RILASCIO DEL NULLA OSTA, L'ASSESSORE REGIONALE PER IL TERRITORIO E L'AMBIENTE PUO' PRESCRIVERE PARTICOLARI CAUTELE O CONDIZIONI CUI SOTTOPORRE LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO, NONCHE' I CONTROLLI SULLA SUA ATTUAZIONE.
4. LA VALUTAZIONE NEGATIVA DELL'IMPATTO AMBIENTALE COMPORTA IL DIVIETO DI REALIZZAZIONE DELL'OPERA.

ART. 31
1. IL PRIMO COMMA DELL'ART. 13 DELLA LEGGE REGIONALE 29.12.75 N.88 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI E' SOSTITUITO DAI SEGUENTI:
IL COMITATO TECNICO AMMINISTRATIVO, NOMINATO CON DECRETO DELL'ASSESSORE REGIONALE PER LE ARTICOLATURE E LE FORESTE E' COMPOSTO DA:
A) IL DIRETTORE REGIONALE DELLE FORESTE CHE LO PRESIEDE;
B) L'ISPETTORE REGIONALE TECNICO FORESTALE;
C) L'AVVOCATO DISTRETTUALE DELLO STATO DI PALERMO;
D) TRE DIRIGENTI DEL RUOLO TECNICO DELLE FORESTE;
E) UN GEOLOGO DELL'ASSESSORATO REGIONALE DEL TERRITORIO DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE ED UN DIRIGENTE TECNICO DELL'AMBIENTE;
F) UN DIRIGENTE DEL RUOLO TECNICO DEI LAVORI PUBBLICI;
G) UN DIRIGENTE DEL RUOLO TECNICO DEI BENI CULTURALI E AMBIENTALI;
H) UN DIRIGENTE AMMINISTRATIVO DELL'ASSESSORATO REGIONALE DELL'AGRICOLTURA E DELLE FORESTE;
I) TRE ESPERTI IN MATERIA IDRAULICO - FORESTALE SCELTI SU TERNE DI NOMI SEGNALATI DALLE UNIVERSITA' SICILIANE;
L) SOPRAINTENDENTE AI BENI AMBIENTALI COMPETENTE PER TERRITORIO ;
M) IL MEDICO PROVINCIALE DI PALERMO;
N) IL DIRETTORE DELLA SEZIONE AUTONOMA DELL'UFFICIO DEL GENIO CIVILE PER IL SERVIZIO IDREOGRAFICO DI PALERMO. AI COMPONENTI DEL COMITATO DI CUI AL COMMA PRECEDENTE SI APPLICANO LE NORME SULLA RICONFERMA NELL'INCARICO CHE VALGONO SUI COMPONENTI DEL COMITATO TECNICO AMMINISTRATIVO REGIONALE.

ART. 32
ABOLIZIONE D4EL COMITATO TECNICO AMMINISTRATIVO DI CUI ALLA LEGGE REGIONALE N. 26/1969 E TRASFERIMENTO FUNZIONI AL TAR
1. IL COMITATO TECNICO AMMINISTRATIVO DI CUI ALLA LEGGE REGIONALE 30 LUGLIO 1969, N. 26, E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI, E' SOPPRESSO E LE RELATIVE FUNZIONI SONO ATTRIBUITE AL COMITATO TECNICO AMMINISTRATIVO REGIONALE.
2. QUANDO IL COMITATO TECNICO AMMINISTRATIVO REGIONALE DEVE RENDERE I PARERI DI CUI ALL'ART. 15 DELLA LEGGE REGIONALE 8 MARZO 1971, N. 5 LO STESSO E' INTEGRATO:
A) DA TRE DIRIGENTI SUPERIORI DEL RUOLO TECNICO DELL'AGRICOLTURA;
B) DA UN DIRIGENTE SUPERIORE DEL RUOLO TECNICO DELLE FORESTE;
C) DA UN DIRIGENTE AMMINISTRATIVO DELL'ASSESSORATO REGIONALE DELL'AGRICOLTURA E DELLE FORESTE;
D) DAL DIRIGENTE DELLA RAGIONERIA CENTRALE DELL'ASSESSORATO REGIONALE DELL'AGRICOLTURA E DELLE FORESTE;
3. E' ABROGATO L'ART. 16 DELLA LEGGE REGIONALE 8 MARZO 1971, N. 5.

ART. 33
ACCELERAZIONE DELLE PROCEDURE
1. IN RELAZIONE AI PROGETTI DI OPERE, CHE NON DEBBANO ESSERE SOTTOPOSTE ALL'APPROVAZIONE DEL COMITATO TECNICO AMMINISTRATIVO REGIONALE, L'ENTE CHE HA INSERITO L'OPERA NEL PROPRIO PROGRAMMA, DOPO L'APPROVAZIONE TECNICA DEL PROGETTO DI MASSIMA O ESECUTIVO, PUO' CHIEDERE ALL'INGEGNERE CAPO DELL'UFFICIO DEL GENIO CIVILE DELLA PROVINCIA NEL CUI TERRITORIO E' PREVISTA L'ESECUZIONE DELL'OPERA LA CONVOCAZIONE DI UNA CONFERENZA DI SERVIZI AI SENSI E PER GLI EFFETTI DI CUI ALL'ART. 15 DELLA LEGGE REGIONALE 30 APRILE 1991, N. 10, INVITANDO ALLA STESSA TUTTE LE ALTRE AMMINISTRAZIONI COMPETENTI AD ESPRIMERE DETERMINAZIONI SUL PROGETTO MEDESIMO.
2. QUALORA MEDIANTE LA CONFERENZA DI SERVIZI, NON SIA STATO POSSIBILE ACQUISIRE L'ASSENSO UNANIME DELLE AMMINISTRAZIONI COMPETENTI, LA GIUNTA REGIONALE PUO', IN VIA SOSTITUTIVA, ASSUMERE IN MERITO UNA DETERMINAZIONE DEFINITIVA.

ART. 34
1. IL COMMA 2 DELL'ART. 15 DELLA LEGGE REGIONALE 30 APRILE 1991, N. 10, E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"2. L'AVVISO DI CONVOCAZIONE PER LA PARTECIPAZIONE ALLA CONFERENZA, CORREDATO DA TUTTI GLI ELABORATI PROGETTUALI E DA OGNI ALTRA DOCUMENTAZIONE OCCORRENTE DEVE ESSERE RECAPITATO AL DESTINATARIO ALMENO TRENTA GIORNI PRIMA DELLA DATA FISSATA PER LA RIUNIONE".

CAPO VI
NORME SULL'AFFIDAMENTO DEI LAVORI PUBBLICI
ART. 35
1. DOPO L'ART. 32 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 198, N. 21, E' INSERITO IL SEGUENTE:
"ART. 32 BIS
ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 89/440/C.E.E.
1. AGLI ENTI DI CUI ALL'ART. 1 ED AI SOGGETTI CHE, NEI CONFRONTI DI TALI ENTI, SI TROVANO NELLE CONDIZIONI PREVISTE DALL'ART. 3 DEL DECRETO LEGISLATIVO 19 DICEMBRE 1991, N. 406, LE DISPOSIZIONE DI TALE DECRETO LEGISLATIVO SI APPLICANO SALVO QUANTO DISPOSTO DALLA PRESENTE LEGGE E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI. LE DISPOSIZIONI DEL DECRETO LEGISLATIVO 19 DICEMBRE 1991, N. 406, RELATIVE AI PROCEDIMENTI DI AFFIDAMENTO ED AI CRITERI DI SCELTA DEL CONTRAENTE SI APPLICANO, SALVO QUANTO PREVISTO NELLA PRESENTE LEGGE E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI, ANCHE AGLI APPALTI DI IMPORTO INFERIORE A 5 MILIONI DI ECU, IVA ESCLUSA, NONCHE' AGLI ALTRI APPALTI ESCLUSI DALLA DISCIPLINA DEL DECRETO LEGISLATIVO SOPRA MENZIONATO".

ART. 36
1. L'ART. 40 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985, N. 21, E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"ART. 40
PUBBLICO INCANTO
1. FATTI SALVI I CASI IN CUI E' AMMESSO IL RICORSO AL COTTIMO FIDUCIARIO, ALLA TRATTATIVA PRIVATA, ALL'APPALTO CONCORSO O ALLA CONCESSIONE DI COSTRUZIONE E GESTIONE, LE GARE DI APPALTO SI SVOLGONO CON IL SISTEMA DEI PUBBLICI INCANTI.
2. LE OFFERTE POSSONO ESSERE PRESENTATE FINO AD UN'ORA PRIMA DI QUELLA STABILITA PER L'APERTURA DELLE OPERAZIONI DI GARA. IL PROCEDIMENTO DI GARA SI SVOLGE SENZA SOLUZIONE DI CONTINUITA'.
3. NELLE PROCEDURE DI PUBBLICO INCANTO NON HANNO EFFICACIA LE EVENTUALI DICHIARAZIONI DI RITIRO DELLE OFFERTE GIA' PRESENTATE".

ART. 37
1. L'ART. 41 DELLA LEGGE REGIONALE 20 APRILE 1985, N. 21, E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"ART. 41
CRITERI DI AFFIDAMENTO DI LAVORI PUBBLICI DI RILEVANZA COMUNITARIA
1. QUALUNQUE SIA L'OGGETTO DEL CONTRATTO, PER L'AFFIDAMENTO DI LAVORI PUBBLICI DI IMPORTO PARI O SUPERIORE A 5 MILIONI DI ECU, IVA ESCLUSA, GLI ENTI DI CUI ALL'ART. 1 DELLA PRESENTE LEGGE, NONCHE' I SOGGETTI CHE OPERANO NELLE CONDIZIONI DI CUI ALL'ART. 3 DEL DECRETO LEGISLATIVO 19 DICEMBRE 1991, N. 406, APPLICANO, NEI PROCEDIMENTI DI PUBBLICO INCANTO E DI TRATTATIVA PRIVATA CON BANDO DI GARA, IL CRITERIO DEL PREZZO PIU' BASSO.
2. NEI CASI IN CUI LA GARA E' BANDITA SULLA BASE DI UN PROGETTO ESECUTIVO IL RICORSO A SISTEMA DIVERSO DA QUELLO DI CUI ALL'ART. 5 DELLA LEGGE 2 FEBBRAIO 1973, N. 14, DEVE ESSERE ADEGUATAMENTE MOTIVATO DALL'UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI.
3. LA VERIFICA DELLA VALIDITA' DELLE OFFERTE, AI FINI DELLA ESCLUSIONE DI QUELLE CHE RISULTANO ANOMALE, VA EFFETTUATA CON L'OSSERVANZA DELLE DISPOSIZIONI DELL'ART. 29 DEL DECRETO LEGISLATIVO 19 DICEMBRE 1991, N. 406".

