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Decreto del Presidente della Repubblica n. 447/91

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 DICEMBRE 1991 N. 447

REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE 5 MARZO 1990, N. 46, IN MATERIA DI 
SICUREZZA DEGLI IMPIANTI. 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
VISTO L'ART. 87, QUINTO COMMA, DELLA COSTITUZIONE; 
VISTO L'ART.15 DELLA LEGGE 5 MARZO 1990, N. 46, RECANTE NORME PER LA SICUREZ- 
ZA DEGLI IMPIANTI; 
VISTO L'ART. 17, COMMA 1, LETTERA b), DELLA LEGGE 23 AGOSTO 1988, N. 400; 
UDITO IL PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO, ESPRESSO NELL'ADUNANZA GENERALE DEL 
27 GIUGNO 1991; 
VISTA LA DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, ADOTTATA NELLA RIUNIONE 
DEL 6 NOVEMBRE 1991; 
SULLA PROPOSTA DEL MINISTRO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO 
EMANA IL SEGUENTE REGOLAMENTO: 
ART. 1. 
Ambito di applicazione 
1. PER EDIFICI ADIBITI AD USO CIVILE, AI FINI DEL COMMA 1 DELL'ART.1 DELLA 
LEGGE 5 MARZO 1990, N.46, DI SEGUITO DENOMINATA "LEGGE", SI INTENDONO LE UNITA' 
IMMOBILIARI O LA PARTE DI ESSE DESTINATE AD USO ABITATIVO, A STUDIO PROFESSIONA- 
LE O A SEDE DI PERSONE GIURIDICHE PRIVATE, ASSOCIAZIONI, CIRCOLI O CONVENTI E 
SIMILI. 
2. SONO SOGGETTI ALL'APPLICAZIONE DELLA LEGGE, PER QUANTO CONCERNE I SOLI IM- 
PIANTI ELETTRICI DI CUI ALL'ART.1. COMMA 1, LETTERA A), DELLA LEGGE, ANCHE GLI 
EDIFICI ADIBITI A SEDE DI SOCIETA', AD ATTIVITA' INDUSTRIALE, COMMERCIALE 
AGRICOLA O COMUNQUE DI PRODUZIONE O DI INTERMEDIAZIONE DI BENI O SERVIZI, GLI 
EDIFICI DI CULTO, NONCHE' GLI IMMOBILI DESTINATI AD UFFICI, SCUOLE, LUOGHI DI CURA 
MAGAZZINI O DEPOSITI O IN GENERE A PUBBLICHE FINALITA', DELLO STATO O DI ENTI 
PUBBLICI TERRITORIALI, ISTITUZIONALI O ECONOMICI. 
3. PER IMPIANTI DI UTILIZZAZIONE DELL'ENERGIA ELETTRICA SI INTENDONO I CIRCUITI 
DI ALIMENTAZIONE DEGLI APPARECCHI UTILIZZATORI E DELLE PRESE A SPINA CON 
ESCLUSIONE DEGLI EQUIPAGGIAMENTI ELETTRICI DELLE MACCHINE, DEGLI UTENSILI,DEGLI 
APPARECCHI ELETTRICI IN GENERE. NELL'AMBITO DEGLI IMPIANTI ELETTRICI RIENTRANO 
ANCHE QUELLI POSTI ALL'ESTERNO DI EDIFICI SE GLI STESSI SONO COLLEGATI AD IMPIANTI 
ELETTRICI POSTI ALL'INTERNO. 
GLI IMPIANTI LUMINOSI PUBBLICITARI RIENTRANO ALTRESI' NELLO STESSO AMBITO QUALORA 
SIANO COLLEGATI AD IMPIANTI ELETTRICI POSTI ALL'INTERNO. 
4. PER IMPIANTO RADIOTELEVISIVO ED ELETTRONICO SI INTENDE LA PARTE COMPRENDENTE
TUTTE LE COMPONENTI NECESSARIE ALLA TRASMISSIONE ED ALLA RICEZIONE DEI SEGNALI 
E DEI DATI AD INSTALLAZIONE FISSA FUNZIONANTI IN BASSISSIMA TENSIONE, MENTRE 
TUTTE LE COMPONENTI FUNZIONANTI A TENSIONE DI RETE NONCHE' I SISTEMI DI PROTEZIONE 
CONTRO LE SOVRATENSIONI SONO DA RITENERSI APPARTENENTI ALL'IMPIANTO ELETTRICO, 
PER GLI IMPIANTI TELEFONICI INTERNI COLLEGATI ALLA RETE PUBBLICA, CONTINUA 
AD APPLICARSI IL DECRETO 4 OTTOBRE 1982 DEL MINISTRO DELLE POSTE E DELLE 
TELECOMUNICAZIONI, PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE N. 8 DEL 10 GENNAIO 1983, 
CON RIFERIMENTO ALL'AUTORIZZAZIONE, ALL'INSTALLAZIONE E AGLI AMPLIAMENTI DEGLI 
IMPIANTI STESSI. 
