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Legge n. 257/92

Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto.

LA CAMERA DEI DEPUTATI ED IL SENATO DELLA REPUBBLICA HANNO APPROVATO;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PROMULGA

LA SEGUENTE LEGGE:

CAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI
ART. 1. Finalita'
1. LA PRESENTE LEGGE CONCERNE L'ESTRAZIONE, L'IMPORTAZIONE, LA LAVORAZIONE, L'UTILIZZAZIONE, LA COMMERCIALIZZAZIONE, IL TRATTAMENTO E LO SMALTIMENTO, NEL TERRITORIO NAZIONALE, NONCHE' L'ESPORTAZIONE DELL'AMIANTO E DEI PRODOTTI CHE LO CONTENGONO E DETTA NORME PER LA DISMISSIONE DALLA PRODUZIONE E DAL COMMERCIO, PER LA CESSAZIONE DELL'ESTRAZIONE, DELL'IMPORTAZIONE, DELL'ESPORTAZIONE E DELLA UTILIZZAZIONE DELL'AMIANTO E DEI PRODOTTI CHE LO CONTENGONO, PER LA REALIZZAZIONE DI MISURE DI DECONTAMINAZIONE E DI BONIFICA DELLE AREE INTERESSATE DALL' INQUINAMENTO DA AMIANTO, PER LA RICERCA FINALIZZATA ALLA INDIVIDUAZIONE DI MATERIALI SOSTITUTIVI E ALLA RICONVERSIONE PRODUTTIVA E PER IL CONTROLLO SULL'INQUINAMENTO DA AMIANTO.
2. A DECORRERE DA TRECENTOSESSANTACINQUE GIORNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE SONO VIETATE L'ESTRAZIONE, L'IMPORTAZIONE, ESPORTAZIONE, LA COMMERCIALIZZAZIONE E LA PRODUZIONE DI AMIANTO, DI PRODOTTI DI AMIANTO O DI PRODOTTI CONTENENTI AMIANTO, IVI COMPRESI QUELLI DI CUI ALLE LETTERE c) E g) DELLA TABELLA ALLEGATA ALLA PRESENTE LEGGE, SALVO I DIVERSI TERMINI PREVISTI PER LA CESSAZIONE DELLA PRODUZIONE E DELLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI DI CUI ALLA MEDESIMA TABELLA.

ART. 10.
Piani regionali e delle province autonome
1. LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO ADOTTANO, ENTRO CENTOTTANTA GIORNI DALLA DATA DI EMANAZIONE DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DI CUI ALL'ARTICOLO 6, COMMA 5, PIANI DI PROTEZIONE DELL'AMBIENTE, DI DECONTAMINAZIONE, DI SMALTIMENTO E DI BONIFICA AI FINI DELLA DIFESA DAI PERICOLI DERIVANTI DALL'AMIANTO.
2. I PIANI DI CUI AL COMMA 1 PREVEDONO TRA L'ALTRO:
a) IL CENSIMENTO DEI SITI INTERESSATI DA ATTIVITA' DI ESTRAZIONE DELLO AMIANTO;
b) IL CENSIMENTO DELLE IMPRESE CHE UTILIZZANO O ABBIANO UTILIZZATO AMIANTO NELLE RISPETTIVE ATTIVITA' PRODUTTIVE, NONCHE' DELLE IMPRESE CHE OPERANO NELLE ATTIVITA' DI SMALTIMENTO O DI BONIFICA;
c) LA PREDISPOSIZIONE DI PROGRAMMI PER DISMETTERE L'ATTIVITA' ESTRATTIVA DELL'AMIANTO E REALIZZARE LA RELATIVA BONIFICA DEI SITI;
d) L'INDIVIDUAZIONE DEI SITI CHE DEVONO ESSERE UTILIZZATI PER L'ATTIVITA' DI SMALTIMENTO DEI RIFIUTI DI AMIANTO;
e) IL CONTROLLO DELLE CONDIZIONI DI SALUBRITA' AMBIENTALE E DI SICUREZZA DEL LAVORO ATTRAVERSO I PRESIDI E I SERVIZI DI PREVENZIONE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI COMPETENTI PER TERRITORIO;
f) LA RILEVAZIONE SISTEMATICA DELLE SITUAZIONI DI PERICOLO DERIVANTI DALLA PRESENZA DI AMIANTO;
g) IL CONTROLLO DELLE ATTIVITA' DI SMALTIMENTO E DI BONIFICA RELATIVE ALL'AMIANTO;
h) LA PREDISPOSIZIONE DI SPECIFICI CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE E IL RILASCIO DI TITOLI DI ABILITAZIONE PER GLI ADDETTI ALLE ATTIVITA' DI RIMOZIONE E DI SMALTIMENTO DELL'AMIANTO E DI BONIFICA DELLE AREE INTERESSATE, CHE E' CONDIZIONATO ALLA FREQUENZA DI TALI CORSI;
i) L'ASSEGNAZIONE DELLE RISORSE FINANZIARIE ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI PER LA DOTAZIONE DELLA STRUMENTAZIONE NECESSARIA PER LO SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA' DI CONTROLLO PREVISTE DALLA PRESENTE LEGGE;
l) IL CENSIMENTO DEGLI EDIFICI NEI QUALI SIANO PRESENTI MATERIALI O PRODOTTI CONTENENTI AMIANTO LIBERO O IN MATRICE FRIABILE,CON PRIORITA' PER GLI EDIFICI PUBBLICI, PER I LOCALI APERTI AL PUBBLICO O DI UTILIZZAZIONE COLLETTIVA E PER I BLOCCHI DI APPARTAMENTI.
3. I PIANI DI CUI AL COMMA 1 DEVONO ARMONIZZARSI CON I PIANI DI ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI SMALTIMENTO DEI RIFIUTI DI CUI AL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 SETTEMBRE 1982, N. 915, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI E INTEGRAZIONI.
4. QUALORA LE REGIONI O LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO NON ADOTTINO IL PIANO AI SENSI DEL COMMA 1, IL MEDESIMO E' ADOTTATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI SU PROPOSTA DEL MINISTRO DELLA SANITA', DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELL'INDUSTRIA. DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO E CON IL MINISTRO DELL'AMBIENTE, ENTRO NOVANTA GIORNI DALLA SCADENZA DEL TERMINE DI CUI AL MEDESIMO COMMA 1.

ART. 11.
Risanamento della miniera di Balangero
1. IL MINISTERO DELL'AMBIENTE PROMUOVE LA CONCLUSIONE DI UN ACCORDO DI PROGRAMMA CON IL MINISTERO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO,CON IL MINISTERO DELLA SANITA', CON LA REGIONE PIEMONTE, CON LA COMUNITA' MONTANA DI VALLE DI LANZO E CON IL COMUNE DI BALANGERO PER IL RISANAMENTO AMBIENTALE DELLA MINIERA IVI ESISTENTE E DEL TERRITORIO INTERESSATO, CON PRIORITA' DI UTILIZZO DEI LAVORATORI DELLA MEDESIMA MINIERA NELLE ATTIVITA' DI BONIFICA.
2. PER IL FINANZIAMENTO DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA DI CUI AL COMMA 1 E' AUTORIZZATA, A CARICO DEL BILANCIO DELLO STATO, LA SPESA DI LIRE 30 MILIARDI IN RAGIONE DI LIRE 15 MILIARDI PER IL 1992 E DI LIRE 15 MILIARDI PER IL 1993.
3. ALL'ONERE DERIVANTE DALL'ATTUAZIONE DEL COMMA 2, PARI A LIRE 15 MILIARDI PER L'ANNO 1992 E A LIRE 15 MILIARDI PER L'ANNO 1993, SI PROVVEDE MEDIANTE CORRISPONDENTE RIDUZIONE DELLO STANZIONAMENTO ISCRITTO, AI FINI DEL BILANCIO TRIENNALE 1992-1994, AL CAPITOLO 9001 DELLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DEL TESORO PER L'ANNO 1992, ALL'UOPO PARZIALMENTE UTILIZZANDO L'ACCANTONAMENTO "NORME PER LA RICONVERSIONE DELLE PRODUZIONI A BASE DI AMIANTO (DI CUI LIRE 6,3 MILIARDI QUALE LIMITE DI IMPEGNO DAL 1993)".

ART. 12.
Rimozione dell'amianto e tutela dell'ambiente
1. LE UNITA' SANITARIE LOCALI EFFETTUANO L'ANALISI DEL RIVESTIMENTO DEGLI EDIFICI DI CUI ALL'ARTICOLO 10, COMMA 2, LETTERA l), AVVALENDOSI ANCHE DEL PERSONALE DEGLI UFFICI TECNICI ERARIALI E DEGLI UFFICI TECNICI DEGLI ENTI LOCALI.
2. CON DECRETO DEL MINISTRO DELLA SANITA', DA EMANARE ENTRO CENTOTTANTA GIORNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, SONO STABILITE LE NORME RELATIVE AGLI STRUMENTI NECESSARI AI RILEVAMENTI E ALLE ANALISI DEL RIVESTIMENTO DEGLI EDIFICI, NONCHE' ALLA PIANIFICAZIONE E ALLA PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA' DI RIMOZIONE E DI FISSAGGIO DI CUI AL COMMA 3 E LE PROCEDURE DA SEGUIRE NEI DIVERSI PROCESSI LAVORATIVI DI RIMOZIONE.
3. QUALORA NON SI POSSA RICORRERE A TECNICHE DI FISSAGGIO, E SOLO NEI CASI IN CUI I RISULTATI DEL PROCESSO DIAGNOSTICO LA RENDANO NECESSARIA, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO DISPONGONO LA RIMOZIONE DEI MATERIALI CONTENENTI AMIANTO, SIA FLOCCATO CHE IN MATRICE FRIABILE. IL COSTO DELLE OPERAZIONI DI RIMOZIONE E' A CARICO DEI PROPRIETARI DEGLI IMMOBILI.
4. LE IMPRESE CHE OPERANO PER LO SMALTIMENTO E LA RIMOZIONE DELL' AMIANTO E PER LA BONIFICA DELLE AREE INTERESSATE DEBBONO ISCRIVERSI A UNA SPECIALE SEZIONE DELL'ALBO DI CUI ALL'ARTICOLO 10 DEL DECRETO-LEGGE 31 AGOSTO 1987, N.361,CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE 29 OTTOBRE 1987, N. 441.IL MINISTRO DELL'AMBIENTE, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO, STABILISCE CON PROPRIO DECRETO, DA EMANARE ENTRO CENTOTTANTA GIORNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, I REQUISITI, I TERMINI,LE MODALITA' E I DIRITTI DI ISCRIZIONE. LE IMPRESE DI CUI AL PRESENTE COMMA SONO TENUTE AD ASSUMERE, IN VIA PRIORITARIA, IL PERSONALE GIA' ADDETTO ALLE LAVORAZIONI DELL'AMIANTO, CHE ABBIA I TITOLI DI CUI ALL'ARTICOLO 10, COMMA 2, LETTERA h), DELLA PRESENTE LEGGE.
5. PRESSO LE UNITA' SANITARIE LOCALI E' ISTITUITO UN REGISTRO NEL QUALE E' INDICATA LA LOCALIZZAZIONE DELL'AMIANTO FLOCCATO O IN MATRICE FRIABILE PRESENTE NEGLI EDIFICI. I PROPRIETARI DEGLI IMMOBILI DEVONO COMUNICARE ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI I DATI RELATIVI ALLA PRESENZA DEI MATERIALI DI CUI AL PRESENTE COMMA. LE IMPRESE INCARICATE DI ESEGUIRE LAVORI DI MANUTENZIONE NEGLI EDIFICI SONO TENUTE AD ACQUISIRE, PRESSO LE UNITA' SANITARIE LOCALI, LE INFORMAZIONI NECESSARIE PER L'ADOZIONE DI MISURE CAUTELATIVE PER GLI ADDETTI. LE UNITA' SANITARIE LOCALI COMUNICANO ALLE REGIONI E ALLE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO I DATI REGISTRATI, AI FINI DEL CENSIMENTO DI CUI ALL'ARTICOLO 10, COMMA 2, LETTERA l).
6. I RIFIUTI DI AMIANTO SONO CLASSIFICATI TRA I RIFIUTI SPECIALI, TOSSICI E NOCIVI, AI SENSI DELL'ARTICOLO 2 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 SETTEMBRE 1982, N. 915, IN BASE ALLE CARATTERISTICHE FISICHE CHE NE DETERMINANO LA PERICOLOSITA', COME LA FRIABILITA' E LA DENSITA'.