ART. 38
1. L'ARTICOLO 43 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985, N. 21, E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"ART. 43
CRITERI DI AFFIDAMENTO DI LAVORI PUBBLICI CHE NON HANNO RILEVANZA COMUNITARIA
1. NEI PROCEDIMENTI DI PUBBLICO INCANTO E DI TRATTATIVA PRIVATA CON BANDO DI GARA RELATIVI ALL'AFFIDAMENTO DI LAVORI PUBBLICI DI IMPORTO INFERIORE A 5 MILIONI DI ECU DI COMPETENZA DEGLI ENTI DI CUI ALL'ART. 1 DELLA PRESENTE LEGGE E DEI SOGGETTI CHE OPERANO NELLE CONDIZIONI DI CUI ALL'ART. 3 DEL DECRETO LEGISLATIVO 19 DICEMBRE 1991, N. 406, L'AUTORITA' CHE PRESIEDE LA GARA, APERTE E LETTE TUTTE LE OFFERTE, MEDIA FRA LORO TUTTE QUELLE AMMESSE.
LA MEDIA OTTENUTA VIENE INCREMENTATA DEL VALORE ASSOLUTO DEL 4 PER CENTO E VENGONO ESCLUSE DALLA GARA LE OFFERTE CHE PRESENTANO UNA PERCENTUALE DI RIBASSO SUPERIORE AL RISULTATO OTTENUTO.
2. IL PRESIDENTE DELLA GARA PROVVEDE QUINDI A MEDIARE FRA LORO LE OFFERTE RIMASTE IN GARA, ED EFFETTUA L'AGGIUDICAZIONE IN FAVORE DEL CONCORRENTE CHE HA PRESENTATO L'OFFERTA CHE EGUAGLIA O, IN MANCANZA, CHE PIU' SI AVVICINA IN ECCESSO ALLA MEDIA IN TAL MODO OTTENUTA.
3. QUANDO SIANO STATE AMMESSE SOLO DUE OFFERTE, L'AGGIUDICAZIONE AVVIENE IN FAVORE DEL CONCORRENTE CHE HA PROPOSTO QUELLA CON MAGGIORE RIBASSO; SE E' STATO AMMESSO UN SOLO CONCORRENTE, SI FA LUOGO AD AGGIUDICAZIONE IN SUO FAVORE. IN ENTRAMBI I CASI SI DEVE VERIFICARE CHE L'OFFERTA NON SIA ANORMALMENTE BASSA".

ART. 39
1. DOPO IL QUARTO COMMA DELL'ART. 33 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985, N. 21, E' AGGIUNTO IL SEGUENTE:
"L'AGGIUDICAZIONE DELLE OPERE ESEGUIBILI AI SENSI DEL TERZO COMMA COMPORTA L'AFFIDAMENTO ALL'AGGIUDICATARIO, ALLE STESSE CONDIZIONI, ANCHE DEI LAVORI OCCORRENTI PER IL COMPLETAMENTO DI QUANTO PREVISTO IN PROGETTO. E' PERO' IN FACOLTA' DELL'APPALTATORE LIBERARSI DA TALE IMPEGNO CON FORMALE DICHIARAZIONE DA FAR PERVENIRE ALL'ENTE APPALTANTE ENTRO IL TERMINE PERENTORIO DI TRENTA GIORNI DALLA SCADENZA DEL TERMINE ASSEGNATO PER LA REALIZZAZIONE DELLE OPERE ESEGUIBILI, SE PRIMA DI TALE SCADENZA NON GLI SIA STATO UFFICIALMENTE COMUNICATO L'INTERVENTO DEL PROVVEDIMENTO DI ADEGUAMENTO DEL FINANZIAMENTO".

ART. 4
DISPOSIZIONI DI NATURA CAUTELARE
1. NON POSSONO FAR PARTE DELL'UFFICIO COLORO CHE SI TROVANO NELLE CONDIZIONI DI CUI ALL'ART.1 DELLA LEGGE 18 GENNAIO 1992, N.16.
2. LA DOMANDA DI ISCRIZIONE ALL'ALBO DI CUI AL COMMA 2 DELL'ART.3 DEVE ESSERE CORREDATA DA DICHIARAZIONE RESA AI SENSI DELLA LEGGE 4 GENNAIO 1968, N. 15, CON LA QUALE GLI INTERESSATI ATTESTANO DI NON TROVARSI IN ALCUNA DELLE CONDIZIONI PREVISTE DALLA LEGGE 18 GENNAIO 1992, N.16.
3. TROVANO ALTRESI' APPLICAZIONE GLI ARTICOLI 91 E 92 DEL T.U. APPROVATO CON D.P.R. 10 GENNAIO 1957, N.3 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI.

ART. 40
1. L'ART. 36 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985, N. 21, E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"ART. 36
TRATTATIVA PRIVATA
1. QUALUNQUE SIA L'IMPORTO E L'OGGETTO DEL CONTRATTO, IL RICORSO ALLA TRATTATIVA PRIVATA, CON O SENZA GARA, PER GLI ENTI DI CUI ALL'ART. 1 DELLA PRESENTE LEGGE, VIENE STABILITO DALL'ORGANO COMPETENTE SECONDO I RISPETTIVI ORDINAMENTI, ED E' CONSENTITO NEI CASI INDICATI NELL'ART. 9 DEL DECRETO LEGISLATIVO 19 DICEMBRE 1991, N. 406, CON LE ECCEZIONI E MODIFICHE DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO.
2. L'AFFIDAMENTO DI LAVORI PUBBLICI A TRATTATIVA PRIVATA, AI SENSI DELL'ART. 9, COMMA 2, LETTERA B), DEL DECRETO LEGISLATIVO 19 DICEMBRE 1991, N. 406, E' CONSENTITO SOLAMENTE QUANDO IL RICORSO ALLA TRATTATIVA SI CONNETTE A RAGIONI ARTISTICHE O ATTINENTI ALLA PROTEZIONE DI DIRITTI DI ESCLUSIVA. NON E' CONSENTITO L'AFFIDAMENTO A TRATTATIVA PRIVATA PER I NUOVI LAVORI DI CUI ALL'ART. 9, COMMA 2, LETTERA E) DEL DECRETO LEGISLATIVO 19 DICEMBRE 1991, N. 406.
3. NEI CQASI DI CUI ALL'ART. 9, COMMA 1, LETT. A) E COMMA 2, LETT. A) DEL DECRETO LEGISLATIVO 19 DICEMBRE 1991, N. 406, L'AFFIDAMENTO DEI LAVORI A TRATTATIVA PRIVATA E' AMMESSO SOLO DOPO L'ESPLETAMENTO INFRUTTUOSO DI DUE GARE.
4. NEI CASI DI CUI ALL'ART. 9 COMMA 1, LETT. B) E COMMA 2, LETT. C) DEL DECRETO LEGISLATIVO 19 DICEMBRE 1991, N. 406, L'AFFIDAMENTO DEI LAVORI A TRATTATIVA PRIVATA NON E' CONSENTITO PER I LAVORI DI IMPORTO SUPERIORE A 300 MILA ECU.
5. IL REGISTRO DELLE OPERE PUBBLICHE DI CUI ALL'ART. 18 DELLA LEGGE REGIONALE 30 APRILE 1991, N. 10, DEVE CONTENERE UNA DISTINTA SEZIONE RELATIVA AI LAVORI PUBBLICI AFFIDATI MEDIANTE TRATTATIVA PRIVATA O ATTRAVERSO COTTIMO, ANCHE SE SI TRATTI DEGLI INTERVENTI DI CUI ALL'ART. 39 DELLA PRESENTE LEGGE".

ART. 41
1. L'ART. 37 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985, N. 21 E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"ART. 37
APPALTO CONCORSO
1. QUALUNQUE SIA L'IMPORTO E L'OGGETTO DEL CONTRATTO, IL RICORSO AL PROCEDIMENTO DI APPALTO CONCORSO E' AMMESSO PER LE OPERE NELLA CUI REALIZZAZIONE SIA PREVALENTE L'INSTALLAZIONE DI IMPIANTI AD ALTA TECNOLOGIA CHE COMPORTINO SOLUZIONI INNOVATIVE SOTTO IL PROFILO TECNICO O SCIENTIFICO PER LE QUALI SI RENDA NECESSARIO IL RICORSO ALLA CAPACITA' PROGETTUALE ED OPERATIVA DI IMPRESE, ED APPAIA INADEGUATO L'ESPLETAMENTO DI UN ORDINARIO CONCORSO DI PROGETTAZIONE.
2. DEVE INOLTRE SUSSISTERE L'ESIGENZA DI AFFIDARE ALL'APPALTATORE TANTO LA COMPILAZIONE DEL PROGETTO ESECUTIVO, DA ELABORARE IN CONFORMITA' ALLE PREVISIONI DI QUELLO DI MASSIMA PREDISPOSTO DALL'AMMINISTRAZIONE, QUANTO L'INDICAZIONE DELLE CONDIZIONI E DEI PREZZI AI QUALI, NEL RISPETTO DELLE PREVISIONI E DELL'IMPORTO INDICATI NEL BANDO, E' DISPOSTO AD ESEGUIRLO.
3. LA DELIBERAZIONE MOTIVATA DELL'ENTE CHE STABILISCE DI AVVALERSI DELLA PROCEDURA DELL'APPALTO CONCORSO E' DI ESCLUSIVA COMPETENZA DELL'ASSEMBLEA.
4. IL BANDO DI GARA DEVE ESSERE REDATTO IN CONFORMITA' AI BANDI-TIPO DI CUI ALL'ART. 34 BIS, SALVO QUANTO PREVISTO NEL COMMA 6 DEL MEDESIMO. IL TERMINE DI ULTIMAZIONE DELL'OPERA DEVE IN OGNI CASO ESSERE STABILITO NEL BANDO, IL QUALE PUO' UTILIZZARE AI FINI DEL CRITERIO DI SCELTA NON PIU' DI TRE DEGLI ALTRI ELEMENTI INDICATI NELLA LETTERA B) DEL COMMA 1 DELL'ART. 29 DEL DECRETO LEGISLATIVO 19 DICEMBRE 1991, N. 406, FORMULANDOLI INTERMINI DI PUNTEGGI NUMERICI.
5. L'ESCLUSIONE DALL'INVITO, CON PROVVEDIMENTO MOTIVATO DELLA SEZIONE DELL'UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI CHE PROCEDE, PUO' DISPORSI SOLO PER LE RAGIONI DI CUI ALL'ART. 18 DEL DECRETO LEGISLATIVO 19 DICEMBRE 1991, N. 406, OVVERO PER DIFETTO DEI REQUISITI DI CAPACITA' ECONOMICA E FINANZIARIA E TECNICA RICHIESTI.
6. LA COMMISSIONE GIUDICATRICE DELL'APPALTO CONCORSO, NOMINATA DAL PRESIDENTE DELLA SEZIONE DELL'UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI CHE PROCEDE, E' COSI' COMPOSTA:
A) DAL PRESIDENTE DELLA COMPETENTE SEZIONE DELL'UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI O DA ALTRO COMPONENTE DELLA SEZIONE DA LUI DESIGNATO, CON FUNZIONI DI PRESIDENTE;
B) DA TRE PROFESSIONISTI INGEGNERI E/O ARCHITETTI, A GIUDIZIO DELL'AMMINISTRAZIONE SECONDO LA NATURA DELLA OPERA, CON ALMENO DIECI ANNI DI ANZIANITA' D'ISCRIZIONE NEGLI ALBI PROFESSIONALI, SORTEGGIATI SU TERNE PROPOSTE DAGLI ORDINI PROFESSIONALI DELLA PROVINCIA OVE SI REALIZZA L'OPERA O LA PARTE PREVALENTE DI ESSA;
C) DA UN PROFESSIONISTA ESPERTO IN MATERIE GIURIDICHE, SORTEGGIATO SU TERNA PROPOSTA DALL'ORDINE DEGLI AVVOCATI COMPETENTE PER TERRITORIO, O DA UN AVVOCATO DELLO STATO DESIGNATO DAL COMPETENTE UFFICIO DISTRETTUALE.
7. I COMPONENTI DI CUI ALLE LETTERE B) E C) NON POSSONO ESSERE DESIGNATI QUANDO SONO GIA' INCARICATI IN ALTRA COMMISSIONE DI APPALTO CONCORSO CHE ANCORA NON ABBIA ULTIMATO I PROPRI LAVORI.
8. LA DESIGNAZIONE DEI COMPONENTI DEVE AVVENIRE ENTRO 30 GIORNI DALLA RICHIESTA. TRASCORSO TALE TERMINE IL PRESIDENTE DELLA SEZIONE DELL'UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI CHE PROCEDE PROVVEDE DIRETTAMENTE ALLA NOMINA DEI MEMBRI NEL RISPETTO DELLA COMPOSIZIONE DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO.
9. I COMPONENTI DELLA COMMISSIONE NON POSSONO ESSERE SOSTITUITI SALVI I CASI DI VACANZA DETERMINATA DA MORTE, DIMISSIONI O ALTRA CAUSA DI FORZA MAGGIORE.
10. LE FUNZIONI DI SEGRETARIO DELLA COMMISSIONE SONO SVOLTE DA UN COMPONENTE DELL'UFFICIO DI SEGRETERIA.
11. LA COMMISSIONE E' COLLEGIO PERFETTO; LE DELIBERAZIONI SONO ADOTTATE A MAGGIORANZA DI VOTANTI E IN CASO DI PARITA' PREVALE IL VOTO DEL PRESIDENTE.
12. SPETTA ALL'ASSESSORE REGIONALE PER I LAVORI PUBBLICI LA FISSAZIONE, CON DECRETO, DEI COMPENSI SPETTANTI AI COMPONENTI LA COMMISSIONE, IMPREGIUDICATA L'ESCLUSIONE DISPOSTA DALLA LEGGE PER GLI APPARTENENTI ALL'UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI.
13. LE PROCEDURE DI NOMINA DELLA COMMISSIONE DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO SONO AVVIATE DOPO LA SCADENZA DEI TERMINI PER IL RICEVIMENTO DELLE OFFERTE.
14. AL BANDO DELL'APPALTO CONCORSO DEVE ESSERE GARANTITA LA MASSIMA PUBBLICITA' SECONDO QUANTO PREVISTO DALL'ART. 34 DELLA PRESENTE LEGGE.
15. E' ABROGATO L'ART. 8 DELLA LEGGE REGIONALE 10 AGOSTO 1978, N. 35".