5. PER IMPIANTO DEL GAS A VALLE DEL PUNTO DI CONSEGNA SI INTENDE L'INSIEME 
DELLE TUBAZIONI E DEI LORO ACCESSORI DAL MEDESIMO PUNTO DI CONSEGNA ALL'APPAREC- 
CHIO UTILIZZATORE, L'INSTALLAZIONE ED I COLLEGAMENTI DEL MEDESIMO, LE PREDISPO- 
SIZIONI EDILI E/O MECCANICHE PER LA VENTILAZIONE DEL LOCALE DOVE DEVE ESSERE IN- 
STALLATO L'APPARECCHIO, LE PREDISPOSIZIONI EDILI E/O MECCANICHE PER LO SCARICO 
ALL'ESTERNO DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE. 
6. PER IMPIANTI DI PROTEZIONE ANTINCENDIO SI INTENDONO GLI IDRANTI, GLI IMPIANTI- 
DI SPEGNIMENTO DI TIPO AUTOMATICO E MANUALE NONCHE' GLI IMPIANTI DI RILEVAMENTO 
DI GAS, FUMO E INCENDIO. 

ART. 10. 
Sanzioni 
1. LE SANZIONI AMMINISTRATIVE, DI CUI ALL'ART.16, COMMA 1, DELLA LEGGE, VENGANO 
DETERMINATE NELLA MISURA VARIABILE TRA IL MINIMO E IL MASSIMO, CON RIFERIMENTO 
ALLA ENTITA' E COMPLESSITA' DELL'IMPIANTO, AL GRADO DI PERICOLOSITA' ED 
ALLE ALTRE CIRCOSTANZE OBIETTIVE E SOGGETTIVE DELLA VIOLAZIONE. 
2. LE SANZIONI AMMINISTRATIVE SONO AGGIORNATE OGNI CINQUE ANNI CON REGOLAMEN- 
TO DEL MINISTRO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO, SULLA BASE 
DELL'EVOLUZIONE TECNOLOGICA IN MATERIA DI PREVENZIONE E SICUREZZA E DELLA SVALU- 
TAZIONE MONETARIA. 
3. LE VIOLAZIONI DELLA LEGGE ACCERTATE, MEDIANTE VERIFICA O IN QUALUNQUE AL- 
TRO MODO, A CARICO DELLE IMPRESE INSTALLATRICI SONO COMUNICATE ALLA COMMISSIONE 
DI CUI ALL'ART.4 DELLA LEGGE, COMPETENTE PER TERRITORIO, CHE PROVVEDE ALL'ISCRI- 
ZIONE NELL'ALBO PROVINCIALE DELLE IMPRESE ARTIGIANE O NEL REGISTRO DELLE DITTE 
IN CUI L'IMPRESA INADEMPIENTE RISULTA ISCRITTA, MEDIANTE APPOSITO VERBALE. 
4. LA VIOLAZIONE REITERATA PER PIU' DI TRE VOLTE DELLE NORME RELATIVE ALLA 
SICUREZZA DEGLI IMPIANTI DA PARTE DELLE IMPRESE ABILITATE COMPORTA ALTRESI', IN 
CASI DI PARTICOLARE GRAVITA', LA SOSPENSIONE TEMPORANEA DELL'ISCRIZIONE DELLE 
MEDESIME IMPRESE DAL REGISTRO DELLE DITTE O DALL'ALBO PROVINCIALE DELLE IMPRE- 
SE ARTIGIANE, SU PROPOSTA DEI SOGGETTI ACCERTATORI E SU GIUDIZIO DELLE COMMIS- 
SIONI CHE SOVRAINTENDONO ALLA TENUTA DEI REGISTRI E DEGLI ALBI. 
5. DOPO LA TERZA VIOLAZIONE DELLE NORME RIGUARDANTI LA PROGETTAZIONE E I COL- 
LAUDI, I SOGGETTI ACCERTATORI PROPONGONO AGLI ORDINI PROFESSIONALI PROVVEDIMEN- 
TI DISCIPLINARI A CARICO DEI PROFESSIONISTI ISCRITTI NEI RISPETTIVI ALBI. 
6. ALL'APPLICAZIONE DELLE SANZIONI DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO PROVVEDONO 
GLI UFFICI PROVINCIALI DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO. 