CAPO IV
MISURE DI SOSTEGNO PER I LAVORATORI
ART. 13.
Trattamento straordinario di integrazione salariale e pensionamento anticipato
1. AI LAVORATORI OCCUPATI IN IMPRESE CHE UTILIZZANO OVVERO ESTRAGGONO AMIANTO, IMPEGNATE IN PROCESSI DI RISTRUTTURAZIONE E RICONVERSIONE PRODUTTIVA, E' CONCESSO IL TRATTAMENTO STRAORDINARIO DI INTEGRAZIONE SALARIALE SECONDO LA NORMATIVA VIGENTE.
2. CON EFFETTO FINO A SETTECENTOTRENTA GIORNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE I LAVORATORI OCCUPATI NELLE IMPRESE DI CUI AL COMMA 1, ANCHE SE IN CORSO DI DISMISSIONE O SOTTOPOSTE A PROCEDURE FALLIMENTARI, E CHE POSSANO FAR VALERE NELL'ASSICURAZIONE GENERALE OBBLIGATORIA PER L' INVALIDITA', LA VECCHIAIA ED I SUPERSTITI ALMENO TRENTA ANNI DI ANZIANITA'ASSICURATIVA E CONTRIBUTIVA AGLI EFFETTI DELLE DISPOSIZIONI PREVISTE DALL'ARTICOLO 22, PRIMO COMMA, LETTERE a) E b), DELLA LEGGE 30 APRILE 1969, N. 153, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI, HANNO LA FACOLTA' DI RICHIEDERE LA CONCESSIONE DI UN TRATTAMENTO DI PENSIONE SECONDO LA DISCIPLINA DI CUI AL MEDESIMO ARTICOLO 22 DELLA LEGGE 30 APRILE 1969, N. 153, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI, CON UNA MAGGIORAZIONE DELL'ANZIANI TA' ASSICURATIVA E CONTRIBUTIVA PARI AL PERIODO NECESSARIO PER LA MANUTENZIONE DEL REQUISITO DEI TRENTACINQUE ANNI PRESCRITTO DALLE DISPOSIZIONI SOPRARICHIAMA TE, IN OGNI CASO NON SUPERIORE AL PERIODO COMPRESO TRA LA DATA DI RISOLUZIONE DEL RAPPORTO E QUELLA DEL COMPIMENTO DI SESSANTA ANNI, SE UOMINI, O CINQUANTACINQUE ANNI SE DONNE.
3. IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA (CIPE), SU PROPOSTA DEL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE,SENTITO IL MINISTRO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO, INDIVIDUA I CRITERI PER LA SELEZIONE DELLE IMPRESE DI CUI AL COMMA 1 E DETERMINA, ENTRO IL LIMITE DI SEICENTO UNITA', IL NUMERO MASSIMO DI PENSIONAMENTI ANTICIPATI.
4. LE IMPRESE, SINGOLARMENTE O PER GRUPPO DI APPARTENENZA,RIENTRANTI NEI CRITERI DI CUI AL COMMA 3, CHE INTENDANO AVVALERSI DELLE DISPOSIZIONI DEL PRESENTE ARTICOLO, PRESENTANO PROGRAMMI DI RISTRUTTURAZIONE E RIORGANIZZAZIONE E DICHIARANO L'ESISTENZA E L'ENTITA' DELLE ECCEDENZE STRUTTURALI DI MANODOPERA, RICHIEDENDONE L'ACCERTAMENTO DA PARTE DEL CIPE UNITAMENTE ALLA SUSSISTENZA DEI REQUISITI DI CUI AL COMMA 2.
5. LA FACOLTA' DI PENSIONAMENTO ANTICIPATO PUO' ESSERE ESERCITATA DA UN NUMERO DI LAVORATORI NON SUPERIORE A QUELLO DELLE ECCEDENZE ACCERTATE DAL CIPE.I LAVORATORI INTERESSATI SONO TENUTI A PRESENTARE ALL'IMPRESA DI APPARTENENZA DOMANDA IRREVOCABILE PER L'ESERCIZIO DELLA FACOLTA' DI CUI AL COMMA 2 DEL  PRESENTE ARTICOLO, ENTRO TRENTA GIORNI DALLA COMUNICAZIONE ALL'IMPRESA STESSA O AL GRUPPO DI IMPRESE DEGLI ACCERTAMENTI DEL CIPE, OVVERO ENTRO TRENTA GIORNI DALLA MATURAZIONE DEI TRENTA ANNI DI ANZIANITA' DI CUI AL MEDESIMO COMMA 2, SE POSTERIORE. L'IMPRESA ENTRO DIECI GIORNI DALLA SCADENZA DEL TERMINE TRASMETTE ALL'ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE (INPS) LE DOMANDE DEI LAVORATORI, IN DEROGA ALL'ARTICOLO 22, PRIMO COMMA, LETTERA c), DELLA LEGGE 30 APRILE 1969,N.153 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI. NEL CASO IN CUI IL NUMERO DEI LAVORATORI CHE ESERCITANO LA FACOLTA' DI PENSIONAMENTO ANTICIPATO SIA SUPERIORE A QUELLO DELLE ECCEDENZE ACCERTATE, L'IMPRESA OPERA UNA SELEZIONE IN BASE ALLE ESIGENZE DI RISTRUTTURAZIONE E RIORGANIZZAZIONE. IL RAPPORTO DI LAVORO DEI DIPENDENTI LE CUI DOMANDE SONO TRASMESSE ALL'INPS SI ESTINGUE NELL'ULTIMO GIORNO DEL MESE IN CUI L'IMPRESA EFFETTUA LA TRASMISSIONE.
6. PER I LAVORATORI DELLE MINIERE O DELLE CAVE DI AMIANTO IL NUMERO DI SETTIMANE COPERTO DA CONTRIBUZIONE OBBLIGATORIA RELATIVA AI PERIODI DI PRESTAZIONE LAVORATIVA AI FINI DEL CONSEGUIMENTO DELLE PRESTAZIONI PENSIONISTICHE E' MOLTIPLICATO PER IL COEFFICIENTE DI 1,5.
7. AI FINI DEL CONSEGUIMENTO DELLE PRESTAZIONI PENSIONISTICHE PER I DIPENDENTI DELLE IMPRESE DI CUI AL COMMA 1, ANCHE SE IN CORSO DI DISMISSIONE O SOTTOPOSTE A PROCEDURE FALLIMENTARI O FALLITE, CHE ABBIANO CONTRATTO MALATTIE PROFESSIONALI A CAUSA DELL'ESPOSIZIONE ALL'AMIANTO DOCUMENTATE DALL'ISTITUTO NAZIONALE PER L'ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO (INAIL),IL NUMERO DI SETTIMANE COPERTO DA CONTRIBUZIONE OBBLIGATORIA RELATIVA A PERIODI DI PRESTAZIONE LAVORATIVA PER IL PERIODO DI PROVATA ESPOSIZIONE ALL'AMIANTO E' MOLTIPLICATO PER IL COEFFICIENTE DI 1,5.
8. AI FINI DEL CONSEGUIMENTO DELLE PRESTAZIONI PENSIONISTICHE I PERIODI DI LAVORO SOGGETTI ALL'ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA CONTRO LE MALATTIE PROFESSIONALI DERIVANTI DALL'ESPOSIZIONE DELL'AMIANTO GESTITA DALL'INAIL QUANDO SUPERANO I 10 ANNI SONO MOLTIPLICATI PER IL COEFFICIENTE DI 1,5.
9. AI DIPENDENTI DELLE MINIERE O DELLE CAVE DI AMIANTO O DELLE IMPRESE DI CUI AL COMMA 1, ANCHE SE IN CORSO DI DISMISSIONE O SOTTOPOSTE A PROCEDURE FALLIMENTARI O FALLITE, CHE POSSANO FAR VALERE I MEDESIMI REQUISITI DI ETA' E ANZIANITA' CONTRIBUTIVA PREVISTI DAL COMMA 2 PRESSO L'ISTITUTO NAZIONALE DI PREVIDENZA PER I DIRIGENTI DI AZIENDE INDUSTRIALI (INPDAI), E' DOVUTO, DALL'ISTITUTO MEDESIMO, A DOMANDA E A DECORRERE DAL PRIMO GIORNO DEL MESE SUCCESSIVO A QUELLO DELLA RISOLUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO, L'ASSEGNO DI CUI ALL'ARTICOLO 17 DELLA LEGGE 23 APRILE 1981, N. 155. L'ANZIANITA' CONTRIBUTIVA DEI DIRIGENTI AI QUALI E' CORRISPOSTO IL PREDETTO ASSEGNO E' AUMENTATA DI UN PERIODO PARI A QUELLO COMPRESO TRA LA DATA DI RISOLUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO E QUELLA DEL COMPIMENTO DI SESSANTA ANNI, SE UOMINI, E CINQUANTACINQUE ANNI SE DONNE.
10. LA GESTIONE DI CUI ALL'ARTICOLO 37 DELLA LEGGE 9 MARZO 1989, N. 88, CORRISPONDE AL FONDO PENSIONI LAVORATORI DIPENDENTI PER CIASCUN MESE DI ANTICIPAZIONE DELLA PENSIONE UNA SOMMA PARI ALL'IMPORTO RISULTANTE DALL'APPLICAZIONE DELL'ALIQUOTA CONTRIBUTIVA IN VIGORE PER IL FONDO MEDESIMO SULL'ULTIMA RETRIBUZIONE ANNUA PERCEPITA DA CIASCUN LAVORATORE INTERESSATO,RAGGUAGLIATA A MESE,NON CHE' UNA SOMMA PARI ALL'IMPORTO MENSILE DELLA PENSIONE ANTICIPATA, IVI COMPRESA LA TREDICESIMA MENSILITA'. L'IMPRESA, ENTRO TRENTA GIORNI DALLA RICHIESTA DA PARTE DELL'INPS, E' TENUTA A CORRISPONDERE A FAVORE DELLA GESTIONE DI CUI ALL'ARTICOLO 37 DELLA LEGGE 9 MARZO 1989, N. 88, PER CIASCUN DIPENDENTE CHE ABBIA USUFRUITO DEL PENSIONAMENTO ANTICIPATO, UN CONTRIBUTO PARI AL TRENTA PER CENTO DEGLI ONERI COMPLESSIVI DI CUI AL PRESENTE COMMA, CON FACOLTA' DI OPTARE PER IL PAGAMENTO DEL CONTRIBUTO STESSO, CON ADDEBITO DI INTERESSI NELLA MISURA DEL DIECI PER CENTO IN RAGIONE D'ANNO, IN UN NUMERO DI RATE MENSILI, DI PARI IMPORTO, NON SUPERIORE A QUELLO DEI MESI DI ANTICIPAZIONE DELLA PENSIONE.
11. NEI TERRITORI DI CUI ALL'ARTICOLO 1 DEL TESTO UNICO DELLE LEGGI SUGLI INTERVENTI NEL MEZZOGIORNO, APPROVATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 MARZO 1978, N. 218, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI, NONCHE' DELLE ZONE INDUSTRIALI IN DECLINO, INDIVIDUATE DALLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE DEL 21 MARZO 1989, IL CONTRIBUTO DI CUI AL COMMA 10 DEL PRESENTE ARTICOLO E' RIDOTTO AL VENTI PER CENTO. LA MEDESIMA PERCENTUALE RIDOTTA SI APPLICA ALTRESI' NEI CONFRONTI DELLE IMPRESE ASSOGGETTATE ALLE PROCEDURE CONCORSUALI DI CUI ALLE DISPOSIZIONI APPROVATE CON REGIO DECRETO 16 MARZO 1942, N. 267, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI, E AL DECRETO-LEGGE 30 GENNAIO 1979, N. 26, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE 3 APRILE 1979, N. 95, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI E INTEGRAZIONI, E AL RELATIVO PAGAMENTO SI APPLICA L'ARTICOLO 111, PRIMO COMMA, N.1 DELLE DISPOSIZIONI APPROVATE CON IL CITATO REGIO DECRETO 16 MARZO 1942, N. 267.
12. ALL'ONERE DERIVANTE DALL'ATTUAZIONE DEL PRESENTE ARTICOLO, PARI A LIRE 6 MILIARDI PER IL 1992, LIRE 60 MILIARDI PER IL 1993 E LIRE 44 MILIARDI PER IL 1994, SI PROVVEDE MEDIANTE CORRISPONDENTE RIDUZIONE DEGLI STANZIAMENTI ISCRITTI AI FINI DEL BILANCIO TRIENNALE 1992-1994, AL CAPITOLO 6856 DELLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DEL TESORO PER L'ANNO 1992, ALL'UOPO PARZIALMENTE UTILIZZANDO, PER IL 1992, L'ACCANTONAMENTO " FINANZIAMENTO DI UN PIANO DI PENSIONAMENTI ANTICIPATI" E, PER IL 1993 E IL 1994, L'ACCANTONAMENTO " INTERVENTI IN AREE DI CRISI OCCUPAZIONALE".
13. IL MINISTERO DEL TESORO E' AUTORIZZATO AD APPORTARE, CON PROPRI DECRETI, LE CONSEGUENTI VARIAZIONI DI BILANCIO.