ART. 42
1. IL PRIMO E SECONDO COMMA DELL'ART. 38 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985, N. 21, SONO SOSTITUITI DAI SEGUENTI:
"IL RICORSO AL COTTIMO FIDUCIARIO E' CONSENTITO ESCLUSIVAMENTE PER LAVORI URGENTI O PER LAVORI DI MANUTENZIONE E COMUNQUE SINO ALL'IMPORTO DI LIRE 150 MILIONI.
PER LAVORI DA ESEGUIRSI NELLE ISOLE MINORI DELLA REGIONE, L'IMPORTO E' FISSATO IN LIRE 250 MILIONI.
AL FINE DI EVITARE IL CUMULO DEGLI AFFIDAMENTI IL DIRIGENTE TECNICO PIU' ALTO IN GRADO DELL'ENTE AFFIDA IL COTTIMO FIDUCIARIO IN BASE ALLE MODALITA' STABILITE CON APPOSITO REGOLAMENTO CHE GLI ENTI DI CUI ALL'ART. 1 DELLA PRESENTE LEGGE DEVONO APPROVARE SULLA SCORTA DI UN REGOLAMENTO TIPO DELIBERATO DALLA GIUNTA REGIONALE, SU PROPOSTA DELL'ASSESSORE REGIONALE PER I LAVORI PUBBLICI.
IL REGOLAMENTO TIPO DEVE CONTENERE LE DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DEI SEGUENTI PRINCIPI:
A. OGNI ENTE FORMA IL PROPRIO ALBO DELLE IMPRESE DI FIDUCIA, SULLA SCORTA DI CRITERI GENERALI PREDETERMINATI.
B. L'ALBO E' AGGIORNATO ALL'INIZIO DI OGNI ANNO.
C. LA CANCELLAZIONE DI UNA DETERMINATA IMPRESA DALL'ALBO E' POSSIBILE ANCHE IN CORSO D'ANNO, QUANDO RICORRANO IPOTESI PREDETERMINATE NEL REGOLAMENTO.
D. TUTTE LE IMPRESE ISCRITTE ALL'ALBO DEVONO ESSERE INFORMATE PREIVAMENTE DEI LAVORI DA AGGIUDICARE ED HANNO DIRITTO DI PROPORRE OFFERTE.
E. NON E' CONSENTITO L'INVITO PER UN SECONDO LAVORO AD UNA IMPRESA QUANDO ALTRE IMPRESE ISCRITTE ALL'ALBO NON NE ABBIANO ANCORA AVUTO UNO NELL'ANNO. PER L'AGGIUDICAZIONE DEI COTTIMI FIDUCIARI SI APPLICANO LE DISPOSIZIONI DI CUI ALL'ART.43 DELLA PRESENTE LEGGE.

ART. 43
1. DOPO L'ART.38 DELLA LEGGE REGIONALE 29.4.1985, N.21, E' INSERITO IL SEGUENTE:
"ART.38 BIS
APPALTO A CONTRATTO APERTO
1. PER I LAVORI DI PRONTO INTERVENTO O DI ORDINARIA MANUTENZIONE, AVENTI CARATTERE RIPETITIVO, GLI ENTI DI CUI ALL'ART.1 DELLA PRESENTE LEGGE POSSONO PROCEDERE ALLA STIPULAZIONE DI APPALTI A CONTRATTO APERTO, PER SOMME NON SUPERIORI AI 300 MILA ECU.
2. I LAVORI DI CUI AL COMMA 1 SONO AGGIUDICATI ESCLUSIVAMENTE A MEZZO DI ASTA PUBBLICA.
3. LE TIPOLOGIE DEI LAVORI AGGIUDICABILI AI SENSI DEI COMMI PRECEDENTI SONO DETERMINATE CON DECRETO DALLO ASSESSORE REGIONALE PER I LAVORI PUBBLICI".

ART. 44
1. L'ART. 39 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985, N. 21, E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"ART. 39.
INTERVENTI DI URGENZA E SOMMA URGENZA
1. GLI INTERVENTI DI URGENZA E DI SOMMA URGENZA DI CUI AGLI ARTT. 69 E 70 DEL REGIO DECRETO 25/5/1895, N. 350, FINANZIATI DALL'ASSESSORATO REGIONALE DEI LAVORI PUBBLICI SONO AFFIDATI DAI COMPETENTI UFFICI DEL GENIO CIVILE PREVIA AUTORIZZAZIONE, ANCHE TELEGRAFICA, DELL'ASSESSORE REGIONALE PER I LAVORI PUBBLICI RISPETTIVAMENTE MEDIANTE COTTIMO FIDUCIARIO PER QUELLI DI URGENZA E MEDIANTE TRATTATIVA PRIVATA SENZA BANDO DI GARA PER QUELLI DI SOMMA URGENZA, ENTRO IL LIMITE DI LIRE 500 MILIONI. L'AFFIDAMENTO DI EVENTUALI ULTERIORI LAVORI DEVE AVVENIRE CON L'OSSERVANZA DELLE ORDINARIE PROCEDURE.
2. QUANDO SI TRATTI DI INTERVENTI DI SOMMA URGENZA VOLTI A FRONTEGGIARE EMERGENZE, RELATIVAMENTE ALLE QUALI E' STATO DICHIARATO DAGLI ORGANI COMPETENTI LO STATO DI CALAMITA' NATURALE, IL LIMITE DI IMPORTO DI CUI AL COMMA 1 NON OPERA.
3. GLI INTERVENTI DI CUI AGLI ARTT. 69 E 70 DEL REGIO DECRETO 25/5/1985, N. 350, POSSONO ESSERE AFFIDATI DAGLI ALTRI ENTI DI CUI ALL'ART. 1, PER QUANTO DI LORO COMPETENZA, SINO AL LIMITE DI IMPORTO DI LIRE 50 MILIONI. L'AFFIDAMENTO DI EVENTUALI ULTERIORI LAVORI DEVE AVVENIRE CON L'OSSERVANZA DELLE ORDINARIE PROCEDURE".

ART. 45.
1. L'ART. 42 DELLA LEGGE REGIONALE 29/4/1985, N. 21, E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"ART. 42.
CONCESSIONE DI COSTRUZIONI E GESTIONE
1. QUALI CHE SIANO L'IMPORTO E LA NATURA DEL CONTRATTO, PER GLI ENTI DI CUI ALL'ART. 1 DELLA PRESENTE LEGGE E PER I SOGGETTI CHE OPERANO, NEI CONFRONTI DEI MEDESIMI, NELLE CONDIZIONI DI CUI ALL'ART. 3 DEL DECRETO LEGISLATIVO 19/12/1991, N. 406, IL RICORSO ALLA CONCESSIONE DI COSTRUZIONE E GESTIONE E' CONSENTITO SOLO QUANDO LA CONTROPRESTAZIONE IN FAVORE DEL CONCESSIONARIO CONSISTE NEL DIRITTO DI GESTIRE L'OPERA. QUALORA NELLA GESTIONE DELL'OPERA VENGANO IMPOSTI AL CONCESSIONARIO PREZZI AMMINISTRATI O TARIFFE SOTTOPOSTE A CONTROLLO PUBBLICO, IL CONCEDENTE DEVE GARANTIRE AL CONCESSIONARIO LA REMUNERATIVITA' DELLA GESTIONE.
2. AL CONCESSIONARIO E' CONSENTITO, COME PARTE INTEGRANTE DEL CORRISPETTIVO, LO SFRUTTAMENTO DI EVENTUALI RISORSE COLLATERALI GENERATE ATTRAVERSO LA REALIZZAZIONE E GESTIONE DELL'OPERA OGGETTO DELLA CONCESSIONE.
3. I BANDI DI GARA PER LA CONCESSIONE DI COSTRUZIONE E GESTIONE DEVONO INDICARE I CRITERI IN BASE AI QUALI VERRANNO SCELTI, FRA GLI ASPIRANTI IN POSSESSO DEI REQUISITI, QUELLI DA INVITARE, ED IL NUMERO DEGLI INVITI CHE VERRANNO EFFETTUATI, NON INFERIORE A CINQUE, SALVO CHE GLI ASPIRANTI SIANO MENO NUMEROSO, E NON SUPERIORI A VENTI.
4. LE CONCESSIONI DI COSTRUZIONE E GESTIONE DI LAVORI PUBBLICI VENGONO ATTRIBUITE CON IL PROCEDIMENTO DI LICITAZIONE PRIVATA O, QUANDO RICORRONO LE CONDIZIONI DI CUI ALL'ART. 9 DEL DECRETO LEGISLATIVO 19/12/1991, N. 406, MEDIANTE TRATTATIVA PRIVATA. QUANDO SI RICORRA AL CRITERIO DELL'OFFERTA PIU' VANTAGGIOSA L'INDIVIDUAZIONE DELLA MEDESIMA, ALLA STREGUA DEGLI ELEMENTI DI VALUTAZIONE INDICATI NEL BANDO, VA OPERATA SULLA SCORTA DEL PARERE DI UNA COMMISSIONE COMPOSTA CON LE MODALITA' DI CUI AL COMMA 6 DELL'ART. 37 DELLA PRESENTE LEGGE.
5. SI APPLICANO ANCHE IN TAL CASO LE DISPOSIZIONI DI CUI AI COMMI 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13 E 14 DELL'ART. 37.
6. LA NOMINA DEL DIRETTORE DEI LAVORI COMPETE SEMPRE ALL'ENTE CONCEDENTE.
7. AL DI FUORI DEL RICORSO ALLA CONCESSIONE DI COSTRUZIONE E GESTIONE DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO, GLI ENTI DI CUI ALL'ART. 1 NON POSSONO AVVALERSI DI SOGGETTI PRIVATI CONCESSIONARI, PER LA COSTRUZIONE DI OPERE PUBBLICHE PER L'ESPLETAMENTO DELLE FUNZIONI DI STAZIONE APPALTANTE.