IL PRESENTE DECRETO, MUNITO DEL SIGILLO DELLO STATO, SARA' ISCRITTO NELLA 
RACCOLTA UFFICIALE DEGLI ATTI NORMATIVI DELLA REPUBBLICA ITALIANA. E' FATTO OB- 
BLIGO A CHIUNQUE SPETTI DI OSSERVARLO E DI FARLO OSSERVARE. 
DATO A ROMA, ADDI' 6 DICEMBRE 1991 
COSSIGA 
ANDREOTTI, Presidente del Consiglio dei 
Ministri 
BODRATO, Ministro dell'industria, del 
commercio e dell'artigianato 
Visto, il Guardasigilli: MARTELLI 
Registrato alla Corte dei conti il 7 febbraio 1992 
Atti di Governo, registro n. 85, foglio n. 4. 
ART. 2. 
Requisiti tecnico-professionali 
1. CON LA DIZIONE "ALLE DIRETTE DIPENDENZE DI UN'IMPRESA DEL SETTORE" DI CUI 
ALL'ART. 3, COMMA 1, LETTERE B), C), DELLA LEGGE DEVE INTENDERSI NON SOLO IL 
RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO MA ALTRESI' OGNI ALTRA FORMA DI COLLABORAZIONE 
TECNICA CONTINUATIVA NELL'AMBITO DELL'IMPRESA ARTIGIANA DA PARTE DEL TITOLARE, 
DEI SOCI O DEI FAMILIARI. 
ART. 3. 
Certificato di riconoscimento dei 
requisiti tecnico-professionali
1. IL CERTIFICATO DI RICONOSCIMENTO DEI REQUISITI TECNICO-PROFESSIONALI E' 
RILASCIATO ALLE IMPRESE ARTIGIANE DALLA COMMISSIONE PROVINCIALE PER L'ARTIGIANA 
TO CHE HA PROVVEDUTO ALL'ACCERTAMENTO DEI REQUISITI A NORMA DELL' ART. 4 DELLA 
LEGGE O AL RICONOSCIMENTO DEGLI STESSI A NORMA DELL' ART. 5, COMMA 1. 
2. ALLE ALTRE IMPRESE SINGOLE O ASSOCIATE O AL RESPONSABILE TECNICO DI CUI 
AL COMMA 2 DELL' ART. 1 DELLA LEGGE, IL CERTIFICATO DI RICONOSCIMENTO E' RILASCIA- 
TO DALLA CAMERA DI COMMERCIO COMPETENTE PRESSO LA QUALE E' STATA PRESENTATA LA 
DOMANDA DI CUI ALL' ART. 5, COMMA 2, DELLA LEGGE O PRESSO LA QUALE SI E' CONCLU- 
SO POSITIVAMENTE L'ACCERTAMENTO DI CUI ALL' ART. 4 DELLA LEGGE AD OPERA DELLA 
COMMISSIONE NOMINATA DALLA GIUNTA DELLA MEDESIMA CAMERA DI COMMERCIO. 
3. IL CERTIFICATO E' RILASCIATO SULLA BASE DI MODELLI APPROVATI CON DECRETO 
DEL MINISTRO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO, CHE FISSERA' AL- 
TRESI' LE MODALITA' PER L'EFFETTUAZIONE DI PERIODICHE VERIFICHE CIRCA LA PERMA- 
NENZA IN CAPO ALLE IMPRESE DEI REQUISITI TECNICO-PROFESSIONALI. 
ART. 4. 