CAPO V
SOSTEGNO ALLE IMPRESE
ART. 14.
Agevolazioni per l'innovazione e la riconversione produttiva
1. LE IMPRESE, SINGOLE O ASSOCIATE, CHE UTILIZZANO AMIANTO E QUELLE CHE PRODUCONO MATERIALI SOSTITUTIVI DELL'AMIANTO, POSSONO ACCEDERE AL FONDO SPECIALE ROTATIVO PER L'INNOVAZIONE TECNOLOGICA DI CUI ALL'ARTICOLO 14 DELLA LEGGE 17 FEBBRAIO 1982, N. 46, PER L'ATTUAZIONE DI PROGRAMMI DI INNOVAZIONE TECNOLOGICA FINALIZZATA ALLA RICONVERSIONE DELLE PRODUZIONI A BASE DI AMIANTO O ALLO SVILUPPO E ALLA PRODUZIONE DI MATERIALI INNOVATIVI SOSTITUTIVI DELL'AMIANTO.
2. LE IMPRESE, SINGOLE O ASSOCIATE, CHE INTRAPRENDONO ATTIVITA' DI INNOVAZIONE TECNOLOGICA, CONCERNENTI LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI DI AMIANTO, LA TRASFORMAZIONE DEI RESIDUI DI LAVORAZIONE E LA BONIFICA DELLE AREE INTERESSATE, SONO AMMESSE, AI SENSI DEL COMMA 1, AL FINANZIAMENTO DEI RELATIVI PROGRAMMI.
3. PRESSO IL MINISTERO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO E' ISTITUITO IL " FONDO SPECIALE PER LA RICONVERSIONE DELLE PRODUZIONI DI AMIANTO"
4. IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER IL COORDINAMENTO DELLA POLITICA INDUSTRIALE (CIPI), ENTRO TRENTA GIORNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, STABILISCE LE CONDIZIONI DI AMMISSIBILITA' E LE PRIORITA' DI ACCESSO AI CONTRIBUTI DEL FONDO DI CUI AL COMMA E DETERMINA I CRITERI PER L'ISTRUTTORIA DELLE DOMANDE DI FINANZIAMENTO.
5. LE DISPONIBILITA' DEL FONDO DI CUI AL COMMA 3 SONO DESTINATE ALLA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE ALLE IMPRESE CHE UTILIZZANO AMIANTO, PER PROGRAMMI DI RICONVERSIONE PRODUTTIVA CHE PREVEDANO LA DISMISSIONE DELL'AMIANTO E IL REIMPIEGO DELLA MANODOPERA, OVVERO PER LA CESSAZIONE DELL'ATTIVITA' SULLA BASE DI PROGRAMMI CONCORDATI CON LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DEI LAVORATORI MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVE.
6. IL MINISTRO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL' ARTIGIANATO STABILISCE CON PROPRIO DECRETO, DA EMANARE ENTRO SESSANTA GIORNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, LE MODALITA' E I TERMINI PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI FINANZIAMENTO E PER LA EROGAZIONE DEI CONTRIBUTI.
7. IL CONTRIBUTO IN CONTO CAPITALE DI CUI AL COMMA 5 PUO' ESSERE ELEVATO FINO AL DIECI PER CENTO DEL CONTRIBUTO EROGABILE A FAVORE DELLE IMPRESE DI CUI AL MEDESIMO COMMA 5 CHE NON FACCIANO RICORSO ALLA CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI.
8. E' AUTORIZZATO A CARICO DEL BILANCIO DELLO STATO IL CONFERIMENTO AL FONDO DI CUI AL COMMA 3 DELLA SOMMA DI LIRE 50 MILIARDI IN RAGIONE DI LIRE 15 MILIARDI PER IL 1992 E DI LIRE 35 MILIARDI PER IL 1993.
9. ALL'ONERE DERIVANTE DALL'ATTUAZIONE DEL COMMA 8, PARI A LIRE 15 MILIARDI PER IL 1992 E A LIRE 35 MILIARDI PER IL 1993, SI PROVVEDE MEDIANTE CORRISPONDENTE RIDUZIONE DELLO STANZIAMENTO ISCRITTO, AI FINI DEL BILANCIO TRIENNALE 1992 - 1994, AL CAPITOLO 9001 DELLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DEL TESORO PER L'ANNO 1992, ALL'UOPO PARZIALMENTE UTILIZZANDO L'ACCANTONAMENTO " NORME PER LA RICONVERSIONE DELLE PRODUZIONI A BASE DI AMIANTO (DI CUI LIRE 6,3 MILIARDI QUALE LIMITE DI IMPEGNO DAL 1993)".
10. IL CIPI, SU PROPOSTA DEL MINISTRO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO, PUO' RICONOSCERE CARATTERE DI PRIORITA' AI PROGRAMMI DI CUI AI COMMI 1 E 2.

CAPO VI
SANZIONI
ART. 15.
Sanzioni
1. LA MANCATA ADOZIONE DELLE MISURE IDONEE A GARANTIRE IL RISPETTO DEI VALORI LIMITE DI CUI ALL'ARTICOLO 3, NONCHE' L'INOSSERVANZA DEL DIVIETO DI CUI AL COMMA 2 DELL'ARTICOLO 1, SONO PUNITE CON L'AMMENDA DA LIRE 10 MILIONI A LIRE 50 MILIONI.
2. PER L'INOSSERVANZA DEGLI OBBLIGHI CONCERNENTI L'ADOZIONE DELLE MISURE DI SICUREZZA PREVISTE DAI DECRETI EMANATI AI SENSI DELL'ARTICOLO 6, COMMI 3 E 4,SI APPLICA LA SANZIONE AMMINISTRATIVA DA LIRE 7 MILIONI A LIRE 35 MILIONI.
3. A CHIUNQUE OPERI NELLE ATTIVITA' DI SMALTIMENTO, RIMOZIONE E BONIFICA SENZA IL RISPETTO DELLE CONDIZIONI DI CUI ALL'ARTICOLO 12, COMMA 4, SI APPLICA LA SANZIONE AMMINISTRATIVA DA LIRE 5 MILIONI A LIRE 30 MILIONI.
4. PER L'INOSSERVANZA DEGLI OBBLIGHI DI INFORMAZIONE DERIVANTI DALL'ARTICOLO 9, COMMA 1, E DALL'ARTICOLO 12, COMMA 5, SI APPLICA LA SANZIONE AMMINISTRATIVA DA LIRE 5 MILIONI A LIRE 10 MILIONI.
5. ALLA TERZA IRROGAZIONE DI SANZIONI PREVISTE DAL PRESENTE ARTICOLO, IL MINISTRO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO DISPONE LA CESSAZIONE DELLE ATTIVITA' DELLE IMPRESE INTERESSATE.

CAPO VII
DISPOSIZIONI FINANZIARIE
ART. 16.
Disposizioni finanziarie
1. ALL'ONERE DERIVANTE DALL'ATTUAZIONE DELL'ARTICOLO 4, PARI A LIRE 2 MILIARDI PER CIASCUNO DEGLI ANNI 1992. 1993 E 1994, SI PROVVEDE MEDIANTE CORRISPONDENTE RIDUZIONE DELLO STANZIAMENTO ISCRITTO, AI FINI DEL BILANCIO TRIENNALE 1992 - 1994, AL CAPITOLO 6856 DELLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DEL TESORO PER L'ANNO 1992, ALL'UOPO PARZIALMENTE UTILIZZANDO L'ACCANTONAMENTO " NORME PER LA PROTEZIONE DALLA ESPOSIZIONE ALL'AMIANTO ".
2. PER LA REALIZZAZIONE DEI PIANI DI CUI ALL'ARTICOLO 10 SONO CONCESSI CONTRIBUTI A CARICO DEL BILANCIO DELLO STATO PARI A LIRE 8 MILIARDI PER CIASCUNO DEGLI ANNI 1992, 1993 E 1994 A FAVORE DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO SECONDO MODALITA' DEFINITE CON DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, EMANATO SU PROPOSTA DEL MINISTRO DELL'INDUSTRIA,DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E CON IL MINISTRO DELLA SANITA', ENTRO NOVANTA GIORNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE.
3. ALL'ONERE DERIVANTE DEL COMMA 2, PARI A LIRE 8 MILIARDI PER CIASCUNO DEGLI ANNI 1992, 1993 E 1994, SI PROVVEDE MEDIANTE CORRISPONDENTE RIDUZIONE DELLO STANZIAMENTO ISCRITTO, AI FINI DEL BILANCIO TRIENNALE 1992 - 1994, AL CAPITOLO 6856 DELLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DEL TESORO PER L'ANNO 1992, ALL'UOPO PARZIALMENTE UTILIZZANDO L'ACCANTONAMENTO " NORME PER LA PROTEZIONE DALLA ESPOSIZIONE ALL'AMIANTO ".
4. LA CASSA DEPOSITI E PRESTITI E' AUTORIZZATA A CONCEDERE NELL'ANNO 1992,ENTRO IL LIMITE MASSIMO DI MUTUI CONCEDIBILI DALLA CASSA MEDESIMA AI SENSI DELLA LEGISLAZIONE VIGENTE, AGLI ENTI LOCALI CHE RIENTRANO NEI PIANI DI CUI ALL'ARTICOLO 10, AI FINI DELLA BONIFICA DELLE STRUTTURE DI COMPETENZA, PREVIA CERTIFICAZIONE DELL'INESISTENZA DI CESPITI DELEGABILI, ENTRO IL LIMITE COMPLESSIVO DI LIRE 40 MILIARDI, MUTUI DECENNALI CON AMMORTAMENTO A CARICO DELLO STATO. A TAL FINE E' AUTORIZZATA LA SPESA DI LIRE 6,3 MILIARDI ANNUI A DECORRERE DALL'ANNO 1993
5. ALL'ONERE DERIVANTE DALL'ATTUAZIONE DEL COMMA 4, PARI A LIRE 6,3 MILIARDI A DECORRERE DALL'ANNO 1993, SI PROVVEDE NEGLI ANNI 1993 E 1994 MEDIANTE CORRISPONDENTE RIDUZIONE DELLE PROIEZIONI PER I MEDESIMI ANNI DELLO STANZIAMENTO ISCRITTO, AI FINI DEL BILANCIO TRIENNALE 1992 - 1994, AL CAPITOLO 9001 DELLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DEL TESORO PER L'ANNO 1992, ALL'UOPO PARZIALMENTE UTILIZZANDO L'ACCANTONAMENTO " NORME PER LA RICONVERSIONE DELLE PRODUZIONI A BASE DI AMIANTO (DI CUI LIRE 6,3 MILIARDI QUALE LIMITE DI IMPEGNO DAL 1993
6. IL MINISTRO DEL TESORO E' AUTORIZZATO AD APPORTARE, CON PROPRI DECRETI,LE OCCORRENTI VARIAZIONI DI BILANCIO. LA PRESENTE LEGGE, MUNITA DEL SIGILLO DELLO STATO, SARA' INSERITA NELLA RACCOLTA UFFICIALE DEGLI ATTI NORMATIVI DELLA REPUBBLICA ITALIANA. E' FATTO OBBLIGO A CHIUNQUE SPETTI DI OSSERVARLA E DI FARLA OSSERVARE COME LEGGE DELLO STATO.
TABELLA
(prevista dall'articolo 1, comma 2).
a) LASTRE DI AMIANTO PIANE O ONDULATE, DI GRANDE FORMATO (DUE ANNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE);
b) TUBI, CANALIZZAZIONI E CONTENITORI PER IL TRASPORTO E LO STOCCAGGIO DI FLUIDI, AD USO CIVILE E INDUSTRIALE (DUE ANNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE);
c) GUARNIZIONI DI ATTRITO PER VEICOLI A MOTORE, MACCHINE E IMPIANTI INDUSTRIALI (UN ANNO DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE);
d) GUARNIZIONI DI ATTRITO DI RICAMBIO PER VEICOLI A MOTORE, VEICOLI FERROVIARI, MACCHINE E IMPIANTI INDUSTRIALI CON PARTICOLARI CARATTERISTICHE TECNICHE (DUE ANNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE);
e) GUARNIZIONI DELLE TESTATE PER MOTORI DI VECCHIO TIPO (DUE ANNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE);
f) GIUNTI PIATTI STATICI E GUARNIZIONI DINAMICHE PER ELEMENTI SOTTOPOSTI A FORTI SOLLECITAZIONI (DUE ANNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE);
g) FILTRI E MEZZI AUSILIARI DI FILTRAGGIO PER LA PRODUZIONE DI BEVANDE (UN ANNO DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE);
h) FILTRI ULTRAFINI PER LA STERILIZZAZIONE E PER LA PRODUZIONE DI BEVANDE E MEDICINALI (DUE ANNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE);
i) DIAFRAMMI PER PROCESSI DI ELETTROLISI (DUE ANNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE).

ART. 2.
Definizioni
1. AI FINI DELLA PRESENTE LEGGE SI INTENDONO PER:
a) AMIANTO: I SILICATI FIBROSI DI CUI ALL'ARTICOLO 23 DEL DECRETO LEGISLATIVO 15 AGOSTO 1991, N. 277;
b) UTILIZZAZIONE DELL'AMIANTO: LA LAVORAZIONE E LA PRODUZIONE DI PRODOTTI DI AMIANTO O DI PRODOTTI CONTENENTI AMIANTO LIBERO O LEGATO IN MATRICE FRIABILE O IN MATRICE CEMENTIZIA O RESINOIDE, O DI PRODOTTI CHE COMUNQUE POSSANO IMMETTERE NELL'AMBIENTE FIBRE DI AMIANTO;
c) RIFIUTI DI AMIANTO: I MATERIALI DI SCARTO DELLE ATTIVITA' ESTRATTIVE DI AMIANTO, I DETRITI E LE SCORIE DELLE LAVORAZIONI CHE UTILIZZANO AMIANTO, ANCHE PROVENIENTI DALLE OPERAZIONI DI DECOIBENTAZIONE NONCHE' QUALSIASI SOSTANZA O QUALSIASI OGGETTO CONTENETE AMIANTO CHE ABBIA PERSO LA SUA DESTINAZIONE D'USO E CHE POSSA DISPERDERE FIBRE DI AMIANTO NELL'AMBIENTE IN CONCENTRAZIONI SUPERIORI A QUELLE AMMESSE DALL'ARTICOLO 3.