ART. 46
1. IL QUINTO COMMA DELL'ART. 31 DELLA LEGGE REGIONALE 29/4/1985, N. 21, E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"PER LE IMPRESE ARTIGIANE INSCRITTE NEL RELATIVO ALBO DA ALMENO UN ANNO E PER LE COOPERATIVE INSCRITTE AL REGISTRO PREFETTIZIO DA ALMENO UN ANNO E' RICHIESTA LA SOLA ISCRIZIONE ALLA CAMERA DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA PER I LAVORI D'IMPORTO NON SUPERIORE A LIRE 300 MILIONI".

ART. 47
1. L'ARTICOLO 46 DELLA LEGGE REGIONALE 29/4/1985, N. 21, E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"ART. 46
SUBAPPALTI
1. IN DEROGA ALL'ART. 18 DELLA LEGGE 19/3/1990, N. 55, E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI, PER I LAVORI DEGLI ENTI DI CUI ALL'ART. 1 NON E' CONSENTITA L'AUTORIZZAZIONE DI SUBAPPALTI O DI COTTIMI DI PARTE DELLE OPERE O DEI LAVORI QUANDO IL CONTRATTO SIA STATO AFFIDATO AI SENSI DEL COMMA 1, LETT. B), E DEL COMMA 2, LETT. B), DELL'ART. 9 DEL DECRETO LEGISLATIVO 19/12/1991, N. 406.
2. NON E' ALTRESI' CONSENTITA L'AUTORIZZAZIONE AL SUBAPPALTO DI LAVORI RIENTRANTI NELLA CATEGORIA PREVALENTE, PER I QUALI L'IMPRESA AGGIUDICATARIA SI E' QUALIFICATA PER PARTECIPARE ALLA GARA".

ART. 48
1. IL QUINTO, SESTO E SETTIMO COMMA DELL'ART. 34 DELLA LEGGE REGIONALE 29/4/1985, N. 21, SONO SOSTITUITI DAL SEGUENTE ARTICOLO:
"ART. 34 BIS
BANDI DI GARA
1. I BANDI CONCERNENTI PROCEDURE DI PUBBLICO INCANTO, APPALTO CONCORSO, CONCESSIONE DI COSTRUZIONE E GESTIONE E TRATTATIVA PRIVATA CON GARA DEVONO ESSERE REDATTI IN CONFORMITA' A SCHEMI DI BANDI TIPO PREDISPOSTI DALL'ASSESSORE REGIONALE PER I LAVORI PUBBLICI, IL QUALE PRIMA DI EMANARLI NE INVIA IL TESTO ALLA COMPETENTE COMMISSIONE LEGISLATIVA DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA PER IL RELATIVO PARERE. IL DECRETO DI ADOZIONE VIENE EMANATO DECORSI QUARANTA GIORNI DALL'INOLTRO ED E' PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA. CON LE STESSE MODALITA' SI PROVVEDE AD EVENTUALI MODIFICHE.
2. GLI SCHEMI DI BANDI TIPO DEVONO ESSERE IMPRONTATI A PRINCIPI DI SEMPLICITA', CHIAREZZA E TRASPARENZA, E DEVONO GARANTIRE OMOGENEITA' DI COMPORTAMENTI DELLE STAZIONI APPALTANTI NELLO SVOLGIMENTO DELLE GARE E NELLA ATTIVITA' DI QUALIFICAZIONE DEGLI ASPIRANTI, DA EFFETTUARE CON I CRITERI COERENTI CON GLI SCHEMI DI CUI AL D.P.C.M. 10/1/1991, N. 55, E AL DECRETO LEGISLATIVO 19/12/91, N. 406. IN OGNI CASO FRA I REQUISITI DI PARTECIPAZIONE ALLA GARA DEVE ESSERE PREVISTO UN COSTO PER IL PERSONALE DIPENDENTE NON INFERIORE AL 15% DELLA CIFRA D'AFFARI IN LAVORI RICHIESTA AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 2, LETT. A), DEL D.P.C.M. 10/1/1991, N. 55.
3. PER GLI APPALTI E LE CONCESSIONI DI COSTRUZIONE E GESTIONE DI IMPORTO INFERIORE O PARI AD 1 MILIONE DI ECU I BANDI DEVONO PREVEDERE CHE LA CAPACITA' ECONOMICA E FINANZIARIA E TECNICA DELL'IMPRESA SIANO APPROVATE MEDIANTE IL SOLO CERTIFICATO DI ISCRIZIONE ALL'ALBO NAZIONALE DEI COSTRUTTORI PER LA CATEGORIA E LA CLASSIFICA RICHIESTA PER L'ESECUZIONE DEI LAVORI DA AFFIDARE.
4. PER GLI APPALTI E LE CONCESSIONI DI COSTRUZIONE E GESTIONE DI IMPORTO SUPERIORE AD 1 MILIONE ED INFERIORE A 5 MILIONI DI ECU, I BANDI DEVONO PREVEDERE CHE L'ACCERTAMENTO DEI REQUISITI DI CAPACITA' ECONOMICA E FINANZIARIA E TECNICA SIA EFFETTUATO CON RIFERIMENTO AD INDICI RILEVATORI ELEMENTARI E DI SEMPLICE ALLEGAZIONE, ANCHE DIVERSI DA QUELLI ELENCATI NEGLI ARTT. 20 E 21 DEL DECRETO LEGISLATIVO 19/12/1991, N. 406; TALI INDICI DEVONO ESSERE TALI DA RENDERE AGEVOLE LA PARTECIPAZIONE ANCHE ALLE IMPRESE DI PICCOLA E MEDIA DIMENSIONE.
5. E' VIETATO L'INSERIMENTO NEI BANDI DI GARA DI QUALSIASI CLAUSOLA CHE RICHIEDA CERTIFICAZIONI DI PRESA VISIONE DEL PROGETTO DA PARTE DEI PARTECIPANTI O COMUNQUE PREVEDA MODALITA' CHE POSSANO COMPORTARE IL RICONOSCIMENTO PREVENTIVO DEI PARTECIPANTI ALLA GARA.
6. FINO ALL'EMANAZIONE DEI BANDI TIPO REGIONALI I SOGGETTI APPALTANTI APPLICANO I MODELLI ALLEGATI AL D.P.C.M. 10/1/1991, N. 55, E AL DECRETO LEGISLATIVO 19/12/1991, N. 406, SALVE LE MODIFICHE DISCENDENTI ALLA LEGISLAZIONE IN VIGORE.
7. NEI BANDI DI GARA GLI ENTI DI CUI ALL'ART. 1 DEVONO INDICARE NEL RISPETTO DELLE NORME DI INDIVIDUAZIONE DEI RESPONSABILI DI PROCEDIMENTO, GLI UFFICI E I SINGOLI FUNZIONARI RESPONSABILI DELLE ATTIVITA' ISTRUTTORIE, PROPOSITIVE, PREPARATORIE ED ESECUTIVE IN MATERIALE CONTRATTUALE".

ART. 49
1. DOPO L'ART. 41 DELLA LEGGE REGIONALE 29/4/1985, N.21, E' INSERITO IL SEGUENTI:
"ART. 41 BIS
OPERE SCORPORABILI
1. QUANDO, RICORRENDO I PRESUPPOSTI E LE CONDIZIONI DI CUI ALL'ART. 23, COMMA 1, DEL DECRETO LEGISLATIVO 19/121991, N. 406, VENGA RICHIESTA L'ISCRIZIONE ALL'ALBO ANCHE IN CATEGORIE DIVERSE DA QUELLA PREVALENTE, I LAVORI CORRISPONDENTI A TALE CATEGORIA DEVONO ESSERE INDIVIDUATI E DESCRITTI IN PROGETTO. IN TAL CASO DETTI LAVORI SI CONSIDERANO PARTI SCORPORABILI DELL'OPERA PER LE QUALI SI APPLICA IL COMMA 3 DEL SUDDETTO ARTICOLO".

ART. 5
DURATA IN CARICA E SOSTITUZIONI
1. I COMPONENTI DELL'UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI ED I FUNZIONARI PREPOSTI ALLE SEGRETERIE DELLE SEZIONI DURANO IN CARICA TRE ANNI. DURANTE TALE PERIODO I COMPONENTI IN ATTIVITA' DI SERVIZIO SONO DISTACCATI PRESSO L'UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI.
2. DOPO TRE ASSENZE CONTINUATIVE IL COMPONENTE DELL'UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI E' DICHIARATO DECADUTO E SI PROCEDE ALLA SUA SOSTITUZIONE AI SENSI DELL'ART.3.
3. NELLA PRIMA APPLICAZIONE DELLA PRESENTE LEGGE I PRESIDENTI E UNO DEI MEMBRI DI CIASCUNA SEZIONE DURANO IN CARICA PER QUATTRO ANNI . IL MEMBRO CHE ALLO SCADERE DEL PRIMO TRIENNIO PERMANE NELLA CARICA E' INDIVIDUATO MEDIANTE SORTEGGIO PUBBLICO. LE MODALITA' DEL SORTEGGIO SONO QUELLE PREVISTE DALL'ART.3.
4. CON LE MODALITA' DI CUI ALL'ART.3 SI PROVVEDE ALLA NOMINA DEI COMPONENTI E DEI PRESIDENTI CHE VIA VIA DEVONO SOSTITUIRE QUELLI CESSANTI.
5. ALLA NOMINA DEI NUOVI PRESIDENTI, DEI COMPONENTI DELLE SEZIONI E DEI FUNZIONARI PREPOSTI ALLE SEGRETERIE SI PROVVEDE ALMENO SEI MESI PRIMA DELLA DATA IN CUI CESSANO I PRECEDENTI. LE NUOVE NOMINE DECORRONO DAL GIORNO SUCCESSIVO A QUELLO DELLA CESSAZIONE DEI PRECEDENTI MEMBRI.
6. SONO NULLI GLI ATTI POSTI IN ESSERE DALLE SEZIONI DI CUI IL PRESIDENTE O ALCUNO DEI COMPONENTI E' CESSATO DALLA CARICA SENZA CHE IL SUCCESSORE SIA STATO NOMINATO.
7. I COMPONENTI DELL'UFFICIO POSSONO CESSARE ANTICIPATAMENTE DALLA CARICA SOLO IN CASO DI MORTE, DIMISSIONI O IMPEDIMENTO DISCENDENTE DA FATTI DA CUI CONSEGUA L'INCAPACITA'A SVOLGERE PUBBLICHE FUNZIONI O AD OCCUPARE PUBBLICI UFFICI.
IN TALE IPOTESI LA GIUNTA REGIONALE PROVVEDE ALLA SOSTITUZIONE SECONDO LE MODALITA' DI CUI ALL'ART.3.
8. I COMPONENTI SUBENTRANTI CESSANO DALLA CARICA ALLA SCADENZA PREVISTA PER I COMPONENTI SOSTITUITI.
9. NEL QUINQUENNIO SUCCESSIVO A CIASCUNA SCADENZA I MEMBRI USCENTI NON POSSONO ESSERE CHIAMATI A COMPORRE L'UFFICIO.