Progettazione degli impianti 
1. FATTA SALVA L'APPLICAZIONE DI NORME CHE IMPONGONO UNA PROGETTAZIONE DEGLI 
IMPIANTI, LA REDAZIONE DEL PROGETTO DI CUI ALL' ART. 6 DELLA LEGGE E' OBBLIGATO- 
RIA PER L'INSTALLAZIONE, LA TRASFORMAZIONE E L'AMPLIAMENTO DEI SEGUENTI IMPIAN- 
TI: 
a) PER GLI IMPIANTI ELETTRICI DI CUI ALL' ART. 1, COMMA 1, LETTERA A), DELLA 
LEGGE, PER TUTTE LE UTENZE CONDOMINIALI DI USO COMUNE AVENTI POTENZA IMPEGNATA 
SUPERIORE A 6 kW E PER UTENZE DOMESTICHE DI SINGOLE UNITA' ABITATIVE DI SUPER- 
FICIE SUPERIORE A 400 mq; PER GLI IMPIANTI EFFETTUATI CON LAMPADE FLUORESCENTI 
A CATODO FREDDO, COLLEGATI AD IMPIANTI ELETTRICI, PER I QUALI E' OBBLIGATORIO 
IL PROGETTO E IN OGNI CASO PER IMPIANTI DI POTENZA COMPLESSIVA MAGGIORE DI 1200 
VA RESE DAGLI ALIMENTATORI; 
b) PER GLI IMPIANTI DI CUI ALL' ART. 1, COMMA 2, DELLA LEGGE RELATIVI AGLI IM 
MOBILI ABITATI AD ATTIVITA' PRODUTTIVE, AL COMMERCIO, AL TERZIARIO E AD ALTRI 
USI, QUANDO LE UTENZE SONO ALIMENTATE A TENSIONE SUPERIORE A 1000 V, INCLUSA LA 
PARTE IN BASSA TENSIONE QUALORA LA SUPERFICIE SUPERI I 200 mq; 
c) IL PROGETTO E' COMUNQUE OBBLIGATORIO PER GLI IMPIANTI ELETTRICI CON POTENZA 
IMPEGNATA SUPERIORE O UGUALE A 1,5 kW PER TUTTA L'UNITA' IMMOBILIARE PROVVISTA, 
ANCHE SOLO PARZIALMENTE, DI AMBIENTI SOGGETTI A NORMATIVA SPECIFICA DEL CO- 
MITATO ELETTROTECNICO ITALIANO (CEI), IN CASO DI LOCALI ADIBITI AD USO MEDICO O 
PER I QUALI SUSSISTA PERICOLO DI ESPLOSIONE O MAGGIOR RISCHIO DI INCENDIO; 
d) PER GLI IMPIANTI DI CUI ALL'ART.1, COMMA 1, LETTERA B), DELLA LEGGE, GLI 
IMPIANTI ELETTRONICI IN GENERE, QUANDO COESISTONO CON IMPIANTI ELETTRICI CON OB- 
BLIGO DI PROGETTAZIONE NONCHE' PER GLI IMPIANTI DI PROTEZIONE DA SCARICHE ATMO- 
SFERICHE IN EDIFICI DI VOLUME SUPERIORE A 200 mc DOTATI DI IMPIANTI ELETTRICI 
SOGGETTI A NORMATIVA SPECIFICA CEI O IN EDIFICI CON VOLUME SUPERIORE A 200 mc e 
CON UN'ALTEZZA SUPERIORE A 5 METRI; 
e) PER GLI IMPIANTI DI CUI ALL' ART. 1, COMMA 1, LETTERA C), DELLA LEGGE, PER 
LE CANNE FUMARIE COLLETTIVE RAMIFICATE, NONCHE' PER GLI IMPIANTI DI CLIMATIZZA- 
ZIONE PER TUTTE LE UTILIZZAZIONI AVENTI UNA POTENZIALITA' FRIGORIFERA PARI O SU- 
PERIORE A 40.000 FRIGORIE/ORA; 
f) PER GLI IMPIANTI DI CUI ALL'ART.1, COMMA 1, LETTERA E), DELLA LEGGE, PER 
IL TRASPORTO E L'UTILIZZAZIONE DI GAS COMBUSTIBILI CON PORTATA TERMICA SUPERIO- 
RE A 34,8 kW O DI GAS MEDICALI PER USO OSPEDALIERO E SIMILI, NEL CASO DI STOC- 
CAGGI; 
g) PER GLI IMPIANTI DI CUI ALL' ART.1, COMMA 1, LETTERA G), DELLA LEGGE, QUA- 
LORA SIANO INSERITI IN UN' ATTIVITA' SOGGETTA AL RILASCIO DEL CERTIFICATO PREVEN- 
ZIONE INCENDI E COMUNQUE QUANDO GLI IDRANTI SONO IN NUMERO PARI O SUPERIORE A 4 
O GLI APPARECCHI DI RILEVAMENTO SONO IN NUMERO PARI O SUPERIORE A 10. 
2. PROGETTI DEBBONO CONTENERE GLI SCHEMI DELL'IMPIANTO E I DISEGNI PLANIME- 
TRICI, NONCHE' UNA RELAZIONE TECNICA SULLA CONSISTENZA E SULLA TIPOLOGIA DELL' 
INSTALLAZIONE, DELLA TRASFORMAZIONE O DELL'AMPLIAMENTO DELL'IMPIANTO STESSO, 
CON PARTICOLARE RIGUARDO ALL'INDIVIDUAZIONE DEI MATERIALI E COMPONENTI DA UTI- 
LIZZARE E ALLE MISURE DI PREVENZIONE E DI SICUREZZA DA ADOTTARE. SI CONSIDERANO 
REDATTI SECONDO LA BUONA TECNICA PROFESSIONALE I PROGETTI ELABORATI IN CONFORMI- 
TA' ALLE INDICAZIONI DELLE GUIDE DELL'ENTE ITALIANO DI UNIFICAZIONE (UNI) E 
(CEI). 