ART. 3.
Valori limite
1. LA CONCENTRAZIONE DI FIBRE DI AMIANTO RESPIRABILI NEI LUOGHI DI LAVORO OVE SI UTILIZZA O SI TRASFORMA O SI SMALTISCE AMIANTO, NEI LUOGHI OVE SI EFFETTUANO BONIFICHE, NEGLI AMBIENTI DELLE UNITA' PRODUTTIVE OVE SI UTILIZZA AMIANTO E DELLE IMPRESE O DEGLI ENTI AUTORIZZATI ALLE ATTIVITA' DI TRASFORMAZIONE O DI SMALTIMENTO DELL'AMIANTO O DI BONIFICA DELLE AREE INTERESSATE, NON PUO' SUPERARE I VALORI LIMITE FISSATI DALL'ARTICOLO 31 DEL DECRETO LEGISLATIVO 15 AGOSTO 1991, N. 277, COME MODIFICATO DALLA PRESENTE LEGGE.
2. I LIMITI, LE PROCEDURE E I METODI DI ANALISI PER LA MISURAZIONE DEI VALORI DELL'INQUINAMENTO DA AMIANTO, COMPRESI GLI EFFLUENTI LIQUIDI E GASSOSI CONTENENTI AMIANTO, SI INTENDONO DEFINITI SECONDO LA DIRETTIVA 87/217/CEE DEL CONSIGLIO DEL 19 MARZO 1987. IL TERMINE PER L'EMANAZIONE DEL DECRETO LEGISLATIVO PER L'ATTUAZIONE DELLA PREDETTA DIRETTIVA, DI CUI AGLI ARTICOLI 1 E 67 DELLA LEGGE 29 DICEMBRE 1990, N. 428, E' DIFFERITO AL 30 GIUGNO 1992.
3. EVENTUALI AGGIORNAMENTI O MODIFICHE DEI LIMITI DI CUI AI COMMI 1 E 2 DEL PRESENTE ARTICOLO SONO DISPOSTI, ANCHE SU PROPOSTA DELLA COMMISSIONE DI CUI ALL'ARTICOLO 4, CON DECRETO DEL MINISTRO DELLA SANITA', DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E CON IL MINISTRO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO.
4. LA LETTERA a) DEL COMMA 1 DELL'ARTICOLO 31 DEL DECRETO LEGISLATIVO 15 AGOSTO 1991, N. 277, E' SOSTITUITA DALLA SEGUENTE:
"a) 0,6 FIBRE PER CENTIMETRO CUBO PER IL CRISOTILO".
5. IL COMMA 2 DELL'ARTICOLO 2 DELL'ARTICOLO 31 DEL DECRETO LEGISLATIVO 15 AGOSTO 1991, N. 277, E' ABROGATO.

CAPO II
ISTITUZIONE DELLA COMMISSIONE DI VALUTAZIONE E NORME DI ATTUAZIONE
ART. 4.
Istituzione della commissione per la valutazione dei problemi ambientali e dei rischi sanitari connessi all'impiego dell'amianto
1. CON DECRETO DEL MINISTRO DELLA SANITA', DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO, CON IL MINISTRO DELL'AMBIENTE, CON IL MINISTRO DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA E CON IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE E' ISTITUITA, PRESSO IL MINISTERO DELLA SANITA', ENTRO TRENTA GIORNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, LA COMMISSIONE PER LA VALUTAZIONE DEI PROBLEMI AMBIENTALI E DEI RISCHI SANITARI CONNESSI ALL'IMPIEGO DELL'AMIANTO, DI SEGUITO DENOMINATA COMMISSIONE, COMPOSTA DA:
a) DUE ESPERTI DI TECNOLOGIA INDUSTRIALE, DESIGNATI DAL MINISTRO DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA;
b) DUE ESPERTI DI MATERIALI E DI PRODOTTI INDUSTRIALI, DESIGNATI DAL MINISTRO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO;
c) DUE ESPERTI DI PROBLEMI DELL'IGIENE AMBIENTALE E DELLA PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO, DESIGNATI DAL MINISTRO DELLA SANITA';
d) DUE ESPERTI DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE E DI SICUREZZA DELLE PROZUZIONI INDUSTRIALI, DESIGNATI DAL MINISTRO DELL'AMBIENTE;
e) UN ESPERTO DI PROBLEMI DELLA PREVIDENZA SOCIALE, DESIGNATO DAL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE;
f) UN ESPERTO DELL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA';
g) UN ESPERTO DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE (CNR);
h) UN ESPERTO DELL'ENTE PER LE NUOVE TECNOLOGIE, L'ENERGIA E L' AMBIENTE (ENEA);
i) UN ESPERTO DELL'ISTITUTO SUPERIORE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA DEL LAVORO (ISPESL);
l) TRE RAPPRESENTANTI DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DEI LAVORATORI MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVE A LIVELLO NAZIONALE;
m) DUE RAPPRESENTANTI DELLE ORGANIZZAZIONI DELLE IMPRESE INDUSTRIALI E ARTIGIANALI DEL SETTORE;
n) UN RAPPRESENTANTE DELLE ASSOCIAZIONI DI PROTEZIONE AMBIENTALE DI CUI ALL'ARTICOLO 13 DELLA LEGGE 8 LUGLIO 1986, N. 349.
2. LA COMMISSIONE DI CUI AL COMMA 1 E' PRESIEDUTA DAL MINISTRO DELLA SANITA' O DA UN SOTTOSEGRETARIO DI STATO DA QUESTI DELEGATO.

ART. 5.
Compiti della commissione
1. LA COMMISSIONE DI CUI ALL'ARTICOLO 4 PROVVEDE:
a) AD ACQUISIRE I DATI DEI CENSIMENTI DI CUI ALL'ARTICOLO 10;
b) A PREDISPORRE, ENTRO CENTOTTANTA GIORNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, AVVALENDOSI DELL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA' E DELLO ISPESL, UN PIANO DI INDIRIZZO E DI COORDINAMENTO PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE DEL PERSONALE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE ADDETTO AL CONTROLLO DELL'AT TIVITA' DI BONIFICA;
c) A PREDISPORRE DISCIPLINARI TECNICI SULLE MODALITA' PER IL TRASPORTO E IL DEPOSITO DEI RIFIUTI DI AMIANTO NONCHE' SUL TRATTAMENTO, L'IMBALLAGGIO E LA RICOPERTURA DEI RIFIUTI MEDESIMI NELLE DISCARICHE AUTORIZZATE AI SENSI DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 SETTEMBRE 1982, N. 915, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI E INTEGRAZIONI;
d) AD INDIVIDUARE I REQUISITI PER LA OMOLOGAZIONE DEI MATERIALI SOSTITUTIVI DELL'AMIANTO E DEI PRODOTTI CHE CONTENGONO TALI MATERIALI, IN RELAZIONE ALLE NECESSITA' D'USO ED AI RISCHI SANITARI ED AMBIENTALI, AVVALENDOSI ANCHE DEI LABORATORI DELLE UNIVERSITA' O DEL CNR O DI ENTI OPERANTI NEL SETTORE DEL CONTROLLO DELLA QUALITA' E DELLA SICUREZZA DEI PRODOTTI;
e) A DEFINIRE I REQUISITI TECNICI RELATIVI AI MARCHI E ALLA DENOMINAZIONE DI QUALITA' DEI PRODOTTI COSTITUITI DA MATERIALI SOSTITUTIVI DELL'AMIANTO;
f) A PREDISPORRE, ENTRO CENTOTTANTA GIORNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, NORMATIVE E METODOLOGIE TECNICHE PER GLI INTERVENTI DI BONIFICA, IVI COMPRESI QUELLI PER RENDERE INNOCUO L'AMIANTO.
2. PER L'ESPLETAMENTO DELLE ATTIVITA' DI CUI AL COMMA 1, LA COMMISSIONE PUO' AVVALERSI DELLA COLLABORAZIONE DI ISTITUTI ED ENTI DI RICERCA.
3. LA COMMISSIONE PREDISPONE RAPPORTI ANNUALI SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEI COMPITI AD ESSA ATTRIBUITI DALLA PRESENTE LEGGE CHE TRASMETTE AL MINISTRO DELLA INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO, AL MINISTRO DELLA SANITA', AL MINISTRO DELL'AMBIENTE, AL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE E AL MINISTRO DELL'UNIVERISTA' E DELLA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA.

ART. 6.
Norme di attuazione
1. IL MINISTRO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA SANITA', PUO' INTEGRARE CON PROPRIO DECRETO, SU PROPOSTA DELLA COMMISSIONE DI CUI ALL'ARTICOLO 4, LA LISTA DELLE SOSTANZE DI CUI ALL'ARTICOLO 23 DEL DECRETO LEGISLATIVO 15 AGOSTO 1991, N. 277.
2. ENTRO TRECENTOSESSANTACINQUE GIORNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, IL MINISTRO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO,DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E CON IL MINISTRO DELLA SANITA', STABILISCE CON PROPRIO DECRETO, SULLA BASE DI QUANTO INDICATO DALLA COMMISSIONE DI CUI ALL'ARTICOLO 4 AI SENSI DELL'ARTICOLO 5, COMMA 1, LETTERA d), I REQUISITI PER L'OMOLOGAZIONE DEI MATERIALI SOSTITUTIVI DELL'AMIANTO E DEI PRODOTTI CHE CONTENGONO TALI MATERIALI E INDIVIDUA PRODOTTI PER I QUALI SIA PREVISTA LA SOSTITUZIONE DEI COMPONENTI DI AMIANTO.
3. IL MINISTRO DELLA ANITA', DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO, ADOTTA CON PROPRIO DECRETO, DA EMANARE ENTRO TRECENTOSESSANTACINQUE GIORNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE LE NORMATIVE E LE METODOLOGIE TECNICHE DI CUI ALL'ARTICOLO 5, COMMA 1, LETTERA f).
4. IL MINISTRO DELL'AMBIENTE, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA SANITA',ADOTTA CON PROPRIO DECRETO, DA EMANARE ENTRO TRECENTOSESSANTACINQUE GIORNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, I DISCIPLINARI TECNICI DI CUI ALL'ARTICOLO 5, COMMA 1, LETTERA c).
5. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI EMANA CON PROPRIO DECRETO, ENTRO NOVANTA GIORNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, GLI ATTI DI INDIRIZZO E DI COORDINAMENTO DELLE ATTIVITA' DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO DI CUI ALL'ARTICOLO 2, COMMA 3, LETTERA d), DELLA LEGGE 23 AGOSTO 1988, N. 400.
6. IL MINISTRO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO, SENTITI IL MINISTRO DELLA SANITA', IL MINISTRO DELL'AMBIENTE, IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE E IL MINISTRO DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA, PRESENTA ANNUALMENTE AL PARLAMENTO, ANCHE SULLA BASE DEI RAPPORTI ANNUALI DI CUI ALL'ARTICOLO 5, COMMA 3, UNA RELAZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DELLA PRESENTE LEGGE.
7. LE DISPOSIZIONI CONCERNENTI L'OMOLOGAZIONE DEI MATERIALI SOSTITUTIVI DELL'AMIANTO E DEI PRODOTTI CHE CONTENGONO TALI MATERIALI NON SI APPLICANO AGLI ELEMENTI COSTRUTTIVI E AI COMPONENTI PRIVI DI FIBRE DI AMIANTO CHE ALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE RISULTINO OMOLOGABILI SULLA BASE DELLA NORMATIVA DI SETTORE OVVERO DI INNOCUITA' ACCERTATA DALL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA'.

ART. 7.
Conferenza nazionale
1. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI,AVVALENDOSI DELLA COMMISSIONE DI CUI ALL'ARTICOLO4 E D'INTESA CON LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO DI CUI ALL'ARTICOLO 12 DELLA LEGGE 23 AGOSTO 1988, N. 400, PROMUOVE, ENTRO DUE ANNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, UNA CONFERENZA NAZIONALE SULLA SICUREZZA AMBIENTALE E SANITARIA DELLE TECNOLOGIE INDUSTRIALI, NONCHE' DEI MATERIALI E DEI PRODOTTI DI CUI ALLA PRESENTE LEGGE, CON LA PARTECIPAZIONE DI ESPERTI E DI RAPPRESENTANTI DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DEI LAVORATORI MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVE A LIVELLO NAZIONALE, DELLE IMPRESE, DELLE ASSOCIAZIONI DI PROTEZIONE AMBIENTALE DI CUI ALL'ARTICOLO 13 DELLA LEGGE 8 LUGLIO 1986, N. 349, DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI E DEGLI UTENTI RICONOSCIUTE PER LEGGE,DELLE UNIVERSITA' E DEI CENTRI ED ISTITUTI DI RICERCA.

CAPO III
TUTELA DELL'AMBIENTE E DELLA SALUTE
ART. 8.
Classificazione, imballaggio, etichettatura
1. LA CLASSIFICAZIONE, L'IMBALAGGIO E L'ETICHETTATURA DELL'AMIANTO E DEI PRODOTTI CHE CONTENGONO AMIANTO SONO DISCIPLINATI DALLA LEGGE 29 MAGGIO 1974,N. 256, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI E INTEGRAZIONI, E DAL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 MAGGIO 1988, N. 215.

ART. 9.
Controllo sulle dispersioni causate dai processi di lavorazione e sulle operazioni di smaltimento e bonifica
1. LE IMPRESE CHE UTILIZZANO AMIANTO, DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE, NEI PROCESSI PRODUTTIVI, O CHE SVOLGONO ATTIVITA'DI SMALTIMENTO O DI BONIFICA DELLO AMIANTO, INVIANO ANNUALMENTE ALLE REGIONI, ALLE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO E ALLE UNITA' SANITARIE LOCALI NEL CUI AMBITO DI COMPETENZA SONO SITUATI GLI STABILIMENTI O SI SVOLGONO LE ATTIVITA' DELL'IMPRESA, UNA RELAZIONE CHE INDICHI:
a) I TIPI E I QUANTITATIVI DI AMIANTO UTILIZZATI E DEI RIFIUTI DI AMIANTO CHE SONO OGGETTO DELL'ATTIVITA' DI SMALTIMENTO O DI BONIFICA;
b) LE ATTIVITA' SVOLTE, I PROCEDIMENTI APPLICATI, IL NUMERO E I DATI ANAGRAFICI DEGLI ADDETTI, IL CARATTERE E LA DURATA DELLE LORO ATTIVITA' E LE ESPOSIZIONI ALL'AMIANTO ALLE QUALI SONO STATI SOTTOPOSTI;
c) LE CARATTERISTICHE DEGLI EVENTUALI PRODOTTI CONTENENTI AMIANTO;
d) LE MISURE ADOTTATE O IN VIA DI ADOZIONE AI FINI DELLA TUTELA DELLA SALUTE DEI LAVORATORI E DELLA TUTELA DELL'AMBIENTE.
2. LE UNITA' SANITARIE LOCALI VIGILANO SUL RISPETTO DEI LIMITI DI CONCENTRAZIONE DI CUI ALL'ARTICOLO 3, COMMA 1, E PREDISPONGONO RELAZIONI ANNUALI SULLE CONDIZIONI DEI LAVORATORI ESPOSTI, CHE TRASMETTONO ALLE COMPETENTI REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO ED AL MINISTERO DELLA SANITA'.
3. NELLA PRIMA ATTUAZIONE DELLA PRESENTE LEGGE LA RELAZIONE DI CUI AL COMMA 1 DEVE RIFERIRSI ANCHE ALLE ATTIVITA' DELL'IMPRESA SVOLTE NELL'ULTIMO QUINQUENNIO ED ESSERE ARTICOLATA PER CIASCUN ANNO.