ART. 50
GARANZIE DELL'APPALTATORE
1. CONTESTUALMENTE ALLA STIPULA DEL CONTRATTO, L'IMPRENDITORE INCARICATO DELLA REALIZZAZIONE DI OPERE PUBBLICHE DEVE COSTITUIRE APPOSITA GARANZIA A FAVORE DELL'ENTE APPALTANTE, A TUTELA DELL'ESATTO E PUNTUALE ADEMPIMENTO DELLE OBBLIGAZIONI DERIVANTI DAL CONTRATTO.
2. LA GARANZIA E' COSTITUITA NELLE FORME PREVISTE DALL'ART. 54 DEL R.D. 23/5/1924, N. 827, OVVERO MEDIANTE FIDEJUSSIONE BANCARIA.
3. L'IMPORTO DELLA GARANZIA E' DETERMINATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE, DA EMANARSI ENTRO 90 GIORNI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE.
4. L'ENTE APPALTANTE, QUANDO NE RICORRANO I PRESUPPOSTI, E' OBBLIGATO A ESERCITARE, NEI CONFRONTI DELL'APPALTATORE, LE AZIONI DI CUI AGLI ARTT. 1667 E 1669 DEL CODICE CIVILE. L'ENTE E' ALTRESI' OBBLIGATO AD ESERCITARE AZIONE DI DANNI NEI CONFRONTI DEI COLLAUDATORI, QUALORA RISULTI CHE I VIZI DELL'OPERA NON SONO STATI RILEVATI, PER NEGLIGENZA, IMPERIZIA O ALTRE RAGIONI, IN SEDE DI COLLAUDO.

CAPO VII
NORME IN MATERIA DI PUBBLICITA'
ART. 51
1. IL PRIMO, SECONDO, TERZO E QUARTO COMMA DELL'ART. 34 DELLA LEGGE REGIONALE 29/4/1985, N. 21, SONO SOSTITUITI DAI SEGUENTI:
"PER TUTTI GLI APPALTI DI OPERE DA PARTE DEGLI ENTI DI CUI ALL'ART. 1, NONCHE' DI ALTRI ENTI E SOGGETTI NEI CASI DI CUI ALL'ART. 3 DEL DECRETO LEGISLATIVO 19/12/1991, N. 406, L'ENTE APPALTANTE E' TENUTO ALLA PUBBLICAZIONE, PER ESTRATTO, DELL'AVVISO DI GARA PER OPERE DI IMPORTO FINO A 250 MILA ECU ALL'ALBO PRETORIO DEL COMUNE OVE HA SEDE L'ENTE APPALTANTE; PER OPERE DI IMPORTO OLTRE 250 MILA ECU E FINO A 500 MILA ECU ANCHE NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA ED IN TRE QUOTIDIANI CON PARTICOLARE DIFFUSIONE NEL TERRITORIO REGIONALE, NONCHE' IN UN PERIODICO A DIFFUSIONE REGIONALE CON ALMENO TRE ANNI DI ATTIVITA'; PER OPERE DI IMPORTO OLTRE I 5 MILIONI DI ECU ANCHE IN UN QUOTIDIANO A DIFFUSIONE NAZIONALE. TUTTI GLI AVVISI DI GARA SONO INOLTRE PUBBLICATI ALL'ALBO DELL'UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI. I QUOTIDIANI E I PERIODICI, CHE PUBBLICANO GLI AVVISI DI GARA, DEVONO ESSERE MUNITI DI CERTIFICATO DI DIFFUSIONE ATTESTANTE L'EFFETTIVO LIVELLO DI PRESENZA SUL MERCATO.
L'ENTE APPALTANTE, A CONCLUSIONE DELLA GARA, ANCHE SE ANDATA DESERTA, DA' NOTIZIA PER ESTRATTO, CON LE MEDESIME FORME DI PUBBLICITA' OSSERVATE PREVENTIVAMENTE, DELLO SVOLGIMENTO DELLA GARA CON ESPRESSA INDICAZIONE DELLE FASI DI PROCEDIMENTO, DELLE IMPRESE PARTECIPANTI, DELLE OFFERTE PERVENUTE E DI OGNI ALTRA NOTIZIA UTILE.
ANALOGHE PROCEDURE SONO PREVISTE PER L'ASSEGNAZIONE DI LAVORI, FORNITURE E SERVIZI ULTERIORI RISPETTO A QUELLI INDICATI NEL BANDO DI CONCORSO, E CHE SUPERINO DEL 50% L'IMPORTO ORIGINARIO DELL'APPALTO.
NEI CASI IN CUI L'ESECUZIONE DELLE OPERE O DELLE FORNITURE NON E' STATO COMPLETATO NEI TERMINI PREVISTI DAL BANDO, L'ENTE APPALTANTE DEVE RENDERE PUBBLICHE, NELLE FORME PREVISTE DAI COMMI PRECEDENTI, LE RAGIONI DEL RITARDO E GLI EVENTUALI NUOVI TERMINI ASSEGNATI ALLE IMPRESE APPALTATRICI.
SE L'APPALTO NON E' STATO AGGIUDICATO, LE NOTIZIE DI CUI AL TERZO COMMA POSSONO ESSERE INCLUSE NEL NUOVO AVVISO DI GARA. QUALORA SI PROCEDA CON IL SISTEMA DELLA TRATTATIVA PRIVATA VIENE PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA E NEI QUOTIDIANI SECONDO I CRITERI E LE MODALITA' PREVISTI DAL COMMA 1 UN AVVISO CON IL QUALE SI INDICANO L'OGGETTO E LE CONDIZIONI DELLA TRATTATIVA, E SUCCESSIVAMENTE, UN AVVISO CONTENENTE L'ELENCO DELLE DITTE INVITATE E I TERMINI DEL CONTRATTO STIPULATO.
PER I LAVORI DISCIPLINATI DAL DECRETO LEGISLATIVO 19/12/1991, N. 406, E' ALTRESI' NECESSARIA LA PUBBLICAZIONE INTEGRALE NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLE COMUNITA' EUROPEE.
LA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA DEVE PUBBLICARE L'AVVISO O IL BANDO ENTRO 12 GIORNI DALLA RICEZIONE DELLA RICHIESTA. NEL CASO DI CUI AL COMMA PRECEDENTE LA PUBBLICAZIONE DEVE RECARE MENZIONE DELLA DATA DI SPEDIZIONE ALLO UFFICIO DELLE PUBBLICAZIONI UFFICIALI DELLE COMUNITA' EUROPEE E NON DEVE CONTENERE INFORMAZIONI DIVERSE RISPETTO A QUELLE COMUNICATE A TALE UFFICIO.
CON LE MODALITA' DI CUI AL PRIMO COMMA SI PROVVEDE ALLA PUBBLICITA' DELLE NOTIZIE DI CUI ALL'ART. 20 DELLA LEGGE 19/3/1990, N. 55, RELATIVE AD APPALTI O CONCESSIONI DI IMPORTO PARI O SUPERIORE AD 1 MILIONE DI ECU, ANCHE SE L'AFFIDAMENTO NE SIA AVVENUTO, SOTTO QUALSIASI FORMA, SENZA GARA.
LA PUBBLICAZIONE NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA DEGLI AVVISI, DEI BANDI E DELLE NOTIZIE DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO AVVIENE GRATUITAMENTE QUANDO RIGUARDA LAVORI PUBBLICI PER I QUALI SOGGETTO APPALTANTE O CONCEDENTE SIA UNO DEGLI ENTI DI CUI ALL'ART. 1 DELLA PRESENTE LEGGE. IN TAL CASO, OVE LA OPERA VENGA REALIZZATA UTILIZZANDO FINANZIAMENTO CONCESSO DALLA REGIONE A CARICO DEL SUO BILANCIO O DI FONDI DI CUI LE SIA AFFIDATA LA GESTIONE, FRA LE SPESE TECNICHE COPERTE DAL FINANZIAMENTO DEVONO ESSERE COMPRESE QUELLE OCCORRENTI PER LE ALTRE PUBBLICAZIONI REGOLATE DAL PRESENTE ARTICOLO".

ART. 52
1. DOPO L'ART. 34 DELLA LEGGE REGIONALE 29/4/1985, N. 21, E' INSERITO IL SEGUENTE:
"ART. 34 TER
PUBBLICITA' DEGLI APPALTI AFFIDATI MEDIANTE COTTIMO FIDUCIARIO O TRATTATIVA PRIVATA
E DEGLI INCARICHI DI COLLAUDO
1. NEL MESE DI GENNAIO DI CIASCUN ANNO GLI ENTI DI CUI ALL'ART. 1 DELLA PRESENTE LEGGE PUBBLICANO NEL PROPRIO ALBO, PER QUINDICI GIORNI CONSECUTIVI, L'ELENCO DELLE IMPRESE E DITTE ALLE QUALI SIANO STATI AFFIDATI NELL'ANNO PRECEDENTE APPALTI PER LAVORI E FORNITURE MEDIANTE COTTIMO FIDUCIARIO E/O TRATTATIVA PRIVATA. GLI ELENCHI DOVRANNO INDICARE L'IMPORTO DI CIASCUN APPALTO E QUELLO DEGLI APPALTI COMPLESSIVAMENTE AFFIDATI NELL'ANNO PRECEDENTE.
2. GLI INCARICHI DI COLLAUDO SONO PUBBLICATI PER ESTRATTO NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA A CURA DEGLI ENTI O DELLE AMMINISTRAZIONI INTERESSATE".

ART. 53
1. DOPO L'ART. 45 DELLA LEGGE REGIONALE 29/4/1985, N. 21, E' AGGIUNTO IL SEGUENTE:
"ART. 45 BIS
PUBBLICITA' DELLE PROCEDURE DI SCELTA DEI SOCI PRIVATI E PUBBLICI PER LA COSTITUZIONE DI SOCIETA' MISTE
1. IL RICORSO ALLO STRUMENTO PREVISTO DALL'ART. 1, COMMA 1, LETT. E) DELLA LEGGE REGIONALE 11/12/1991, N. 48, E' AMMESSO A CONDIZIONE CHE VENGA DATA ADEGUATA PUBBLICITA', SECONDO LA NORMATIVA PREVISTA DALLA PRESENTE LEGGE, ALLA PROCEDURA PER LA SCELTA DEI SOGGETTI PUBBLICI E PRIVATI CON I QUALI COSTITUIRE LA SOCIETA'".