3. QUALORA L'IMPIANTO A BASE DI PROGETTO SIA VARIATO IN OPERA, IL PROGETTO 
PRESENTATO DEVE ESSERE INTEGRATO CON LA NECESSARIA DOCUMENTAZIONE TECNICA ATTE- 
STANTE TALI VARIANTI IN CORSO D'OPERA, ALLE QUALI, OLTRE CHE AL PROGETTO, L'IN- 
STALLATORE DEVE FARE RIFERIMENTO NELLA SUA DICHIARAZIONE DI CONFORMITA'.  
ART. 5. 
Installazione degli impianti 
1. I MATERIALI E COMPONENTI COSTRUITI SECONDO LE NORME TECNICHE PER LA SALVA- 
GUARDIA DELLA SICUREZZA DELL'UNI E DEL CEI, NONCHE' NEL RISPETTO DELLA LEGISLA- 
ZIONE TECNICA VIGENTE IN MATERIA DI SICUREZZA, SI CONSIDERANO COSTRUITI A REGO- 
LA D'ARTE. 
2. SI INTENDONO ALTRESI' COSTRUITI A REGOLA D'ARTE I MATERIALI ED I COMPONEN- 
TI ELETTRICI DOTATI DI CERTIFICATI O ATTESTATI DI CONFORMITA' ALLE NORME ARMO- 
NIZZATE PREVISTE DALLA LEGGE 18 OTTOBRE 1977, N. 791, O DOTATI ALTRESI' DI MAR- 
CHI DI CUI ALL'ALLEGATO IV DEL DECRETO DEL MINISTERO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMER- 
CIO E DELL'ARTIGIANATO 13 GIUGNO 1989, PUBBLICATO NEL SUPPLEMENTO ORDINARIO AL- 
LA GAZZETTA UFFICIALE N. 171 DEL 24 LUGLIO 1989. 
3. GLI IMPIANTI REALIZZATI IN CONFORMITA' ALLE NORME TECNICHE DELL'UNI E DEL 
CEI, NONCHE' ALLA LEGISLAZIONE TECNICA VIGENTE SI INTENDONO COSTRUITI A REGOLA 
D'ARTE. 
4. NEL CASO IN CUI PER I MATERIALI E I COMPONENTI GLI IMPIANTI NON SIANO STATE
SEGUITE LE NORME TECNICHE PER LA SALVAGUARDIA DELLA SICUREZZA DELL'UNI E DEL 
CEI, L'INSTALLATORE DOVRA' INDICARE NELLA DICHIARAZIONE DI CONFORMITA' LA NORMA 
DI BUONA TECNICA ADOTTATA. 
5. IN TALE IPOTESI SI CONSIDERANO A REGOLA D'ARTE I MATERIALI, COMPONENTI ED 
IMPIANTI PER IL CUI USO O LA CUI REALIZZAZIONE SIANO STATE RISPETTATE LE NORMA- 
TIVE EMANATE DAGLI ORGANISMI DI NORMALIZZAZIONE DI CUI ALL'ALLEGATO II DELLA DI- 
RETTIVA N. 83/189/CEE, SE DETTE NORME GARANTISCONO UN LIVELLO DI SICUREZZA EQUI- 
VALENTE. 
6. PER INTERRUTTORI DIFFERENZIALI AD ALTA SENSIBILITA' SI INTENDONO QUELLI 
AVENTI CORRENTE DIFFERENZIALE NOMINALE NON SUPERIORE AD 1A. GLI IMPIANTI ELET- 
TRICI DEVONO ESSERE DOTATI DI INTERRUTTORI DIFFERENZIALI CON LIVELLO DI SENSIBI- 
LITA' PIU' IDONEO AI FINI DELLA SICUREZZA NELL'AMBIENTE DA PROTEGGERE E TALE DA 
CONSENTIRE UN REGOLARE FUNZIONAMENTO DEGLI STESSI. PER SISTEMI DI PROTEZIONE E- 
QUIVALENTE AI FINI DEL COMMA 2 DELL'ART.7 DELLA LEGGE, SI INTENDE OGNI SISTEMA 
DI PROTEZIONE PREVISTO DALLE NORME CEI CONTRO I CONTATTI INDIRETTI. 
7. CON RIFERIMENTO ALLE ATTIVITA' PRODUTTIVE, SI APPLICA L'ELENCO DELLE NOR- 
ME GENERALI DI SICUREZZA RIPORTATE NELL'ART.1 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DEL 
CONSIGLIO DEI MINISTRI 31 MARZO 1989, PUBBLICATO NEL SUPPLEMENTO ORDINARIO ALLA 
GAZZETTA UFFICIALE N. 93 DEL 21 APRILE 1989. 