N O T E
AVVERTENZA:
IL TESTO DELLE NOTE QUI PUBBLICATO E' STATO REDATTO AI SENSI DELL'ART. 10, COMMI 2 E 3,DEL TESTO UNICO DELLE DISPOSIZIONI SULLA PROMULGAZIONE DELLE LEGGI, SULL'EMANAZIONE DEI DECRETI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E SULLE PUBBLICAZIONI UFFICIALI DELLA REPUBBLICA ITALIANA, APPROVATO CON D.P.R. 28 DICEMBRE 1985, N. 1092, AL SOLO FINE DI FACILITARE LA LETTURA DELLE DISPOSIZIONI DI LEGGE MODIFICATE O ALLE QUALI E' OPERATO IL RINVIO. RESTANO INVARIATI IL VALORE E L'EFFICACIA DEGLI ATTI LEGISLATIVI QUI TRASCRITTI.
Nota all'art. 2:
IL TESTO DELL'ART. 23 DEL D.Lgs. N. 277/1991 (ATTUAZIONE DELLE DIRETTIVE N. 80/1107/CEE, N. 82/605/CEE, N. 83/477/CEE, N. 86/188/CEE E N. 88/642/CEE, IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI LAVORATORI CONTRO I RISCHI DERIVANTI DA ESPOSIZIONE AD AGENTI CHIMICI, FISICI E BIOLOGICI DURANTE IL LAVORO, A NORMA DELL'ART. 7 DELLA LEGGE 30 LUGLIO 1990, N. 212) E' IL SEGUENTE:
"ART. 23 (Definizioni). - 1. AI SENSI DEL PRESENTE DECRETO IL TERMINE AMIANTO DESIGNA I SEGUENTI SILICATI FIBROSI:
ACTINOLITE (n. CAS 77536-66-4);
AMOSITE (n. CAS 12172-73-5);
ANTOFILLITE (n. CAS 77536-67-5);
CRISOTILO (n. CAS 12001-29-5);
CROCIDOLITE (n. CAS 12001-78-4);
TREMOLITE (n. CAS 77536-68-6)".
Nota all'art. 3:
IL TESTO DELL'ART. 31 DEL D.L.gs. N. 277/1991, COSI' COME MODIFICATO DAL PRESENTE ARTICOLO, E' IL SEGUENTE:
"ART. 31 (Superamento dei valori limite di esposizione). - 1. I VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE ALLA POLVERE DI AMIANTO NELL'ARIA, ESPRESSI COME MEDIA PONDERATA IN FUNZIONE DEL TEMPO SU UN PERIODO DI RIFERIMENTO DI OTTO ORE, SONO:
a) 0,6 FIBRE PER CENTIMETRO CUBO PER IL CRISOTILO;
b) 0,2 FIBRE PER CENTIMETRO CUBO PER TUTTE LE ALTRE VARIETA' DI AMIANTO, SIA ISOLATE SIA IN MISCELA, IVI COMPRESE LE MISCELE CONTENENTI CRISOTILO.
2. (Abrogato).
3. NEL CASO DI LAVORAZIONI CHE POSSONO COMPORTARE SENSIBILI VARIAZIONI DELLA CONCENTRAZIONE DELLA POLVERE DI AMIANTO NELL'ARIA, TALE CONCENTRAZIONE NON DEVE IN OGNI CASO SUPERARE IL QUINTUPLO DEI VALORI DI CUI AI COMMI PRECEDENTI PER MISURE EFFETTUATE SU UN PERIODO DI 15 MINUTI.
4. SE SI VERIFICA UN SUPERAMENTO DEI VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE DI CUI AI COMMI PRECEDENTI, IL DATORE DI LAVORO IDENTIFICA E RIMUOVE LA CAUSA DELL'EVENTO ADOTTANDO QUANTO PRIMA MISURE APPROPRIATE.
5. IL LAVORO PUO' PROSEGUIRE NELLA ZONA INTERESSATA SOLO SE SONO STATE PRESE LE MISURE ADEGUATE PER LA PROTEZIONE DEI LAVORATORI INTERESSATI E DELL'AMBIENTE SE LE MISURE DI CUI AL COMMA 4 NON POSSONO ESSERE ADOTTATE IMMEDIATAMENTE PER MOTIVI TECNICI, IL LAVORO PUO' PROSEGUIRE NELLA ZONA INTERESSATA SOLTANTO SE SONO STATE ADOTTATE TUTTE LE MISURE PER LA PROTEZIONE DEI LAVORATORI ADDETTI E DELL'AMBIENTE, TENUTO CONTO DEL PARERE DEL MEDICO COMPETENTE.
6. PER VERIFICARE L'EFFICACIA DELLE MISURE DI CUI AL COMMA 4, IL DATORE DI LAVORO PROCEDE AD UNA NUOVA MISURAZIONE DELLA CONCENTRAZIONE DELLE FIBRE DI AMIANTO NELL'ARIA NON APPENA SIA RAGIONEVOLE RITENERE ULTIMATA LA DEPOSIZIONE DEI QUANTITATIVI ANOMALI DI FIBRE PREESISTENTI AGLI INTERVENTI MEDESIMI.
7. IN OGNI CASO, SE L'ESPOSIZIONE DEI LAVORATORI INTERESSATI NON PUO' VENIRE RIDOTTA CON ALTRI MEZZI E SI RENDE NECESSARIO L'USO DEI MEZZI INDIVIDUALI DI PROTEZIONE, TALE USO NON PUO' ESSERE PERMANENTE E LA SUA DURATA, PER OGNI LAVORATORE, E' LIMITATA AL MINIMO STRETTAMENTE NECESSARIO.
8. L'ORGANO DI VIGILANZA E' INFORMATO TEMPESTIVAMENTE E COMUNQUE NON OLTRE CINQUE GIORNI DELLE RILEVAZIONI EFFETTUATE E DELLE MISURE ADOTTATE O CHE SI INTENDONO ADOTTARE. TRASCORSI NOVANTA GIORNI DALL'ACCERTAMENTO DEL SUPERAMENTO DEI VALORI DI CUI AI COMMI 1, 2 E 3, IL LAVORO PUO' PROSEGUIRE NELLA ZONA INTERESSATA SOLTANTO SE L'ESPOSIZIONE DEI LAVORATORI RISULTA NUOVAMENTE INFERIORE AI SUDDETTI VALORI LIMITE.
9. IL DATORE DI LAVORO INFORMA AL PIU' PRESTO I LAVORATORI INTERESSATI ED I LORO RAPPRESENTANTI DELL'EVENTO E DELLE CAUSE DELLO STESSO E LI CONSULTA SULLE MISURE CHE INTENDE ADOTTARE, ANCHE AI SENSI DEL COMMA 5; IN CASI DI PARTICOLARE URGENZA, CHE RICHIEDONO INTERVENTI IMMEDIATI, LI INFORMA AL PIU' PRESTO DELLE MISURE GIA' ADOTTATE".
- IL TESTO DEGLI ARTICOLI 1 E 67 DELLA LEGGE N. 428/1990, RECANTE: " DISPOSIZIONI PER L'ADEMPIMENTO DI OBBLIGHI DERIVANTI DALL'APPARTENENZA DELL'ITALIA ALLE COMUNITA' EUROPEE (LEGGE COMUNITARIA PER IL 1990)", E' IL SEGUENTE:
" ART. 1 (Delega al Governo per l'attuazione di direttive comunitarie).
1. IL GOVERNO E' DELEGATO AD EMANARE, ENTRO IL TERMINE DI UN ANNO DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, I DECRETI LEGISLATIVI RECANTI LE NORME OCCORRENTI PER DARE ATTUAZIONE ALLE DIRETTIVE DELLA COMUNITA' ECONOMICA EUROPEA COMPRESE NELL'ELENCO DI CUI ALL'ALLEGATO A) DELLA PRESENTE LEGGE.
2. I DECRETI LEGISLATIVI SONO ADOTTATI, NEL RISPETTO DELL'ART. 14 DELLA LEGGE 23 AGOSTO 1988, N. 400, SU PROPOSTA DEL MINISTRO PER IL COORDINAMENTO DELLE POLITICHE COMUNITARIE, DI CONCERTO CON I MINISTRI DEGLI AFFARI ESTERI, DI GRAZIA E GIUSTIZIA, DEL TESORO E CON I MINISTRI PREPOSTI ALLE ALTRE AMMINISTRAZIONI INTERESSATE.
3. GLI SCHEMI DEI DECRETI LEGISLATIVI RECANTI ATTUAZIONE DELLE DIRETTIVE COMPRESE NELL'ELENCO DI CUI ALL'ALLEGATO B) DELLA PRESENTE LEGGE SONO TRASMESSI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI E AL SENATO DELLA REPUBBLICA PERCHE' SU DI ESSI SIA ESPRESSO, ENTRO SESSANTA GIORNI DALLA DATA DI TRASMISSIONE, IL PARERE DELLE COMMISSIONI PERMANENTI COMPETENTI PER MATERIA. DECORSO TALE TERMINE, I DECRETI SONO EMANATI ANCHE IN MANCANZA DI DETTO PARERE".
" ART. 67 (Criteri di delega in materia di inquinamento atmosferico, acustico e delle acque e di scarichi nell'ambiente di sostanze pericolose).
1. L'ATTUAZIONE DELLE DIRETTIVE IN MATERIA DI INQUINAMENTO ATMOSFERICO, ACUSTICO E DELLE ACQUE E DI SCARICHI NELL'AMBIENTE DI SOSTANZE PERICOLOSE, COMPRESE NELL'ELENCO DI CUI ALL'ALLEGATO A) DELLA PRESENTE LEGGE, DOVRA' OSSERVARE I SEGUENTI PRINCIPI E CRITERI DIRETTIVI:
a) PER IL RECUPERO E LA CONSERVAZIONE DELLE CONDIZIONI AMBIENTALI IN DIFESA DEGLI INTERESSI FONDAMENTALI DELLA COLLETTIVITA' E DELLA QUALITA' DELLA VITA DELLA CONSERVAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE E DEL PATRIMONIO NATURALE SARANNO PREVISTE:
1) MISURE RIVOLTE ALLA PROTEZIONE DELLA SALUTE E ALLA TUTELA DELL' AMBIENTE;
2) ADEGUATE MISURE DI VIGILANZA E CONTROLLO;
3) MISURE VOLTE ALLA PREVENZIONE E RIPARAZIONE DEL DANNO AMBIENTALE;
4) MISURE PER L'ELIMINAZIONE, LO SMALTIMENTO E IL RICICLAGGIO DELLE SOSTANZE E DEI PREPARATI NOCIVI E INQUINANTI;
b) LA PRODUZIONE, L'IMMISSIONE NEL MERCATO E L'USO DELLE SOSTANZE E PREPARATI INQUINANTI O COMUNQUE NOCIVI SARANNO DISCIPLINATI SECONDO CRITERI ATTI A SALVAGUARDARE LA SALUTE UMANA E L'AMBIENTE, ANCHE CON IDONEE PRESCRIZIONI PER LA NECESSARIA INFORMAZIONE DEI CONSUMATORI.
2. I DECRETI LEGISLATIVI PREVEDERANNO ALTRESI' CHE LE SUCCESSIVE MODIFICHE ALLE DISPOSIZIONI IN ESSI CONTENUTE, DA INTRODURRE ANCHE IN ATTUAZIONE DI MODIFICHE APPORTATE ALLE DIRETTIVE RECEPITE, POTRANNO ESSERE ADOTTATE, OVE NON RICORRA RISERVA DI LEGGE, MEDIANTE REGOLAMENTI O ATTI AMMINISTRATIVI GENERALI O COMUNQUE CON ALTRI PROVVEDIMENTI DI NATURA NON REGOLAMENTARE GIA' PREVISTI DALLE LEGGI DI SETTORE".
Nota all'art. 4:
- IL TESTO DELL'ART. 13 DELLA LEGGE N. 349/1986 (ISTITUZIONE DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E NORME IN MATERIA DI DANNO AMBIENTALE) E' IL SEGUENTE:
"ART. 13. - 1. LE ASSOCIAZIONI DI PROTEZIONE AMBIENTALE A CARATTERE NAZIONALE E QUELLE PRESENTI IN ALMENO CINQUE REGIONI SONO INDIVIDUATE CON DECRETO DEL MINISTRO DELL'AMBIENTE SULLA BASE DELLE FINALITA' PROGRAMMATICHE E DELL'ORDINAMENTO INTERNO DEMOCRATICO PREVISTI DALLO STATUTO, NONCHE' DELLA CONTINUITA' DELL'AZIONE E DELLA SUA RILEVANZA ESTERNA, PREVIO PARERE DEL CONSIGLIO NAZIONALE PER L'AMBIENTE DA ESPRIMERE ENTRO NOVANTA GIORNI DALLA RICHIESTA.
2. IL MINISTRO, AL SOLO FINE DI OTTENERE, PER LA PRIMA COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE PER L'AMBIENTE, LE TERNE DI CUI AL PRECEDENTE ART. 12, COMMA 1 LETTERA c), EFFETTUA, ENTRO TRENTA GIORNI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, UNA PRIMA INDIVIDUAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI A CARATTERE NAZIONALE E DI QUELLE PRESENTI IN ALMENO CINQUE REGIONI, SECONDO I CRITERI DI CUI AL PRECEDENTE COMMA 1, E NE INFORMA IL PARLAMENTO".
Nota all'art. 5:
- IL D.P.R. N. 915/1982 RECA "ATTUAZIONE DELLE DIRETTIVE CEE N. 75/442 RELATIVA AI RIFIUTI, N. 76/403 RELATIVA ALLO SMALTIMENTO DEI POLICLORODIFENILI E DEI POLICLOROTRIFENILI E N. 78/319 RELATIVA AI RIFIUTI TOSSICI E NOCIVI".