CAPO VIII
NORME SULL'ESECUZIONE DEI LAVORI PUBBLICI
ART. 54
1. L'ARTICOLO 23 DELLA LEGGE REGIONALE 29/4/1985, N. 21, E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"ART. 23
PERIZIE DI VARIANTE, VERBALI NUOVI PREZZI, PAGAMENTI
1. NEI LIMITI DELL'IMPORTO CONTRATTUALE, NONCHE' DI QUELLO PER IMPREVISTI COMPRESO FRA LE SOMME A DISPOSIZIONE DELL'AMMINISTRAZIONE, PURCHE' EFFETTIVAMENTE DISPONIBILE, IL DIRETTORE DEI LAVORI PROVVEDE DIRETTAMENTE A MEZZO DI APPOSITE PERIZIE SUPPLETIVE O DI VARIANTE, PER L'EFFETTUAZIONE DI VARIANTI O DI MAGGIORI OPERE O DI LAVORI NON PATTUITI QUANDO CIO' NON ALTERI LA NATURA E LA DESTINAZIONE DELL'OPERA, SIA RESO NECESSARIO DA UNA CIRCOSTANZA IMPREVISTA E PURCHE' LA VARIANTE SIA INDISPENSABILE PER IL COMPIMENTO DELL'OPERA, OVVERO SI TRATTI DI OPERE O LAVORI PER I QUALI SIA IMPOSSIBILE O GRAVEMENTE PREGIUDIZIEVOLE PER LA REGOLARITA' DELL'OPERA SEPARARNE L'ESECUZIONE DA QUELLA DELL'APPALTO INIZIALE. L'IMPORTO PER IMPREVISTI COMPRESO FRA LE SOMME A DISPOSIZIONE NON DEVE ECCEDERE DI NORMA IL 5% DELL'IMPORTO A BASE D'ASTA.
2. INOLTRE LE VARIAZIONI E GLI EVENTUALI NUOVI LAVORI INTRODOTTI DAL DIRETTORE DEI LAVORI CON LE PERIZIE DI CUI AL COMMA 1 NON POSSONO COMPORTARE FRA LE CATEGORIE DI LAVORI SPOSTAMENTI CHE COMPLESSIVAMENTE ECCEDANO IL 15% DELL'IMPORTO CONTRATTUALE E NON POSSONO COMPORTARE VARIAZIONI NEL TEMPO DI ULTIMAZIONE DEI LAVORI.
3. IL CUMULO DELL'IMPORTO AGGIUNTIVO PER OPERE O LAVORI OGGETTO DELLE PERIZIE SUPPLETIVE, DISPOSTE DIRETTAMENTE DAL DIRETTORE DEI LAVORI E DI EVENTUALI PERIZIE SUPPLETIVE, APPROVATE DAI COMPETENTI ORGANI DEGLI ENTI, NON PUO' IN OGNI CASO GLOBALMENTE SUPERIORE IL 20% DELL'IMPORTO CONTRATTUALE.
4. IL DIRETTORE DEI LAVORI, OVE SIA INDISPENSABILE ESEGUIRE UNA SPECIE DI LAVORO NON PREVISTA IN CONTRATTO O ADOPERARE MATERIALI DI SPECIE DIVERSA, DETERMINA CON APPOSITO VERBALE I NUOVI PREZZI OSSERVANDO LE MODALITA' ED I CRITERI DI CUI ALL'ART. 21 DEL R.D. 25/5/1895, N. 350, E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI, PREVIAMENTE DISCUTENDO I PREZZI CON L'APPALTATORE ED UTILIZZANDOLI PER LA REDAZIONE DELLA PERIZIA E INSERENDOLI, QUINDI, A TITOLO PROVVISORIO, IN CONTABILITA' IN PENDENZA DEL PROCEDIMENTO DI APPROVAZIONE DI CUI AL COMMA SUCCESSIVO.
5. I NUOVI PREZZI DEVONO ESSERE IN OGNI CASO APPROVATI DALL'AMMINISTRAZIONE APPALTANTE, SU PARERE DEL COMPETENTE ORGANO TERMICO, E SONO SOGGETTI AL RIBASSO D'ASTA. PER I LAVORI REALIZZATI DAGLI ENTI DI CUI ALL'ART. 1 CON UTILIZZO DI FINANZIAMENTI A CARICO DELLA REGIONE O DI FONDI GESTITI DALLA REGIONE IL PARERE E' DI COMPETENZA DELL'UFFICIO DEL GENIO CIVILE PER LE OPERE DI CUI AI NN. 1), 2), 3) E 4) DELL'ART. 6 DELLA LEGGE REGIONALE 10/8/1978, N. 35, E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI, E, NEGLI ALTRI CASI, DELL'ISPETTORATO TECNICO REGIONALE, O DELL'ISPETTORATO TECNICO DEI LAVORI PUBBLICI SECONDO LE RISPETTIVE COMPETENZE.
6 SI APPLICANO, PER IL RESTO, LE DISPOSIZIONI DI CUI AL TERZO ED AL QUARTO COMMA DELL'ART. 22 DEL R.D. 25/5/1985, N. 350, E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI.
7. SALVO QUANTO PREVISTO NEI PRECEDENTI COMMI L'ESERCIZIO, DA PARTE DEL DIRETTORE DEI LAVORI, DELLE ATTRIBUZIONI DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO NON E' SOGGETTO AD ALCUNA AUTORIZZAZIONE PREVENTIVA O A RATIFICA DI ORGANI SUPERIORI, SALVO IL PARERE DELL'INGEGNERE CAPO.
8. LE PERIZIE DI VARIANTE E SUPPLETIVE DI CUI AL COMMA 1 ED I VERBALI DI NUOVI PREZZI SONO TRASMESSI DI RETTAMENTE DAL DIRETTORE DEI LAVORI AL CAPO DELL'UFFICIO TECNICO DELL'AMMINISTRAZIONE APPALTANTE E ALL'UFFICIO DEL GENIO CIVILE OD ALL'ISPETTORATO TECNICO REGIONALE O ALLO ISPETTORATO TECNICO DEI LAVORI PUBBLICI NEI CASI DI LORO COMPETENZA.
9. NON E' CONSENTITA LA SOSPENSIONE DEI LAVORI DA PARTE DEL DIRETTORE DEI LAVORI PER RAGIONI CHE POSSONO ESSERE SUPERATE CON LA REDAZIONE DI PERIZIE SUPPLETIVE E DI VARIANTE PREVISTE DAL COMMA 1.
10. I PAGAMENTI ALLE IMPRESE, AI FORNITORI, AI PROFESSIONISTI, E COMUNQUE TUTTI QUELLI PREVISTI NEL PROGETTO APPROVATO, VENGONO ESEGUITI DAGLI ENTI SU CERTIFICAZIONE DEL DIRETTORE E DELL'INGEGNERE CAPO DEI LAVORI, SENZA ULTERIORI ATTI DELIBERATIVI OLTRE QUELLI DI APPROVAZIONE DEL PROGETTO E DELLA CONTABILITA' FINALE, RISPETTIVAMENTE COMPIUTI PRIMA DELL'INIZIO DEI LAVORI E DOPO L'ULTIMAZIONE.
11. TUTTI I PAGAMENTI ALLE IMPRESE E AI PROFESSIONISTI DEVONO ESSERE EFFETTUATI NEI TEMPI PREVISTI DALLE RISPETTIVE NORME. IL CERTIFICATO DI COLLAUDO DEVE CONTENERE ESPRESSAMENTE LA VERIFICA DEL CALCOLO DEGLI EVENTUALI INTERESSI MATURATI AI SENSI DELLE VIGENTI DISPOSIZIONI.
12. I PAGAMENTI IN ACCONTO IN CORSO D'OPERA ALL'IMPRESA APPALTATRICE VENGONO EFFETTUATI IN BASE A STATI DI AVANZAMENTO E CERTIFICATI DI PAGAMENTO REDATTI IN CONFORMITA' DEL REGOLAMENTO PER LA DIREZIONE, CONTABILITA' E COLLAUDAZIONE DEI LAVORI DELLO STATO, OGNI VOLTA CHE IL CREDITO DELL'IMPRESA AMMONTA ALL'IMPORTO PREVISTO NEL CAPITOLATO SPECIALE D'APPALTO E NEL CONTRATTO.
13. L'ANTICIPAZIONE SUL PREZZO D'APPALTO PUO' ESSERE CONCESSA NELLA MISURA MASSIMA DEL 5% E SEMPRE PREVIA DICHIARAZIONE DEL DIRETTORE DEI LAVORI DI AVVENUTO CONCRETO INIZIO DEI LAVORI.
14. LE SOMME CORRISPONDENTI AL RIBASSO D'ASTA SONO RESTITUITE ALL'ENTE CHE HA DISPOSTO IL FINANZIAMENTO DELL'OPERA PUBBLICA. QUALORA L'OPERA SIA FINANZIATA CON MEZZI PROPRI DELL'ENTE APPALTANTE, TALI SOMME COSTITUISCONO RIDUZIONE DEGLI IMPEGNI DI SPESA ED ECONOMIE DI BILANCIO.
15. SONO ABROGATI GLI ARTICOLI 1, 2 E 3 DELLA LEGGE REGIONALE 17/2/1956, N. 10; L'ART. 17 DELLA LEGGE REGIONALE 23/10/1964, N. 22; L'ART. 8 DELLA LEGGE REGIONALE 17/3/1975, N. 8; IL TERZO COMMA DELL'ART., 11 DELLA LEGGE REGIONALE 2/8/1954, N. 32; IL SECONDO COMMA DELL'ART. 4 DELLA LEGGE REGIONALE 31/3/1972, N.19".

ART. 55
1. L'ART. 35 DELLA LEGGE REGIONALE 29/4/1985, N. 21, E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"ART. 35
PENALE E DIVIETO DI PREMI DI INCENTIVAZIONE
1. LA PENALE PER LA RITARDATA ULTIMAZIONE DEI LAVORI RISPETTO AL TERMINE ASSEGNATO E' STABILITA NEI CAPITOLATI SPECIALI D'APPALTO IN MISURA NON INFERIORE ALL'UNO PER CENTO DEI LAVORI A BASE D'ASTA PER OGNI MESE DI RITARDO O FRAZIONE DI MESE SUPERIORE A 15 GIORNI.
2. OVE SI SIA PROCEDUTO A CONSEGNA PARZIALE, ALL'ATTO DELLA CONSEGNA DEFINITIVA DEVE ESSERE NUOVAMENTE COMPUTATO E DETERMINATO, IN SENSO AL VERBALE, IL TEMPO CONTRATTUALE DI ULTIMAZIONE, DETRAENDO DA QUELLO INIZIALMENTE ASSEGNATO UNA PERCENTUALE CORRISPONDENTE ALL'AVANZAMENTO DEI LAVORI REALIZZATI.
3. L'ANTICIPATA ULTIMAZIONE DEI LAVORI RISPETTO AL TERMINE ASSEGNATO NON CONSENTE ATTRIBUZIONE DI ALCUN PREMIO DI INCENTIVAZIONE".

ART. 56
1. L'ART. 44 DELLA LEGGE REGIONALE 29/4/1985, N. 21, E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"ART. 44
IMMODIFICABILITA' DEL CORRISPETTIVO
1. PER I LAVORI PUBBLICI AFFIDATI DAGLI ENTI DI CUI ALL'ART. 1, NONCHE' DEI SOGGETTI CHE OPERANO NELLE IPOTESI PREVISTE DALL'ART. 3 DEL DECRETO LEGISLATIVO 19/12/1991, N. 406, E' ESCLUSA LA POSSIBILITA' DI PROCEDERE A REVISIONE DEI PREZZI.
2. PER I LAVORI PUBBLICI DI CUI AL COMMA 1 E' CONSENTITO, QUANDO LA NATURA DELL'OPERA E LA DURATA DEL CONTRATTO LO RENDANO OPPORTUNO, IL RICORSO AL SISTEMA DEL PREZZO CHIUSO. NON E' COMUNQUE CONSENTITO RICORRERE AL PREZZO CHIUSO QUANDO LA DURATA DEL CONTRATTO PATTUITA SIA INFERIORE O PARI A VENTIQUATTRO MESI.
3. LA FACOLTA' DI RICORRERE AL SISTEMA DEL REZZO CHIUSO, PER GLI ENTI DI CUI ALL'ART. 1, VA MOTIVAMENTE ESERCITA IN SENO ALLA DELIBERA CHE STABILISCE LE FINALITA' DEL CONTRATTO, IL SUO OGGETTO E LE SUE PARTI ESSENZIALI. GLI ALTRI SOGGETTI INDICATI NEL COMMA 1 DEL PRESENTE ARTICOLO REGOLANO LA QUESTIONE NEL BANDO DI GARA".