8. PER L'ADEGUAMENTO DEGLI IMPIANTI GIA' REALIZZATI ALLA DATA DI ENTRATA IN 
VIGORE DELLA LEGGE E' CONSENTITA UNA SUDDIVISIONE DEI LAVORI IN FASI OPERATIVE 
PURCHE' L'ADEGUAMENTO COMPLESSIVO AVVENGA COMUNQUE NEL TRIENNIO PREVISTO DALLA 
LEGGE; VENGANO RISPETTATI I PRINCIPI DI PROGETTAZIONE OBBLIGATORIA CON RIFERI- 
MENTO ALLA GLOBALITA' DEI LAVORI E VENGA RILASCIATA PER CIASCUNA FASE LA DICHIA- 
RAZIONE DI CONFORMITA' CHE NE ATTESTI L'AUTONOMA FUNZIONALITA' E LA SICUREZZA. 
SI CONSIDERANO COMUNQUE ADEGUATI GLI IMPIANTI ELETTRICI PREESISTENTI CHE PRESEN- 
TINO I SEGUENTI REQUISITI: SEZIONAMENTO E PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI INDIRET- 
TI O PROTEZIONE CON INTERUTTORE DIFFERENZIALE AVENTE CORRENTE DIFFERENZIALE NO- 
MINALE NON SUPERIORE A 30 mA. 
ART. 6. 
Attivita' di normazione tecnica 
1. L'UNI ED IL CEI SVOLGONO L'ATTIVITA' DI ELABORAZIONE DI SPECIFICHE TECNICHE 
PER LA SALVAGUARDIA DELLA SICUREZZA DI CUI ALL'ART.7 DELLA LEGGE, ANCHE SULLA 
BASE DI INDICAZIONI DEL MINISTERO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTI- 
GIANATO - DIREZIONE GENERALE DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE E DI OSSERVAZIONI DEL 
LA COMMISSIONE PERMANENTE DI CUI ALL'ART. 15, COMMA 2, DELLA LEGGE ED INVIATO 
SEMESTRALMENTE ALLA DIREZIONE GENERALE PREDETTA LA DESCRIZIONE DEI LAVORI SVOL- 
TI IN TALE SETTORE, PER L'ATTRIBUZIONE DELLE SOMME, DI CUI ALL'ART.8 DELLA LEGGE, 
CHE VERRANNO EROGATE SECONDO CRITERI DA DETERMINARSI CON REGOLAMENTO DEL MI- 
NISTRO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO, DI CONCERTO CON IL MI- 
NISTRO DEL TESORO. 

ART. 7. 
Dichiarazione di conformita' 
1. LA DICHIARAZIONE DI CONFORMITA' VIENE RESA SULLA BASE DI MODELLI PREDISPOSTI 
CON DECRETO DEL MINISTRO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO, 
SENTITI L'UNI E IL CEI. 
2. LA DICHIARAZIONE DI CONFORMITA' E' RILASCIATA ANCHE SUGLI IMPIANTI REALIZ- 
ZATI DAGLI UFFICI TECNICI INTERNI DELLE DITTE NON INSTALLATRICI, INTENDENDOSI 
PER UFFICI TECNICI INTERNI LE STRUTTURE AZIENDALI PREPOSTE ALL'IMPIANTISTICA. 
3. COPIA DELLA DICHIARAZIONE E' INVITATA DAL COMMITTENTE ALLA COMMISSIONE 
PROVINCIALE PER L'ARTIGIANATO O A QUELLA INSEDIATA PRESSO LA CAMERA DI COMMER- 
CIO. 

ART. 8. 
Manutenzione degli impianti 
1. PER LA MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI DI ASCENSORI E MONTACARICHI IN SERVIZI 
PRIVATO CONTINUANO AD APPLICARSI LE DISPOSIZIONI DI CUI ALL'ART.5 DELLA LEGGE 
24 OTTOBRE 1942, N. 1415. 
2. PER INTERVENTI DI ORDINARIA MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI SI INTENDONO TUTTI
 QUELLI FINALIZZATI A CONTENERE IL DEGRADO NORMALE D'USO NONCHE' A FAR FRONTE 
AD EVENTI ACCIDENTALI CHE COMPORTINO LA NECESSITA' DI PRIMI INTERVENTI, CHE CO- 
MUNQUE NON MODIFICHINO LA STRUTTURE ESSENZIALE DELL'IMPIANTO O LA LORO DESTINA- 
ZIONE D'USO. 

ART. 9. 