Nota all'art. 6:
-PER IL TESTO DELL'ART. 23 DEL D.L.gs. N. 277/1991 SI VEDA IN NOTA ALL'ART. 1.
- IL TESTO DELL'ART. 2, COMMA 3, LETTERA d), DELLA LEGGE N. 400/1988 (DISCIPLINA DELL'ATTIVITA' DI GOVERNO E ORDINAMENTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI) E' IL SEGUENTE:
" 3. SONO SOTTOPOSTI ALLA DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI:
a) - c) (omissis);
d) GLI ATTI DI INDIRIZZO E DI COORDINAMENTO DELL'ATTIVITA' AMMNISTRATIVA DELLE REGIONI E, NEL RISPETTO DELLE DISPOSIZIONI STATUTARIE, DELLE REGIONI A STATUTO SPECIALE E DELLE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO; GLI ATTI DI SUA COMPETENZA PREVISTI DALL'ART. 127 DELLA COSTITUZIONE E DAGLI STATUTI REGIONALI E DELLE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO, SALVO QUANTO STABILITO DAGLI STATUTI SPECIALI PER LA REGIONE SICILIANA E PER LA REGIONE VALLE D'AOSTA".
Note all'art. 7:
- IL TESTO DELL'ART. 12 DELLA LEGGE N. 400/1988 GIA' CITATA E' IL SEGUENTE:
"ART. 12 (Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome). - 1. E' ISTITUITA,PRESSO LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO, CON COMPITI DI INFORMAZIONE, CONSULTAZIONE E RACCORDO, IN RELAZIONE AGLI INDIRIZZI DI POLITICA GENERALE SUSCETTIBILI DI INCIDERE NELLE MATERIE DI COMPETENZA REGIONALE, ESCLUSI GLI INDIRIZZI GENERALI RELATIVI ALLA POLITICA ESTERA, ALLA DIFESA E ALLA SICUREZZA NAZIONALE, ALLA GIUSTIZIA.
2. LA CONFERENZA E' CONVOCATA DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ALMENO OGNI SEI MESI, ED IN OGNI ALTRA CIRCOSTANZA IN CUI IL PRESIDENTE LO RITENGA OPPORTUNO, TENUTO CONTO ANCHE DELLE RICHIESTE DEI PRESIDENTI DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI PRESIEDE LA CONFERENZA, SALVO DELEGA AL MINISTRO PER GLI AFFARI REGIONALI O, SE TALE INCARICO NON E' ATTRIBUITO, AD ALTRO MINISTRO. LA CONFERENZA E' COMPOSTA DAI PRESIDENTI DELLE REGIONI A STATUTO SPECIALE E ORDINARIO E DAI PRESIDENTI DELLE PROVINCE AUTONOME. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI INVITA ALLE RIUNIONI DELLA CONFERENZA I MINISTRI INTERESSATI AGLI ARGOMENTI ISCRITTI ALL'ORDINE DEL GIORNO NONCHE' RAPPRESENTANTI DI AMMINISTRAZIONI DELLO STATO O DI ENTI PUBBLICI.
3. LA CONFERENZA DISPONE DI UNA SEGRETERIA, DISCIPLINATA CON DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, DI CONCERTO CON IL MINISTRO PER GLI AFFARI REGIONALI.
4. IL DECRETO DI CUI AL COMMA 3 DEVE PREVEDERE L'INCLUSIONE NEL CONTINGENTE DELLA SEGRETERIA DI PERSONALE DELLE REGIONI O DELLE PROVINCE AUTONOME, IL CUI TRATTAMENTO ECONOMICO RESTA A CARICO DELLE REGIONI O DELLE PROVINCE DI PROVENIENZA.
5. LA CONFERENZA VIENE CONSULTATA:
a) SULLE LINEE GENERALI DELL'ATTIVITA' NORMATIVA CHE INTERESSA DIRETTAMENTE LE REGIONI E SULLA DETERMINAZIONE DEGLI OBIETTIVI DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICA NAZIONALE E DELLA POLITICA FINANZIARIA E DI BILANCIO, SALVE LE ULTERIORI ATTRIBUZIONI PREVISTE IN BASE AL COMMA 7 DEL PRESENTE ARTICOLO;
b) SUI CRITERI GENERALI RELATIVI ALL'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI STATALI DI INDIRIZZO E DI COORDINAMENTO INERENTI AI RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI, LE PROVINCE AUTONOME E GLI ENTI INTRAREGIONALI, NONCHE' SUGLI INDIRIZZI GENERALI RELATIVI ALL'ELABORAZIONE ED ATTUAZIONE DEGLI ATTI COMUNITARI CHE RIGUARDANO LE COMPETENZE REGIONALI;
c) SUGLI ALTRI ARGOMENTI PER I QUALI IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI RITENGA OPPORTUNO ACQUISIRE IL PARERE DELLA CONFERENZA.
6. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, O IL MINISTRO APPOSITAMENTE DELEGATO, RIFERISCE PERIODICAMENTE ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI SULLE ATTIVITA' DELLA CONFERENZA..
7. IL GOVERNO E' DELEGATO AD EMANARE, ENTRO UN ANNO DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, PREVIO PARERE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI CHE DEVE ESPRIMERLO ENTRO SESSANTA GIORNI DALLA RICHIESTA, NORME AVENTI VALORE DI LEGGE ORDINARIA INTESE A PROVVEDERE AL RIORDINO ED ALLA EVENTUALE SOPPRESSIONE DEGLI ALTRI ORGANISMI A COMPOSIZIONE MISTA STATO-REGIONI PREVISTI SIA DA LEGGE CHE DA PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI IN MODO DA TRASFERIRE ALLA CONFERENZA LE ATTRIBUZIONI DELLE COMMISSIONI, CON ESCLUSIONE DI QUELLE CHE OPERANO SULLA BASE DI COMPETENZE TECNICO-SCIENTIFICHE, E RIVEDERE LA PRONUNCIA DI PARERI NELLE QUESTIONI DI CARATTERE GENERALE PER LE QUALI DEBBANO ANCHE ESSERE SENTITE TUTTE LE REGIONI E PROVINCE AUTONOME, DETERMINANDO LE MODALITA' PER L'ACQUISIZIONE DI TALI PARERI, PER LA CUI FORMAZIONE POSSONO VOTARE SOLO I PRESIDENTI DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME. [CON D.Lgs. 16 DICEMBRE 1989, N. 418, IL GOVERNO HA PROVVEDUTO A RIORDINARE LE FUNZIONI DELLA CONFERENZA E DEGLI ORGANISMI A COMPOSIZIONE MISTA STATO-REGIONI n.d.r]".
- PER IL TESTO DELL'ART. 13 DELLA LEGGE N. 349/1986 SI VEDA IN NOTA ALL'ART. 4.
Note all'art. 8:
- LA LEGGE N. 256/1974 RECA: "CLASSIFICAZIONE E DISCIPLINA DELL'IMBALLAGGIO E DELL'ETICHETTATURA DELLE SOSTANZE E DEI PREPARATI PERICOLOSI".
- IL D.P.R. N. 215/1988 RECA: "ATTUAZIONE DELLE DIRETTIVE CEE NUMERI 83/478 E 85/610 RECANTI, RISPETTIVAMENTE, LA QUINTA E LA SETTIMA MODIFICA (AMIANTO)DELLA DIRETTIVA CEE N. 76/769 PER IL RAVVICINAMENTO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE REGOLAMENTARI ED AMMINISTRATIVE DEGLI STATI MEMBRI RELATIVE ALLE RESTRIZIONI IN MATERIA DI IMMISSIONE SUL MERCATO E DI USO DI TALUNE SOSTANZE E PREPARATI PERICOLOSI, AI SENSI DELL'ART. 15 DELLA LEGGE 16 APRILE 1987, N. 183".
Nota all'art. 10:
- PER IL TITOLO DEL D.P.R. N. 915/1982 SI VEDA IN NOTA ALL'ART. 5.
Note all'art. 12:
- IL TESTO DELL'ART. 10 DEL D.L. N. 361/1987 (DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA DI SMALTIMENTO DEI RIFIUTI) E' IL SEGUENTE:
"ART. 10 - 1. E' ISTITUITO CON SEDE IN ROMA, PRESSO IL MINISTERO DELL'AMBIENTE, L'ALBO NAZIONALE DELLE IMPRESE ESERCENTI SERVIZI DI SMALTIMENTO DEI RIFIUTI NELLE VARIE FASI, PRESSO IL QUALE DEVONO ISCRIVERSI LE IMPRESE CHE,A QUALSIASI TITOLO, INTENDONO SVOLGERE UNA O PIU' ATTIVITA' PREVISTE DALL'ART. 1 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 SETTEMBRE 1982, N. 915. L'ALBO NAZIONALE E' ARTICOLATO IN SEZIONI REGIONALI, ISTITUITE PRESSO LE CAMERE DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DEL CAPOLUOGO DI REGIONE, CHE PROVVEDONO ALLA RACCOLTA DELLE DOMANDE DI ISCRIZIONE DELLE IMPRESE INTERESSATE E ALLA TRASMISSIONE DELLE STESSE ALL'ALBO NAZIONALE. CON DECRETO DEL MINISTRO DELL'AMBIENTE, DI CONCERTO CON I MINISTRI DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO, DEI TRASPORTI, DELLA SANITA' E DELL'INTERNO, DA EMANARSI ENTRO SEI MESI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DEL PRESENTE DECRETO, SONO DEFINITE LE MODALITA ORGANIZZATIVE E DI FUNZIONAMENTO E STABILITI I REQUISITI, I TERMINI, LE MODALITA' E I DIRITTI DI ISCRIZIONE.
2. A PARTIRE DALLA DATA DI EFFETTIVA OPERATIVITA' DELL'ALBO, FISSATA CON DECRETO DEL MINISTRO DELL'AMBIENTE, L'ISCRIZIONE ALLO STESSO E' CONDIZIONE NECESSARIA PER IL RILASCIO DELL'AUTORIZZAZIONE DI CUI ALL'ART. 6, LETTERA d), DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 SETTEMBRE 1982, N. 915. PER LE IMPRESE ESERCENTI L'ATTIVITA' DI TRASPORTO DEI RIFIUTI, L'ISCRIZIONE ALL'ALBO SOSTITUISCE L'AUTORIZZAZIONE DI CUI AL CITATO ART. 6, LETTERA d). LE RELATIVE GARANZIE FINANZIARIE SONO PRESTATE A FAVORE DELLO STATO SECONDO MODALITA' STABILITE CON DECRETO DEL MINISTRO DELL'AMBIENTE.
3. ALLA GESTIONE DELL'ALBO SONO DESTINATE CINQUE UNITA' DI PERSONALE COMANDATO DA AMMINISTRAZIONI DELLO STATO ED ENTI PUBBLICI, SECONDO CRITERI STABILITI CON DECRETO DEL MINISTRO DELL'AMBIENTE.
4. ALL'ONERE DERIVANTE DALL'ISTITUZIONE DELL'ALBO SI PROVVEDE MEDIANTE RIDUZIONE DEL CAP. 1142 DELLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE PER L'ANNO 1987 E DEI CORRISPONDENTI CAPITOLI PER GLI ANNI SUCCESSIVI".
- IL TESTO DELL'ART. 2 DEL D.P.R. N. 915/1982 GIA' CITATO E' IL SEGUENTE:
ART. 2 (Classificazione rifiuti). - PER RIFIUTO SI INTENDE QUALSIASI SOSTANZA OD OGGETTO DERIVANTE DA ATTIVITA' UMANE O DA CICLI NATURALI, ABBANDONATO O DESTINATO ALL'ABBANDONO.
AI SENSI DEL PRESENTE DECRETO I RIFIUTI SONO CLASSIFICATI IN: URBANI, SPECIALI, TOSSICI E NOCIVI.
SONO RIFIUTI URBANI:
1) I RESIDUI NON INGOMBRANTI PROVENIENTI DAI FABBRICATI O DA ALTRI INSEDIAMENTI CIVILI IN GENERE;
2) I RIFIUTI INGOMBRANTI, QUALI BENI DI CONSUMO DUREVOLI, DI ARREDAMENTO, DI IMPIEGO DOMESTICO, DI USO COMUNE, PROVENIENTI DA FABBRICATI O DA ALTRI INSEDIAMENTI CIVILI IN GENERE;