ART. 57
PREZZO CHIUSO
1. SE IL CONTRATTO E' STATO REGOLATO CON IL SISTEMA DEL PREZZO CHIUSO, IL CORRISPETTIVO DEI LAVORI DA REALIZZARE, SECONDO IL RELATIVO PROGRAMMA, NEL PRIMO ANNO SUCCESSIVO ALLA CONSEGNA NON E' SUSCETTIBILE DI ALCUNA VARIAZIONE. IL CORRISPETTIVO NETTO DEI LAVORI DA ESEGUIRE, SECONDO IL PROGRAMMA, NEL SECONDO ANNO, E' AUMENTATO DEL 5%. AD ULTERIORI AUMENTI DEL 5% VANNO SOTTOPOSTI I CORRISPETTIVI NETTI INIZIALI DEI LAVORI DA ESEGUIRE, SECONDO IL PROGRAMMA, IN CIASCUNO DEGLI ANNI SUCCESSI.
3. GLI AUMENTI DI CUI AL COMMA 1 NON TROVANO APPLICAZIONE SE NON PER LA PARTE DI CORRISPETTIVO CHE ECCEDE L'IMPORTO DELL'ANTICIPAZIONE.
3. SE ATTRAVERSO PERIZIE SUPPLETIVE O DI VARIANTE, E' STATA AFFIDATA UNA MAGGIORE QUANTITA' DI LAVORI O DI MATERIALI, IL RELATIVO CORRISPETTIVO, OVE SI PROCEDA CON IL SISTEMA DEL PREZZO CHIUSO, DOVRA' ESSERE DETERMINATO, ANNO PER ANNO TENENDO CONTO DELL'INCREMENTO DI PREZZO CHE SARANNO SPETTATO OVE LA MAGGIOR QUANTITA' FOSSE STATA INIZIALMENTE PATTUITA. AL MEDESIMO CRITERIO VANNO ASSOGGETTATI I NUOVI PREZZI.
4. QUANDO, FRA LA DATA FISSATA COME TERMINE DI RICEZIONE DELLE OFFERTE, O QUELLA IN CUI E' PERVENUTA L'OFFERTA NEL CASO DI TRATTATIVA PRIVATA SENZA GARA, E LA DATA DI CONSEGNA ANCHE PARZIALE DEI LAVORI, INTERCORRE PIU' DI UN ANNO, TROVA APPLICAZIONE IL SISTEMA DEL PREZZO CHIUSO, ANCHE SE INIZIALMENTE NON STABILITO.
5. NEL CASO DI CU AL COMMA 4, LE PERCENTUALI DI AUMENTO SUI CORRISPETTIVI VANNO DETERMINATE TENENDO CONTO DEL TEMPO TRASCORSO FRA IL PRIMO GIORNO DEL SECONDO ANNO SUCCESSIVO ALLA DATA FISSATA PER IL RICEVIMENTO DELLE OFFERTE OD A QUELLA IN CUI E' PERVENUTA L'OFFERTA IN CASO DI TRATTATIVA PRIVATA, SENZA GARA, E LA DATA DELLA CONSEGNA DEI LAVORI, FERMO RESTANDO IL RIFERIMENTO ALLO SVILUPPO DEI LAVORI PREVISTO NEL RELATIVO PROGRAMMA.
6. OGNI QUALVOLTA SI VERIFICHI L'IPOTESI DI CUI AL COMMA 4, I DIRETTORI REGIONALI DELLA REGIONE PER GLI APPALTI DELLA MEDESIMA; I SEGRETARI GENERALI DELLE PROVINCE; I SEGRETARI COMUNALI; IL COORDINATORE AMMINISTRATIVO DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI; IL DIRETTORE O, IN MANCANZA, IL FUNZIONARIO AMMINISTRATIVO PIU ELEVATO IN GRADO DEGLI ALTRI ENTI, DEVONO COMUNQUE DARE NOTIZIA IMMEDIATA DEL FATTO AGLI ORGANI DI CONTROLLO O DI VIGILANZA.
7. PER LE FINALITA' DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO, GLI ENTI DI CUI ALL'ART. 1 SONO TENUTI A PREDISPORRE, INDIPENDENTEMENTE DAL VALORE, DALL'OGGETTO E DELLA DURATA DEL CONTRATTO, IL PROGRAMMA DEI LAVORI, DA ALLEGARE AL CAPITOLATO SPECIALE. DI ESSO DOVRA' FARSI MENZIONE NEGLI INVITI. IN CASO DI APPALTO CONCORSO, O DI GARA DA AGGIUDICARE ON IL CRITERIO DELL'OFFERTA PIU' VANTAGGIOSA QUANDO IL TERMINE DI ESECUZIONE SIA UTILIZZATO COME ELEMENTO PER LA SCELTA, IL PROGRAMMA E' PRESENTATO DALL'IMPRESA UNITAMENTE ALL'OFFERTA. LE PERIZIE SUPPLETIVE E DI VARIANTE DEVONO PREVEDERE QUALI MODIFICHE SUBISCE IL PROGRAMMA IN RELAZIONE AI MUTAMENTI DISCENDENTI DAI MAGGIORI O NUOVI LAVORI.
8. LE DISPOSIZIONI DEL PRECEDENTE E DEL PRESENTE ARTICOLO SI APPLICANO I LAVORI PER I QUALI ALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLE STESSE DISPOSIZIONI I BANDI DI GARA NON SIANO STATI PUBBLICATI O, IN CASO DI TRATTATIVA PRIVATA SENZA GARA, NON SIA STATO STIPULATO IL CONTRATTO".

ART. 58
1. L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE 29/4/1985, N. 21, GIA' ABROGATO DALLA LEGGE REGIONALE 9/5/1986, N. 21, E' COSI' REINTRODOTTO:
"ART. 9
CUMULO DI INCARICHI
1. NON POSSONO ESSERE CONFERITI INCARICHI DI INGEGNERE CAPO, DI COLLAUDATORE DI COLLAUDATORE STATICO O DI COMPETENTE COMMISSIONE DI COLLAUDO, IN CORSO D'OPERA O FINALE, DI COMPONENTE DI COMMISSIONE GIUDICATRICE DI APPALTO CONCORSO, DI COMPONENTE DI COMMISSIONE GIUDICATRICE DI CONCESSIONE DI COSTRUZIONE E GESTIONE, NONCHE' DI COMPONENTE DI COMMISSIONE DI APPALTO PER FORNITURE DI BENI O SERVIZI, A CHI NEI DUE ANNI PRECEDENTI LA DATA DEL CONFERIMENTO ABBIA RICEVUTO UNO O PIU' DETTI INCARICHI, PER UNO O PIU' CONTRATTI DI APPALTO DI LAVORI PUBBLICI I CUI IMPORTI LORDI CONTRATTUALI INIZIALI, CUMULATI, ECCEDANO I 75 MILIARDI DI LIRE, ESCLUSA IVA.
2. NON PUO' INOLTRE CONFERIRSI INCARICO DI COLLAUDATORE, DI COLLAUDATORE STATICO, DI COMPONENTE DI COMMISSIONE DI COLLAUDO, A CHI ABBIA IN CORSO ALTRO DI TALI INCARICHI RELATIVAMENTE AD APPALTO DI LAVORI PUBBLICI AFFIDATO ALLA STESSA IMPRESA CON CUI INTERCORRE IL CONTRATTO OGGETTO DEL NUOVO INCARICO. IL DIVIETO VIGE ANCHE NEL CASO IN CUI IL PRECEDENTE RAPPORTO CONCERNA UNA DELLE IMPRESE RIUNITE TITOLARI DEL NUOVO CONTRATTO O UN RAGGRUPPAMENTO DI IMPRESE CHE COMPRENDA L'APPALTATORE O UNA DELLE IMPRESE RIUNITE CUI E' AFFIDATA LA REALIZZAZIONE DELL'OPERA.
3. IMPREGIUDICATO QUANTO DISPOSTO DALL'ART. 16 DELLA LEGGE REGIONALE 10/8/1978, N. 35, E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI, I LIMITI E I DIVIETI DI CUI AI COMMI 1 E 2 OPERANO ANCHE QUANDO SI INTENDE CONFERIRE L'INCARICO DI COLLAUDATORE, DI COLLAUDATORE STATICO O DI COMPONENTE DI COMMISSIONE DI COLLAUDO A FUNZIONARI DELL'ENTE APPALTANTE.
4. NELL'APPLICAZIONE DELLE DISPOSIZIONI DI CUI AL COMMA 1 NON SI TIENE CONTO DEGLI INCARICHI NON RETRIBUITI PERCHE' SVOLTI NELL'ADEMPIMENTO DEI COMPITI DI ISTITUTO.
5. I COMPONENTI DI UFFICI OD ORGANI COMPETENTI AD ESPRIMERE PARERI TECNICI O DARE AUTORIZZAZIONI SU OPERE SULLE QUALI E' CHIAMATO A PRONUNZIARSI L'UFFICIO O L'ORGANO DI CUI FANNO PARTE, NON POSSONO RICEVERE INCARICHI RETRIBUITI DI PROGETTISTA, DIRETTORE DEI LAVORI, O INGEGNERE CAPO O COLLAUDATORE ANCHE STATICO RELATIVAMENTE A TALI OPERE.
6. L'ASSENZA DEGLI IMPEDIMENTI DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO DEVE RISULTARE DA APPOSITA DICHIARAZIONE RESA DAGLI INTERESSATI CONTESTUALMENTE ALL'ACCETTAZIONE DELL'INCARICO.
7. AI FINI DELLA VERIDICITA' DELLE DICHIARAZIONI DEVONO ESSERE OSSERVARSI LE FORMALITA' DI CUI ALLA LEGGE 4/1/1968, N. 15.
8. I COMPONENTI DI ORGANI CONSULTIVI DELLA REGIONE O DEGLI ENTI LOCALI, CHE ABBIANO RESO DICHIARAZIONI NON VERITIERE IN ORDINE ALLE SITUAZIONI DI INCOMPATIBILITA' DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO, DECADONO AUTOMATICAMENTE DALLA CARICA. LA DECADENZA E' DICHIARATA DALL'AUTORITA' COMPETENTE ALLA NOMINA".