Verifiche 
1. PER L'ESERCIZIO DELLA FACOLTA' PREVISTA DALL'ART.14 DELLA LEGGE, GLI ENTI 
INTERESSATI OPERANO LA SCELTA DEL LIBERO PROFESSIONISTA NELL'AMBITO DI APPOSITI 
ELENCHI CONSERVATI PRESSO LE CAMERE DI COMMERCIO E COMPRENDENTI PIU' SEZIONI SE- 
CONDO LE RISPETTIVE COMPETENZE. GLI ELENCHI SONO FORMATI ANNUALMENTE SULLA BASE 
DI DOCUMENTATA DOMANDA DI ISCRIZIONE E APPROVATI DAL MINISTRO DELL'INDUSTRIA, 
DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO. 
2. CON DECRETO DEL MINISTRO DELL'INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO 
SENTITI GLI ORDINI E I COLLEGI PROFESSIONALI, SONO ADOTTATI SCHEMI UNIFORMI DI 
ELENCHI E DI SEZIONI A CUI DOVRANNO ADEGUARSI GLI ELENCHI E LE SEZIONI PREDISPO- 
STI DALLE CAMERE DI COMMERCIO. 
3. I SOGGETTI DIRETTAMENTE OBBLIGATI AD OTTEMPERARE A QUANTO PREVISTO DALLA 
LEGGE DEVONO CONSERVARE TUTTA LA DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA E TECNICA E CON- 
SEGNARLA ALL'AVENTE CAUSA IN CASO DI TRASFERIMENTO DELL'IMMOBILE A QUALSIASI TITOLO 
NONCHE' DEVONO DARNE COPIA ALLA PERSONA CHE UTILIZZA I LOCALI. 
4. ALL'ATTO DELLA COSTRUZIONE O RISTRUTTURAZIONE DELL'EDIFICIO CONTENENTE 
GLI IMPIANTI DI CUI ALL'ART.1, COMMI 1 E 2, DELLA LEGGE, IL COMMITTENTE O IL 
PROPRIETARIO AFFIGGONO BEN VISIBILI UN CARTELLO CHE, OLTRE AD INDICARE GLI E- 
STREMI DELLA CONCESSIONE EDILIZIA ED INFORMAZIONI RELATIVE ALLA PARTE EDILE, DE- 
VE RIPORTARE IL NOME DELL'INSTALLATORE DELL'IMPIANTO O DEGLI IMPIANTI E, QUALO- 
RA SIA PREVISTO IL PROGETTO, IL NOME DEL PROGETTISTA DELL'IMPIANTO O DEGLI IM- 
PIANTI. 
Art. NOTE 
NOTE 
AVVERTENZA: 
IL TESTO DELLE NOTE QUI PUBBLICATO E' STATO REDATTO AI SENSI DELL'ART. 10, 
COMMA 3, DEL TESTO UNICO DELLE DISPOSIZIONI SULLA PROMULGAZIONE DELLE LEGGI, 
SULL'EMANAZIONE DEI DECRETI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E SULLE PUBBLICAZIO- 
NI UFFICIALI DELLA REPUBBLICA ITALIANA, APPROVATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE 
DELLA REPUBBLICA 28 DICEMBRE 1985, N. 1092, AL SOLO FINE DI FACILITARE LA LETTU- 
RA DELLE DISPOSIZIONI DI LEGGE ALLE QUALI E' OPERATO IL RINVIO. RESTANO INVARIA- 
TI IL VALORE E L'EFFICACIA DEGLI ATTI LEGISLATIVI QUI TRASCRITTI. 
NOTE ALLE PREMESSE: 
- L'ART. 87, COMMA QUINTO, DELLA COSTITUZIONE, CONFERISCE AL PRESIDENTE DEL- 
LA REPUBBLICA IL POTERE DI PROMULGARE LE LEGGI E DI EMANARE I DECRETI AVENTI VA- 
LORE DI LEGGE ED I REGOLAMENTI. 
- PER IL TESTO DELL'ART. 15 DELLA LEGGE N. 46/1990 SI VEDA IN NOTA ALL'ART.6 
- IL COMMA 1, LETTERA B), DELL'ART.17 DELLA LEGGE N. 400/1988 (DISCIPLINA 
DELL'ATTIVITA' DI GOVERNO E ORDINAMENTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINI- 
STRI) PREVEDE CHE CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, PREVIA DELIBERA- 
ZIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, SENTITO IL PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO CHE 
DEVE PRONUNZIARSI ENTRO NOVANTA GIORNI DALLA RICHIESTA, POSSANO ESSERE EMANATI 
REGOLAMENTI PER L'ATTUAZIONE E L'INTEGRAZIONE DELLE LEGGI E DEI DECRETI LEGISLA- 
TIVI RECANTI NORME DI PRINCIPIO, ESCLUSI QUELLI RELATIVI A MATERIE RISERVATE ALLA 
COMPETENZA REGIONALE. IL COMMA 4 DELLO STESSO ARTICOLO STABILISCE CHE GLI AN- 
ZIDETTI REGOLAMENTI DEBBANO RECARE LA DENOMINAZIONE DI "REGOLAMENTO" SIANO, 
ADOTTATI PREVIO PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO, SOTTOPOSTI AL VISTO ED ALLA REGI- 
STRAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI E PUBBLICATI NELLA GAZZETTA UFFICIALE. 