3) I RIFIUTI DI QUALUNQUE NATURA O PROVENIENZA GIACENTI SULLE STRADE ED AREE PUBBLICHE O SULLE STRADE ED AREE PRIVATE, COMUNQUE SOGGETTE AD USO PUBBLICO O SULLE SPIAGGE MARITTIME, LACUALI E SULLE RIVE DEI FIUMI.
SONO RIFIUTI SPECIALI:
1) I RESIDUI DERIVANTI DA LAVORAZIONI INDUSTRIALI; QUELLI DERIVANTI DA ATTIVITA' AGRICOLE, ARTIGIANALI, COMMERCIALI E DI SERVIZI CHE, PER QUANTITA'O QUALITA', NON SONO DICHIARATI ASSIMILABILI AI RIFIUTI URBANI;
2) I RIFIUTI PROVENIENTI DA OSPEDALI, CASE DI CURA ED AFFINI, NON ASSIMILABILI A QUELLI URBANI;
3) I MATERIALI PROVENIENTI DA DEMOLIZIONI, COSTRUZIONI E SCAVI; I MACCHINARI E LE APPARECCHIATURE DETERIORATI ED OBSOLETI;
4) I VEICOLI A MOTORE, RIMORCHI E SIMILI FUORI USO E LORO PARTI;
5) I RESIDUI DELL'ATTIVITA' DI TRATTAMENTO DEI RIFIUTI E QUELLI DERIVANTI DALLA DEPURAZIONE DEGLI EFFLUENTI.
SONO TOSSICI E NOCIVI TUTTI I RIFIUTI CHE CONTENGONO O SONO CONTAMINATI DALLE SOSTANZE ELENCATE NELL'ALLEGATO AL PRESENTE DECRETO, INCLUSI I POLICLORODIFENILI E POLICLOROTRIFENILI E LORO MISCELE, IN QUANTITA' E/O IN CONCENTRAZIONE TALI DA PRESENTARE UN PERICOLO PER LA SALUTE E L'AMBIENTE.
RESTA SALVA LA NORMATIVA DETTATA DALLA LEGGE 10 MAGGIO 1976, N. 319,E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI E RELATIVE PRESCRIZIONI TECNICHE, PER QUANTO CONCERNE LA DISCIPLINA DALLO SMALTIMENTO NELLE ACQUE, SUL SUOLO E NEL SOTTOSUOLO DEI LIQUAMI E DEI FANGHI, DI CUI ALL'ART. 2, LETTERA e), PUNTI 2 E 3, DELLA CITATA LEGGE, PURCHE' NON TOSSICI E NOCIVI AI SENSI DEL PRESENTE DECRETO. LE DISPOSIZIONI DEL PRESENTE DECRETO NON SI APPLICANO:
a) AI RIFIUTI RADIOATTIVI DISCIPLINATI DALLE NORME DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 13 FEBBRAIO 1964, N. 185, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI ED INTEGRAZIONI;
b) AI RIFIUTI RISULTANTI DALLA PROSPEZIONE, ESTRAZIONE, TRATTAMENTO ED AMMASSO DI RISORSE MINERALI E DALLO SFRUTTAMENTO DELLE CAVE;
c) ALLE CAROGNE ED AI SEGUENTI RIFIUTI AGRICOLI: MATERIE FECALI ED ALTRE SOSTANZE UTILIZZATE NELL'ATTIVITA' AGRICOLA;
d) AGLI SCARICHI DISCIPLINATI DALLA LEGGE 10 MAGGIO 1976, N. 319,E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI;
e) ALLE EMISSIONI, NELL'ARIA, SOGGETTE ALLA DISCIPLINA DI CUI ALLA LEGGE 13 GIUGNO 1966, N. 615, ED AI REGOLAMENTI DI ESECUZIONE;
f) AGLI ESPLOSIVI".
Note all'art. 13:
- IL TESTO DELL'ART. 22 DELLA LEGGE N. 153/1969 (REVISIONE DEGLI ORDINAMENTI PENSIONISTICI E NORME IN MATERIA DI SICUREZZA SOCIALE), COSI' COME DA ULTIMO MODIFICATO DALL'ART. 7 DELLA LEGGE 29 DICEMBRE 1990, N. 407, E' IL SEGUENTE:
" ART. 22. - A DECORRERE DALLA DATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, GLI ISCRITTI ALLE ASSICURAZIONI OBBLIGATORIE PER L'INVALIDITA', LA VECCHIAIA ED I SUPERSTITI DEI LAVORATORI DIPENDENTI, DEI LAVORATORI DELLE MINIERE, CAVE E TORBIERE, DEI COLTIVATORI DIRETTI, MEZZADRI E COLONI, DEGLI ARTIGIANI E DEGLI ESERCENTI ATTIVITA' COMMERCIALI HANNO DIRITTO ALLA PENSIONE A CONDIZIONE CHE:
a) SIANO TRASCORSI 35 ANNI DALLA DATA DI INIZIO DELL' ASSICURAZIONE, IVI COMPRESI I PERIODI RICONOSCIUTI UTILI IN FAVORE DEGLI EX COMBATTENTI, MILITARI E CATEGORIE ASSIMILATE, NONCHE' QUELLI DI CUI AL QUARTO COMMA DEL SUCCESSIVO ARTICOLO 49;
b) POSSONO FAR VALERE ALMENO 35 ANNI DI CONTRIBUZIONE EFFETTIVA IN COSTANZA DI LAVORO, VOLONTARIA E FIGURATIVA ACCREDITATA A FAVORE DEGLI EX COMBATTENTI MILITARI E CATEGORIE ASSIMILATE, NONCHE' QUELLA DI CUI AL QUARTO COMMA DEL SUCCESSIVO ART. 49;
c) NON PRESTINO ATTIVITA' LAVORATIVA SUBORDINATA ALLA DATA DELLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI PENSIONE.
IL REQUISITO DI CUI ALLA LETTERA b) SI INTENDE PERFEZIONATO QUANDO A FAVORE DELL'ASSICURATO RISULTINO VERSATI ALMENO 1820 CONTRIBUTI SETTIMANALI.
PER GLI OPERAI AGRICOLI I CONTRIBUTI SONO CALCOLATI RAGGUAGLIANDO LA CONTRIBUZIONE GIORNALIERA A CONTRIBUZIONE SETTIMANALE, SECONDO LA QUALIFICA RISULTANTE, AI FINI DEL DIRITTO ALLA PENSIONE PER VECCHIAIA, DALL'APPLICAZIONE DELL'ART 9, SUB ART. 2 DELLA LEGGE 4 APRILE 1952, N. 218, SULLA BASE DEI RAPPORTI DESUMIBILI DALLO STESSO ARTICOLO. A TAL FINE, SI CONSIDERA UTILE TUTTA LA CONTRIBUZIONE AGRICOLA, INDIPENDENTEMENTE DALLA SUA COLLOCAZIONE TEMPORALE E CIOE' ANCHE QUELLA CHE ECCEDA, EVENTUALMENTE, IN CIASCUN ANNO IL NUMERO DELLE GIORNATE CONSIDERATO EQUIVALENTE AD UN ANNO DI CONTRIBUZIONE IN RELAZIONE AL SESSO E ALLA QUALIFICA DI APPARTENENZA DELL'ASSICURATO, DAL CITATO ART. 9, SUB ART. 2, SINO ALLA CONCORRENZA DEGLI ANNI DI ISCRIZIONE NEGLI ELENCHI NOMINATIVI.
ALLORCHE' I LAVORATORI AGRICOLI POSSANO FAR VALERE ANCHE CONTRIBUTI RELATIVI AD ATTIVITA' SOGGETTA ALL'ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA PER L'INVALIDITA', LA VECCHIAIA E I SUPERSTITI IN SETTORI DIVERSI DELL'AGRICOLTURA, LE SETTIMANE DI CONTRIBUZIONI RELATIVE ALL'ATTIVITA' STESSA SI AGGIUNGONO AGLI ANNI DI CONTRIBUZIONE AGRICOLA DETERMINATI CON I CRITERI DI CUI AL COMMA PRECEDENTE.
LA PENSIONE SPETTANTE AI SENSI DEL PRESENTE ARTICOLO E' CALCOLATA IN BASE ALLE NORME VIGENTI NELLE RISPETTIVE GESTIONI E DECORRE DAL PRIMO GIORNO DEL MESE SUCCESSIVO A QUELLO DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA.
LA PENSIONE DI ANZIANITA' E' EQUIPARATA A TUTTI GLI EFFETTI ALLA PENSIONE DI VECCHIAIA QUANDO IL TITOLARE DI ESSA COMPIE L'ETA' STABILITA PER IL PENSIONAMENTO DI VECCHIAIA.
LA PENSIONE LIQUIDATA IN BASE AL PRESENTE ARTICOLO NON E' CUMULABILE CON LA RETRIBUZIONE LORDA PERCEPITA IN COSTANZA DI RAPPORTO DI LAVORO ALLE DIPENDENZE DI TERZI. LA TREDICESIMA RATA DI PENSIONE NON E' CUMULABILE CON LA TREDICESIMA MENSILITA' DI RETRIBUZIONE O CON GLI EQUIVALENTI EMOLUMENTI, CORRISPOSTI IN OCCASIONE DELLE FESTIVITA' NATALIZIE.
I DIVIETI DI CUMULO DI CUI AL PRECEDENTE COMMA, NON SI APPLICANO NEI CONFRONTI DEI TITOLARI DI PENSIONI CHE SVOLGONO ATTIVITA' LAVORATIVA ALLE DIPENDENZE DI TERZI CON QUALIFICA DI SALARIATI FISSI, DI GIORNALIERI DI CAMPAGNA ED ASSIMILATI, DI ADDETTI AI SERVIZI DOMESTICI E FAMILIARI.
AI FINI DELL'APPLICAZIONE DEL DIVIETO DI CUMULO DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO, LA PENSIONE E LA RETRIBUZIONE SI INTENDONO AL NETTO DELLE MAGGIORAZIONI E DELLE INTEGRAZIONI PER CARICHI DI FAMIGLIA. AGLI STESSI FINI, DALLA RETRIBUZIONE DEVONO ESSERE DETRATTE ANCHE LE QUOTE DOVUTE PER TRIBUTI ERARIALI E PER CONTRIBUTI PREVIDENZIALI ED ASSISTENZIALI.
SI APPLICANO LE DISPOSIZIONI CONTENUTE NEGLI ARTICOLI 21, 22, TERZO COMMA, E 23 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 APRILE 1968, N. 488.
LE DISPOSIZIONI DI CUI AI COMMI PRECEDENTI SI APPLICANO ANCHE ALLE PENSIONI LIQUIDATE CON DECORRENZA ANTERIORE ALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE A NORMA DELL'ART. 16 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 APRILE 1968, N. 488.
GLI ARTICOLI 5, ULTIMO COMMA, DELLA LEGGE 18 MARZO 1968, N. 238 E 16 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 APRILE 1968, N. 488, SONO ABROGATI".
- IL TESTO DELL'ART. 17 DELLA LEGGE N. 155/1981 (ADEGUAMENTO DELLE STRUTTURE E DELLE PROCEDURE PER LA LIQUIDAZIONE URGENTE DELLE PENSIONI E PER I TRATTAMENTI DI DISOCCUPAZIONE, E MISURE URGENTI IN MATERIA PREVIDENZIALE E PENSIONISTICA E' IL SEGUENTE:
" ART. 17 (Dirigenti di aziende industriali). - NEI PERIODI PREVISTI DALLE NORME VIGENTI PER L'ASSICURAZIONE GENERALE OBBLIGATORIA IN MATERIA DI PENSIONAMENTO ANTICIPATO IN CASO DI RISOLUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO, AI DIRIGENTI DI AZIENDE INDUSTRIALI, DIVERSE DA QUELE EDILI, PER LE QUALI SIA INTERVENUTA UNA DELIBERAZIONE DEL CIPI AI SENSI DELL'ART. 2, QUINTO COMMA, LETTERE a) E c), DELLA LEGGE 12 AGOSTO 1977, N. 675 (CHE ABBIANO COMPIUTO 55 ANNI DI ETA', SE UOMINI, O 50 ANNI, SE DONNE, E POSSANO FAR VALERE ALMENO 15 ANNI DI ANZIANITA' CONTRIBUTIVA PRESSO L'ISTITUTO NAZIONALE DI PREVIDENZA PER I DIRIGENTI DI AZIENDE INDUSTRIALI E' DOVUTO A CARICO DELL'ISTITUTO STESSO, SU DOMANDA,A DECORRERE DAL PRIMO GIORNO DEL MESE SUCCESSIVO A QUELLO STABILITO DAI DECRETI ADOTTATI DAL MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE SULLA BASE DEGLI ACCERTAMENTI DEL CIPI O A QUELLO DELLA RISOLUZIONE DEL RAPPORTO, SE POSTERIORE, UN ASSEGNO IN MISURA PARI ALLA PENSIONE DI VECCHIAIA CHE SPETTEREBBE AL COMPIMENTO DEL SESSANTESIMO ANNO DI ETA' SE UOMINI, O DEL CINQUANTACINQUESIMO ANNO SE DONNE. L'ASSEGNO DI CUI AL COMMA PRECEDENTE NON E' CUMULABILE CON LA RETRIBUZIONE PERCEPITA IN COSTANZA DI RAPPORTO DI LAVORO, NE' CON ALTRI TRATTAMENTI DI PENSIONE, NE' CON L'INDENNITA' DI DISOCCUPAZIONE ED E' CORRISPOSTO FINO A TUTTO IL MESE NEL QUALE I LAVORATORI COMPIONO IL SESSANTESIMO ANNO DI ETA' SE UOMINI ED IL CINQUANTACINQUESIMO SE DONNE. DAL DIVIETO DI CUMULO SONO ESCLUSE LE PENSIONI DI GUERRA E GLI ALTRI TRATTAMENTI A QUESTE ASSIMILABILI PER DISPOSIZIONI DI LEGGE.