ART. 59
1. IL SECONDO COMMA DELL'ART. 22 DELLA LEGGE REGIONALE 29/4/1985, N. 21, E' SOSTITUITO DAI SEGUENTI:
"IMPREGIUDICATI I POTERI DI VIGILANZA DELL'APPALTANTE, ALLA NOMINA DELL'INGEGNERE CAPO, PREVISTA DAL REGOLAMENTO PER LA DIREZIONE, CONTABILITA' E COLLAUDAZIONE DEI LAVORI DELLO STATO APPROVATO CON REGIO DECRETO 25/5/1895, N. 350,SI PROCEDE SOLO PER LE OPERE DI IMPORTO SUPERIORE A 1 MILIONE DI ECU. LA FUNZIONE DI INGEGNERE CAPO E' AFFIDATA DI NORMA AL CAPO DELL'UFFICIO TECNICO DELL'ENTE, SE INGEGNERE O ARCHITETTO. OVE L'ENTE SIA SPROVVISTO DI CAPO DELL'UFFICIO TECNICO INGEGNERE O ARCHITETTO OVVERO IN CASO DI COMPROVATA NECESSITA', A FUNZIONE PUO' ESSERE AFFIDATA AD UN INGEGNERE O ARCHITETTO PRIVATO PROFESSIONE CON ALMENO 10 ANNI DI ISCRIZIONE ALLO ALBO PROFESSIONALE.
SE IL PROGETTISTA INCARICATO DEL PROGETTO ESECUTIVO E' PRIVATO PROFESSIONISTA L'INGEGNERE CAPO DEI LAVORI E' SCELTO TRA I DIPENDENTI DELL'AMMINISTRAZIONE COMMITTENTE O, SE QUESTA NE E' SPROVVISTA, DA UN PROFESSIONISTA ESTERNO O DIPENDENTE DI ALTRA AMMINISTRAZIONE PUBBLICA APPOSITAMENTE NOMINATO; SE VICEVERSA IL PROGETTISTA E' DIPENDENTE DELL'AMMINISTRAZIONE COMMITTENTE, L'INGEGNERE CAPO NON PUO' ESSERE DIPENDENTE DELLA STESSA AMMINISTRAZIONE".
2. IL QUINTO COMMA DELL'ART. 22 DELLA L.R. 29/4/85, N. 21, E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"LE NOMINE DI TECNICI ESTERNI ALL'ENTE SONO DI COMPETENZA DEL SUO ORGANO ESECUTIVO E, PER GLI ENTI SOTTOPOSTI A CONTROLLO, LE DELIBERE SONO SOGGETTE AL CONTROLLO PREVENTIVO DI LEGGITTIMITA'. LE ALTRE NOMINE SONO DI COMPETENZA DEL CAPO DELL'AMMINISTRAZIONE. QUESTA DISPOSIZIONE NON SI APPLICA NEL CASO IN CUI L'AMMINISTRAZIONE COMMITTENTE E' LA STESSA AMMINISTRAZIONE REGIONALE".

ART. 6
TRATTAMENTO ECONOMICO
1. I COMPONENTI IN ATTIVITA' DI SERVIZIO, I FUNZIONARI PREPOSTI ALLE SEGRETERIE E IL PERSONALE DELLE MEDESIME CONSERVANO, A CARICO DELL'AMMINISTRAZIONE DI APPARTENENZA, L'ORDINARIO TRATTAMENTO RETRIBUTIVO.
2. I PRESIDENTI E GLI ALTRI MEMBRI NONCHE' I FUNZIONARI PREPOSTI ALLE SEGRETERIE, HANNO DIRITTO AD APPOSITE INDENNITA' DETERMINATE CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE, SU DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE. TALI INDENNITA' SONO DETERMINATE IN MISURA NON SUPERIORE AL TRATTAMENTO ECONOMICO TABELLARE PREVISTO PER IL DIRETTORE REGIONALE CON DIECI SCATTI PER I PRESIDENTI DELLE SEZIONI E DI MISURA NON SUPERIORE AL TRATTAMENTO ECONOMICO TABELLARE PREVISTO PER IL DIRETTORE REGIONALE CON CINQUE SCATTI PER GLI ALTRI COMPONENTI E PER I FUNZIONARI PREPOSTI ALLE SEGRETERIE.

ART. 60
1. IL SECONDO ED IL TERZO COMMA DELL'ART. 7 DELLA L.R. 29/4/1985, N. 21, SONO SOSTITUITI DAL SEGUENTE:
"PER LA VALUTAZIONE DEGLI ONORARI SI APPLICANO LE TARIFFE IN VIGORE PROPRIE DI CIASCUNA PROFESSIONE".
2. IL QUINTO COMMA DELL'ART. 7 DELLA L.R. 29/4/1985, N. 21, E' SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"GLI ONORARI PER LE FUNZIONI DI INGEGNERE CAPO DEI LAVORI VENGONO CORRISPOSTI IN MISURA PARI AL 10% DELL'ALIQUOTA DELLA TABELLA A DELLA LEGGE 2/3/49, N.143, E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI".

ART. 61
1. IL PRIMO E IL SECONDO COMMA DELL'ART. 8 DELLA L.R. 29/4/1985, N. 21, SONO SOSTITUITI DAI SEGUENTI:
"GLI INCARICHI DI COLLAUDO SONO AFFIDATI A TECNICI PUBBLICI FUNZIONARI IN SERVIZIO O IN QUIESCENZA, CON ALMENO 10 ANNI DI ANZIANITA' PRESSO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CON LA SPECIFICA QUALIFICA PROFESSIONALE, O A TECNICI LIBERI PROFESSIONISTI CON SPECIFICA COMPETENZA PUCHE' ISCRITTI DA ALMENO 10 ANNI NEGLI ALBI DEGLI ORDINI PROFESSIONALI.
SE IL COLLAUDO E' AFFIDATO A COMMISSIONI, AI SENSI DELL'ART. 26, QUESTE POSSONO COMPRENDERE FUNZIONARI NON TECNICI, AVENTI LA MEDESIMA ANZIANITA' DI SERVIZIO".

ART. 62
1. L'OTTAVO E IL NONO COMMA DELL'ART. 26 DELLA L.R. 29/4/85, N. 21, SONO SOSTITUITI DAI SEGUENTI:
"PER LE OPERE DI IMPORTO SUPERIORE A L. 5.000 MILIONI, ESCLUSA I.V.A., SI PROCEDE ALLA NOMINA DI COMMISSIONI DI COLLAUDO, COMPOSTE DA 2 COMPONENTI. PER LE OPERE DI IMPORTO SUPERIORE L. 10.000 MILIONI, ESCLUSA I.V.A., PER IL NUMERO DEI COMPONENTI LE COMMISSIONI DI COLLAUDO E' ELEVATO A TRE; IN CASO ALMENO DUE DEI COMPONENTI DEVONO ESSERE IN POSSESSO DI PROFESSIONALITA' TECNICA.
LE COMMISSIONI DI COLLAUDO POSSONO ESSERE INTEGRATE DA UN COMPONENTE DIPLOMATO, NOMINATO FRA I DIPENDENTI DELL'ENTE CUI SPETTA LA NOMINA DI COLLAUDATORE, CON COMPITI DI SEGRETERIA.
AL MEDESIMO SPETTERA' UN COMPENSO PARI AD UN TERZO DELL'ONORARIO DEL SINGOLO COLLAUDATORE, OLTRE AL RIMBORSO DELLE SPESE EFFETTIVAMENTE DOCUMENTATE. LO STESSO CRITERIO DI RIMBORSO DELLE SOLO SPESE EFFETTIVAMENTE DOCUMENTATE E' APPLICATO A TUTTI GLI ALTRI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE DI COLLAUDO. RESTA SALVA LA FACOLTA' DI CONFERIRE INCARICHI DI COLLAUDO A TECNICI DIPLOMATI NEI LIMITI DELLE SPECIFICHE COMPETENZE, ED, IN TAL CASO, AGLI STESSI SARA CORRISPOSTO UN ONORARIO DETERMINATO SECONDO LE TARIFFE DI APPARTENENZA. GLI INCARICHI DI COLLAUDATORE, ANCHE STATICO, O DI COMPONENTE DI COMMISSIONE DI COLLAUDO NON POSSONO ESSERE CONFERITI, A PENA DI NULLITA', PRIMA DELL'AFFIDAMENTO DEI LAVORI".
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n.b. LA PRESENTE LEGGE E' INCOMPLETA, PER I RESTANTI ARTICOLI RIVOLGERSI ALLA EDITEL FILIALE DI PERTINENZA.N

ART. 7
DIVIETO DI CONFERIMENTO DI INCARICHI E INCOMPATIBILITA'
1. AI COMPONENTI DELLE SEZIONI ED AI FUNZIONARI PREPOSTI ALLE SEGRETERIE NON POSSONO ESSERE CONFERITI INCARICHI DI PROGETTISTA, INGEGNERE CAPO,DIRETTORE DEI LAVORI, COLLAUDATORE, COLLAUDATORE STATICO, COMPONENTE O SEGRETARIO DI COMMISSIONI DI COLLAUDO ED ARBITRO RELATIVAMENTE AD OPERE IL CUI COMMITTENTE O CONCESSIONARIO SIA UNO DEGLI ENTI DI CUI ALL'ART.1 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985, N. 21. IL DIVIETO VIGE ANCHE NEI TRE ANNI SUCCESSIVI ALLA CESSAZIONE DELLA CARICA E DELL'ASSEGNAZIONE ALL'UFFICIO.
2. I COMPONENTI DELLE SEZIONI E DEI FUNZIONARI PREPOSTI ALLE SEGRETERIE CHE ALL'ATTO DELLA NOMINA O DELLA PREPOSIZIONE, SIANO TITOLARI DI ALCUNI DEGLI INCARICHI ELENCATI AL COMMA 1, SONO TENUTI, A PENA DI DECADENZA, A DIMETTERSI O A RECEDERNE ENTRO QUINDICI GIORNI DALL'ASSUNZIONE DELLA CARICA.

ART. 8
PROCEDURE DI AFFIDAMENTO
1. PER LE PROCEDURE DI AFFIDAMENTO DI APPALTI DI LAVORI PUBBLICI, ESCLUSI I CASI DI COTTIMO FIDUCIARIO E DI TRATTATIVA PRIVATA PER LA QUALE NON SIA RICHIESTA LA PUBBLICAZIONE PRELIMINARE DI BANDO DI GARA, GLI ENTI INDICATI NELL'ART.1 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985 N. 21, SI AVVALGONO DELL'UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI.
2. CIASCUNA SEZIONE DELL'UFFICIO E' COMPETENTE PER LE PROCEDURE DI AFFIDAMENTO RIGUARDANTI OPERE DA ESEGUIRSI NEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA; PER GLI APPALTI CHE DEBBANO ESEGUIRSI NEL TERRITORIO DI PIU' PROVINCE, LA SEZIONE COMPETENTE VIENE DETERMINATA SECONDO IL CRITERIO DELLA PREVALENZA DELL'IMPORTO DEI LAVORI, DALLA CONFERENZA DEI PRESIDENTI DI CUI ALL'ART.14.

ART. 9
COMPETENZA DEGLI ENTI COMMITTENTI
1. QUANDO GLI ENTI DI CUI ALL'ART.1 DELLA LEGGE REGIONALE 29 APRILE 1985, N.21 DEVONO AVVALERSI DELL'OPERA DELL'UFFICIO REGIONALE PER I PUBBLICI APPALTI, SPETTA IN OGNI CASO AGLI STESSI STABILIRE L'OGGETTO DEL CONTRATTO E LE PARTI ESSENZIALI DEL SUO CONTENUTO, NONCHE' IL PROCEDIMENTO DA ADOTTARE PER LA SCELTA DEL CONTRAENTE.
2. LA RELATIVA DELIBERA DELL'ENTE APPALTANTE, UNITAMENTE AGLI ATTI PROGETTUALI ED ALLA COMUNICAZIONE DI PREINFORMAZIONE, OVE EFFETTUATA,DEVE ESSERE TRASMESSA ALLA SEZIONE CON RICHIESTA DI PROCEDERE AGLI ATTI DI SUA COMPETENZA.