NOTE ALL'ART.1: 
- SI TRASCRIVE IL TESTO DELL'ART.1 DELLA LEGGE N. 46/1990: 
"ART. 1 (AMBITO DI APPLICAZIONE) - 1. SONO SOGGETTI ALL'APPLICAZIONE DELLA 
PRESENTE LEGGE I SEGUENTI IMPIANTI RELATIVI AGLI EDIFICI ADIBITI AD UNO CIVILE; 
a) GLI IMPIANTI DI PRODUZIONE, DI TRASPORTO, DI DISTRIBUZIONE E DI UTILIZZA- 
ZIONE DELL'ENERGIA ELETTRICA ALL'INTERNO DEGLI EDIFICI A PARTIRE DAL PUNTO DI 
CONSEGNA DELL'ENERGIA FORNITA DALL'ENTE DISTRIBUTORE; 
b) GLI IMPIANTI RADIOTELEVISIVI ED ELETTRONICI IN GENERE, LE ANTENNE E GLI 
IMPIANTI DI PROTEZIONE DA SCARICHE ATMOSFERICHE; 
c) GLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO E DI CLIMATIZZAZIONE AZIONATI DA FLUIDO LI- 
QUIDO, AERIFORME, GASSOSO E DI QUALSIASI NATURA O SPECIE; 
d) GLI IMPIANTI IDROSANITARI NONCHE' QUELLI DI TRASPORTO, DI TRATTAMENTO, DI 
USO, DI ACCUMULO E DI CONSUMO DI ACQUA ALL'INTERNO DEGLI EDIFICI A PARTIRE DAL 
PUNTO DI CONSEGNA DELL'ACQUA FORNITA DALL'ENTE DISTRIBUTORE; 
e) GLI IMPIANTI PER IL TRASPORTO E L'UTILIZZAZIONE DI GAS ALLO STATO LIQUIDO 
O AERIFORME ALL'INTERNO DEGLI EDIFICI A PARTIRE DAL PUNTO DI CONSEGNA DEL COMBU- 
STIBILE GASSOSO FORNITO DALL'ENTE DISTRIBUTORE; 
f) GLI IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO DI PERSONE O DI COSE PER MEZZO DI ASCENSORI, 
DI MONTACARICHI, DI SCALE MOBILI E SIMILI; 
g) GLI IMPIANTI DI PROTEZIONE ANTINCENDIO; 
2. SONO ALTRESI' SOGGETTI ALL'APPLICAZIONE DELLA PRESENTE LEGGE GLI IMPIANTI 
DI CUI AL COMMA 1, LETTERA A), RELATIVI AGLI IMMOBILI ADIBITI AD ATTIVITA' PRO- 
DUTTIVE, AL COMMERCIO, AL TERZIARIO E AD ALTRI USI.RNI 
- IL D.M. 4 OTTOBRE 1982, RECA: "NORME IN MATERIA DI AUTORIZZAZIONE PER L'IN- 
STALLAZIONE DI IMPIANTI TELEFONICI INTERNI". 
NOTA ALL'ART.2: 
- SI TRASCRIVE IL TESTO DELL'ART.3, COMMA 1, LETTERE B), C), DELLA LEGGE N. 
46/1990: 
" I REQUISITI TECNICO-PROFESSIONALI DI CUI ALL'ART.2, COMMA 2, SONO I SEGUEN- 
TI: 
a) (OMISSIS): 
b) OPPURE DIPLOMA DI SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE CONSEGUITO, CON SPECIALIZZA- 
ZIONE RELATIVA AL SETTORE DELLE ATTIVITA' DI CUI ALL'ART.2, COMMA 1, PRESSO UN 
ISTITUTO STATALE O LEGALMENTE RICONOSCIUTO, PREVIO UN PERIODO DI INSERIMENTO,DI 
ALMENO UN ANNO CONTINUATIVO, ALLE DIRETTE DIPENDENZE DI UNA IMPRESA DEL SETTORE 
c) OPPURE TITOLO O ATTESTATO CONSEGUITO AI SENSI DELLA LEGISLAZIONE VIGENTE 
IN MATERIA IN FORMAZIONE PROFESSIONALE, PREVIO UN PERIODO DI INSERIMENTO, DI AL- 
MENO DUE ANNI CONSECUTIVI, ALLE DIRETTIVE DIPENDENZE DI UNA IMPRESA DEL SETTORE.