AI TITOLARI DELL'ASSEGNO SI APPLICANO LE DISPOSIZIONI CHE REGOLANO IL RICONOSCIMENTO DELLE MAGGIORAZIONI PER CARICHI FAMILIARI NONCHE' QUELLE CHE DISCIPLINANO I RICORSI, LE CONTROVERSIE E LE MODALITA' DI EROGAZIONE DELLE PRESTAZIONI SECONDO LA NORMATIVA VIGENTE PER L'ISTITUTO NAZIONALE DI PREVIDENZA PER I DIRIGENTI DI AZIENDE INDUSTRIALI".
- IL TESTO DELL'ART. 37 DELLA LEGGE N. 88/1989 (RISTRUTTURAZIONE DELL'ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE E DELL'ISTITUTO NAZIONALE PER L'ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO) E' IL SEGUENTE:
" ART. 37 (Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali). - 1. E' ISTITUITA PRESSO L'INPS LA " GESTIONE DEGLI INTERVENTI ASSISTENZIALI E DI SOSTEGNO ALLE GESTIONI PREVIDENZIALI".
2. IL FINANZIAMENTO DELLA GESTIONE E' ASSUNTO DALLO STATO.
3. SONO A CARICO DELLA GESTIONE:
a) LE PENSIONI SOCIALI DI CUI ALL'ART. 26 DELLA LEGGE 30 APRILE 1969, N. 153, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI ED INTEGRAZIONI, IVI COMPRESE QUELLE EROGATE AI SENSI DEGLI ARTICOLI 10 E 11 DELLA LEGGE 18 DICEMBRE 1973, N. 854, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI ED INTEGRAZIONI;
b) L'ONERE DELLE INTEGRAZIONI DI CUI ALL'ART. 1 DELLA LEGGE 12 GIUGNO 1984, N. 222;
c) UNA QUOTA PARTE DI CIASCUNA MENSILITA' DI PENSIONE EROGATA DAL FONDO PENSIONI LAVORATORI DIPENDENTI, DALLA GESTIONE DEI LAVORATORI AUTONOMI, DALLA GESTIONE SPECIALE MINATORI E DALL'ENTE NAZIONALE DI PREVIDENZA E ASSISTENZA PER I LAVORATORI DELLO SPETTACOLO (ENPALS), PER UN IMPORTO PARI A QUELLO PREVISTO PER L'ANNO 1988, DALL'ART. 21, COMMA 3, DELLA LEGGE 11 MARZO 1988,N. 67. TALE SOMMA E' ANNUALMENTE ADEGUATA, CON LA LEGGE FINANZIARIA, IN BASE ALLE VARIAZIONI DELL'INDICE NAZIONALE ANNIO DEI PREZZI AL CONSUMO PER LE FAMIGLIE DEGLI OPERAI ED IMPIEGATI CALCOLATO DALL'ISTITUTO CENTRALE DI STATISTICA;
d) GLI ONERI DERIVANTI DALLE AGEVOLAZIONI CONTRIBUTIVE DISPOSTE PER LEGGE IN FAVORE DI PARTICOLARI CATEGORIE, SETTORI O TERRITORI IVI COMPRESI I CONTRATTI DI FORMAZIONE-LAVORO, DI SOLIDARIETA' E L'APPRENDISTATO E GLI ONERI RELATIVI A TRATTAMENTI DI FAMIGLIA PER I QUALI E' PREVISTO PER LEGGE IL CONCORSO DELLO STATO O A TRATTAMENTI DI INTEGRAZIONE SALARIALE STRAORDINARIA E A TRATTAMENTI SPECIALI DI DISOCCUPAZIONE DI CUI ALLE LEGGI 5 NOVEMBRE 1968, N. 1115, 6 AGOSTO 1975, N. 427, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI ED INTEGRAZIONI, O AD OGNI ALTRO TRATTAMENTO SIMILARE POSTO PER LEGGE A CARICO DELLO STATO;
e) GLI ONERI DERIVANTI DAI PENSIONAMENTI ANTICIPATI;
f) L'ONERE DEI TRATTAMENTI PENSIONISTICI AI CITTADINI RIMPATRIATI DALLA LIBIA DI CUI AL DECRETO-LEGGE 28 AGOSTO 1970, N. 622, CONVERTITO IN LEGGE, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE 19 OTTOBRE 1970, N. 744, DEGLI ASSEGNI VITALIZI DI CUI ALL'ART. 11 DELLA LEGGE 20 MARZO 1980, N. 75, DELLE MAGGIORAZIONI DI CUI AGLI ARTICOLI 1, 2 E 6 DELLA LEGGE 15 APRILE 1985, N. 140,NONCHE' DELLE QUOTE DI PENSIONE, AFFERENTI AI PERIODI LAVORATIVI PRESTATI PRESSO LE FORZE ARMATE ALLEATE E PRESSO L'UNRRA. SONO ALTRESI' A CARICO DELLA GESTIONE TUTTI GLI ONERI RELATIVI AGLI ALTRI INTERVENTI A CARICO DELLO STATO PREVISTI DA DISPOSIZIONI DI LEGGE.
4) L'ONERE DI CUI AL COMMA 3, LETTERA c), ASSORBE L'IMPORTO DI CUI ALL'ART.1 DELLA LEGGE 21 LUGLIO 1965, N. 903, I CONTRIBUTI DI CUI ALL'ART. 20 DELLA LEGGE 3 GIUGNO 1975, N. 160, ALL'ART. 27 DELLA LEGGE 21 DICEMBRE 1978, N. 843, E ALLO ART. 11 DELLA LEGGE 15 APRILE 1985, N. 140.
5) L'IMPORTO DEI TRASFERIMENTI DA PARTE DELLO STATO AI FINI DELLA PROGRESSIVA ASSUNZIONE DEGLI ONERI DI CUI ALLE LETTERE d) ED e) DEL COMMA 3 E' STABILITO ANNUALMENTE CON LA LEGGE FINANZIARIA. PER L'ANNO 1988, ALLA COPERTURA DEGLI ONERI DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO SI PROVVEDE MEDIANTE PROPORZIONALE UTILIZZAZIONE DEGLI STANZIAMENTI DISPOSTI DALLA LEGGE 11 MARZO 1988, N. 67.
6) L'ONERE DELLE PENSIONI LIQUIDATE NELLA GESTIONE PER I COLTIVATORI DIRETTI MEZZADRI E COLONI CON DECORRENZA ANTERIORE AL 1^ GENNAIO 1989 E DELLE PENSIONI DI RIVERSIBILITA' DERIVANTI DALLE MEDESIME, NONCHE' DELLE RELATIVE SPESE DI AMMINISTRAZIONE E' ASSUNTO PROGRESSIVAMENTE A CARICO DELLO STATO IN MISURA ANNUALMENTE STABILITA CON LA LEGGE FINANZIARIA, TENENDO ANCHE CONTO DEGLI EVENTUALI APPORTI DI SOLIDARIETA' DELLE ALTRE GESTIONI.
7) IL BILANCIO DELLA GESTIONE E' UNCIO E, PER CIASCUNA FORMA DI INTERVENTO, EVIDENZIA L'APPORTO DELLO STATO, GLI EVENTUALI CONTRIBUTI DEI DATORI DI LAVORO,LE PRESTAZIONI O LE EROGAZIONI NONCHE' I COSTI DI FUNZIONAMENTO.
8) ALLA GESTIONE SONO ATTRIBUITI I CONTRIBUTI DEI DATORI DI LAVORO DESTINATI AL FINANZIAMENTO DEI TRATTAMENTI DI INTEGRAZIONE SALARIALE STRAORDINARIA E DEI TRATTAMENTI SPECIALI DI DISOCCUPAZIONE DI CUI ALLE LEGGI 5 NOVEMBRE 1968,N.1115 6 AGOSTO 1975, N. 427, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI ED INTEGRAZIONI, NONCHE' QUELLI DESTINATI AL FINANZIAMENTO DEI PENSIONAMENTI ANTICIPATI".
- L'ART. 1 DEL TESTO UNICO DELLE LEGGI SUGLI INTERVENTI NEL MEZZOGIORNO, APPROVATO CON D.P.R. N. 218/1978, E' COSI' FORMULATO:
"ART.1 (Sfera territoriale di applicazione). - IL PRESENTE TESTO UNICO SI APPLICA, QUALORA NON SIA PRESCRITTO DIVERSAMENTE DALLE SINGOLE DISPOSIZIONI, ALLE REGIONI ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA E SARDEGNA, ALLE PROVINCE DI LATINA E DI FROSINONE, AI COMUNI DELLA PROVINCIA DI RIETI GIA' COMPRESI NELL'EX CIRCONDARIO DI CITTADUCALE, AI COMUNI COMPRESI NELLA ZONA DEL COMPRENSORIO DI BONIFICA DEL FIUME TRONTO, AI COMUNI DELLA PROVINCIA DI ROMA COMPRESI NELLA ZONA DELLA BONIFICA DI LATINA, ALL'ISOLA D'ELBA, NONCHE' AGLI INTERI TERRITORI DEI COMUNI DI ISOLA DEL GIGLIO E DI CAPRAIA ISOLA. QUALORA IL TERRITORIO DEI COMPRENSORI DI BONIFICA DI CUI AL PRECEDENTE COMMA COMPRENDA PARTE DI QUELLO DI UN COMUNE CON POPOLAZIONE SUPERIORE AI 10.000 ABITANTI ALLA DATA DEL 18 AGOSTO 1957, L'APPLICAZIONE DEL TESTO UNICO SARA' LIMITATA AL SOLO TERRITORIO DI QUEL COMUNE FACENTE PARTE DEI COMPRENSORI MEDESIMI.
GLI INTERVENTI COMUNQUE PREVISTI DA LEGGI IN FAVORE DEL MEZZOGIORNO D'ITALIA ESCLUSE QUELLE CHE HANNO SPECIFICO RIFERIMENTO AD UNA ZONA PARTICOLARE, SI INTENDONO, IN OGNI CASO, ESTESI A TUTTI I TERRITORI INDICATI NEL PRESENTE ARTICOLO".
- IL TESTO DELL'ART. 111 DEL R.D. N. 267/1942 (DISCIPLINA DEL FALLIMENTO,DEL CONCORDATO PREVENTIVO, DELL'AMMINISTRAZIONE CONTROLLATA E DELLA LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA) E' IL SEGUENTE:
"ART. 111 (Ordine di distribuzione delle somme). - LE SOMME RICAVATE DALLA LIQUIDAZIONE DELL'ATTIVO SONO EROGATE NEL SEGUENTE ORDINE:
1) PER IL PAGAMENTO DELLE SPESE, COMPRESE LE SPESE ANTICIPATE DALL'ERARIO E DEI EBITI CONTRATTI PER L'AMMINISTRAZIONE DEL FALLIMENTO E PER LA CONTINUAZIONE DELL'ESERCIZIO DELL'IMPRESA, SE QUESTO E' STATO AUTORIZZATO;
2) PER IL PAGAMENTO DEI CREDITI AMMESSI CON PRELAZIONE SULLE COSE VENDUTE SECONDO L'ORDINE ASSEGNATO DALLA LEGGE;
3) PER IL PAGAMENTO DEI CREDITORI CHIROGRAFI, IN PROPORZIONE DELL'AMMONTARE DEL CREDITO PER CUI CIASCUNO DI ESSI FU AMMESSO, COMPRESI I CREDITORI INDICATI AL N. 2) QUALORA NON SIA STATA ANCORA REALIZZATA LA GARANZIA, OVVERO PER LA PARTE PER CUI RIMASERO NON SODDISFATTI DA QUESTA.
I PRELEVAMENTI INDICATI AL N. 1) SONO DETERMINATI CON DECRETO DAL GIUDICE DELEGATO".
- IL D.L. N. 26/1979 RECA: "PROVVEDIMENTI URGENTI PER L' AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA DELLE GRANDI IMPRESE IN CRISI".
Nota all'art. 14:
- IL TESTO DELL'ART. 14 DELLA LEGGE N. 46/1982 (INTERVENTI PER I SETTORI DELL'ECONOMIA DI RILEVANZA NAZIONALE) E' IL SEGUENTE:
"ART. 14. - PRESSO IL MINISTERO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO E' ISTITUITO IL "FONDO SPECIALE ROTATIVO PER L'INNOVAZIONE TECNOLOGICA".IL FONDO E' AMMINISTRATO CON GESTIONE FUORI BILANCIO AI SENSI DELL'ART.9 DELLA LEGGE 25 NOVEMBRE 1991, N. 1041.
GLI INTERVENTI DEL FONDO HANNO PER OGGETTO PROGRAMMI DI IMPRESE DESTINATI AD INTRODURRE RILEVANTI AVANZAMENTI TECNOLOGICI FINALIZZATI A NUOVI PRODOTTI O PROCESSI PRODUTTIVI O AL MIGLIORAMENTO DI PRODOTTI O PROCESSI PRODUTTIVI GIA' ESISTENTI. TALI PROGRAMMI RIGUARDANO LE ATTIVITA' DI PROGETTAZIONE, SPERIMENTAZIONE, SVILUPPO E PREINDUSTRIALIZZAZIONE, UNITARIAMENTE CONSIDERATE. IL CIPI, ENTRO TRENTA GIORNI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE,STABILISCE LE CONDIZIONI DI AMMISSIBILITA' AGLI INTERVENTI DEL FONDO, INDICA LA PRIORITA' DI QUESTI AVENDO RIGUARDO ALLE ESIGENZE GENERALI DELL'ECONOMIA NAZIONALE E DETERMINA I CRITERI PER LE MODALITA' DELL'ISTRUTTORIA".